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sabato 8 novembre 2014

Quali "assicurazioni" in materia di accoglienza fornirà l'Italia alla Svizzera e alla Corte di Strasburgo dopo la sentenza sul caso Tarakhel ? Andiamo a monitorare i "centri di accoglienza" italiani. Se non lo fanno altri.


La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha deciso sul caso Tarakhel contro Svizzera affermando che il trasferimento della famiglia afghana in l’Italia, deciso dalle autorità svizzere in base al Regolamento Dublino III, avrebbe potuto comportare la violazione dell’Articolo 3 della CEDU, che vieta trattamenti disumani o degradanti, in assenza di "assicurazioni" da parte delle autorità italiane circa l’accoglienza dei minori e la coesione del nucleo familiare.

Una decisione interlocutoria su un ricorso individuale che potrebbe comunque consentire alla Svizzera di eseguire l'accompagnamento forzato e la riconsegna alle autorità italiane, qualora l'Italia fornisca  le "assicurazioni" richieste dai giudici di Strasburgo in ordine alle condizioni di accoglienza della famiglia in Italia. E si può stare certi che il governo italiano risponderà presto alla Corte di Strasburgo assicurando la piena efficienza del sistema di accoglienza e garantendo la massima assistenza per il nucleo familiare che la Svizzera vuole trasferire in Italia.

Queste "assicurazioni" che l'Italia potrebbe inviare alla Corte europea dei diritti dell'Uomo ed alla Svizzera sono destituite di fondamento per la grave carenza sistemica dei centri di accoglienza di vario tipo presenti in Italia, naturalmente con le eccezioni del caso singolo, e tutti coloro che si battono per un'accoglienza dignitosa dei profughi in Europa dovrebbero contribuire a documentare le gravi inadempienze di molti enti gestori, come i tempi di diverse questure e prefetture, per non parlare dei ritardi di pagamento da parte dello stato e della mancanza di coorodinamento tra enti locali ed autorità di pubblica sicurezza. In un momento in cui l'Italia cercherà di trasmettere alla Svizzera  le "assicurazioni" richieste dalla Corte di Strasburgo sulle condizioni di accoglienza nel nostro paese, occorre fare uno sforzo collettivo e dal basso per denunciare tutte le inadempienze di sistema che quotidianamente vengono a galla e che le proteste dei migranti, represse nella maggior parte dei casi con interventi di ordine pubblico, non riescono a denunciare ed a risolvere.

http://www.huffingtonpost.it/2014/11/04/rifugiati-italia-strasburgo_n_6099154.html

Si tratta in sostanza di raccogliere materiali, con foto e report, sui centri di accoglienza in Italia e di farli circolare anche in rete, in modo da fornire elementi probatori utili, ai migranti che sono transitati dall'Italia, per impugnare davanti ai tribunali amministrativi  in tutti i paesi europei i trasferimenti Dublino verso l'Italia, ricorsi che hanno effetto immediatamente sospensivo. Ad esempio tante testimonianze come questa, di un profugo siriano picchiato perchè rilasciasse le impronte digitali.

http://youmedia.fanpage.it/video/aa/VFi3qeSwSTK9jEf0

 Gli stessi materiali, insieme ad una dettagliata esposizione della condizione soggettiva delle persone coinvolte, potrebbero servire per proporre, nei casi di urgenza, quando potrebbe scattare una misura di immediato accompagnamento forzato in Italia,  ricorsi alla Corte Europea dei diritti dell'Uomo per ottenere una decisione sospensiva della riconsegna, ai sensi dell'art. 39 del Regolamento di procedura della Corte.

 Rule 39 Interim Measure issued on proposed expulsion of Syrian family from Denmark to Italy

On 30 January 2014, the ECtHR granted an Interim Measure under Rule 39 of the Rules of the Court staying the expulsion of a Syrian woman and her three minor children from Denmark to Italy. The applicant travelled by sea to Italy in October 2013. Upon arrival in Italy she and her children were apprehended by the Italian police and placed in a closed camp for three days. The Italian police registered the applicant’s fingerprints and released the family from the camp. The Italian authorities gave no instructions or guidance on where and how the applicant could lodge an application for asylum or where they could be accommodated. Furthermore, the applicant was exposed to traumatizing experiences while in Italy. After a short stay in Italy, the applicant and her children travelled onwards to Denmark.
The Danish authorities found Italy to be the responsible State according to Article 10(1) of the Dublin II Regulation and Italy accepted the transfer in December 2013. The appeal instance processed the case in January 2014. The references to violations of Article 3 ECHR (and accordingly the request to apply the sovereignty clause) were rejected, both in relation to the experiences in Italy and the lack of protection from the Italian authorities, as well as the risk of future violations due to the inadequate reception conditions and the risk of the applicant being re-traumatized upon return to Italy.

http://hudoc.echr.coe.int/sites/eng-press/pages/search.aspx?i=003-4666593-5655480#{"itemid":["003-4666593-5655480"]}

Intanto possiamo a ricostruire come si è arrivati a questa grave situazione di crisi del sistema di accoglienza italiano, da sempre sottodimensionato e sottratto ad effettivi controlli amministrativi, un sistema che è costato una quantità enorme di soldi ed in molti, in troppi casi, non è stato capace di erogare un livello minimo di prestazioni tali da corrispondere agli standard imposti dall'Unione Europea, ed alle più elementari esigenze di rispetto della dignità e della integrità della persona umana.

