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giovedì 27 novembre 2014

Riprendono le riammissioni Dublino dalla Svizzera in Italia. L'Italia ha fornito "assicurazioni" sul sistema di accoglienza. Ma le carenze del sistema non si possono nascondere. Materiali per i ricorsi amministrativi contro le decisioni di trasferimento in Italia.


Come si poteva prevedere, l'Italia ha fornito alla Svizzera le "assicurazioni" richieste dalla sentenza della Corte Europea dei diritti dell'Uomo sul caso Tarakhel, del 4 novembre scorso, circa la capacità del sistema di accoglienza italiano a ricevere nuclei familiari, e sembra raggiunto un accordo tra i due paesi per una ripresa immediata delle procedure di trasferimento delle famiglie siriane dalla Svizzera in Italia. Nell'elenco dei centri forniti dal ministero dell'interno alle autorità svizzere vengono indicati centri SPRAR, come se il numero di queste strutture fosse adeguato al numero delle richieste di accoglienza dei profughi che sono arrivati e continuano ad arrivare in Italia. Tra le strutture indicate, e dunque da verificare, quelle di Acireale, Acquaformosa, Acquapendente, Adelfia, Africo, Agnone, Agrigento, Alessandria Provincia,e l'elenco continua, in pratica l'elenco dei centri SPRAR, ancora meno di 20.000 posti di fronte a 150.000 persone arrivate nel 2014. Il ministero dell'interno italiano nasconde la realtà drammatica dei CARA, dei centri di accoglienza e soccorso (CPSA), dei CDA, centri di accoglienza aperti in convenzione tra le prefetture ed i privati, spesso alberghi in disuso quando non si tratti di tendopoli o capannoni industriali.

http://hudoc.echr.coe.int/sites/eng/pages/search.aspx?i=001-148070#{"itemid":["001-148070"]}

http://www.srf.ch/sendungen/10vor10/fokus-erdoel-rueckfuehrungen-nach-italien-fliegende-scharfschuetzen

L'Italia avrebbe dovuto rendere anche conto della irragionevole durata delle procedure per il riconoscimento dello status di protezione, che insieme all'accoglienza in condizioni che negano la dignità umana, può essere riconosciuto come un "trattamento inumano o degradante" vietato dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, oltre che dall'art. 3 della Convenzione Europea a salvaguardia dei diritti dell'Uomo. Ma per il ministero dell'interno e per gli svizzeri, il fatto che una procedura di asilo in Italia duri fino a due anni non è rilevante. Ed è tutta da vedere la ricaduta del recente( e tardivo) provvedimento che aumenta il numero delle commissioni territoriali, in presenza di un arretrato che non sarà facile smaltire in tempi brevi. Questa è la situazione che troveranno i cd. dublinati, quando saranno ricondotti con la forza in Italia. 

http://www.migrantesonline.it/siti_migrantes/

Anche la Corte Costituzionale tedesca ha espresso, lo scorso settembre, dubbi sul sistema di accoglienza italiano, con riferimento al Regolamento Dublino III, in particolare rispetto alle famiglie con bambini piccoli.

http://viedifuga.org/?p=12167

L'accordo politico tra i governi italiano e svizzero sui ritrasferimenti Dublino calpesta il diritto ad un trattamento dignitoso ed umano dei richiedenti asilo e rende più drammatico il prelievo forzato delle impronte digitali che la polizia italiana ha praticato e sta ancora praticando nei confronti dei profughi che fanno ingresso in territorio italiano.  L'intesa raggiunta tra le autorità italiane e quelle svizzere, con i suoi immediati risvolti applicativi, condanna molti di loro al ritorno forzato in Italia dove li attende un destino di emarginazione e di esclusione. Già oggi una prima famiglia siriana dovrebbe essere deportata dalla Svizzera all'Italia.

