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venerdì 7 novembre 2014

La Danimarca sospende i respingimenti Dublino verso l'Italia. Primi effetti della sentenza Tarakhel v. Switzerland. Riformare il Regolamento Dublino oppure verso una revisione del Trattato di Schengen ? Se questa è accoglienza...



Queste le condizioni di accoglienza nella tendopoli del Palanebiolo a Messina, chiusa oggi, a causa dell'allarme meteo diffuso dalla Protezione Civile. Questa l'accoglienza in Italia per migliaia di profughi che sono passati da Messina, dopo essere sbarcati dalle navi della missione militare-umanitaria Mare Nostrum.

 La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo si è espressa a maggioranza sul caso Tarakhel contro Svizzera deliberando che il trasferimento del nucleo familiare verso l’Italia, disposto dalle autorità svizzere ai sensi del Regolamento di Dublino, avrebbe sollevato il pericolo di violazione dell’Articolo 3 della CEDU in assenza di garanzie da parte delle autorità italiane circa l’accoglienza idonea dei minori e la coesione del nucleo familiare.

Il 30 gennaio 2014 la Corte Europea dei diritti dell'Uomo aveva già sospeso un trasferimento Dublino di una famiglia siriana verso l'Italia, applicando la misura interinale prevista dall'art. 39 del Regolamento di procedura, sulla base del pericolo che i migranti, dopo il trasferimento in Italia, fossero accolti in luoghi poco dignitosi ed inadeguati.

Rule 39 Interim Measure issued on proposed expulsion of Syrian family from Denmark to Italy

On 30 January 2014, the ECtHR granted an Interim Measure under Rule 39 of the Rules of the Court staying the expulsion of a Syrian woman and her three minor children from Denmark to Italy. The applicant travelled by sea to Italy in October 2013. Upon arrival in Italy she and her children were apprehended by the Italian police and placed in a closed camp for three days. The Italian police registered the applicant’s fingerprints and released the family from the camp. The Italian authorities gave no instructions or guidance on where and how the applicant could lodge an application for asylum or where they could be accommodated. Furthermore, the applicant was exposed to traumatizing experiences while in Italy. After a short stay in Italy, the applicant and her children travelled onwards to Denmark.
The Danish authorities found Italy to be the responsible State according to Article 10(1) of the Dublin II Regulation and Italy accepted the transfer in December 2013. The appeal instance processed the case in January 2014. The references to violations of Article 3 ECHR (and accordingly the request to apply the sovereignty clause) were rejected, both in relation to the experiences in Italy and the lack of protection from the Italian authorities, as well as the risk of future violations due to the inadequate reception conditions and the risk of the applicant being re-traumatized upon return to Italy.

http://hudoc.echr.coe.int/sites/eng-press/pages/search.aspx?i=003-4666593-5655480#{"itemid":["003-4666593-5655480"]}

La Danimarca ha deciso adesso di sospendere tutti i trasferimenti, in base al Regolamento Dublino III, dei richiedenti asilo di cui si accerti il passaggio o che abbiano subito il prelievo (spesso violento) delle impronte digitali in Italia. Anche la Svezia, dopo mesi di blocco, ha effettuato alcuni trasferimenti Dublino verso l'Italia, dunque l'applicazione del Regolamento Dublino III non si può mai escludere, occorre trovare tempestivamente avvocati per impugnare davanti ad un tribunale amministrativo il provvedimento di trasferimento in Italia, e presentare  anche, se il rischio di trasferimento è immediato, un ricorso alla Corte Europea di Strasburgo per una misura sospensiva di urgenza ex art. 39 del Regolamento di procedura. 

 http://www.altinget.dk/eu/artikel/danmark-stopper-med-at-sende-asyl-familier-tilbage-til-italien

Tutti i migranti interessati hanno diritto a proporre ricorso contro la decisione di ritrasferimento in Italia, e proprio in base alle ultime modifiche apportate al Regolamento Dublino III, il ricorso è immediatamente sospensivo. In presenza di un ricorso contro il trasferimento Dublino, fino a quando il giudice non si sia pronunciato con una sentenza definitiva, la polizia NON può eseguire l'accompagnamento forzato in Italia.