http://www.serviziocentrale.it/file/server/file/Il%20diritto%20alla%20protezione.pdf

http://www.cestim.it/argomenti/15politiche/italia/13_05_costidisumani_lunaria_controllo_frontiere.pdf

http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/what-we-do/networks/european_migration_network/reports/docs/emn-studies/14b.italy_national_report_reception_facilities_it_version_en.pdf

Un sistema di accoglienza dicevamo, sottratto ad ogni effettivo controllo amministrativo, dopo che nel 2003 venne inaugurata la stagione della dichiarazione annuale dello "stato di emergenza immigrazione", una fase che è durata fino al dicembre del 2012 con proroghe annuali. Un periodo di quasi dieci anni, che si è protratto anche nei primi mesi del 2013, nel quale non si è strutturato un serio sistema di accoglienza e sono stati elusi tutti i controlli contabili da parte della Corte dei Conti, che ha esitato l'ultimo atto di controllo nel 2004, incontrando già allora gravi resistenze da parte delle prefetture ad ottenere i dati necessari per la redazione della relazione ispettiva.

http://www.camera.it/cartellecomuni/leg14/RapportoAttivitaCommissioni/commissioni/allegati/01/01_all_CorteC_2003.pdf

http://www.camera.it/cartellecomuni/leg14/RapportoAttivitaCommissioni/commissioni/allegati/01/01_all_CorteC_2004.pdf

 E nelle informazioni rinvenibili nel sito del mi nistero dell'interno si continua ad includere nel sistema dei centri di accoglienza anche i CIE, i centri di identificazione ed espulsione, luoghi che non sono certo deputati all'accoglienza, ma all'allontanamento forzato dei cittadini stranieri irregolari, non luoghi, spazi sottartti al principio della riserva di legge in quanto la condizione giuridica dei migramti trattenuti alm loro interno è determinata quasi per intero dall'autorità amministrativa, con un controllo giurisdizionale spesso inefficace ( convalida del trattenimento da parte del giudice di pace).

Si chiamano tutti "centri dell'immigrazione". Ecco la scheda del ministero dell'interno.

http://www.interno.gov.it/mininterno/export/sites/default/it/temi/immigrazione/sottotema006.html

Ma ci sono tante tipologie di "centri di accoglienza" inventate di recente, ed il sistema sembra disarticolato in tanti rivoli diversi, che spesso scorrono paralleli e nei quali si perdono le speranze di futuro dei migranti che vengono sbarcati in Italia. Ormai, coa possa offrire l'Italia, anche in termini di integrazione, lo sanno tutti e per questa ragione tanti migranti cercano di raggiungere i paesi del nordeuropa dove le misure di accoglienza ed integrazione sono più efficaci.

Durante l'emergenza NordAfrica del 2011 si inventarono le "strutture ponte" e si trasformarono i centri di prima accoglienza previsti dalla legge Puglia del 1995, per situazioni transitorie, in veri e propri centri di accoglienza nei quali si restava anche per mesi. Uno spreco enorme che dal febbraio del 2011 al marzo del 2013 è costato agli italiani oltre un miliardo e trecento milioni di euro.

http://www.meltingpot.org/Emergenza-Nordafrica-L-espresso-scandalo-Profughi.html#.VF5fWUZ0xsc

http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/view_dossier.wp?contentId=DOS24090

http://espresso.repubblica.it/attualita/cronaca/2013/04/11/news/i-clandestini-valgono-20-milioni-1.53148

http://www.serviziocentrale.it

 Molte delle persone che oggi da diversi paesi europei rischiano di essere ritrasferiti in Italia, sono migranti giunti nel nostro paese proprio in quel periodo, e privati di ogni possibilità di integrazione. Come era successo anche al giovane ragazzo eritreo che giunto in Italia nel 2011, si è impiccato pochi giorni fa in centro di detenzione in Svizzera, prima di essere trasferito a forza in Italia per effettod el Regolamento Dublino III. Un regolamento che ha potuto uccidere.

Alla fine della cd. emergenza Nordafrica si riteneva che gli arrivi e gli sbarchi di migranti sarebbero diminuiti, al punto che molte strutture di accoglienza furono chiuse e il sistema degli SPRAR contava nei primi mesi del 2013 appena 4.000 posti, meno di un decimo del sistema di accoglienza per richiedenti asilo offerto dalla Germania.

Con l'aumento degli arrivi nella seconda metà del 2013 e poi nel 2014, si sono inventati i "centri di accoglienza straordinaria" (CAS) ed i centri di "primissima accoglienza", tutto sulla base di convenzioni stipulate alle prefetture con gestori privati. 


Nel corso del 2013 abbiamo assistito ad una utilizzazione impropria dei CPSA, Centri di primo soccorso ed accoglienza, come quelli di Pozzallo ( Ragusa), di Cagliari Elmas e di Lampedusa ( chiuso il 9 gennaio del 2014, ma già pronto per la riapertura, in collegamento con i nuovi HUB per gli sbarchi delle persone soccorse in mare, a Lampedusa, appunto ed a Porto Empedocle ( Agrigento).
Le denunce sulle condizioni indegne del centro di lampedusa e sui trattenimenti prolungati, anche di minori nel centro di Pozzallo non sono servite a nulla e la magistratura ha archiviato tutto. Neppure gli enti gestori sono cambiati, tutto procede come e peggio di prima.

