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sabato 18 ottobre 2014

Proseguono le violenze della polizia nella identificazione forzata dei profughi attraverso il rilievo delle impronte digitali




Da notizie giunte oggi sembra che ci siano stati altri tentativi di identificazioni violente attraverso il rilievo delle impronte digitali in diversi centri di accoglienza italiani. Situazione ancora critica a Crotone, al centro S.Anna di Isola Capo Rizzuto ed a Roccella Jonica.

Questo l'antefatto, una circolare del Dipartimento Pubblica sicurezza del Ministero dell'interno


Queste le istruzioni fornite in sei lingue diverse, in un foglio informativo distribuito dalla polizia.




Poi ognuno applica le disposizioni con il senso di umanità che si ritrova. Le prassi applicate sono molto differenziate, ma questo elemento produce vera e propria discriminazione e rende ancora più teso il clima all'interno dei centri di accoglienza. Tutto dipende dalla discrezionalità della polizia.

A Pozzallo ( Ragusa), dopo i pestaggi dei giorni scorsi, sono in vista altri trasferimenti, ma questa volta ad attendere i migranti fuori dal centro, piuttosto che i pullman, ci sono cellulari della polizia ed agenti in tenuta antisommossa, forse sono previsti altri voli verso la Sardegna.

http://lacittanuova.milano.corriere.it/2014/10/18/emergenza-profughi-i-siriani-denunciano-violenze-nel-rilevamento-impronte/

A Pozzallo già nei mesi scorsi avevano usato le maniere forti nelle procedure di identificazione.

http://www.terrelibere.org/4726-pozzallo-peggio-di-lampedusa-chaouki-denuncia-pestaggi-e-sparizioni/

Ed arresti arbitrari di persone che fuggivano dal centro di Pozzallo, somali allora, si erano verificati anche nel 2011.

http://www.meltingpot.org/Pozzallo-RG-Somali-ed-eritrei-in-fuga-Arresti-processi-e.html#.VEKRMUYcRsc

Le autorità italiane hanno evidentemente bisogno di dimostrare all'Unione Europea, almeno nel periodo dell'operazione congiunta MOS MAIORUM in corso dal 13 al 26 ottobre, che riescono a rallentare, se non a bloccare i movimenti secondari di potenziali richiedenti asilo verso il nordeuropa. E naturalmente il fine...giustifica i mezzi. No, non li giustifica affatto, e cercheremo di sostenere tutti coloro che avranno la volontà di denunciare quanto hanno subito. Chi rifiuta il rilascio delle impronte digitali incorre al massimo nel reato di inosservanza dell'ordine dell'autorità ( art. 650 c.p.), un reato assai lieve. Spesso però, se viene costretto con la forza, e se fa resistenza, magari sotto un colpo di manganello alzando le braccia per ripararsi, può essere contestato anche il reato più grave di resistenza a pubblico ufficiale. Sarebbe tempo che i penalisti su questo tema prendano posizione. E' in discussione lo stato di diritto, una materia molto più vasta della questione delle impronte. E' il giudice che sanziona comportamenti qualificati dalla legge come reato, non l'autorità di polizia.
Purtroppo  molti profughi preferiscono fuggire appena possono , dopo il "trattamento" ricevuto dalle autorità italiane e la mancanza di denunce alimenta un diffuso senso di impunità.

