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martedì 7 ottobre 2014

Dal 13 al 26 ottobre 2014 l'operazione congunta "MOS MAIORUM" contro organizzatori e facilitatori dell'immigrazione irregolare in Europa




La mancanza di vie legali e di canali umanitari di ingresso in Europa, in un periodo nel quale si sono moltiplicate le partenze da paesi in guerra o sottoposti a feroci dittature,  ha prodotto una crescita esponenziale di migranti, spesso profughi, costretti ad entrare irregolarmente, e successivamente a spostarsi, nell’area Schengen senza il possesso di documenti regolari. Rispetto ad altri stati, come la Turchia, la Giordania ed il Libano, gli stati europei hanno accolto una frazione assai modesta delle persone che erano costrette a fuggire dalle proprie case, dopo devastazioni ed uccisioni che sembrano riportare indietro le lancette del tempo. La portata e le modalità applicative del Regolamento Dublino III, insieme con i tempi assai lunghi delle procedure per il riconoscimento della protezione internazionale in alcuni paesi come la Grecia e l’Italia, hanno prodotto numerosi movimenti secondari verso i paesi nordeuropei, attraverso canali irregolari.

In questo quadro, che si deteriora settimana dopo settimana, anche per la crisi del sistema di prima accoglienza in Italia, dal 13 al 26 ottobre partirà l’operazione MOS MAIORUM, decisa nel mese di luglio dal Consiglio dell'Unione Europea, una operazione "congiunta", coordinata dal ministero dell'interno italiano, alla quale dovrebbero prendere parte 18.000 poliziotti di tutti i paesi membri, che dovrebbe prevenire “ l’attraversamento illegale dei confini”, con un rafforzamento dei controlli ai valichi di terra e portuali, negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie, allo scopo di identificare il maggior numero di migranti che si trovano nell’area Schengen o cercano di farvi ingresso, senza regolari documenti di ingresso e di soggiorno. 



Una operazione che dovrebbe avvalersi della collaborazione dell’Agenzia europea FRONTEX, in un momento nel quale non sono ancora chiare le linee operative di questa agenzia con riferimento all’applicazione del principio di non refoulement ( non respingimento) sancito dalla Convenzione di Ginevra. E sono ancora numerosi i casi di respingimento collettivo dai porti dell’Adriatico (Venezia, Ancona e Bari, in particolare, verso la Grecia) e dagli aeroporti siciliani di Comiso ( Ragusa) verso l’Egitto e di Palermo verso la Tunisia. Una operazione che rischia di tradursi in controlli  alle frontiere, con respingimenti e arresti, nei porti e nelle stazioni,  e quindi nel territorio nazionale, con schedature di massa ed una raffica di provvedimenti di espulsione o di confinamento, nei confronti di immigrati ancora privi di regolari documenti di soggiorno, inclusi molti profughi appena sbarcati dalle navi di Mare Nostrum, come si è già verificato per molti egiziani rimpatriati nel giro di qualche giorno. Si potrebbero verificare anche situazioni fortemente diversificate nel territorio, perchè mentre in alcune regioni i controlli di identità sono stati già rafforzati, in altre la situazione procede con le identificazioni ordinarie senza prelievo delle impronte digitali, anche a fronte di avviare procedure amministrative per il gran numero di profughi presenti sul territorio. Molto dipenderà dunque da situazioni locali e dalle decisioni operative di Questure e Prefetture.

Gli effetti dell'operazione "MOS MAIORUM", piuttosto che individuare trafficanti ed intermediari, al di là delle stesse intenzioni dichiarate, o delle prassi che saranno applicate, stanno avendo un forte impatto mediatico, tra i migranti si sta diffondendo un grande allarme e si rischia di colpire in questo modo soprattutto i profughi arrivati di recente, ricacciandoli nella clandestinità.  Persone, spesso intere famiglie, in fuga dagli orrori di guerre e dittature, che sono in cerca di raggiungere un altro paese europeo e che rischiano di restare bloccati in Italia per effetto del regolamento Dublino e delle operazioni di prelievo forzato delle impronte digitali, ordinate da una recente circolare del ministero dell’interno. 







Le attività di controllo, che saranno rivolte anche ad impedire i movimenti secondari attraverso le frontiere interne, potrebbero esporre ad attività di indagine penale centinaia di cittadini solidali che, in Italia, come in altri paesi europei, hanno contributo a fornire gratuitamente accoglienza ed assistenza ai migranti in transito, attività che comunque, in base all’art. 12 del Testo Unico n.286 del 1998, non costituiscono reato.



Occorre dunque che, a livello europeo e in Italia, anche a partire dal periodo nel quale si svolgerà l’operazione MOS MAIORUM,  si adottino normative e procedure che garantiscano a tutti i migranti una corretta informazione legale ai varchi di frontiera, l’accesso immediato alla protezione internazionale, in particolare per le famiglie ed i minori non accompagnati, un effettivo diritto di difesa e di ricorso contro le decisioni di diniego, la possibilità di movimenti secondari tra i diversi stati dell’Unione Europea, attraverso il riconoscimento reciproco degli status di protezione internazionale ed il superamento del Regolamento Dublino III. 

Se adeguatamente informati, ed accolti in strutture dignitose, con la garanzia di procedure eque e rapide per il riconoscimento di uno status di protezione, molti migranti potrebbero anche scegliere di restare in Italia, o di avvalersi del regolamento Dublino III, già vigente, per esercitare il diritto loro riconosciuto di ricongiungimento familiare, fino al terzo grado di parentela, con congiunti che si trovino in altri paesi europei.
In questa direzione dovranno comunque svolgersi le autorità di controllo delle autorità di polizia impegnate nell’operazione MOS MAIORUM, in modo da consentire comunque, forme immediate di assistenza e, nel maggior numero dei casi, l’accesso ad una procedura, che comporti il riconoscimento di uno status legale di soggiorno, la possibilità di un successivo trasferimento in un altro paese europeo, oltre alla protezione rafforzata dei minori e delle vittime del traffico e della tratta di esseri umani.




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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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