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lunedì 29 settembre 2014

Nuove procedure di identificazione ed accertamento forzato dell'età dei minori. La svolta di Alfano, lo chiede l'Europa. Quali garanzie di difesa ?

Questa la recente circolare ministeriale in materia di identificazioni, una circolare con la quale si incide su diritti fondamentali della persona. Anche da un punto di vista giuridico ci sarebbe molto da osservare. Sembra che le nuove disposizioni non contengano garanzie specifiche in favore dei minori e di altri soggetti vulnerabili.


L'Europa scopre, o finge si scoprire soltanto adesso, che oltre 50.000 migranti sbarcati in Italia nel corso del 2014 hanno già lasciato il nostro paese, in molti casi senza avere subito il prelievo delle impronte digitali, e dunque sono nelle condizioni di fare richiesta di asilo nei paesi di destinazione senza sottostare alle regole rigide del Regolamento Dublino.







(ANSA) - ROMA, 27 SET - Foto e impronte digitali agli stranieri che arrivano in Italia via mare. L'indicazione è stata ribadita dal Viminale con una circolare a prefetti e questori. Il sindacato di polizia Silp-Cgil mette però in evidenza "le rilevanti problematiche relative alle procedure da seguire nella gestione dei gruppi, più o meno numerosi, di immigrati che giornalmente giungono sulle coste italiane". Secondo il segretario del sindacato Daniele Tissone, "la scelta di d...istribuire gli immigrati in diverse località nazionali sta infatti determinando tra il personale interessato all'accoglienza, al trasporto e alla custodia un generale stato di confusione per l'assenza di un'informazione compiuta sullo stato dei soggetti, anche sotto il profilo sanitario alla quale va sommata l'assenza di un formale ed univoco protocollo operativo che disciplini in modo chiaro procedure da seguire, tempi, screening sanitari e soggetti preposti, da quando lo straniero entra sul territorio nazionale e, a seguire, in tutte le fase successive". Per Tissone, "alla luce della nuova disposizione, risulta difficile anche comprendere, per gli operatori degli Uffici di Polizia territoriali, destinatari di gruppi di migranti, se questi siano stati già sottoposti a rilievi foto segnaletici sulla navi militari o subito lo sbarco, onde evitare ripetizioni di accertamenti tecnici".

Già prima dell'insediamento effettivo della nuova Commissario, con il Commissario all'immigrazione, il greco Avramopoulos già ministro degli esteri e della difesa, fautore della costruzione del muro dell'Evros e dei respingimenti collettivi in Turchia, il governo italiano si adegua. E spera che adesso arrivino le risorse per le operazioni Triton, denominate anche come Frontex Plus, in modo da economizzare sui costi della missione militare-umanitaria Mare nostrum. Non si può prevedere ancora con quali conseguenze, in acque internazionali manderanno forse navi commerciali, o si avvarranno della marina egiziana, come sta già avvenendo in queste ore, altre stragi in vista.  Di certo, queste nuove pratiche di identificazione forzata, senza garanzie nelle fasi, spesso concitate della prima accoglienza, comporta la condanna definitiva, per molti migranti, a restare ingabbiati in Italia, dove il sistema di accoglienza, già al collasso, potrebbe esplodere definitivamente.

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/469104/Stretta-del-governo-schedati-tutti-i-rifugiati-Ora-l-accoglienza-scoppiera

http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/Migranti-schedati-un-ordine-.aspx

L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite aveva  fissato pochi mesi fa le procedure che si dovrebbero seguire, ma che non vengono rispettate, nella maggior parte dei casi, proprio dagli agenti istituzionali tenuti ad osservarle. Basta con le identificazioni forzate, con l'esame radiografico del polso senza il consenso dell'interessato e del tutore, basta con il capovolgimento della presunzione di minore età e  con l'immissione di dati delle preidentificazioni dei minori nel sistema EURODAC prima della nomina del tutore e della eventuale richiesta di asilo, comunque da garantire l'assenza di rappresentanti diplomatici dei paesi di provenienza, ad esempio l'Egitto. basta con l'assenza sistematica di mediatori culturali e di consulenti psicologi durante la fase della prima identificazione dopo lo sbarco, spesso in uffici di polizia fino a tarda sera, mentre le comunità di accoglienza attendono l'arrivo dei minori. Occorre una figura neutrale che assicuri il rispetto delle garanzie e dei diritti fondamentali nelle fasi della prima accoglienza ed identificazione.

Ecco le prescrizioni dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, per la identificazione dei minori stranieri non accompagnati

http://www.unhcr.it/sites/53a161110b80eeaac7000002/assets/53a164330b80eeaac7000149/accertamento.pdf

La circolare che si riporta qui sotto non è mai stata revocata, dunque dovrebbe essere ancora osservata.