Su Lampedusa

http://www.articolotre.com/2013/12/lampedusa-il-video-testimonianza-sulle-condizioni-disumane-degli-immigrati/

http://www.tempi.it/lampedusa-dopo-il-video-choc-lunhcr-condizioni-disumane-nel-centro-accoglienza#.VF5xEEZ0xaM

http://www.secoloditalia.it/2013/12/lampedusa-aperta-uninchiesta-sulle-docce-fredde-agli-immigrati-anche-la-ue-ci-bacchetta/

e su Pozzallo, anche minori stranieri non accompagnati, in promiscuità con gli adulti

http://www.generazionezero.org/blog/2013/09/24/lettera-aperta-sullemergenza-migranti-pozzallo/

http://siciliamigranti.blogspot.it/2014/09/a-pozzallo-i-minori-non-accompagnati.html

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2014/10/laccoglienza-diventa-detenzione.html

 Si è dunque ritenuto di passare dalla gestione emergenziale ( ENA) del 2011 all'ordinaria amministrazione, ma si è prodotto un "disastro annunciato" per la inadeguatezza dei mezzi ed i ritardi negli adempimenti burocratici, oltre che per  la mancata previsione della reale portata della crisi migratoria nei paesi di transito, con i quali si è cercato fino all'ultimo di stipulare accordi per "contenere" gli arrivi, anche se si trattava di profughi di guerra o di persone in fuga da dittature.

http://siciliamigranti.blogspot.it/2014/04/la-perenne-emergenza-i-centri-d.html

 Ecco gli schemi regolamentari più recenti, con le obbligazioni che dovrebbero adempiere gli enti gestori, adempimento che le prefetture dovrebbero monitorare.

http://www.meltingpot.org/IMG/pdf/chttp://www.meltingpot.org/IMG/pdf/afflusso_cittadini_stranieri.pdfircolare_gennaio_2014.pdf

http://www.meltingpot.org/IMG/pdf/afflusso_cittadini_stranieri.pdf

Questo l'ultimo "Piano operativo di accoglienza"  del 10 luglio 2014 per l'accoglienza dei profughi sbarcati o comunque arrivati in Italia.

http://www.ancicalabria.it/allegati/Accordo-PIANO-NAZIONALE-ACCOGLIENZA-10-07-2014-.PDF

 In assenza di controlli effettivi, tutti i cittadini solidali e le organizzazioni indipendenti che non hanno stipulato lucrose convenzioni con le prefetture o con il ministero dell'interno, dovranno monitorare, denunciando le inadempienze più evidenti. Un'attività di controllo che non si può delegare soltanto alle visite ispettive dei parlamentari, ma che dovrebbe coinvolgere attivamente le comunità sul territorio e gli enti locali.

http://www.ottoetrenta.it/830-in-piazza/laura-ferrara-visita-il-centro-di-accoglienza-per-i-richiedenti-asilo-santanna-di-crotone/

http://www.lasiciliaweb.it/articolo/120664/sicilia/mineo-25-chili-di-hashish-nel-cara

http://www.lasiciliaweb.it/articolo/109919/cronaca/eritreo-si-suicida-nel-cara-di-mineo

http://notizie.tiscali.it/feeds/14/04/16/t_74_20140416_1048_news_Ispezione-Cara-Palazzotto-Sel-Mineo-fallimento-accoglienza.html?ultimora

http://www.strettoweb.com/2014/11/messina-blitz-del-m5s-nei-centri-di-accoglienza-di-bisconte-e-palanebiolo/208789/

Un fallimento totale, altri direbbero "gravi criticità", forse per salvare le loro convenzioni,  si registra pure sul fronte dei minori stranieri non accompagnati (MSNA), spesso confusi nelle statistiche e nelle notizie giornalistiche con i minori che giungono in Italia accompagnati dalle famiglie.

http://www.amnesty.it/Minorenni-stranieri-non-accompagnati-in-arrivo-in-Italia-appello-a-Governo-e-Parlamento-alla-vigilia-del-semestre-di-presidenza-italiana

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/11/07/minori-stranieri-non-accompagnati-comunita-nel-caos-governo-intervenga/1188650/

Anche per i MSNA si sono inventate strutture specializzate, speso solo sulla carta, ma questo non ha impedito casi diffusi di promiscuità con gli adulti ( vietata da tutte le convenzioni internazionali) ed una elevata dispersione, con la scomparsa di oltre la metà dei MSNA che sono arrivati in Italia nel 2014.

http://www.ancisardegna.it/wp-content/uploads/2014/01/Circolare-Ministero-Interno-20.06.2014.pdf

http://www.ancisardegna.it/wp-content/uploads/2014/01/Allegato-1-nota-Ministero-Interno.pdf

http://www.ancisardegna.it/wp-content/uploads/2014/01/Allegato-2-nota-Servizio-Centrale.pdf

 http://www.ancisardegna.it/wp-content/uploads/2014/01/Allegato-3-circolare-Ministero-Interno.pdf

Chiunque può andare a verificare quanto previsto dalle circolari ministeriali e quanto avviene invece nella prassi, anche in questo caso con le ovvie eccezioni positive, soprattutto all'interno del sistema degli SPRAR, nel quale, almeno nella maggior parte dei casi, sono effettuati controlli periodici.

