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domenica 21 settembre 2014

Naufragio a trenta miglia dalla costa libica. Morti e dispersi.Dove prima arrivava Mare Nostrum adesso intervengono navi commerciali. Dove saranno sbarcati i naufraghi ? Quanto tempo hanno atteso i soccorsi ?


Adesso certamente nessuno potrà più dire che le navi della missione Mare Nostrum costituiscono un "fattore di attrazione" per i migranti in partenza dalla Libia. Adesso tutti sanno che le navi italiane sono state ritirate più a nord, magari impegnate nei lunghi trasferimenti verso Taranto o Napoli. Distolte dalla loro funzione di soccorso, tenute lontane dal Canale di Sicilia. Adesso Alfano potrà andare sicuro in Europa senza temere altri attacchi. E prepararsi a ritirare a fine novembre Mare Nostrum, quando arriveranno, se arriveranno, le navi della missione Triton di Frontex, che si limiteranno a pattugliare le acque territoriali italiane e la zona contigua, al massimo 24 miglia a sud di Lampedusa. Ancora più a sud, e ad est, altre migliaia di migranti partiranno comunque, dalla Libia e dall'Egitto, senza pensare se troveranno navi di salvataggio, quello che si lasciano alle spalle è più terribile della stessa prospettiva di annegare. Di certo rischieranno tutti la vita ed in tanti, sempre di più moriranno. Anche se non ci sarà più il "fattore di spinta", le navi dell'operazione Mare Nostrum.

http://www.ansa.it/sito/notizie/flash/2014/09/21/immigrazione-altro-naufragio-almeno-10-morti_d2a21125-64b9-4073-aeb2-3526b87a10ac.html

Sono finiti i comunicati di Mare Nostrum, per l'ANSA la notizia è giunta da "fonti marinare" ?

Quanto tempo è passato dalla chiamata di soccorso con il solito Thuraya e l'intervento di soccorso della nave battente bandiera di Singapore dirottata sul luogo del naufragio ??? Non si poteva inviare subito un aereo, come avvenuto in precedenza in altri casi simili, per gettare in acqua zattere autogonfiabili ??? Che cosa hanno fatto di concreto in questa occasione le navi della missione Mare Nostrum e soprattutto dove si trovavano nelle ore del naufragio ???

http://notizie.tiscali.it/cronaca/feeds/14/09/21/t_121_20140921_CRO_TN01_0112.html?cronaca

Questa dovrebbe essere la nave commerciale battente bandiera di Singapore che ha operato gli interventi di ricerca e soccorso (SAR) al limite delle acque libiche, trenta miglia circa, a nord del punto di partenza. L'invito ad intervenire nell'azione SAR sarebbe arrivato dalla centrale operativa della Marina di Roma dopo una chiamata di soccorso partita da un Thuraya. Ma la nave commerciale è arrivata troppo tardi, il barcone si era già rovesciato. Morti e dispersi, almeno 45. Ci sarebbero 55 superstiti.

https://www.marinetraffic.com/it/ais/details/ships/8508369/vessel:STJERNEBORG

E questa è la nave della Guardia Costiera italiana DATTILO, impegnata probabilmente in un'altra operazione di salvataggio 50 miglia più a nord-ovest, nei pressi delle piattaforme petrolifere di Bouri Field. Hanno salvato migliaia e migliaia di vite, in questi ultimi mesi, con interventi straordinari, ma non possono arrivare ovunque, se le navi militari di Mare Nostrum sono impegnate in lunghi trasferimenti verso nord. Occorre aumentare il numero delle navi di soccorso e riportarle al limite delle acque libiche (24 miglia) . Si devono istituire ponti aerei da Lampedusa, con operazioni di salvataggio che consentano un rientro rapido delle unità di Mare nostrum nelle aree di soccorso. Tanto i canali umanitari si è già compreso che non saranno mai aperti. Per Bruxelles e tanti governi europei è solo una questione di contabilità. Danari contro vite umane.

