Powered by Blogger.

Archivio blog

Search

mercoledì 24 settembre 2014

Ricostruita da un profugo di Khan Yunis la fuga dalla striscia di Gaza e la strage a sud est di Malta. Le notizie arrivano anche dall'estero.


Quando i giornalisti fanno il loro mestiere e possono intervistare liberamente i superstiti delle stragi, i fatti vengono fuori. Con i nomi dei sopravvissuti e le città di provenienza, le famiglie dei dispersi possono cercare la conferma che cercano sulla sorte dei propri congiunti.

 http://www.spiegel.de/international/europe/survivors-recall-crime-of-malta-refugee-shipwreck-a-993031.html

Che fine hanno fatto i superstiti/testimoni, adesso sotto tutela, arrivati in Sicilia ?
Hanno confermato anche loro il fatto che mentre si trovavano in acqua sono passate diverse navi commerciali che non si sono fermate ? Racconta uno dei superstiti:

 "Alhila claims that four ships passed by but none stopped. "They just left us to die."

E ripeto ancora, quanto tempo hanno impiegato i soccorsi, affidati in una prima fase ad una nave commerciale ? Questo quello che si è riusciti a sapere in Italia, poi la Procura di Catania ha chiesto il silenzio sulle indagini in corso ed anche che non si contattassero i sopravvissuti, per non alterare la genuinità delle prove raccolte contro gli scafisti.

http://cartadiroma.waypress.eu//RassegnaStampa/LeggiArticolo.aspx?codice=SIQ2016.TIF&subcod=20140916&numPag=1&

Il superstite intervistato a Chania, porto dell'isola di Creta, dagli inviati di der Spiegel, veniva da Khan Yunis, città della striscia di Gaza, gemellata con Palermo. Attendiamo una iniziativa forte di solidarietà da parte del sindaco Orlando, dopo la mozione del consiglio comunale ed una lettera del sindaco di Khan Yunis che non ha avuto ancora risposta.

La solidarietà non si pratica con gli annunci, ma con i fatti concreti, e domani mattina a Palermo sbarcano altri 400 migranti. Dopo la prima accoglienza al porto anche per loro inizierà la roulette dell'accoglienza. I volontari come al solito saranno dentro e fuori del porto. Ma poi molti migranti scompariranno, forzati alla fuga dal Regolamento Dublino, o abbandonati in centri di accoglienza improvvisati in alberghi e agriturismi, se non in tendopoli, come a Messina.

Ci sono anche privati che si impegnano in missioni di salvataggio, con l'appoggio della Guardia Costiera maltese... e forse anche italiana, altrimenti li avrebbero già arrestati. Da Malta un appello delle ONG per l'apertura di corridoi umanitari, dall'Italia, con poche eccezioni, come il CIR e l'ASGI, troppi silenzi. La proposta del senatore Manconi è stata presto insabbiata. Al massimo circola qualche interrogazione parlamentare.

http://www.cartadiroma.org/news/nel-mediterraneo-e-in-corso-una-guerra-tra-le-persone-e-il-mare-i-corridoi-umanitari-per-mettere-fine-a-questa-strage/

 La solidarietà sta per diventare un delitto, anche in Italia. Sono sempre più numerosi i respingimenti di famiglie siriane dalla Svizzera, dall'Austria, dalla Germania. E in Italia si preparano identificazioni forzate per i superstiti che vogliono proseguire il loro viaggio verso il nordeuropa. Lo chiede l'Unione Europea. Alfano ha già risposto e distribuito  nuove istruzioni alle questure. Questo il giorno della svolta. Con la Malmstrom si poteva anche dialogare, e fare finta di andare d'accordo dicendo cose diverse, con la nuova Commissione e con il nuovo Commissario all'immigrazione l'ex ministro greco Avramopoulos, ci sarà poco da equivocare, le intenzioni sono chiarisime, sbarrare le frontiere anche davanti ai profughi, Alfano si sta gà adeguando.

http://notizie.tiscali.it/cronaca/feeds/14/09/24/t_121_20140924_CRO_TN01_0015.html?cronaca

http://www.huffingtonpost.it/2014/08/27/immigrazione-alfano-frontex-plus-_n_5723490.html

http://cartadiroma.waypress.eu//RassegnaStampa/LeggiArticolo.aspx?codice=SI82041.TIF&subcod=20140916&numPag=1&


0 commenti:

Posta un commento

Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


Diritti sotto sequestro