http://minoristranierinonaccompagnati.blogspot.it/2014/11/emergenza-minori-dalle-risorse-ai.html

Ed adesso si sperimentano anche gli HUB per l'accoglienza, i vecchi CIE trasformati in centri di accoglienza, come a Bologna ed a Milano, forse in vista dell'aumento dei rinvii Dublino da altri paesi europei... un accoglienza con le porte aperte ma ancora tra le sbarre, e quando occorre le porte si possono chiudere subito.

http://www.regione.emilia-romagna.it/notizie/2014/agosto/profughi-al-via-la-sperimentazione-dell-hub-di-bologna

Infine abbiamo anche i centri di "primissima accoglienza". Dove vengono tenuti i migranti subito dopo lo sbarco, spesso per perfezionare le procedure di identificazione e di selezione, anche ai fini del possibile respingimento immediato di coloro, come gli egiziani, che non sono ritenuti generalmente "meritevoli" di ammissione alla procedura per la protezione internazionale. Un abuso ricorrente da parte delle autorità di polizia, che non viene censurato da nessuno, ci si limita a diffondere l'informazione, diffusa dalla polizia, che "nessuno dei respinti ha presentato una domanda di asilo".

http://www.dirittiefrontiere.blogspot.it/2014/11/ancora-respingimenti-collettivi-da.html 

Si opera dunque ancora sulla base della "famosa" legge Puglia del 1995. Una legge pensata per respingere al più presto gli albanesi a casa loro.

http://www.osservatoriomigranti.org/?cda-cara-puglia

http://www.etvmarche.it/news/6612/ex-tubimar-centro-di-prima-accoglienza-per-i-migranti 

http://www.veratv.it/video/2014/11/06/0019331/Ancona---Il-vice-Prefetto----La-Tubimar-sar%C3%A0-un-centro-di-primissima-accoglienza-profughi-.aspx 

Da verificare, luogo per luogo, se gli enti gestori rispettano le clausole convenzionali e la legge, e se le prefetture controllano... Tutti i cittadini solidali dovrebbero svolgere questo tipo di controllo nelle proprie realtà territoriali, ascoltando anche le posizioni degli "ospiti" al fine di garantire un minimo di coesione sociale "dal basso" e di evitare sperperi sempre più evidenti di danaro pubblico, che arriva sempre troppo tardi, ma che quando arriva viene intascato anche dai gestori che non hanno erogato ( magari proprio a causa dei ritardi) le prestazioni promesse. E sono tanti i lavoratori costretti ad un avvilente volontariato obbligati ad accettare ( quando arrivano) paghe da fame.

 Ecco un esempio di Convenzione per i centri di "primissimo soccorso ed accoglienza".