http://www.meltingpot.org/Asilo-Ecco-il-nuovo-Regolamento-Dublino-III.html#.VFzeTkZ0xsc

 http://asiloineuropa.blogspot.it/2013/07/dublin-guide-il-regolamento-dublino-iii.html

La decisione si sospendere i trasferimenti Dublino verso l'Italia, assunta dalle autorità danesi, costituisce una decisione politica di portata generale,  all'indomani della sentenza della Corte Europea dei diritti dell'Uomo che intima alla Svizzera di chiedere all'Italia assicurazioni circa le condizioni di accoglienza dei profughi, prima di procedere al trasferimento di un richiedente asilo nel nostro paese.

http://www.meltingpot.org/Regolamento-Dublino-III-La-CEDU-sospende-il-trasferimento.html#.VFy0AEZ0xsc

http://www.cronachesociali.com/dublino-corte-europea/

http://www.meltingpot.org/IMG/pdf/affaire_tarakhel_c._suisse.pdf

La sentenza della Corte di Strasburgo ha una grande rilevanza perchè costituisce l'ennesimo accertamento della situazione di grave default nel quale versa il sistema di accoglienza italiano, al di là di poche eccezioni e del livello relativamente buono offerto dai centri inseriti nel sistema Sprar, con un numero di posti ancora troppo esiguo rispetto alle persone che hanno accesso alla procedura di protezione internazionale. Ma è soprattutto la primissima e la prima accoglienza, che malgrado la circolare del governo del luglio 2014, continuano a versare in condizioni indecenti per la mancata capacità di programamzione e di controllo da parte delle prefetture e per le modalità "da pubblica sicurezza" con cui le questure gestiscono i movimenti dei profughi subto dopo lo sbarco.

http://www.huffingtonpost.it/2014/11/04/rifugiati-italia-strasburgo_n_6099154.html

http://minoristranierinonaccompagnati.blogspot.it/2014/11/minori-perdere-piu-di-10000-lodissea.html

La vicenda della circolare del ministero dell'interno ( del 26 settembre scorso) che conteneva un allegato che autorizzava le forze di polizia all'"uso della forza" nel prelievo delle impronte digitali non è un incidente di percorso, ma esprime bene la cultura e le prassi applicate nei confronti delle migliaia di profughi soccorsi in mare e sbarcati dalle navi dell'operazione umanitaria e militare Mare Nostrum. Sono sempre più numerosi i potenziali richiedenti asilo che arrivano in Italia con documenti falsi, persone che comunque non possono essere respinte, ma che vengono arrestate e respinte, come se si trattasse di "clandestini". E si moltiplicano i respingimenti collettivi di egiziani, una questione aperta da anni, persone che non possono neppure presentare una richiesta di protezione internazionale a causa della rapidità delle procedure di respingimento e della collaborazione con i consolati egiziani per effetto degli accordi bilaterali stipulati nel 2000, e successivamente perfezionati da Maroni.

http://www.dirittiefrontiere.blogspot.it/2014/10/litalia-dovra-rendere-conto-delle.html

http://www.veronasera.it/cronaca/verone-ragazza-eritrea-aeroporto-passaporto-svedese-arrestata-4-novembre-2014.html

http://ragusa.gds.it/2014/11/04/ragusa-50-egiziani-sbarcati-saranno-rimpatriati_257006/

La polizia italiana picchia i profughi per prelevare le impronte digitali. Una denuncia sconvolgente.

 http://youmedia.fanpage.it/video/aa/VFi3qeSwSTK9jEf0

Di fronte ad una posizione tanto eclatante assunta dalla Corte europea dei diritti dell'Uomo e della decisione del governo danese, sulla possibile disapplicazione del Regolamento Dublino III nei confronti dell'Italia, le destre in Europa, ed in Svizzera in particolare, stanno rimettendo in discussione l'idea di retnrodurre controlli alle frontiere interne modificando il Regolamento Schemgen n.562 del 2006.

http://www.srf.ch/news/schweiz/schweiz-darf-weiterhin-fluechtlinge-nach-italien-zurueckschaffen