Contro le decisioni di trasferimento Dublino è possibile fare ricorso ai tribunali amministrativi dei paesi di arrivo, prima che il trasferimento forzato venga eseguito, perchè il ricorso ha effetti immediatamente sospensivi, proprio in base al Regolamento Dublino III entrato in vigore il primo gennaio 2014. Occorre che una rete di avvovati, giornalisti ed associazioni si prepari ad assistere ovunque i profughi, non solo siriani, che saranno oggetto nelle prossime settimane, di provvedimenti di ritrasferimento in Italia. Queste prassi violente metteranno ancora più in evidenza le gravi carenze sistematiche dell'accoglienza in Italia.

http://asiloineuropa.blogspot.it/2013/07/dublin-guide-il-regolamento-dublino-iii.html

http://www.academia.edu/6276388/La_protezione_interrotta

http://www.ecre.org/topics/areas-of-work/protection-in-europe/10-dublin-regulation.html 

Occorre allora che tutte le associazioni che assistono i richiedenti asilo in Italia ed in Europa raccolgano una documentazione completa, regione per regione, per dimostrare come in Italia, a parte qualche eccezione, vi sia una carenza sistematica del sistema di accoglienza, privo di governance, di fondi, di controlli e di consistenza, adeguata al numero dei profughi che arrivano nel nostro paese. Un sistema di accoglienza ancora sottodimensionato, anche rispetto a quelli degli altri paesi europei con i quali si può paragonare l'Italia. Le carenze di sistema erano già evidenti nel 2012, dopo la fase della cd. emergenza Nordafrica, e nel corso del 2014 si sono ulteriormente aggravate.

http://www.meltingpot.org/Il-diritto-alla-protezione-La-protezione-internazionale-in.html#.VHbdGUZ0xsc

http://www.agrigentonotizie.it/cronaca/fuga-migranti-siculiana-agrigento-7-maggio-2014.html

http://siciliamigranti.blogspot.it/2014/07/visita-ai-centri-di-accoglienza-per.html

http://www.loraquotidiano.it/2014/11/26/cara-di-mineo-un-affare-da-100-milioni-nelle-tasche-dei-soliti-noti_14346/

http://www.ottoetrenta.it/830-in-piazza/laura-ferrara-visita-il-centro-di-accoglienza-per-i-richiedenti-asilo-santanna-di-crotone/

http://www.senato.it/1383?documento=2503&voce_sommario=90

http://www.infoaut.org/index.php/blog/migranti/item/12164-torino-continua-la-speculazione-sullaccoglienza-di-migranti-e-rifugiati

http://selmade.it/immigrazione-sistema-di-accoglienza-al-collasso-istituzioni-locali-lasciate-sole-intervenga-alfano/

L'elenco delle carenze del sistema di accoglienza sarebbe troppo lungo per essere riprodotto qui. Per tutelare i richiedenti asilo che si trovano in altri paesi dopo essere passati dall'Italia occorre stilare un rapporto completo su tutte le inadempienze delle autorità italiane rispetto ai doveri di accoglienza. Tutti possono dare il loro contributo.

E il governo italiano nasconde quello che è successo a Tor Sapienza a Roma e che sta succedendo attorno tanti altri centri di accoglienza in Italia.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/11/14/tor-sapienza-minori-portati-via-contestato-marino-buffone-vattene/1211231/

Chiediamo ai parlamentari europei e nazionali, ed alla nuova Commissione sui centri per stranieri che è stata istituita dal Parlamento italiano di vigilare sulle modalità e sui comportamenti attuati dalle forze di polizia nella esecuzione delle misure di trasferimento forzato verso l'Italia. I trasferimenti Dublino non legittimano trattenimenti amministrativi prolungati oltre le ore necessarie per l'esecuzione delle misure di riammissione.

Occorre sospendere immediatamente il Regolamento Dublino verso l'Italia, come è stato già fatto nei confronti della Grecia e della Bulgaria, aprire corridoi umanitari anche in Europa, che rispettino il diritto al ricongiungimento familiare ed il diritto di scelta dei profughi. Occorre chiedere alla Commissione Europea l'apertura di una procedura di infrazione nei confronti dell'Italia per l'inadempienza sistematica degli obblighi di accoglienza affermati dalle Direttive dell'Unione Europea e dalle leggi interne che ne costituiscono attuazione nel nostro paese.

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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