CONVENZIONE
PER LA GESTIONE DELLE ATTIVITA’ DI PRIMISSIMO SOCCORSO ED
ACCOGLIENZA DI MIGRANTI
TRA
Il Comune di Castelvetrano, rappresentato dal Dirigente del 3° Settore Ing. Giuseppe
Taddeo, domiciliato per la carica presso la sede comunale sita in Piazza Umberto I, n. 5,
C.F. 81001210814
E
il sig. ……………………………, nato a ……………………. il ……………….., nella qualità di
…………………………….., C.F. …………………….. P.I. ………………………, con sede a
…………………………………… cap. ……….., domiciliato presso ………………………….
PER
disciplinare l’attività di prima accoglienza di migranti provenienti da sbarchi.
PREMESSO CHE :
- negli ultimi mesi si sono particolarmente intensificati gli sbarchi di immigrati lungo le
coste della Sicilia;
-VISTI la legge 29/12/1995 n. 563 ed il relativo regolamento di attuazione, Decreto del M.I.
n 233 del 2/1/1996, il quale all’art. 3 prevede, tra l’altro, che le Prefetture, al fine di
fronteggiare situazioni di emergenza connesse al verificarsi di sbarchi di migranti,
possono disporre interventi di prima assistenza in favore degli stessi, da realizzarsi anche
in collaborazione con soggetti pubblici o privati individuando le strutture con le
caratteristiche ricettive ritenute idonee in base alle esigenze;
- VISTO il D.P.R. 31 agosto 1999, n. 394 "Regolamento recante norme di attuazione del
testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla
condizione dello straniero, a norma dell'art. 1, comma 6, del decreto legislativo 25 luglio
1999, n. 286";
- RILEVATA la necessità, al fine di garantire l'accoglienza di immigrati in un centro di
accoglienza ubicato nel Territorio del Comune di Castelvetrano (TP), di acquisire ulteriori
posti di prima accoglienza, in considerazione dell'aumentato numero di stranieri irregolari
presenti nel territorio nazionale;
- VISTA la nota n. 7279 del 4/12/2008 con cui il Ministero dell'Interno ha fornito indicazioni
in merito alla prosecuzione e/o alla sottoscrizione di nuove convenzioni riguardanti la
gestione di strutture di accoglienza per immigrati richiedenti asilo;
- PRESO atto delle precisazioni fornite dal Ministero dell’Interno circa il costo per
l’ospitalità e la gestione del servizio di accoglienza presso le strutture che non potrà essere
superiore a € 30 (trenta/00), pro capite /pro die, IVA esclusa;
- RILEVATO che, attesa l’urgenza di provvedere al riguardo, con nota n …….. del
……………., la Prefettura ha autorizzato la stipula della presente convenzione ai sensi
della citata Legge 563/1995 e del relativo Regolamento di attuazione;
- CONSIDERATO che a seguito di opportuna ricognizione delle strutture presenti sul
territorio, dotate dei requisiti richiesti, il sig. …………………., ha manifestato la volontà di
poter ospitare fino a …... migranti;
- CONSIDERATO che alla presente convenzione, ai sensi del combinato disposto degli
articoli 20, 21 e 27 del D.L.vo n. 163/2006, recante il codice dei contratti pubblici, non si
applicano le disposizioni di cui agli artt. 53 e ss. del Capo III dello stesso D.L.vo n.
163/2006, e, che pertanto, la stessa viene stipulata a trattativa privata;
Tutto ciò premesso,
SI CONVIENE E SI STIPULA QUANTO SEGUE
ART. 1
Premesse e definizioni
Le premesse costituiscono parte integrante della presente convenzione;
ART. 2
Servizi Minimi Garantiti
Il Gestore si impegna ad assicurare di n. _____ posti di prima accoglienza presso la
propria struttura e a garantire l’accoglienza e l’assistenza degli stranieri ospitati,
assicurando i servizi di seguito elencati:
1)Servizi di gestione amministrativa:
- acquisizione registrazione degli ospiti, effettuata dagli organi di polizia (dati anagrafici,
estremi dei documenti di ammissione e quant’altro utile alla loro gestione) secondo le
modalità stabile dalla Questura;
- tenuta di un apposito registro sulla presenza giornaliera degli ospiti;
- controllo e verifica della piena funzionalità e dell’efficienza degli impianti della struttura
(telefonico, elettrico, idrico, gas e climatizzazione);
- gestione di carattere amministrativo e finanziario finalizzata al rimborso delle spese per
il funzionamento della struttura;
2) Servizi di assistenza generica alla persona:
- orientamento generale sulle regole comportamentali all’interno della struttura, nonché
sulla relativa organizzazione;
- servizio di barberia;
- servizio di lavanderia;
- assistenza, ove necessario, ai bambini e ai neonati componenti del nucleo familiare;
- altri servizi di assistenza generica alla persona;
3) Servizi di assistenza sanitaria
- l’ assistenza sanitaria, da effettuare presso i presidi sanitari territoriali (ASP) o medici di
base deve garantire l’assistenza infermieristica che comprende:
a) la somministrazione di farmaci prescritti dal medico avendo cura di comunicare
agli operatori della struttura i nominativi degli ospiti e gli orari della
somministrazione in infermeria;
b) in caso di infortunio, provvedere alle cure di primo soccorso e, se necessario, all’
accompagnamento dell’infortunato in ospedale, annotando l’infortunio nel registro
di infermeria;
c) il tenere aggiornato il registro di infermeria, informando costantemente il medico di
ogni variazione dello stato di salute del malato;
d) prenotare, presso centri pubblici, le visite specialistiche e gli esami diagnostici
disposti dal medico e accompagnare e assistere , se necessario, gli ospiti alle visite
mediche specialistiche ed in caso di ricovero in ospedale;
4) Servizi di pulizia e igiene ambientale:
per servizio di pulizia e d’igiene ambientale s’intendono tutte quelle attività atte ad
assicurare il confort igienico ambientale della struttura di accoglienza, al fine di garantire lo
svolgimento delle attività ivi previste:
- pulizia giornaliera e periodica dei locali e degli arredi;
