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giovedì 30 ottobre 2014

Decine di dispersi in mare nel Canale di Sicilia. A Messina, per chi sopravvive, l'accoglienza è in tendopoli.


Davvero duro l'accostamento tra la notizia delle decine di dispersi in mare nelle acque del Canale di Sicilia, e le condizioni di accoglienza offerte ai sopravvissuti nel comune di Messina, in una tendopoli che avrebbe dovuto essere chiusa da tempo perchè non corrisponde ai requisiti di accreditamento richiesti per strutture di prima accoglienza. Una prima accoglienza che nella tendopoli all'Annunziata di Messina, nel campo di calcio adiacente al PalaNebiolo, non dura solo pochi giorni, come previsto dalla circolare Morcone del 26 luglio scorso per i centri di prima accoglienza, ma lunghi mesi, anche per i numerosi minori non accompagnati "accolti" nelle tende, mentre le giornate diventano sempre più fredde ed ogni acquazzone trasforma la tendopoli in un acqutrinio.

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/10/30/news/immigrazione_almeno_20_dispersi_nel_canale_di_sicilia-99354666/

http://www.tempostretto.it/news/emergenza-migranti-minori-non-accompagnati-accorinti-competenza-ministero-clelia-marano.html

https://scontent-a-mxp.xx.fbcdn.net/hphotos-xpa1/t31.0-8/10608548_571301609683145_1049275878117761439_o.jpg

http://www.tempostretto.it/news/emergenza-migranti-tensione-alle-stelle-marano-tuona-fuori-minori-dal-palanebiolo.html


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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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