Ministero dell'Interno, Circolare 9 luglio 2007
Prot. n. 17272/7 Roma,
AI SIGG. PREFETTI
LORO SEDI
AI SIGG. COMMISSARI DEL GOVERNO NELLE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO BOLZANO
AL SIG. PRESIDENTE DELLA REGIONE AUTONOMA VALLE D'AOSTA
AOSTA
AI SIGG. QUESTORI
LORO SEDI
OGGETTO: Identificazione di migranti minorenni.
La vigente legislazione in materia di immigrazione prevede l'inespellibilità di alcune categorie di soggetti, tra cui i migranti minorenni, ai quali l'ordinamento, anche in esecuzione delle prescrizioni contenute nelle convenzioni internazionali in materia di tutela dei diritti dell'infanzia, riserva un trattamento di particolare favore in considerazione della vulnerabilità della loro condizione.
I migranti minorenni, infatti, sia che vengano rintracciati in posizione irregolare sul territorio nazionale sia che siano giunti in Italia attraverso canali regolari, rientrano in una delle categorie protette previste dall'art. 19 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 e successive modificazioni per le quali è sancito il divieto di espulsione che può essere derogato esclusivamente per motivi di ordine pubblico o sicurezza dello Stato.
L'esigenza di accertare le generalità degli immigrati, inclusi i minorenni, sprovvisti di documenti, assume, quindi, particolare rilevanza atteso che, se il minore è erroneamente identificato come maggiorenne, possono essere adottati provvedimenti gravemente lesivi dei suoi diritti, quali l'espulsione, il respingimento o il trattenimento in un Centro di permanenza temporanea o di identificazione.
Pertanto, nei casi in cui vi sia incertezza sulla minore età, è necessario far ricorso a tutti gli accertamenti, comunque individuati dalla legislazione in materia, per determinare la minore età, facendo ricorso, in via prioritaria, a strutture sanitarie pubbliche dotate di reparti pediatrici.
Tuttavia, poiché, come è evidenziato dalla prassi, tali accertamenti non forniscono, di regola, risultati esatti, limitandosi ad indicare la fascia d'età compatibile con i risultati ottenuti, può accadere che il margine di errore comprenda al suo interno sia la minore che la maggiore età.
Al riguardo, il Comitato sui diritti dell'infanzia delFUnicef, neh'affermare, al punto 31 del Commento Generale n. 6 del 3.6.2005 alla Convenzione di New York sui diritti dell'infanzia del 1989, l'importanza prioritaria della valutazione dell'età del minore in modo scientifico, sicuro e rispettoso dell'età, del sesso, dell'integrità fisica e della dignità del minore, raccomanda, nei casi incerti, di "accordare comunque alla persona il beneficio del dubbio, trattandola come se fosse un bambino".
Peraltro, in materia di accertamento dell'età del minore, l'art. 8, comma 2, del D.P.R. 22.9.1988, n. 448, recante "Approvazione delle disposizioni sul processo penale a carico di imputati minorenni", fìssa il principio di presunzione della minore età, stabilendo che "qualora, anche dopo la perizia, permangono dubbi sull'età del minore, questa è presunta ad ogni effetto".
Il predetto principio, fondato sul dovere di garantire al minore la più ampia tutela dei diritti, si ritiene possa trovare applicazione in via analogica anche in materia di immigrazione, ogni volta in cui sia necessario procedere all'accertamento della minore età. Pertanto, la minore età deve essere presunta qualora la perizia di accertamento indichi un margine di errore.
Si soggiunge, infine, che fintantoché non siano disponibili i risultati degli accertamenti in argomento, all'immigrato dovranno essere comunque applicate le disposizioni relative alla protezione dei minori.
Nel sottolineare la particolare rilevanza della questione, si invitano le SS.LL., nell'ambito delle rispettive competenze, a dare alla presente circolare la più ampia diffusione ai dipendenti uffici.
IL MINISTRO

La giurisprudenza smantella l'attendibilità dell'accertamento dell'età atraverso l'esame radiografico del polso, accertamento invasivo che non può essere imposto contro la volontà del minore , e del tutore ove nominato, e che comunque non si può eseguire ricorrendo alla forza.

http://minoristranierinonaccompagnati.blogspot.it/2014/09/due-recenti-sentenze-del-giudice-di.html#more

La presunzione di minore età in caso di dubbio e del resto già legge, e non può essere soggetta a valutazioni discrezionali da parte della pubblica amministrazione, almeno nel caso di minori non accompagnati vittime di tratta, vittime che vanno identificati prima possibile, e dunque senza ritardi dopo lo sbarco.


                                  Decreto legislativo n.24/ 2014     
Art. 4

  Minori non accompagnati vittime di tratta

1. I minori non accompagnati vittime di tratta devono essere adeguatamente informati sui loro diritti, incluso l'eventuale accesso alla procedura di determinazione della protezione internazionale. 
2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro degli affari esteri, il Ministro dell'interno, il Ministro della giustizia, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e il Ministro della salute, da adottarsi entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, sono definiti i meccanismi attraverso i quali, nei casi in cui sussistano fondati dubbi sulla minore età della vittima e
l'età non sia accertabile da documenti identificativi, nel rispetto del superiore interesse del minore, si procede alla determinazione dell'età dei minori non accompagnati vittime di tratta anche attraverso una procedura multidisciplinare di determinazione dell'età, condotta da personale specializzato e secondo procedure appropriate che tengano conto anche delle specificità relative all'origine etnica e culturale del minore, nonché, se del caso, all'identificazione dei minori mediante il coinvolgimento delle autorità diplomatiche. Nelle more della determinazione dell'età e dell'identificazione, al fine dell'accesso immediato all'assistenza, al sostegno e alla protezione, la vittima di tratta è considerata minore. Per la medesima finalità la minore età dello straniero è, altresì, presunta nel caso in cui la procedura multidisciplinare svolta non consenta di stabilire con certezza l'età dello stesso.


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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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