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lunedì 13 ottobre 2014

Una rete legale d'urgenza ai tempi di "Mos Maiorum". Da Crotone ad Ancona si aggravano le violazioni dei diritti e delle norme in materia di accoglienza. L'Unione Europea "scarica" Mos Maiorum.



http://www.marsilinotizie.it/lei-malata-di-cancro-clandestina-respinta-a-fiumicino/ 

CAMPAGNA DI DIFESA “IUS MAIORUM”– PER UNA RETE LEGALE D’URGENZA

Già prima dell'avvio dell'operazione congiunta di polizia Mos Maiorum, programmata dal 13 al 26 ottobre 2014, si sono raccolte notizie di pressioni fisiche su migranti che rifiutano di rilasciare le impronte digitali, nella speranza di potere raggiungere altri paesi europei. Scopo dichiarato dell’operazione è contrastare i trafficanti, ma saranno anche i/le cittadini/e migranti a pagare le spese dei controlli e delle identificazioni forzate nei porti, nelle stazioni, negli aeroporti. I controlli speciali potrebbero riguardare anche molti profughi sbarcati dalle navi di Mare Nostrum. Si rischia che di nuovo i centri di accoglienza siano trasformati in luoghi di detenzione arbitraria.

In Italia le forze di polizia si stanno preparando all’arrivo dei loro colleghi europei. Chi rifiuta di rilasciare le impronte digitali viene sottoposto a pressioni fisiche, talvolta anche denunciato per inosservanza dell'ordine dell'autorità ( art. 650 c.p.) o addirittura per resistenza. In questo caso ci può essere anche l'arresto facoltativo. Queste prassi di polizia stanno producendo una clandestinizzazione che rende ancora più deboli persone provate da viaggi impossibili, che alle spalle si sono lasciate solo morte e macerie, più deboli anche rispetto alle organizzazioni criminali o ai "singoli trafficanti di terra" che stanno incrementando i loro guadagni.

Ai giornalisti non viene garantito l’accesso ai migranti in attesa di identificazione e le organizzazioni convenzionate negano persino l’evidenza, come si sta verificando a Crotone, sostenendo che tutto va nel migliore dei modi. Manca completamente l’informazione legale. Non viene neppure fornita alcuna informazione sulle possibilità di ricongiungimento familiare garantito in senso più ampio ( fino al terzo grado di parentela) dal nuovo Regolamento Dublino III.

L'Italia si sta rendendo responsabile di diffuse violazioni del divieto di trattamenti inumani o degradanti affermato dall'art. 3 della Convenzione Europea a salvaguardia dei diritti dell'Uomo. I respingimenti immediati ai valichi di frontiera, come si è verificato da ultimo all’aeroporto di Fiumicino, il trattenimento arbitrario nelle zone di transito, le violenze già documentate nel centro di accoglienza Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto a Crotone, ed altre notizie che andranno verificate, che continuano a giungere da diverse parti d’Italia, sollecitano tutti coloro che operano nel campo della difesa dei diritti umani dei migranti ad assumere una iniziativa concreta, di pronta disponibilità e di intervento concreto nei luoghi  ( valichi di frontiera, luoghi di sbarco, stazioni ferroviarie ed aeroporti, centri di accoglienza). Occorre comunque garantire che le attività di controllo quotidiane e quelle “speciali” previste nell’ambito dell’operazione congiunta  MOS MAIORUM a livello europeo rimangano nell’alveo dello stato di diritto e dei principi costituzionali. Vanno garantiti il principio dell’habeas corpus, che vieta detenzioni arbitrarie ( art. 13 Cost.) e l’effettività dei diritti di difesa (art.24 Cost).

In tutti i casi nei quali nelle singole località si verifichino abusi, come quelli già registrati alla frontiera aeroportuale di Fiumicino, o in alcuni centri di accoglienza, come a Crotone, la rete di avvocati, giornalisti ed operatori dovrà  promuovere non solo le attività legali che si renderanno necessarie ma anche avvertire rappresentanti parlamentari. In particolare si dovrà entrare in contatto al più presto con i migranti che siano trattenuti oltre i termini ed i presupposti di legge, e con quanti subiscano comportamenti violenti ed arbitrari, anche se esclusivamente rivolti alla identificazione tramite prelievo delle impronte digitali. Una procedura che non può essere imposta con la forza, salve le conseguenze di natura penale per coloro che si rifiutano di obbedire ad un ordine dell’autorità ( art. 650 c.p.), sempre che non sussistano cause di giustificazione.

Attraverso un costante raccordo con i giornalisti e con i parlamentari che si renderanno disponibili, alla difesa legale sul piano individuale dovrà aggiungersi una tempestiva capacità di iniziativa sul piano della comunicazione pubblica e della proposta politica, attraverso atti ispettivi ed interrogazioni parlamentari. Alla fine del periodo nel quale si svolgerà l’operazione MOS MAIORUM ( 13-26 ottobre) sarà redatto un rapporto che verrà inviato alle autorità nazionali ed internazionali, con materiali che saranno resi noti anche attraverso conferenze stampa. Come avviene già quotidianamente le violazioni dei diritti dei migranti saranno gravi e diffuse, accentuate dall’approssimazione del mandato conferito alle forze di polizia dagli indirizzi del Consiglio dell’Unione Europea approvati lo scorso luglio. Ed oggi Frontex si tira fuori dall’operazione ribadendo che si limiterà ad inviare soltanto “osservatori”. Insomma “Mos Maiorum” rimane una operazione coordinata dal Ministero dell’interno italiano, forse il frutto più visibile ( e avvelenato) di tutto il semestre di presidenza europea, in materia di immigrazione.

