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domenica 2 novembre 2014

Alfano precisa. Ancora due mesi di Mare Nostrum (depotenziato) con TRITON (Frontex Plus) e poi esternalizzazione del diritto di asilo nei paesi di transito.




Il ministro dell'interno Alfano scommette sulla possibilità che entro due mesi in Libia si possano istituire campi per raccogliere i potenziali richiedenti asilo e dimentica che molte richieste di protezione sarebbero respinte, come del resto avviene in Italia, se si applicassero nei paesi di transito gli standard stabiliti dalla Convenzione di Ginevra del 1951 ( che richiede la prova di una persecuzione individuale) e non piuttosto quelli previsti dalle direttive dell'Unione Europea in materia di protezione internazionale ( che ammette anche la protezione nei casi di violenza generalizzata nel paese di origine). Direttive europee che certo non possono essere applicate in paesi terzi come la Libia, ma anche l'Egitto, la Tunisia o l'Algeria.

http://www.huffingtonpost.it/2014/10/31/mare-nostrum-triton_n_6081642.html

http://www.uil.it/immigrazione/NewsSX.asp?ID_News=3566

http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2014/11/01/triton-gia-operativi-2-aerei-e-2-navi_928df9c3-c454-46b5-9c92-1d28f12039ee.html

Per quelli che comunque riusciranno ad arrivare via mare, sono in fase di apertura due "Hub" per la primissima accoglienza, a Lampedusa ed a Porto Empedocle ( Agrigento). Spazi di selezione e controllo dove si potrebbero ripetere le esperienze fallimentari degli anni scorsi, con altre violazioni dei più elementari diritti della persona. L'esperienza del centro di prima accoglienza di Porto Empedocle non è servita a nulla... guardate come era... lo scorso anno.

http://www.corriere.it/inchieste/dentro-tendone-vergogna-porto-empedocle/ff006d74-38c4-11e3-a22e-23aa40bc2aa7.shtml

OCCORRE APPLICARE AL PIU' PRESTO LA DIRETTIVA 2001/55/CE CHE PREVEDE LA PROTEZIONE TEMPORANEA IN CASO DI AFFLUSSO MASSICCIO DI SFOLLATI E RIVEDERE I CRITERI DI DISTRIBUZIONE DEI RICHIEDENTI ASILO PREVISTI DAL REGOLAMENTO DUBLINO III. L'EUROPA FINORA HA SCELTO SOLO DI NON DECIDERE. E QUESTA SCELTA  COSTERA' MIGLIAIA DI VITE UMANE.


(ANSAmed) - ROMA, 31 OTT - "L'Europa ha fatto una scelta, scendere in mare. Ora occorre coraggio nel fare un'altra scelta, quella di campi profughi e di zone di accoglienza e richieste di asilo in Africa. Dobbiamo cambiare strategia come Europa e chiedere che le domande di asilo siano presentate in Africa": così il ministro dell'Interno Angelino Alfano a Palazzo Chigi, dove ha annunciato che domani nel Mediterraneo partirà l'operazione europea Triton, mentre si concluderà quella italiana denominata Mare Nostrum, dopo un anno di attività.

"Abbiamo scoperto che erano state stuprate e violentate le donne, che avevano pagato un biglietto ad una macabra agenzia di viaggi. La risposta non può avvenire in mare ma deve avvenire lì", nei paesi di partenza, ha detto ancora Alfano in una confernza stampa. "Abbiamo un grande problema mondiale, che è la Libia", ha detto Alfano che ha aggiunto: "Non mi venissero a dire che bisogna parlare con la Libia".

Anche se domani parte Triton, ha proseguito, nel "frattempo con la chiusura di Mare Nostrum ci sarà una fase di accompagnamento, che durerà due mesi e che costerà all'Italia un terzo di quanto costava Mare nostrum". Una volta superata questa fase, l'Italia non spenderà più un euro, ha ribadito. "Le zone di mare sono divise in aree di ricerca e soccorso: faremo il nostro lavoro nelle nostre zone e soccorreremo se ci saranno altre richieste, secondo la legge del mare. Anche le navi Triton sono chiamate a doveri di soccorso", ha aggiunto il ministro dell'Interno Alfano.

"Anche Mare Nostrum si poteva spingere verso il confine del nord Africa per ampliare la zona di ricerca e soccorso. Adesso abbiamo una zona di presidio frontiera: a 30 miglia dalle coste italiane finisce l'Europa, fin lì ci siamo noi. Noi siamo a trenta miglia, che è già alto mare: è il compito che per dovere dobbiamo fare; sugli interventi di ricerca e soccorso - ha concluso - dobbiamo fare ciò che le leggi ci dicono di fare".

(ANSAmed).

Ancora nessuno ha visto gli uomini ed i mezzi di Triton ( Frontex Plus), eppure...

http://news.in-dies.info/2014/11/partita-loperazione-triton-dopo-la-fine-di-mare-nostrum/

http://www.internazionale.it/notizie/2014/10/31/cosa-prevede-la-missione-triton

RIDOTTE INTANTO DA NOVE A CINQUE LE NAVI MILITARI ITALIANE IMPEGNATE NELLA MISSIONE MARE NOSTRUM NEI PROSSIMI DUE MESI. RITORNANO IN PRIMA LINEA I MEZZI DELLA GUARDIA COSTIERA. DOPO LE CHIAMATE DI SOCCORSO SI PREVEDE ANCHE IL COINVOLGIMENTO PIU' AMPIO DI MEZZI COMMERCIALI. MA NON SI DEVE SAPERE. QUALCHE INFORMAZIONE SOLO SULLA STAMPA ESTERA.

http://www.novinite.com/articles/164466

LA LIBIA SARA' TRA DUE MESI UN PAESE DI TRANSITO SICURO PER I RICHIEDENTI ASILO ?

http://www.agi.it/en/world/news/derna_youngsters_declare_loyalty_to_islamic_state-201411011654-cro-ren1030

http://www.independent.co.uk/voices/comment/the-west-is-silent-as-libya-falls-into-the-abyss-9833489.html

http://www.arabnews.com/middle-east/news/653621

http://www.bbc.com/news/world-africa-29865988

http://en.apa.az/news/218441

http://www.libyaherald.com/2014/11/01/massive-explosion-near-benghazi-medical-centre-as-city-wide-clashes-continue/#axzz3HtT05aIl

http://www.libyaherald.com/2014/10/31/two-journalists-perish-in-benghazi-one-of-them-murdered

http://www.libyaherald.com/2014/10/31/leaders-of-armed-groups-have-a-duty-to-put-an-end-to-violations-of-international-humanitarian-law-amnesty-says/#axzz3HtT05aIl 

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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