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venerdì 17 ottobre 2014

Respingimenti di siriani e di altri migranti dall'aeroporto di Orio al Serio ( Bergamo) in Grecia. Ancora persone a rischio di subire abusi nei paesi di transito e di essere deportati nei paesi di origine.


Sei richiedenti asilo siriani più altri migranti di diversa nazionalità  potrebbero essere respinti, domani mattina alle ore 5 dall'aeroporto internazionale di Milano di Orio al Serio, verso la Grecia, paese in cui le condizioni di accoglienza continuano a non rispettare gli standard europei ed internazionali. 

I respingimenti  di domani dall'aeroporto di Orio al Serio potrebbero essere effettuati nonostante la richiesta di asilo, perchè i migranti sarebbero stati trovati con passaporti falsi. Dalla Grecia è forte il rischio che possano essere respinti verso altri paesi di transito e quindi verso la Siria. Si concretizzano dunque gli estremi di un respingimento a catena in violazione dell'art. 3 della Convenzione Europea a salvaguardia dei diritti dell'Uomo.

La Corte Europea dei diritti dell'Uomo , anche sulla base delle posizioni dell?UNHCR ha sospeso diversi respingimenti dall'Italia e da altri paesi europei verso la Grecia, paese che noriamente non rispetta le Direttive UE in materia di protezione internazionale e nel quale si sono verificati numerosi casi di violazione degli articoli 3 ( divieto di trattamenti inumani o degradanti) e 13 ( effettività dei diritti di difesa) della CEDU.

Uno dei due migranti attualmente trattenuto dalla polizia di frontiera ad Orio al serio è un'oppositore  di Assad e deve scontare nel suo paese otto mesi di carcere. Se fosse rimpatriato il comportamento della polizia italiana corrisponderebbe ad una possibile condanna a morte, date le condizioni attuali dei detenuti nelle carceri del regime siriano. Sembrerebbe anche che due dei migranti abbiano la moglie già in Germania, e dunque anche in base al vigente regolamento Dublino III hanno DIRITTO al ricongiungimento familiare. Comunque anche chi non presenta richiesta di asilo, in questa situazione, non può essere respinto in Grecia. E' uno stratagemma della polizia non informare le persone correttamente, eseguire i respingimenti e poi asserire che nessuno ha fatto richiesta di asilo. Del resto anche chi manifesta solo verbalmente la volontà di chiedere asilo non viene ammesso alla formalizzazione della richiesta e dunque viene respinto immediatamente. Di queste prassi si rinviene traccia anche nelle difese del governo italiano nel caso Sharifi e altri contro Italia e Grecia, ancora pendente davanti la Corte di Strasburgo, cinque anni dopo la proposizione del ricorso. Un ritardo che ha legittimato, di fatto, le peggiori pratiche di respingimento immediato, e spesso collettivo, dai porti e dagli aeroporti italiani.

I passaporti dei profughi siriani erano falsi perchè era l'unico modo che avevano per uscire dalla Siria. Nell'aeroporto di Orio al Serio nella serata del 23 ottobre sono presenti due avvocati ed i migranti hanno chiesto di poter essere difesi da uno di loro. Le autorità di polizia hanno rifiutato questa possibilità dichiarando che "sanno loro come applicare la legge" e non hanno permesso all’avvocato di entrare nella zona chiusa della stazione aeroportuale all'interno della quale si trovano i migranti in attesa di essere imbarcati domani mattina sull'aereo che li porterà in Grecia. Sembra che poi i migranti siano stati divisi e che alcuni di loro abbiano potuto parlare con gli avvocati.  Ma molti migranti trattenuti questa notte nell'aeroporto di Orio al Serio, comunque, non sono stati raggiunti da nessun legale nè hanno ricevuto corrette informazioni sulla loro condizione giuridica. L'Italia ha dunque violato anche l'art.13 della Convenzione Europea a salvaguardia dei diritti dell'Uomo che prevede la effettività dei diritti di difesa. Norma che in Italia è ribadita dall'art. 24 della nostra Costituzione.