 Occorre invece che tutti i paesi europei seguano la linea adottata dal governo svedese e sospendano tutti i trasferimenti Dublino verso l'Italia. Anche per evitare altre tragedie come quella che si è verificata proprio in Svizzera, pochi giorni fa, quando un giovane eritreo, già titolare di un permesso di soggiorno per protezione umanitaria in Italia, si è impiccato in un centro di detenzione dopo essere stato arrestato ed alla viglia della riconsegna alla polizia italiana.

http://giustiniani.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/10/31/si-impicca-pur-di-non-tornare-in-italia/?ref=fbpe

 In quello stesso centro di detenzione tanti altri migranti sono ancora bloccati e rischiano di essere ricondotti in Italia. La sentenza della Corte Europea infatti non blocca definitivamente tutti i trasferimenti Dublino verso l'Italia, ma si limita ad imporre alla Svizzera, sul singolo caso portato all'esame dei giudici di Strasburgo, di attendere dall'Italia "assicurazioni" circa le condizioni di accoglienza che le persone che fossero successivamente ritrasferite nel nostro paese, potrebbero trovare. "Assicurazioni" puramente formali, che probahilmente il governo italiano invierà alle autorità svizzere, riaprendo il caso e consentendo a queste stesse autorità l'esecuzione delle misure di allontanamento forzato previste dal Regolamento Dublino III.

http://www.tvsvizzera.it/attualita/Il-punto-sui-rifugiati-tra-Italia-Svizzera-e-U.E.-2922709.html

http://www.academia.edu/6276388/La_protezione_interrotta.

Occorre certo battersi perchè l'Italia si doti di un sistema di prima accoglienza in grado di rispondere alle esigenze di informazione ed assistenza sociale e psicologica delle persone appena sbarcate, che siano tutelate in particolare le persone vulnerabili, le vittime di tortura ( che andrebbero individuate al più presto) ed i minori non accompagnati, spesso condannati ad una avvilente promiscuità con gli adulti. I tempi delle procedure che le questure devono seguire non devono dilatare a dismisura la durata della permanenza nei centri di prima accoglienza, con un notevole aggravio per i conti dello stato, e, quel che è peggio, con una progressiva emarginazione ed esclusione sociale dei profughi. Il passaggio dal sistema di prima accoglienza alla seconda accoglienza deve essere gestito a livello regionale e nazionale, dagli appositi tavoli tecnici che non funzionano quasi mai,  con la maggiore partecipazione delle autonomia locale e non restare soggetto all'indirizzo esclusivo dei vertici del miistero dell'interno. Tra i piani nazionali e le realtà territoriali una distanza enorme che non si riesce a colmare, anche per la mancata disponibilità di molte risorse stanziate a livello nazionale, ma sempre più lontane per chi opera nelle diverse regioni.

http://www.interno.gov.it/mininterno/site/it/sezioni/sala_stampa/notizie/immigrazione/2014_04_11_prefetture_migranti.html

http://www.ancicalabria.it/allegati/Accordo-PIANO-NAZIONALE-ACCOGLIENZA-10-07-2014-.PDF

 http://www.anci.it/index.cfm?layout=sezione&IdSez=808833

Ma la partita decisiva si gioca a livello europeo. Si tratta di garantire la libertà di circolazione accordata dal Regolamento Schengen, anche ai migranti dotati di un idoneo documento di viaggio e di realizzare canali di distribuzione protetta di richiedenti asilo nei diversi paesi europei. Occorre andare nella direzione di un riconoscimento reciproco delle decisioni che riconoscono uno status di protezione internazionale. Il Regolamento Dublino ed il collegato regolamento Eurodac vanno sottoposti ad una profonda revisione.

http://www.asgi.it/ultime-notizie/richiesta-revisione-regolamento-dublino-iii-consiglio-deuropa/

http://www.sidi-isil.org/sidiblog/?p=752

 Vanno sospesi immediatamente tutti i trasferimenti Dublino dei richiedenti asilo che sono transitati da paesi che non sono "sicuri", come la Grecia e l'Italia, sia per le condizioni di prima accoglienza generalmente del tutto inadeguate, che per le prassi applicate dalle forze di polizia nei confronti dei migranti subito dopo l'ingresso nel territorio dello stato, con il prelievo forzato delle impronte e con i ritardi sistematici che contribuiscono non poco alla emarginazione e all'inferiorizzazione di persone che avrebbero comunque titolo ad una accoglienza dignitosa nella fase di esame della loro istanza di protezione internazionale o umanitaria.

