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martedì 2 settembre 2014

La Libia sprofonda nel caos e migliaia di migranti tentano di fuggire anche a costo della vita. Ormai nessuno potrà dire "non sapevo". La scelta di non decidere fa morire.


In Europa sembra che nessuno riesca ad ammettere pubblicamente che l'aumento delle partenze dalla Libia sia dovuto alla situazione di vera e propria persecuzione subita dai migranti in quel paese, sempre più esposti alle violenze dei trafficanti ed agli attacchi delle milizie armate che li considerano come merce di scambio o come corpi di abusare. Si arriva persino a sostenere che l'operazione Mare Nostrum abbia costituito un fattore di attrazione per coloro che sono stati costretti comunque a fuggire, a qualsiasi costo, da un paese nel quale erano quotidianamente bersaglio di attacchi e di ricatti. Sulla base di questo assunto, accettato alla fine anche dal governo italiano, Alfano e la Commissaria europea Malmstroem hanno deciso la prossima fine della missione Mare Nostrum ed hanno inventato un "Frontex plus" che di fatto non esiste e che forse non esisterà mai, almeno come missione di salvataggio in acque internazionali, soprattutto ai confini delle acque libiche.

http://www.amnesty.fr/AI-en-action/Personnes-deracinees/Migrations-et-droits-humains/Actualites/Frontex-Plus-doit-se-concentrer-sur-les-recherches-et-les-secours-en-mer-12433

L'appello della Commissaria (in scadenza) Malmstroem ed i viaggi di Alfano nelle principali capitali europee dovrebbero ottenere un sostegno più ampio da parte dei singoli stati nel finanziamento delle missioni Frontex Hera ed Hermes, già attive da tempo nel Mediterraneo. Missioni Frontex che finora si sono tradotte in attività di indagine da parte degli agenti di diverse polizie, dopo gli interventi di salvataggio affidati a Mare Nostrum, ed in "analisi rischi" che non hanno saputo prevedere neppure l'aumento incontrollabile delle partenze per effetto del deterioramento della situazione in Libia, oltre che per i veri fattori di spinta, costituiti dai focolai di guerra in Somalia, dalla dittatura eritrea, dal massacro siriano e più recentemente dai bombardamenti su Gaza. Fattori di spinta che hanno costretto migliaia di persone a lasciare il loro paese per salvare le proprie famiglie o per raggiungere da soli l'Europa e da lì aiutare nella fuga i propri parenti rimasti indietro. Fattori di spinta sui quali l'Europa non si è dimostrata capace di intervenire preferendo additare tutte le responsabilità sui "cattivi scafisti", con la proprosta "manifesto" di distruggere i barconi, e sulla presenza delle navi della missione Mare Nostrum "troppo vicino" alle acque territoriali libiche, in modo da rendere "troppo facili" gli interventi di soccorso, e dunque alla fine troppe le vite umane salvate e le persone che sono riuscite a raggiungere le coste italiane e poi, almeno un terzo, altri paesi europei.

I cadaveri ammassati sulle spiagge libiche e tunisine dimostrano già quanto fosse falsa, da parte dei governi europei, la ricostruzione dei fattori di spinta che hanno prodotto un aumento esponenziale delle partenze dalla Libia. Così come il collasso delle istituzioni pubbliche in quel paese, a partire dalla polizia e dalla marina, lasciano seri dubbi sull'effettiva capacità di soccorso della Guardia costiera libica, abbondantemente foraggiata dall'Italia, che dal 2009 in poi, dopo gli accordi tra Berlusconi e Gheddafi ha regalato mezzi terrestri e motovedette, e poi rinforzata dalle missioni europee EUBAM Libia, di cui in questo momento sembra essersi persa ogni traccia.

http://eeas.europa.eu/csdp/missions-and-operations/eubam-libya/index_en.htm

Piuttosto che tentare impossibili accordi con le polizie dei paesi di transito per impedire le partenze, occorre andare a salvare le persone in mare ovunque si trovino. Va istituita una rete pubblica di raccolta e smistamento delle chiamate di soccorso, in tutta Europa, ed un sistema di pronto intervento in mare più capillare e diffuso di quanto non riesca ad essere in questo periodo Mare Nostrum. I lunghi trasferimenti, dopo gli interventi SAR ( ricerca  e soccorso), decisi dal ministero dell'interno, verso i porti italiani, adesso fino a Napoli, Taranto o Brindisi, di fatto snaturano la missione e ne depotenziano la funzione di salvataggio, tanto che sempre più spesso occorre avvalersi del soccorso (quando arriva) fornito dalle navi commerciali.

