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mercoledì 1 ottobre 2014

La tragedia nascosta dei profughi in fuga da Gaza verso l'Europa. La stampa italiana ignora le stragi in alto mare, e si prepara il ritiro di Mare Nostrum. I rifugiati siriani soccorsi a Cipro ancora in cerca di un visto per l'Europa.




 Molti giovani gazawi hanno già tentato la via dell'Europa e sono periti in mare o sono stati arrestati dalla polizia egiziana. Ci riproveranno, anche a costo di partire dall'Egitto su imbarcazioni sempre più fatiscenti, o rischieranno ancora la vita sulle strade controllate da tagliagole e da milizie armate, per attraversare la Libia e quindi imbarcarsi verso l'Italia.

http://www.aawsat.net/2014/09/article55336884

http://palestinianpundit.blogspot.it/2014/10/devil-and-deep-blue-sea-how.html

http://america.aljazeera.com/articles/2014/9/14/gaza-migrants-boat.html

Ormai, per avere notizie su quello che succede realmente nelle acque del Mediterraneo occorre leggere la stampa straniera, in Italia si sta praparando la grande commemorazione del 3 ottobre a Lampedusa e non c'è spazio per notizie che rendono già oggi evidente quali saranno le conseguenze del ritiro dell'operazione Mare Nostrum e dell'arrivo della missione TRITON altrimenti denominata, piuttosto impropriamente, Frontex Plus. Parteciperanno infatti gli stati dell'Unione Europea, ma solo su base volontaria, ed il suo mandato è limitato al controllo delle frontiere, al limite della acque territoriali italiane e della zona contigua ( 12-24) miglia.

 Chi deve essere soccorso più a sud (Mare Nostrum, almeno fino ad aprile di quest'anno, operava anche a 120 miglia a sud di Lampedusa) o per caso si trova vicino ad una nave commerciale, navi sempre più rare in acque libiche, oppure potrà morire, senza neppure disturbare le sensibili coscienze delle popolazioni europee e dei loro governanti, tra poco in parata sul palcoscenico Lampedusa per mettere in scena la farsa tragica dell'accoglienza in Europa.

http://www.theguardian.com/world/2014/oct/01/-sp-sea-mediterranean-migrant-disaster

Intanto i rifugiati siriani soccorsi pochi giorni fa a Cipro sono ancora confinati in uno spazio ristretto e potranno lasciare Cipro se otterranno i visti da altri paesi. Occorre lanciare per loro, subito, una mobilitazione internazionale per il rilascio dei visti di ingresso per ragioni umanitarie in tutti i paesi dell'area Schengen. Magari anche nella Città del Vaticano. Questo sarebbe già un esempio di corridoio umanitario.

http://cyprus-mail.com/2014/10/01/interior-minister-refugees-from-syria-to-be-able-to-leave-cyprus-if-they-get-visas/

Una tragedia dimenticata, il 13 settembre scorso, oltre 400 vittime, molti palestinesi di Gaza e Khan Younis, naufragati 300 miglia a sud est di Malta. Sui superstiti e sulle indagini è calato il silenzio.

http://www.maannews.net/eng/ViewDetails.aspx?ID=727685

http://edition.cnn.com/2014/09/16/world/europe/europe-migrant-deaths/

http://www.nytimes.com/2014/09/20/world/middleeast/fleeing-gaza-only-to-face-treachery-and-disaster-at-sea-.html?_r=0

http://uk.reuters.com/article/2014/09/18/uk-mideast-gaza-migration-idUKKBN0HD1HD20140918

http://www.haaretz.com/news/middle-east/1.615702

http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/italy/11097496/Up-to-700-migrants-drown-in-Mediterranean-as-people-smugglers-accused-of-deliberately-capsizing-boat.html


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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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