http://w2eu.info/dublin2.en.html

http://www.michelenicoletti.eu/2014/10/15/depositata-la-mozione-per-la-revisione-del-regolamento-di-dublino-iii/

 Ma come potrà il foverno italiano fornire alla Svizzera le "assicurazioni" richieste dalla Corte Europea dei diritti dell'Uomo, circa condizioni dignitose di accoglienza nel nostro paese ?

Questa la situazione nel centro di accoglienza per richiedenti asilo di Castelnuovo di Porto, vicino Roma, una testimonianza precisa denuncia casi di prostituzione anche all'interno del centro

http://www.corriere.it/inchieste/prostituzione-alcol-droga-/8d7727f6-1899-11e3-9feb-01ac3cd71006.shtml

http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/roma_immigrati_centri_accoglienza_cara_viminale/notizie/813903.shtml

Questo invece succede a Messina, dove solo oggi, e dicono per l'allarme meteo, è stata chiusa la tendopoli-campo di accoglienza al Palanebiolo, nel quartiere dell'Annunziata

http://antoniomazzeoblog.blogspot.it/2014/11/minori-stranieri-non-accompagnati-nei.html

 http://www.messinaora.it/notizia/2014/11/04/accoglienza-migranti-blitz-a-5-stelle-di-duva-e-zafarana-nei-centri-cittadini-i-rifugiati-abbiamo-freddo/47952

http://www.messinaora.it/notizia/2014/11/05/allarme-meteo-e-quei-minori-nelle-tende/48095

http://www.tempostretto.it/news/bisconte-allerta-meteo-via-minori-dalle-tende-comune-prova-prendersene-meriti.html

http://renatoaccorintisindaco.it/allerta-meteo-stamani-trasferimento-dei-migranti-dal-palanebiolo-caserma-bisconte-per-ragioni-sicurezza/

http://www.tempostretto.it/news/bisconte-allerta-meteo-via-minori-dalle-tende-comune-prova-prendersene-meriti.html

Questi invece gli effetti del confinamento dei richiedenti asilo nel mega CARA di Mineo ( Catania)

http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/vivere-al-confine-segregazione-e-lavoro-dei-richiedenti-asilo-nel-cara-di-mineo/

Questa la situazione della prima accoglienza a Catania...

http://siciliamigranti.blogspot.it/2014/11/catania-sopralluogo-al-palaspedini.html#more

E la seconda accoglienza non va meglio...  il Cara di Crotone ad esempio, luogo di violenze e di morti sospette... da anni

http://old.terrelibere.org/3970-crotone-centro-ad-alta-tensione

http://www.repubblica.it/solidarieta/immigrazione

http://www.repubblica.it/solidarieta/immigrazione/2014/09/15/news/crotone-95825711/

http://www.corrieredellacalabria.it/index.php/cronaca/item/26704-ferrara-allarmata-per-il-cara-di-isola-capo-rizzuto/26704-ferrara-allarmata-per-il-cara-di-isola-capo-rizzuto

Questa la situazione nel CARA di Caltanissetta, dove lo scorso 17 settembre una delegazione della campagna Lasciatecientrare ha condotto una visita ispettiva

http://www.lasciatecientrare.it/j25/attachments/article/117/Report%20Vassallo_19.09.14_LasciateCIEntrare.pdf

Nel Cara di Bari, luogo di abusi ed omissioni gravi da anni, si apre la caccia ai terroristi... ma il vero problema rimangono, come in altri CARA, i conflitti interetnici, per i criteri di ammassamento dei profughi, e per i mancati trasferimenti, senza tenere in conto le differenze nazionali e religiose.

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/notizie/cronaca/2014/3-novembre-2014/base-arruolare-terroristiil-cara-bari-setaccio-230462761810.shtml

http://amobari1908.altervista.org/2014/10/03/disordini-cara-bari-7-arresti/

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2014/02/03/Immigrazione-protesta-Cara-Bari-arresti_10008697.html






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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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