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domenica 28 settembre 2014

Chiamata di soccorso da profughi siriani in alto mare, tra la Grecia e la Sicilia. Le rotte di fuga si spostano più a nord, da Egitto e Libia è sempre più pericoloso partire. Un'altra imbarcazione potrebbe essere "soccorsa" dagli egiziani. E poi che ne faranno ?


Il bollettino meteo della Marina Militare prevede per le prossime ore burrasca forza 7-8 da Nord sui mari Egeo, ed a sud di Creta. E tempo abbastanza brutto anche sullo Ionio meridionale, dove probabilmente si trova l'imbarcazione dalla quale è partita l'ultima chiamata di soccorso.

Ricevo da Nawal Siryahorra e diffondo:
 
Sos dal mare.
Piu' di 400 persone sono state abbandonate dallo scafista e quindi 3 tre giorni queste persone navigano senza meta...
2 bambini hanno perso i sensi.
Chiamata con la guardia costiera h 08:10


Dalle coordinate fornite dai profughi durante la telefonata dovrebbero essere a metà strada tra la Grecia e la Sicilia, su una rotta molto più a nord di quelle seguite in precedenza, potrebbero essere partiti addirittura dalla Turchia.
 Di certo per trovarsi in quella posizione non sono partiti nè dalla Libia, nè dall'Egitto. Sembra che dalla fine della mattinata questa imbarcazione sia seguita a distanza da una nave commerciale e successivamente da altri mezzi militari e stia facendo rotta verso Crotone.

http://www.gazzettadelsud.it/news//110221/Barcone-con-500-a-bordo-.html

 (ANSA) - CATANZARO, 28 SET - Un barcone con circa 500 persone a bordo è stato individuato al largo della Calabria. Una chiamata di soccorso è giunta alla centrale della Guardia costiera di Roma tramite un telefono satellitare. Sono immediatamente scattate le verifiche e la centrale operativa ha inviato un Atr 42 per individuare il barcone, localizzato a circa 80 miglia dalla Calabria. Sul posto due motovedette partite da Crotone e Roccella Jonica, che ora stanno intervenendo. Il mare è forza 5.

Non si può escludere che, oggi, o nei prossimi giorni, ci possano essere altre imbarcazioni sulla stessa rotta, considerando la quantità di persone, siriani e palestinesi soprattutto, che dalla Siria sono fuggite in Turchia, o che l'Egitto ha respinto verso la Turchia in quest'ultimo paese. I mezzi della Guardia Costiera sono ancora impegnati in operazioni SAR ( Ricerca e soccorso). 

http://www.vesselfinder.com/it/vessels/CP321-IMO-0-MMSI-247330400

 Occorre una azione sinergica a livello internazionale perche' Malta non avra' mezzi da inviare tanto lontano e la Grecia ha gia' dimostrato come manda a morire le persone quando non puo' respingerle. 

http://www.cronachediordinariorazzismo.org/grecia-la-guardia-costiera-respinge-una-barca-provocando-la-morte-di-alcune-persone-unhcr-chiede-spiegazioni/ 

http://tempsreel.nouvelobs.com/monde/20140505.OBS6118/grece-au-moins-18-morts-dans-un-naufrage-de-migrants.html 

A Malta si manifesta contro i migranti definiti "illegali" anche quando sono richiedenti asilo.

http://www.independent.com.mt/articles/2014-09-28/news/no-more-illegal-immigrants-protesters-at-valletta-6762201088/ 

Anche su Cipro non si puo' contare molto, e probabilmente, dopo l'ultimo soccorso operato nei pressi del porto di Limassol, sta già facendo i conti con persone che non hanno nessuna intenzione di restare bloccate in quell'isola o di essere rispedite indietro. 



http://www.bellinghamherald.com/2014/09/27/3882342_syrian-refugees-see-future-in.html?rh=1 

La questione dei profughi salvati a Limassol da una nave commerciale e "gentilmente" invitati dalla polizia a sbarcare in territorio cipriota, sembra ancora aperta. Incerta la destinazione dei profughi che sarebbero ancora trattenuti in un commissariato di polizia. Davvero campioni di accoglienza.

