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martedì 4 novembre 2014

Ancora respingimenti collettivi da Pozzallo via Comiso verso l'Egitto. Per la polizia nessuno chiede asilo ma non si rispetta neppure il Regolamento Frontiere Schengen 562 del 2006 che impone procedure individuali.


Ancora respingimenti collettivi da Pozzallo via Comiso verso l'Egitto. Per la polizia nessuno chiede asilo ma non si rispetta neppure il Regolamento Frontiere Schengen 562 del 2006.

http://www.radiortm.it/2014/11/04/pozzallo-sbarcano-321-migranti-fermati-scafisti/#more-261826

Altri respingimenti collettivi di persone appena sbarcate dalle navi di soccorso erano stati eseguiti in passato anche dagli aeroporti di Catania e di Palermo. In molti casi era stato persino vietato alle orhanizzazioni del progetto Praesidium ( UNHCR, OIM, Save The Children)  l'accesso ai migranti, subito dopo lo sbarco a terra. Adesso si continua e non protesta più nessuno. La questura adotta provvedimenti di respingimento apparentemente individuali, tutti identici e contestuali, che a livello europeo sono considerati come misure di respingimento collettivo, anche se in Italia la Cassazione, seppure con riguardo ad una fattispecie rofondamente diversa, ha ritenuto validi i provvedimenti di espulsione adottati con provvedimenti identici rispetto ad un gruppo appartenente ad una comunità rom dopo lo sgolbero di un campo. Una fattispecie affatto diversa da quella ddei respingimenti collettivi effettuati a poche ore dell'ingresso dei migranti nel territorio dello stato.

http://www.ilsole24ore.com/

Se ne dovrà riparlare a livello europeo, questi provvedimenti di respingimento apparentemente individuali sono tutti uguali e contestuali ed eludono il divieto di espulsioni collettive affermato dall'art. 19 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea e dall'art.4 del Quarto Protocollo allegato alla Convenzione  Europea a salvaguardia dei diritti dell'Uomo.

http://www.echr.coe.int/Documents/FS_Collective_expulsions_ENG.pdf

http://www.meltingpot.org/IMG/pdf/Scheda_voli_charter.pdf

 Per la Corte europea di Strasburgo gli indici di espulsioni e respingimenti collettivi sono chiari. Non basta adotatre separati provvedimenti di respingimento, quando le persone sono arrivate tutte lo stesso giorno, con lo stesso mezzo e ricevono tanti provvedimenti identici di accompagnamento fozato verso lo stesso paese. Si tratta comunque di respingimenti collettivi.

Persone deportate come pacchi in un Egitto sempre più cupo in cui tutti gli oppositori del regime rischiano carcere e torture. Ma il consolato egiziano collabora attivamente nelle operazioni di respingimento collettivo, in virtù degli accordi bilaterali firmati nel 2000 e mantenuti in vigore da tutti i governi che sono seguiti. Nel caso dei minori non accompagnati l'età viene decisa dalla polizia in poche ore senza metodiche che diano minime garanzie di certezza e non viene applicata la presunzione di minore età, riconosciuta persino nelle circolari del ministero dell'interno.

http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/14/11/04/pozzallo-mare-nostrum.html?cronaca

http://www.corriereimmigrazione.it/ci/2013/04/i-respingimenti-continuano/

http://www.meltingpot.org/Diritti-sotto-sequestro-Dopo-la-segregazione-altri.html#.VFkKhEZ0xsc

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2014/04/laltra-facicia-della-missione-mare.html

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2014/02/detenzione-illegale-e-respingimenti.html

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2014/08/riprendono-le-prassi-illegali-di.html

30 aprile 2013
LE ORGANIZZAZIONI UMANITARIE CHIEDONO DI INCONTRARE I MIGRANTI EGIZIANI E TUNISINI CHE SBARCANO SULLE COSTE ITALIANE

 ROMA, 30 aprile 2013 – L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) e Save the Children – che dal 2006 operano come partner nell’ambito del progetto Praesidium finanziato dal Ministero dell’Interno – dichiarano di non avere la possibilità di incontrare e informare sui loro diritti i migranti egiziani e tunisini giunti in Italia via mare. 
Come già accaduto più volte, anche oggi alle organizzazioni è stato negato l’accesso ai 78 migranti egiziani sbarcati a Siracusa, tra cui 25 minori non accompagnati. Le organizzazioni, così come stabilito anche dalla convenzione con il Ministero dell’Interno, avevano richiesto di poter incontrare i migranti a conclusione delle ordinarie operazioni da parte delle forze dell’ordine e prima che fossero adottati provvedimenti sul loro status giuridico ed eventuali misure di allontanamento dal territorio italiano.

Dall’inizio dell’anno sono stati centinaia i migranti egiziani e tunisini rimpatriati senza avere avuto la possibilità di entrare in contatto con le Organizzazioni umanitarie, che svolgono un’importante attività di tutela nei confronti di persone bisognose di protezione tra cui rifugiati, vittime di tratta e minori non accompagnati. Una problematica sollevata anche da Francois Crepeau, Special Rapporteur per i diritti delle persone migranti presso l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, al termine della sua missione in Italia dello scorso ottobre 2012. 

L’UNHCR, l’OIM e Save the Children, pur comprendendo l’importanza di esercitare il legittimo controllo delle frontiere nell’ambito di flussi migratori misti, ribadiscono la necessità di tutelare i diritti di tutti i migranti indipendentemente dal loro Paese di origine, e chiedono nuovamente alle autorità che venga concesso alle Organizzazioni di svolgere pienamente le attività di tutela previste dal proprio mandato.

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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