Sono anni che le corti italiane e la Corte Europea dei diritti dell'Uomo hanno bloccato respingimenti disposti dalle forze di polizia italiane verso la Grecia.

http://hudoc.echr.coe.int/sites/eng/pages/search.aspx?i=001-103050#{"itemid":["001-103050"]}

I respingimenti in Grecia sono stati bloccati già da una sentenza del Tar Puglia nel 2008

http://fortresseurope.blogspot.it/2006/01/tar-boccia-dublino-ii-bloccata.html 

E la situazione per i migranti respinti dall'Italia in Grecia è sempre più tragica.

http://www.mediciperidirittiumani.org/pdf/low_rapporto_Medu_2013.pdf 

http://www.hrw.org/node/112512/section/8 

http://www.cronachediordinariorazzismo.org/human-cargo/ 

http://www.dinamopress.it/news/presentazione-del-report-human-cargo 

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=17&id=00777234&part=doc_dc-allegatob_ab-sezionetit_i:1-atto_301048&parse=no 

Legislatura 17ª - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 264 del 18/06/2014

MANCONI - Ai Ministri degli affari esteri, dell'interno e del lavoro e delle politiche sociali - Premesso che:
la Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, nel corso dell'audizione del 29 gennaio 2014 di rappresentanti dell'associazione Medici per i diritti umani (MEDU) e dell'Associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione (ASGI), ha preso conoscenza dei risultati della ricerca "Porti insicuri", curata da MEDU;
nella ricerca sono documentati alcuni respingimenti verso la Grecia, messi in atto dalle autorità di frontiera italiane nel periodo marzo-luglio 2013;
i dati dimostrano come il Governo italiano metta ancora in atto tali pratiche, e risulta che nel 2012 sono stati intercettati 1.809 migranti irregolari nei porti di Venezia, Ancona, Bari e Brindisi e ne sono stati riammessi in Grecia 1.606. Nei primi mesi del 2013 sono stati rintracciati 619 cittadini stranieri, 529 dei quali sono stati poi riammessi in Grecia;
risulta dal rapporto, inoltre, che le autorità di frontiera italiane, in violazione dei propri obblighi internazionali e del principio di non refoulement, eseguano respingimenti collettivi dai porti dell'Adriatico verso la Grecia a danno di persone fuggite dai propri Paesi di origine in cerca di protezione. Si tratta in molti casi anche di minori stranieri non accompagnati;
in particolare dalla testimonianza diretta di 66 migranti, 60 in Grecia e 6 in Italia, risulta che questi sono stati "riammessi" in Grecia dall'Italia e sono stati respinti dall'Italia più volte. Nella maggior parte dei casi le persone non vengono identificate dalle autorità italiane, negando loro, per tutto il viaggio verso la Grecia, la possibilità di presentare la domanda di asilo o di dichiarare la propria minore età;
il respingimento nei porti italiani viene eseguito in base a un accordo di riammissione bilaterale sottoscritto tra Italia e Grecia del 1999 e al relativo protocollo esecutivo;
in tutti i 102 casi di riammissione documentati i migranti hanno dichiarato di non aver notato nei porti italiani la presenza di operatori socio-legali. In 8 casi su 10 essi hanno riferito di aver cercato inutilmente di comunicare alle autorità italiane la propria volontà di richiedere protezione internazionale. Un terzo dei migranti respinti verso la Grecia ha dichiarato di essere minore di età al momento della "riammissione", di questi ultimi i 2 terzi ha anche affermato di essere minori non accompagnati. Solo in 4 casi è stata eseguita la procedura per la determinazione dell'età di coloro che si dichiaravano minori;
nella quasi totalità dei casi i migranti hanno riferito di esser stati reimbarcati sulla stessa nave con cui erano arrivati. In un caso su 5 i migranti hanno sostenuto di avere subito violenze, umiliazioni, trattamenti inumani e degradanti;
attualmente è in corso una procedura di infrazione a carico del Governo italiano presso la Commissione europea che ha contestato l'illegittimità di tale prassi e ha richiesto alle autorità italiane puntuali delucidazioni,
si chiede di sapere:
se e quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano adottare per mettere fine ai respingimenti nei porti delle coste italiane;
se, alla luce di quanto emerso, intenda ridiscutere l'accordo bilaterale firmato con la Grecia nel 1999, considerato che dal 1999 sono intervenuti numerosi atti internazionali sottoscritti dall'Italia, come il regolamento di Dublino o gli accordi di Schengen, che prevedono disposizioni che vanno nella direzione opposta rispetto alle procedure previste dall'accordo;
se e quali iniziative intendano adottare affinché siano assicurate e garantite condizioni di piena e totale sicurezza ai migranti giunti nei porti italiani per l'accesso alle procedure per il riconoscimento dello status di rifugiato.
(3-01048)

Purtroppo la storia dei respingimenti arbitrari dagli aeroporti italiani si ripete, in Sicilia sono stati centinaia gli egiziani deportati in Egitto senza avere la possibilità di formalizzare una richiesta di asilo o di incontrare rappresentanti di associazioni indipendenti o avvocati. 