Dal Manifesto di oggi:
Valentina Brinis
Mercoledì pomeriggio un gruppo di migranti da poco arrivati in Italia, e trasferiti al centro di accoglienza di Pozzallo, si è rifiutato di sottoporsi alle procedure di fotosegnalamento (rilevamento delle impronte digitali, scatto di una foto e risposta a una breve intervista). Il motivo riguarda l'obbligo di presentare la domanda di protezione internazionale nel paese in cui il profugo rilascia le impronte digitali. Esse saranno poi trasmesse a una banca dati centrale all'interno del sistema EURODAC, come previsto Regolamento di Dublino III. Questo aspetto è un limite invalicabile al compimento del progetto migratorio da parte di chi fugge da paesi in stato di guerra, e tenta di raggiungere zone del mondo in cui rivendicare un diritto: quello all'asilo. Nessuna legge è riuscita finora a fermare, ma anche solo limitare, gli sbarchi. Le emergenze umanitarie continuano e le persone sono costrette a fuggire. Ecco perché affrontano il mare in condizioni di pericolosità, senza badare se a bordo delle imbarcazioni si è in dieci, venti o cento, se ci sono i salvagente o acqua da bere a sufficienza. Senza sapere chi guiderà e senza sapere se, e dove, si arriverà. L'importante è tentare di evitare la morte in Siria, Eritrea, Etiopia, Sudan, Libia. E dopo aver rischiato così tanto bisogna provare a tutti i costi a portare a termine il viaggio, come desiderano fare i profughi giunti a Pozzallo che, proprio per questo, dichiarano di essere stati costretti al rilevamento delle impronte digitali. Ma questa non è una vicenda isolata. La settimana scorsa persone di nazionalità siriana, tra cui 32 donne e 21 minori, sono sbarcate sulle coste calabresi vicino a Isola di Capo Rizzuto. Come prevedono le procedure ministeriali è avvenuto il trasferimento al centro di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati Sant'Anna, in cui avrebbe dovuto tenersi il fotosegnalamento, prassi alla quale dopo un primo rifiuto sono stati obbligati a sottoporsi ma solo dopo essere giunti in Questura. Il metodo adottato è stato anticipato da un volantino multilingue in cui si avvertivano i migranti che sarebbero stati "identificati mediante l'acquisizione delle generalità ed il fotosegnalamento", e che lo stesso sarebbe stato effettuato "anche con l'uso della forza se necessario". Insomma, nessuno poteva fuggire all'identificazione. A fine settembre, in seguito alle pressioni ricevute dall'Europa, il ministero dell'Interno aveva emanato una circolare rivolta ai prefetti e ai questori sollecitandoli ad "affrontare la situazione emergenziale con rinnovata cura nella attività di identificazione e di fotosegnalamento dei migranti". Il tema dell'identificazione è stato uno dei punti all'ordine del giorno della riunione dei ministri degli affari interni UE lo scorso 10 ottobre, che si è concluso con l'invito rivolto agli Stati membri a rispettare le procedure EURODAC adottando, se necessario, misure restrittive per impedire reazioni di rifiuto da parte del migrante, sempre nel rispetto dei diritti umani fondamentali. Ed è proprio questo l'aspetto più delicato della questione: come si deve comportare il funzionario di polizia se la persona da riconoscere si oppone a quella pratica? Il regolamento EURODAC prevede che si proceda "tempestivamente al rilevamento delle impronte digitali di tutte le dita ... in conformità delle salvaguardie previste dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo e dalla convenzione ONU sui diritti del fanciullo", escludendo evidentemente l'uso della forza. Del resto, la prassi prevede l'imposizione dell'identificazione solo in seguito all'autorizzazione da parte di un giudice. Ma qui sorge un'altra domanda: nel caso delle migliaia di profughi sbarcati sulle coste italiane, come può un giudice approvare tutte quelle ordinanze in tempi così stretti? È chiaro che ci si trova davanti a una situazione complessa, delicata e quasi ingestibile. Ma proprio per questo bisogna focalizzare l'attenzione su un dato imprescindibile: quante delle persone sbarcate una volta poste di fronte alla scelta Italia e resto d'Europa, hanno optato per la seconda possibilità? Finora si tratta della maggior parte. E ciò dimostra che il nostro, per i migranti, è un paese di transito. Allora non resta che prendere atto di questo e ritornare a insistere su quei dispositivi europei, come il sistema comune di asilo, che renderebbero la vita più facile non solo ai migranti ma anche agli stati che li accolgono.