https://www.marinetraffic.com/it/ais/details/ships/9690418/vessel:DATTILO_CP_940

Arresti di scafisti e trafficanti, ricostruzioni di speronamenti e abusi da parte dei criminali traghettatori, ma nessuna attenzione sul fallimento delle politiche e delle pratiche di contrasto della tratta, nessuna protezione per le vittime, indotte a fuggire prima possibile dalla pressione delle indagini di polizia.

http://www.vnews24.it/2014/09/22/tratta-schiavi-italia-bocciata/

 Continua comunque la conta dei morti e dei dispersi. Di fronte alle bare raccolte nell’hangar dell’aeroporto di Lampedusa il Presidente della Commissione Europea Barroso, dopo la tragedia del 3 ottobre 2013, aveva annunciato una svolta nelle politiche europee in materia di asilo ed immigrazione, annunciando non solo maggiori finanziamenti europei, ma insistendo in particolare sulla necessità di tutelare i potenziali richiedenti asilo e di aprire canali legali di ingresso per lavoro, in modo da non ingolfare il canale di accesso offerto a coloro che richiedevano protezione internazionale. Nel successivo Consiglio Europeo del 25 ottobre 2013, a Bruxelles, lo stesso Barroso aveva esortato l'Unione Europea a rafforzare le operazioni di ricerca e salvataggio, ad aiutare i paesi delle frontiere meridionali, ed a collaborare con i paesi di origine e di transito per gestire i flussi migratori e a combattere la criminalità organizzata e la tratta di esseri umani. 

http://www.meltingpot.org/Il-nostro-3-ottobre.html#.VB_cfUYcRse 

Le ultime elezioni europee, con la netta avanzata delle destre, e poi la composizione della nuova commissione Junker, nella quale si è voluto introdurre un Commissario all’immigrazione, Avramopoulos, ex ministro del governo greco, autore della costruzione del muro sul fiume Evros e dei respingimenti collettivi illegali ( secondo le norme internazionali) di afghani, siriani e pakistani verso la Turchia,  hanno segnato una conferma del disimpegno dell’Unione Europea, e degli stati che ne fanno parte, rispetto al destino delle persone in fuga da conflitti, che intanto si sono aggravati anche a causa della mancata capacità di intervento politico dimostrata negli anni dalle stesse istituzioni e dai governi europei. Le autorità italiane, dopo il pellegrinaggio di Alfano a bruxlles, Parigi, Berlino e madrid, si stanno già adeguando. Mare Nostrum non deve essere più un "fattore di attrazione", e la gente può morire dove prima veniva salvata.

 "La risposta degli stati membri dell'Unione europea alla crisi dei rifugiati nel Medio Oriente e nell'Africa del Nord è stata vergognosa" - ha dichiarato John Dalhuisen, direttore del Programma Europa e Asia Centrale di Amnesty International. "Il crescente numero di morti nel mar Mediterraneo testimonia l'inefficacia delle attuali politiche e prassi europee in tema di asilo e immigrazione". "I leader europei vogliono impedire alle persone di giungere in Europa ad ogni costo, costringendo gente disperata a intraprendere viaggi sempre più pericolosi. Secondo Amnesty, "i paesi europei hanno messo a disposizione un numero misero di posti per il reinsediamento di rifugiati in fuga da conflitti come quello siriano. Un deciso aumento di tale disponibilità potrebbe offrire una speranza di vita ai rifugiati e ridurre il numero di coloro che sono costretti a intraprendere traversate rischiose" - ha sottolineato Amnesty in un documento che è stato ignorato dai principali media italiani. "I leader europei non intendono istituire vie sicure e legali per consentire ai migranti e ai rifugiati di raggiungere l'Europa. Fino a quando manterranno questa posizione, vite umane continueranno a venir perse in mare"



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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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