- disinfezione, disinfestazione, derattizzazione e deblattizzazione delle superfici;
- raccolta e smaltimento rifiuti;
5) Erogazione dei pasti
Il servizio deve essere effettuato direttamente dal Gestore secondo modalità dallo stesso
stabilite. Il servizio dovrà essere svolto per sette giorni la settimana, con una
somministrazione di prima colazione pranzo e cena, secondo il numero delle presenze
effettive nel centro.
Nella scelta degli alimenti sarà posta la massima cura nel proporre menù non in contrasto
con i principi e le abitudini alimentari degli ospiti. In particolare, dovranno essere
rispettati tutti i vincoli costituiti da regole alimentari dettate dalle diverse scelte religiose.
In caso di particolari prescrizioni mediche, di allergie dichiarate o accertate, e comunque
qualora si trattasse di bambini in età neonatale, dovranno essere fornite diete adeguate.
I generi alimentari dovranno essere di prima qualità e garantiti a tutti gli effetti di legge
per quanto riguarda la genuinità, lo stato di conservazione e l’igiene.
I pasti dovranno essere serviti con adeguate stoviglie atte al loro consumo (stoviglie,
tovaglioli, posate etc.).
Ogni pasto (pranzo e cena con alternanza dei menù previsti) sarà composto da un primo
piatto (pasta o riso gr. 100/150 a seconda del condimento o gr. 80 pasta e 100 gr. di legumi
o semola o riso), un secondo piatto ( carne rossa 150 gr.; carne bianca 200 gr. o 250 gr. se
con osso; pesce 200 gr. ; due uova; 100 gr. di formaggio; verdura 300 gr.), frutta di
stagione (150 gr. oppure 1 frutto a scelta tra banana, mela, pera, arancia ecc.), 2 panini (60
gr.cad), 1 e ½ lt. di acqua minerale procapite al giorno e, se necessita, anche all’occorrenza.
La prima colazione sarà composta da 1 bevanda calda (200 cc a scelta, latte e caffè, tè), fette
biscottate (4 fette), 1 panetto di burro, 2 confezioni di marmellata o miele, in alternativa
biscotti preconfezionati, monoporzioni da 80 gr.
Il menù non potrà essere variato salvo i casi di comprovata emergenza, ma in ogni caso
dovrà essere assicurato a tutti i commensali una disponibilità minima di 1 primo piatto
(ammessa anche la pizza), 1 secondo piatto che può essere costituito anche da formaggi e
affettati, 1 tipo di frutta o yogurt, o, 2 volte a settimana, un dolce monoporzione e bevande
come sopra indicato.
6) Fornitura di beni:
La struttura di accoglienza dovrà fornire tutti i generi di prima necessità come di seguito
elencato:
a) effetti letterecci adeguati al posto occupato, composti da materasso, cuscino, lenzuola,
federe e coperte che saranno periodicamente cambiati per l’avvio ai servizi di lavanderia, e
quant’altro utile al confort della persona;
b) prodotti per l’igiene personale e vestiario, intendendo la fornitura del minimo
necessario fornito al momento dell’accoglienza presso la struttura, e, all’occorrenza, il
rinnovo dei sotto elencati beni da effettuare periodicamente al fine di garantire l’igiene e il
decoro della persona.
Il rinnovo di generi consumabili con l’uso (quali sapone, shampoo dentifricio, carta
igienica, etc) sarà a carico dal Gestore.
IGIENE PERSONALE:
Uomo Donna Bimbo
n.1 dentifricio n.1 dentifricio n.1 dentifricio
n. 1 spazzolino da denti n. 1 spazzolino da denti n. 1 spazzolino da denti
n.1 sapone liquido n.1 sapone liquido n.1 sapone liquido
n. 1 shampoo n. 1 shampoo n. 1 shampoo
n.1 pettine n.1 pettine n.1 pettine
carta igienica carta igienica carta igienica
Rasoio e schiuma barba Assorbenti igienici Pannolini secondo necessità
VESTIARIO:
Uomo Donna Bimbo
n.1 paio di scarpe n.1 paio di scarpe n. 1 paio di scarpe o ciabatte
n. 1 paio di ciabatte n. 1 paio di ciabatte
n.1 tuta n.1 gonna lunga/camicia n.2 tutine
n. 3 paia di slip n. 4 paia di slip n.4 paia di slip
n. 2 asciugamani n. 2 asciugamani n. 1 pigiama ; 2 asciugamani
n. 3 paia di calze n. 3 paia di calze n. 4 paia di calzini
n. 2 magliette n. 2 magliette n. 3 magliaette
n. 2 reggiseni n. 2 canotte
Effetti letterecci a persona: 2 lenzuola e 1 federa monouso ogni tre giorni più due coperte.
In caso di abbandono volontario della struttura da parte degli ospiti, il Gestore è tenuto a
darne immediata comunicazione all’Amministrazione.
ART. 3
Servizi Aggiuntivi
Per tutti i soggetti assistiti, il gestore deve prevedere un servizio di mediazione linguistica
e culturale che deve garantire la copertura delle seguenti prestazioni:
a) servizio di mediazione linguistica e culturale;
b) servizio d’informazione sulla normativa concernente l’immigrazione, i diritti doveri e
condizione dello straniero;
c) sostegno socio -psicologico;
d) assicurare che gli ospiti possano effettuare telefonate anche mediante l’uso di schede
telefoniche internazionali prepagate; il gestore curerà l’uso delle suddette schede affinché gli
ospiti possano telefonare per circa un minuto al giorno, secondo adeguate turnazioni,
mettendo a loro disposizione telefoni cellulari o postazioni telefoniche fisse e/o pubbliche;
E’ riconosciuto a ciascun ospite un “pocket money”, pari ad € 2,50 al giorno o, in
alternativa, una scheda telefonica, di pari importo.
Il pocket money potrà essere spendibile in esercizi convenzionati e potrà essere erogato
attraverso “buoni”, emessi direttamente dalla struttura di accoglienza .
L’importo del “pocket money” è incluso nel corrispettivo offerto dalla struttura di
accoglienza di cui al successivo art. 10. Resta inteso che il riconoscimento del “pocket
money” esclude l’obbligo della fornitura della scheda telefonica;
ART. 4
Messa a disposizione della struttura di accoglienza
Il gestore si impegna, altresì, a garantire l’idoneità per l’uso della struttura di cui alla