http://www.todayszaman.com/world_greek-cyprus-police-empty-ship-of-holdout-migrants_359975.html

Piuttosto che vaneggiare sui controlli di Frontex Plus e di Triton da arretrate e limitare alle acque territoriali italiane occorre andare a salvare queste persone. Dopo gli arresti di siriani, intere famiglie in Egitto, e dopo gli orrori che raccontano i profughi che arrivano dalla Libia, i migranti, siriani e palestinesi soprattutto, sono trasportati da imbarcazioni che viaggiano molto più a nord che in passato, lontane dalle coste africane.


La comunita' internazionale, le navi Nato presenti nell'area ed invisibili ai sistemi di rilevamento del traffico marino, HANNO L'OBBLIGO GIURIDICO E MORALE DI ANDARE A SALVARE QUESTE PERSONE. 


http://www.channel4.com/news/gaza-migration-middle-east-italy-sicily-europe-video 

Le Nazioni Unite chiedono più efficacia negli interventi di soccorso in mare e gli stati europei ignorano gli appelli e si rinchiudono a difesa delle proprie frontiere, più importanti della vita umana.

http://www.independent.com.mt/articles/2014-09-28/news/un-human-rights-council-urges-new-push-to-stem-migrant-sea-deaths-6753878016/ 

Dal Gambia giunge una richiesta di una indagine sullo "speronamento" che ha portato all'annegamento di 300 persone,  a sud est di Malta, qualche settimana fa 

http://www.independent.com.mt/articles/2014-09-28/news/gambia-calls-for-un-inquiry-into-deliberate-migrant-shipwrecks-6753746944/

 Chi, a livello europeo o in Italia, scarica su singoli paesi come Malta e Cipro, il salvataggio di queste persone e' colpevole non solo di omissione di soccorso ma di omicidio intenzionale. Occorre organizzare al più presto, al di là della missione Triton di Frontex, un sistema di minitoraggio e salvataggio in acque internazionale con l'eslcusivo scopo di salvare le vite umane e di sbarcare i profughi in quei luoghi che impone il diritto internazionale come "place of safety". Il porto sicuro non è necessariamente il porto più vicino. Porto sicuro è il porto nel quale non si rischiano respingimenti collettivi, si può essere informati sui propri diritti e ricevere tutela legale effettiva, avere accesso alla procedura di asilo ed avere ragionevoli probabilità di avere accolta la propria domanda senza restare per mesi segregati in centri di detenzione. Come ha stabilito la Corte Europea di diritti dell'Uomo, la Grecia non è un "place of safety" per qualunque naufrago, e lo stesso vale per Cipro, come sta emergendo dopo lo sbarco forzato a Limassol dei naufraghi soccorsi al limite delle acque territoriali di quel paese. Comunque sta cambiando tutto molto rapidamente e le vecchie mappe sono superate.

http://geograficamente.wordpress.com/2014/08/31/frontex-plus-nel-mediterraneo-per-i-profughi-e-immigrati-al-posto-di-mare-nostrum-ma-non-sono-due-cose-diverse-da-soccorso-in-mare-a-controllo-delle-frontiere-la-necessita-di-creare-un/

Dall'Africa e dalla Libia in particolare, continuano a partire comunque migranti provenienti dal'area subsahariana, come il Gambia e dal Corno d'Africa, dunque anche dall'Eritrea, paesi con i quali sembra che il governo italiano voglia intavolare trattative... magari per respingere o fare tornare "volontariamente" qualcuno che è riuscito ad arrivare in Italia. Molte famiglie sono sottoposte a ricatti, nei paesi di origine in cui le dittature comandano nell'indifferenza dei paesi "democratici".

Gli accordi bilaterali non vanno rilanciati per rimpatriare chi fugge da guerre e dittature, ma per salvaguardare i diritti umani di chi è stato costretto ad una partenza forzata, ha subito abusi tremendi durante il passaggio nei paesi di transito, e non può essere condannato a una deportazione.

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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