All’inizio di attività di polizia dai confini tanto incerti, avvocati e operatori hanno dato una pronta disponibilità a ricevere segnalazioni da parte di cittadini, migranti, associazioni, su abusi e violazioni di legge che si dovessero verificare nel corso dei controlli previsti dall’operazione MOS MAIORUM.

Fulvio Vassallo Paleologo - Palermo  fulvassa@tin.it 

Enza Papa – Cosenza  enzapapa@libero.it

Liana Nesta – Napoli studiolegalenesta@virgilio.it

Gabriella Guido – Roma  ggabrielle65@yahoo.it

Michele Passione - Firenze   passione@dada.it

Aurora D’Agostino - Padova adagostino@iol.it

Antonella Calcaterra - Milano  antonella.calcaterra@email.it

Gianluca Vitale – Torino   avvocato.gianlucavitale@gmail.com

Alessandra Ballerini - Genova  leg-ale@libero.it 

L'Unione Europea intanto "scarica" Mos Maiorum, i poliziotti di Frontex saranno inviati solo per "fare statistiche". Alla fine ognuno si comporta come vuole, in Europa ed in Italia.

http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2014/10/11/frontex-mos-maiorum-e-operazione-italia_1e8d699b-0d7b-4696-8a1e-b369f7d938a1.html 

Resistenza civile ovunque 



Accoglienza all'italiana. profughi stipati nei magazzini come merci. Succede ad Ancona. Ma arrivano anche dalla Sicilia. Lo chiamano "smistamento", lo decidono i prefetti ed il ministero dell'interno, si traduce in violazioni dell'art.3 della Convenzione Europea a salvaguardia dei diritti dell'Uomo, che vieta "trattamenti inumani e degradanti"

http://www.meltingpot.org/Ancona-L-indegno-smistamento-dei-migranti-nei-capannoni-del.html#.VDvHvEYcRsc

A Crotone va sempre peggio, adesso impediscono a tutti i migranti richiusi nel CARA e nel CDA di uscire nelle ore diurne, come invece avveniva fino allo scoppio, venerdì scorso, del caso delle impronte digitali rilevate con la violenza. Sta indagando il Presidente della Commissione Diritti umani del Senato, Luigi Manconi.

http://www.nuovacosenza.com/politica/14/ott/11/manconi.html 

 Nel centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto i profughi siriani e palestinesi rimangono in locali indecenti dal 10 ottobre, domani scadono 96 ore senza convalida del magistrato. Continuano le pressioni fisiche e psicologiche perchà vengano rilasciate le impronte digitali.


http://www.infopal.it/lappello-dellapi-drammatica-situazione-di-profughi-palestinesi-e-siriani-al-centro-accoglienza/ 

Da Crotone filtrano solo le notizie sugli arresti dell'immancabilie scafista. Oltre questo non si può scrivere altro. Per qualche organizzazione convenzionata con il Ministero dell'interno, a Crotone le cose vanno bene. Leggeremo preso i loro report e li compareremo con le tesimonianze dirette registrate ai migranti.

http://www.ansa.it/calabria/notizie/2014/10/13/scafista-fermato-grazie-foto-telefonino_baa3b8d2-c514-46bb-a6ea-1100442c9479.html 

 L’appello dell’Api: drammatica situazione di profughi palestinesi e siriani al centro accoglienza di Crotone





Genova. “Ho ricevuto una chiamata da un profugo siriano – ha dichiarato alla nostra agenzia il presidente dell’Associazione dei Palestinesi in Italia, Mohammad Hannoun – che mi ha riferito che venerdì, verso mezzogiorno, sono arrivati circa 125 profughi, siriani e palestinesi, tra cui tante donne e bambini. Le forze di sicurezza, secondo quanto mi ha riferito l’uomo che mi ha telefonato, li stanno costringendo a dare l’impronta digitale.
Si trovano presso una centro d’accoglienza di Crotone provincia di Catanzaro. La loro situazione è umanamente pessima. Tra di loro ci sono non-vedenti. Lanciamo un appello a Amnesty International, Human Rights Watch e alle organizzazioni per la difesa dei migranti e dei profughi affinché intervengano. 

Succedeva già lo scorso anno a Pozzallo e a Siracusa. Ma sta diventando caccia al profugo ovunque.

http://www.terrelibere.org/4726-pozzallo-peggio-di-lampedusa-chaouki-denuncia-pestaggi-e-sparizioni/ 

http://www.meltingpot.org/Sicilia-Diritti-sempre-piu-violati-da-Catania-testimonianze.html#.VDvT00YcRsc 

http://altracitta.org/2014/10/07/litalia-piange-i-morti-e-da-la-caccia-ai-vivi/ 












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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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