http://www.italy.iom.int/index.php?option=com_content&task=view&id=234&Itemid=90 

http://www.cir-onlus.org/index.php?option=com_content&view=article&id=896&lang=it 

Si fa un uso spegiudicato dell'art. 10 comma 1 del Testo unico sull'immigrazione n.286 del 1998, senza neppure formalizzare le misure di allontanamento forzato, sulla base degli accordi di riammissione con la Grecia, accordi bilaterali firmati il 30 aprile del 1999 dal governo italiano, ricordiamo chi era allora al governo, accordi che non possono prevalere sulle convenzioni internazionali e sulle successive direttive dell'Unione europea in materia di protezione internazionale.

http://www.corriereimmigrazione.it/ci/2013/04/i-respingimenti-continuano/

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2014/08/i-respingimenti-collettivi-verso.html

http://www.meltingpot.org/Diritti-sotto-sequestro-Dopo-la-segregazione-altri.html#.VEBCmEYcRsc

http://www.meltingpot.org/Ordinary-rendition-in-Tunisia-e-rapporti-con-la-Libia-il.html#.VEBK5kYcRsc

http://personaedanno.it/ingresso-soggiorno/prima-e-dopo-la-sentenza-sul-caso-hirsi-co-ancora-respingimenti-collettivi-fulvio-vassallo-paleologo

Aggiornamento sul prelievo violento delle impronte digitali nel centro di accoglienza di Crotone

(ANSA) - CATANZARO, 16 OTT - I deputati del PD Enza Bruno Bossio e Khalid Chaouki hanno presentato una interrogazione al Ministro dell'Interno Angelino Alfano per "accertarsi che non si siano verificate violazioni dei diritti umani nei confronti di 124 migranti siriani sbarcati il 10 ottobre scorso, tra cui 32 donne e 21 minori accompagnati, presso il centro Cara Sant'An...na di Crotone". "Infatti, secondo alcune segnalazioni - prosegue la nota dei due parlamentari - giunte ai due deputati democratici dalle organizzazioni Praesidium (Save The Children e UNHCR) e dal garante dell'infanzia della Regione Calabria Marilina Intrieri, pare siano stati usati metodi coercitivi nelle procedure di identificazione e di foto segnalamento dei 124 profughi siriani (minori compresi). Com'è noto, in forza del Regolamento "Dublino III" i migranti possono chiedere asilo nel Paese europeo di primo approdo (in questo caso l'Italia) senza possibilità di avanzare tale richiesta in Stati diversi. Per questo motivo i siriani si erano rifiutati di farsi identificare, fino a mettere in atto uno sciopero della fame nonostante fossero già fortemente provati dalla recente inumana traversata". "La procedura di identificazione coatta prevista dal "Dublino III" - hanno evidenziato i due deputati democratici - è assolutamente lesiva dei diritti umani dei migranti, tanto che da più parti se n'è chiesta la revisione nelle competenti sedi europee. Nel suo intervento oggi alla Camera il Ministro dell'Interno Alfano non ha fornito alcuna rassicurazione sul superamento di queste procedure, fatte salve alcune generiche disponibilità che sarebbero emerse in sede europea". La circostanza, infine, che i fatti richiamati nella interrogazione si siano verificati al centro Cara di Crotone, già oggetto di "inchieste giornalistiche - conclude la nota - apparse sulla stampa nazionale e le cui condizioni hanno suscitato numerose perplessità anche durante una recente visita della stessa deputata Bruno Bossio dell'on. Nico Stumpo, non fa che aggravare un quadro di preoccupante violazione di diritti umani che non può non essere oggetto di attenzione da parte delle istituzioni democratiche italiane".

Non mancano davvero motivi per denunciare le prassi applicate dalla polizia italiana alla Corte Europea dei diritti dell'Uomo, per questo impediscono la nomina degli avvocati, il loro stesso accesso alle persone che intendono nominarli e poi si difendono contestando l'autenticità delle procure. Sempre meglio fotografare chi firma con gli eventuali documenti che si trova addosso ed allegare al ricorso a Strasburgo.

http://www.echr.coe.int/Documents/Notes_for_Filling_in_the_Application_Form_2014_1_ITA.pdf 

http://www.lavocedeldiritto.it/index.php/altri-diritti/item/696-la-tolleranza-ue-verso-prassi-sbagliate 

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


Diritti sotto sequestro