presente convenzione, assicurandone la sicurezza sia strutturale, sia degli impianti
esistenti, ai sensi della normativa vigente.
Il Gestore deve inoltre preventivamente comunicare all’Amministrazione, tramite il
responsabile della struttura e/o dei collaboratori all’uopo designati, ai fini
dell’acquisizione del preventivo assenso e della relativa garanzia di copertura finanziaria,
qualsiasi intervento che si rendesse necessario per eventi imprevedibili e di carattere
straordinario sopraggiunti successivamente alla messa a disposizione della struttura e
resisi necessari al fine di rendere fruibile la stessa.
Eventuali danni arrecati alla struttura dagli ospiti dovranno essere tempestivamente
comunicati dal Gestore all’Amministrazione che provvederà ad adottare i necessari
provvedimenti di verifica ed eventuale ripristino.
L’Amministrazione potrà eseguire, in qualsiasi momento, i dovuti controlli, al fine di
verificare l’adeguatezza della struttura, la corretta gestione delle attività e la regolarità dei
servizi erogati;
Il Gestore, per il tramite del responsabile della struttura di cui al successivo articolo,
s’impegna a mantenere in perfetta efficienza i locali adibiti all’accoglienza ed all’
assistenza e a porre in essere tutte le azioni necessarie per sottoporre a periodica
manutenzione tutti i locali e relativi impianti secondo la normativa vigente.
ART. 5
Responsabile di struttura e personale
Il Gestore si impegna a comunicare tempestivamente all’Amministrazione il nominativo
del Responsabile della Struttura, quale unico referente ai fini della gestione della
medesima, nonché gli eventuali collaboratori che affiancheranno il responsabile
nell’attività tecnico-logistica di gestione della struttura e nell’attività amministrativocontabile
finalizzata al rimborso delle spese.
Per l’espletamento dei servizi di cui alla presente convenzione, il Gestore si impegna ad
avvalersi di personale idoneo.
Nessun rapporto d’impiego e, comunque, di dipendenza a qualsiasi titolo, potrà
instaurarsi tra il predetto personale e l’Amministrazione.
ART. 6
Responsabilità
Il Gestore resta responsabile, anche verso terzi, dei danni alle persone e alle cose
imputabili al personale di cui all’art. 5, rimanendo l’Amministrazione sollevata da tutte le
conseguenze, nessuna esclusa, dagli atti dolosi e/o colposi di questi.
L’Amministrazione è sollevata da qualsiasi responsabilità civile e penale per ciò che
concerne eventuali rapporti contrattuali tra il Gestore e i terzi.
Il Gestore si obbliga inoltre a sollevare l’Amministrazione da ogni richiesta che potesse
essere rivolta dai terzi succitati.
L’inosservanza della precedente clausola costituisce inadempimento contrattuale ai sensi e
per gli effetti degli artt. 1453 e seguenti del Codice Civile.
ART. 7
Tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro
Il Gestore dovrà assicurare, anche sulla base delle linee guida del 25 febbraio 2005,
diramate con direttiva del Ministro dell’Interno in data 11 maggio 2005, gli adempimenti
ed i servizi di cui al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di tutela della salute
e della sicurezza nei luoghi di lavoro (con particolare riferimento alla nomina dei
responsabili della sicurezza e degli addetti al primo soccorso e al servizio antincendio, che
saranno provvisti della necessaria qualifica).
ART. 8
Monitoraggio e controllo
L’Amministrazione svolge attività di controllo e monitoraggio sulla gestione della
struttura di accoglienza diretta a verificare il rispetto delle modalità di erogazione dei
servizi di cui agli artt. 2 e 3 del presente Accordo e dell’esatto adempimento di quant’altro
disciplinato con la presente convenzione.
L’Amministrazione si riserva il diritto, in qualunque momento, di far sottoporre i generi
alimentari impiegati e distribuiti dal Gestore al controllo delle Autorità Sanitarie
competenti.
Il Gestore s’impegna a mettere a disposizione qualsiasi dato richiesto necessario per
consentire le verifiche di che trattasi ed assicura la collaborazione necessaria per l’efficacia
dei compiti di controllo dell’Amministrazione;
ART. 9
Standard di gestione
Gli standard in base ai quali è condotto il controllo sulla gestione, sono finalizzati alla
verifica della completezza dell’accoglienza, della regolarità e puntualità delle prestazioni
oggetto dei servizi, oltreché della pulizia degli ambienti e della congruità, qualitativa e
quantitativa, alle specifiche tecniche dei beni forniti.
ART. 10
Liquidazione dei servizi
Per il servizio reso è riconosciuta la liquidazione complessiva di € 30,00 (trenta/00),
pro/capite e pro/die, IVA esclusa , comprensiva dell’ammontare del “pocket money”
effettivamente erogato, per il periodo …………………………………………… e nel numero
di stranieri accolti in base alle effettive presenze giornaliere.
A tale proposito, il Gestore è obbligato a comunicare giornalmente le presenze degli
ospiti.
L’Amministrazione si riserva la facoltà, senza alcun preavviso, di poter trasferire gli
stranieri ospitati presso altre strutture per motivi di ordine pubblico o, a seguito di
apposita comunicazione della prefettura o della Questura, per motivi di redistribuzione.
I corrispondenti pagamenti saranno disposti previo accreditamento dei fondi da parte del
Prefettura di Trapani e/o Ministero dell'Interno e su presentazione di apposita richiesta
mensile, debitamente vistata per servizio reso.
L’attività di liquidazione e di pagamento delle spese sarà in ogni caso preceduta dalla
prescritta istruttoria, finalizzata all’accertamento in capo al Gestore, della correntezza
contributiva nei confronti degli istituti previdenziali nel caso di utilizzo di personale