Un documento della sinistra europea, di qualche giorno fa, sull'operazione MOS MAIORUM



Brussels, 9 October 2014

Open letter to the Justice and Home Affairs Council

EU Ministers must cancel Joint Police Operation 'Mos Maiorum' and make instead concrete proposals to address the tragic situation in the Mediterranean

Dear Ministers,
We are writing to you on the first day of the JHA council where you will discuss among other items actions to better manage migration flows as well as the follow up of the Task Force Mediterranean.
The GUE/NGL Group in the European Parliament would like at this occasion to raise our serious concerns regarding the upcoming Joint Police Operation  called 'Mos Maiorum'  (Council document 11671/14) to be implemented from 13 to 26 October 2014 that will be coordinated by the Central Directorate for Immigration and Border Police of the Italian Ministry of Interior, in close cooperation with FRONTEX and EUROPOL. This police operation has as main aim to "apprehend irregular migrants and gather relevant information for intelligence and investigative purposes" within the Schengen area.
This operation if of serious concern to our members for many reasons, including the expected use of "ethnic profiling" that goes against European law on non-discrimination as well as the current crisis of asylum reception centers in Southern Countries where asylum seekers fundamental rights are not respected. The operation will be counterproductive also concerning the fight against mafia-like smugglers of migrants: it will boost their influence in the life of asylum seekers.
We urge you in this context to cancel the Joint Police Operation 'Mos Maiorum' and make instead concrete proposals to address the tragic situation in the Mediterranean that we have been waiting for since the shipwreck of the 3rd of October 2013 that we commemorated last week.
As GUE/NGL, we believe that the planned actions presented by the paper of the presidency to be discussed today i.e. action in cooperation with third countries, reinforced management of external borders and FRONTEX as well as fingerprinting will only worsen the situation.
We instead call you urgently:
- To develop a collective European answer to search and rescue in the Mediterranean with a financial contribution of the Member States[1] and urge the Italian Government to continue Mare Nostrum in the meantime;
- To develop safe and legal ways to access protection in Europe for all women, men and children that are in need for protection so that they will no longer be forced to risk their lives in the Mediterranean or in the deserts on their way to Europe.
- To ensure the highest standards in your respective countries when it comes to asylum procedures, reception and qualification to ensure that migrants and asylum seekers fundamental rights are respected including in temporary "emergency" centers;
- To ensure that asylum seekers are not sent back to their first country of arrival unless it is in their best interests as it is the case now with Unaccompanied minors;
- To establish mechanisms that allow for the mutual recognition of international protection in all EU Member States.
- To support refugees to ensure they have access to housing, education and employment opportunities;
- To end detention of migrants.

Yours sincerely,


BRUTALITA’ SISTEMICHE CONTRO I MIGRANTI
Sessione plenaria del Parlamento europeo, 22 ottobre 2014
INTERVENTO DI BARBARA SPINELLI SU MOS MAIORUM
“Senza che il Parlamento europeo sia stato informato, sono in corso nello spazio Schengen retate brutali contro migranti e persone in fuga da zone di guerra, carestie, disastri climatici. La più importante di queste operazioni poliziesche porta un nome classicheggiante, Mos Maiorum. Iniziata il 13 ottobre, finirà il 26. È stata proposta il 10 luglio dalla Presidenza italiana ai partner europei in un Consiglio dei ministri dell’Interno e della Giustizia. Lo scopo che si pretende di raggiungere con l’operazione: debellare il traffico di immigrati. Il risultato rischia di essere ben diverso: i fuggitivi senza documenti saranno più che mai spinti nella clandestinità e nella dipendenza da reti malavitose.
Abbiamo appreso nel frattempo che le forze dell’ordine italiane vengono incaricate nell’ambito di operazioni simili di identificare con la violenza i migranti privi di documenti. Una circolare di cui siamo in possesso, anche se non sappiamo la data esatta, ordina alla polizia italiana di procedere - cito - all’”acquisizione di foto e di impronte digitali anche con l’uso della forza se necessario”.
È evidente la violazione dei diritti della persona, del principio di non discriminazione etnica, del non respingimento dei migranti. Mos Maiorum si iscrive in una violenza ormai sistemica di cui chiedo conto al Consiglio. Chiedo anche alla nuova Commissione se non sia il caso, come già rivendicato l’estate scorsa dall’europarlamentare Harlem Désir – quando il governo francese annunciò lo smantellamento di alcuni campi Rom, il 5 agosto scorso – di attivare procedure d’infrazione a seguito di queste operazioni.”



[1] Or similar: the question is that Italy must not be left alone if we want to continue mare nostrum

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


Diritti sotto sequestro