Se non si troveranno vie di fuga, vere e propie evacuazioni protette da porti libici, da quelli ancora agibili, al riparo delle milizie armate, nei quali istituire aree di raccolta e di soccorso per i profughi in transito, e soprattutto se non saranno aperti canali umanitari di fuga, con la possibilità di ingresso legale e protetto con visti di ingresso per protezione temporanea e documenti di viaggio rilasciati da tutte le ambasciate e dai consolati dei paesi europei negli altri stati di transito che confinano con la Libia, l'Europa sarà complice di un vero e proprio genocidio di massa, di una pulizia etnica. Una scelta, quella di non decidere,  ancora più grave della guerra ai migranti che è stata dichiarata da tempo, con un consenso crescente da parte dell'opinione pubblica, come è confermato dal successo dei partiti populisti e razzisti alle ultime elezioni europee.
Si preferisce che i migranti muoiano nei centri di detenzione libici, nei deserti o in mare, piuttosto che ammettere nel territorio europeo uomini, donne, bambini, in fuga da orrori che tutti dovrebbero vedere. Perchè quegli orrori sono tutti i giorni davanti ai nostri occhi, in Somalia e nel Centro Africa, a Gaza ed in Siria, in Eritrea ed in Libia,  come i cadaveri ammassati sulle coste africane, visibili a tutti, nessuno può fare finta di non vedere.

Chi ha responsabilità di governo nei singoli stati e nelle istituzioni europee si trova davanti un bivio tra scelte di vita e scelte di morte. Domani nessuno, anche tra coloro che riversano nell'urna elettorale il loro odio nei confronti dei migranti, potrà dire non sapevo.

http://www.asca.it/news-Mare_Nostrum__quasi_4_000_migranti_portati_in_salvo_in_72_ore-1417820.html

" The International Office of Migration (IOM) has worried that the instability in Libya is making it easier than ever for criminal gangs to smuggle those hoping to reach Europe by attempting the risky crossing. The IOM has stressed the need for greater cooperation amongst the European Union and other bodies to stem the flow to prevent more of these tragedies".

Read more: http://www.libyaherald.com/2014/08/31/tunisian-coastguard-finds-42-bodies-from-libyan-wreck/#ixzz3C7uw5siS

http://www.libyaherald.com/2014/08/31/tunisian-coastguard-finds-42-bodies-from-libyan-wreck/#axzz3C7uSb6D2

http://www.asca.it/news-Libia__governo_ammette__Tripoli_nelle_mani_dei_ribelli-1417861.html

http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notizie/rubriche/politica/2014/09/01/libia-ancora-caos-tripoli-in-mano-a-rivoluzionari-alba_07e3822c-a5e8-432d-9f91-52b0bedea8ae.html

Una Direttiva europea che tutti hanno dimenticato, la direttiva 2001/55/CE che prevede la possibilità di misure straordinarie di ingresso e legalizzazione in caso di afflusso massiccio di sfollati. Una "dimenticanza", in realtà una scelta consapevole, che arricchisce i trafficanti e aumenta il numero delle vittime in mare. Forse qualcuno spera che il cattivo tempo autunnale possa ridurre le partenze. Come se  le tragedie in mare avessero un effetto pedagogico o comunque dissuasivo. Forse si dimenticano le stragi del 3 e dell' 11 ottobre 2013, centinaia di morti, persone che avrebbero potuto essere salvate se avvessero avuto la possibilità di un ingresso legalee  protetto in Europa. Persone, come le tante che in questi giorni sono in balia di un mare sempre più in burrasca.

http://www.cir-onlus.org/index.php?option=com_multicategories&view=article&id=850:cir-dare-la-protezione-temporanea-ai-profughi-siriani&catid=37&Itemid=142&lang=it

http://www.meltingpot.org/La-protezione-temporanea-degli-sfollati.html#.VAU-cEYcRsc

http://europa.eu/legislation_summaries/justice_freedom_security/free_movement_of_persons_asylum_immigration/l33124_it.htm

http://www.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/temi/asilo/Protezione_temporanea.html

Il Ministero dell'interno non ha ancora aggiornato questa voce. Qualcuno ha davvero la memoria corta.

Perchè non si può ripetere oggi quanto deciso nel 2011 a seguito della cosiddetta emergenza Nordafrica ? Oggi la situazione nei paesi nordafricani e in altri paesi dai quali si fugge da guerre e  dittaure, è ancora peggiore.

http://www.immigrazione.regione.toscana.it/lenya/paesi/live/contenuti/EventiDellaVita/Asilorifugiato/misureumanitarieprotezioneumanitarienormativa.html





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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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