dipendente (Durc), all’eventuale verifica di cui all’art. 48 bis del D.P.R. 602/73, nonché al
riscontro delle dichiarazioni concernenti la regolare esecuzione del servizio nei termini e
nella modalità previste dalla presente convenzione.
Il pagamento dei corrispettivi è effettuato nei limiti delle risorse assegnate dalla Prefettura
e sarà disposto in ossequio alle norme contenute nella legge 136/10 e successive modifiche
ed integrazioni, in materia di tracciabilità dei flussi finanziari.
In particolare, il Gestore è tenuto a comunicare all’Amministrazione gli estremi
identificativi del conto corrente bancario o postale dedicato ai rapporti con la Pubblica
Amministrazione.
ART. 11
Spese di gestione ordinaria ed eventuale guardiania
Gli oneri ordinari (quali le utenze domestiche) per la gestione della struttura di
accoglienza messa a disposizione dell’Amministrazione, sono interamente a carico del
Gestore.
ART. 12
Decorrenza e durata della convenzione
La presente convenzione ha validità fino al 31/12/2013, fermo restando la facoltà
dell’Amministrazione di recedere unilateralmente in caso di cessate esigenze;
ART. 13
Trattamento dei dati personali
I dati personali relativi ai soggetti ospiti della struttura, devono essere trattati in modo
conforme alle disposizioni contenute nel Codice di protezione dei dati personali di cui al
D. L.vo 196/03.
ART . 14
Copertura assicurativa
A copertura dei rischi per eventuali infortuni o incidenti che potrebbero occorrere ai
migranti durante la loro permanenza nella struttura, il Gestore si obbliga a stipulare
idonea polizza assicurativa.
Eventuali danni ai beni mobili e immobili derivanti dall’uso da parte degli ospiti saranno a
totale carico dell’Ente Gestore.
ART. 15
Penali ed esecuzione in danno
Ove si verifichino disservizi ( mancata o inesatta esecuzione di uno dei servizi oggetto di
contratto) rilevati in sede di attività ispettiva, di controllo o di monitoraggio, ovvero
lamentati dagli utenti e ritenuti fondati, previa contestazione al Gestore, è applicabile, per
ciascun disservizio, una penale pari al 10% del corrente corrispettivo mensile, fatto salvo il
risarcimento di ogni eventuale maggior danno.
La penale è applicata dietro semplice comunicazione al Gestore con provvedimento
esecutivo e trattenuta dal corrispettivo periodico;
Qualora il Gestore non dia corso all’esecuzione delle prestazioni oggetto del presente
contratto, anche dopo l’assegnazione di un termine perentorio commisurato all’urgenza
del servizio stesso, l’Amministrazione ha il diritto di procedere direttamente alla sua
esecuzione , utilizzando, a tal fine, la propria organizzazione o quella di terzi.
I maggiori oneri che l’Amministrazione dovesse eventualmente sopportare rispetto a
quelli derivanti dall’applicazione del contratto, sono a totale carico dell’ente Gestore.
ART. 16
Controversie e Foro competente
Le controversie che dovessero insorgere in ordine all’interpretazione o all’esecuzione della
presente convenzione, ove non composte bonariamente, saranno deferite al competente
Giudice del Foro di Marsala.
ART. 17
Rinvio a norme del codice civile
Per tutto quanto non espressamente previsto nella presente convenzione, si rinvia, in
quanto applicabili, alle norme del Codice Civile.
ART. 18
Risoluzione del contratto
Ai sensi e per gli effetti dell’art. 1456 del C.C., l’Amministrazione ha facoltà di procedere
alla risoluzione del contratto per grave inadempienza, previo semplice preavviso da
comunicarsi con lettera Raccomandata A.R. e senza obbligo di preventiva messa in mora.
Costituiscono gravi inadempienze: non avere comunicato tempestivamente l’ingiustificato
allontanamento degli ospiti dalla struttura, avere interrotto senza giustificato motivo il
servizio e/o avere violato gli standards di assistenza previsti dalla presente convenzione;
l’avere omesso di eseguire periodiche manutenzioni dei locali, degli impianti e delle
apparecchiature tecnologiche; l’avere violato le disposizioni in materia di tutela della
salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro; l’ avere omesso di segnalare fatti o
circostanze, anche indipendenti dalla propria volontà, dai quali siano derivati danni alle
persone o alla struttura.
ART. 19
Recesso dal contratto da parte dell’Amministrazione
L’Amministrazione si riserva il diritto, ai sensi dell’art. 1671 del C.C., di recedere dalla
presente Convenzione.
ART. 20
Cauzione
Tenuto conto della durata limitata della presente convenzione e dell’affidabilità dei
soggetti firmatari si prescinde dalla costituzione del deposito cauzionale.
ART. 21
Elezione di domicilio
Ai fini delle comunicazioni formali inerenti l’esecuzione della presente convenzione, il
Dirigente elegge domicilio presso la casa comunale – piazza Umberto I n. 5, 91022
Castelvetrano.
Il Gestore elegge domicilio presso …………………………………………………………….
ART.22
Norme di rinvio
Per quanto qui non previsto, si osservano le disposizioni contenute nelle “linee guida” per
l’affidamento della gestione dei centri di accoglienza, approvate con decreto del Ministro
dell’Interno in data 12.11.2002 , nonché lo “Schema di capitolato di appalto per la gestione
dei centri di primo soccorso e di assistenza – Centri di accoglienza “approvato con
Decreto ministeriale 21 novembre 2008 e successive integrazioni, nei limiti delle norme qui
richiamate ed in ogni caso in quanto siano compatibili o non siano modificate dalle
clausole del presente contratto.
Castelvetrano ________________
IL GESTORE IL DIRIGENTE
III SETTORE UFFICIO TECNICO
E PROTEZIONE CIVILE









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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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