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mercoledì 26 novembre 2014

Si aggravano le condizioni dei siriani in sciopero della fame ad Atene, mentre, nella regione dell'Evros, Frontex esegue respingimenti illegali in Turchia.




Ad Atene prosegue ad oltranza, davanti al Parlamento greco lo sciopero della fame di trecento siriani che reclamano il diritto ad essere accolti in condizioni dignitose e chiedono di potere lasciare la Grecia per ragiungere un altro paese europeo. Una protesta che mette in evidenza tutti gli effetti negativi del Regolamento Dublino III che inchioda nel primo paese di ingresso i potenziali richiedenti asilo, al punto che molti preferiscono essere respinti in frontiera, piuttosto che ssere costretti a rilasciare le impronte digitali in un paese che non può essere definito "sicuro" per i richiedenti asilo per le carenze sistematiche dei suoi centri di accoglienza e per l'inadempimento delle Direttive e dei Regolamenti europei in materia di protezione internazionale.

http://www.vice.com/read/syrian-refugees-on-a-hunger-strike-in-athens-are-starting-to-collapse-080

Malgrado il freddo, lo sciopero della fame continua e ci sono diversi profughi gia' ricoverati in ospedale.                               Il governo greco si riconferma e chiude su tutta la linea .             Occorre fare presto. La revisione sostanziale del Regolamento Dublino, la libertà di circolazione per i profughi siriani in Europa si gioca anche sulla piazza di fronte al Parlamento greco.                           https://omniatv.com/blog/4901-ministry-of-interior-your-only-option-is-to-apply-for-asylum-in-greece                                 Occorre estendere la mobilitazione in altri paesi e portarla in una grande manifestazione davanti al Parlamento Europeo. Da Atene a Bruxelles, con i profughi siriani.

http://www.globalpost.com/dispatch/news/regions/europe/141125/syrian-refugees-hunger-strike-outside-athens-parliament

Nella regione del fiume Evros, al confine tra la Grecia e la Turchia, da mesi si verificano respingimenti collettivi ed illegali di profughi siriani che vengono riconsegnati da agenti di Frontex, presenti in quella zona, che in violazione del Regolamento frontiere Schengen 562 del 2006 e di tutte le Direttive europee in materia di protezione internazionale, riportano in territorio turco le persone intercettate dopo l'attraversamento del fiume, generalmente nelle ore notturne, e li abbandonano all'addiaccio. Sono poi gli stessi profughi respinti in questo modo che raggiungono le stazioni di polizia in Turchia, dove vengono rifocillati per essere poi rimessi in libertà. Ci sono profughi che hanno provato diverse volte l'attraversamento del fiume Evros prima di riuscire a passare senza essere scoperti dalla polizia greca o dagli agenti di Frontex, e lo hanno raccontato in Italia alle commissioni territoriali che li hanno sentiti nei rari casi in cui hanno presentato richiesta di asilo in Italia.

http://www.meltingpot.org/Frontex-e-le-mani-sporche-dell-Unione-Europea-Il-rapporto.html#.VHWe-0Z0xsc

http://www.swissinfo.ch/eng/new--iron-curtain--in-europe-fights-illegal-migration/40483966

http://stopevroswall.blogspot.it/2014/08/en-frontex-between-greece-and-turkey.html

I respingimenti collettivi illegali proseguono ancora oggi. I profughi vengono abbandonati all'addiaccio in territorio turco, sulla sponda dell'Evros, subito dopo essere stati arrestati in Grecia Ricevo ed inoltro 















 Fonte:: telefonata del 23 novembre
 1 siamo circa 50 persone
2 tentavamo di lasciare la Turchia per arrivare in Grecia e ci ha bloccati la polizia di frontiera ( abbiamo capito che sono tedeschi).
3 ci hanno messi in un posto di polizia e hanno massacrato di botte alcuni di noi e un ragazzo in questi momenti continua a perdere i sensi.
4 con noi ci sono circa 10 donne
5 la polizia ci ha respinti in un pezzo di terra immerso in un fiume e non vediamo altro se non acqua
6 non abbiamo cibo e non ci e' rimasta acqua
7 abbiamo bisogno di medici
8 (In lacrime) vogliamo che il mondo ci tratti anche solo come si trattano gli animali domestici.
9 Le coordinate sono:

41 19 08 1 N
26 29 37 1 E
AIUTACI NON CI LASCIARE.... QUESTA E' STATA L'ULTIMA FRASE

Si è appreso mercoledì 26 novembre che i profughi hanno incontrato la polizia turca che li ha rifocillati e trasferiti in un centro di accoglienza. Purtroppo nel tragitto la macchina della polizia sulla quale si trovavano ha avuto un incdente e due di loro sono finiti in ospedale. Per tutti loro il viaggio non è certamente finito.

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Sono anni che il comportamento degli agenti di Frontex alle frontiere marittime e terrestri tra Grecia e Turchia viene criticato dalle organizzazioni umanitarie, oltre che dall'Alto Commissariato delle nazioni Unite per i rifugiati, sono note a tutti le terribili condizioni dei centri di detenzione per i migranti "illegali" in Grecia e per queste ragioni sia la Corte Europea dei diritti dell'Uomo di Strasburgo che la Corte di Giustizia dell'Unione Europea hanno intimato la sospensione dei trasferimenti Dublino verso la Grecia. E anche per questa ragione la Corte Europea dei diritti dell'Uomo ha condannato non solo l'Italia, ma anche la Grecia, per i respingimenti collettivi eseguiti dai porti di Ancona e Venezia verso Patrasso. Perchè in Grecia i profughi correvano ( e corrono ancora oggi) il rischio di subire trattamenti inumani o degradanti vietati dall'art. 3 della Convenzione Europea a salvaguardia dei diritti dell'Uomo, senza neppure potere avvalersi di mezzi effettivi di ricorso, e dunque del diritto di difesa, in violazione dell'art. 13 della CEDU.

http://www.echr.coe.int/Documents/FS_Migrants_detention_ENG.pdf

http://migrantsatsea.org/2012/12/07/guardian-report-of-syrians-having-been-turned-back-on-evros-river-by-greek-and-possibly-frontex-border-guards/

Dopo gli abusi nei centri di detenzione greci, scoperti in passato anche da ispezioni di organismi inernazionali, gli agenti di frontex eseguono immediatamente respingimenti collettivi illegali, ma di notte, perchè nessuno possa denunciarli.

 http://www.hrw.org/news/2011/09/21/eu-border-agency-exposes-migrants-abusive-conditions

Frontex dans le contexte de la situation a la frontière gréco-turque
http://ceriscope.sciences-po.fr/node/197

Rinnoviamo ancora una volta la richiesta per la immediata apertura di canali umanitari per i profughi di paesi terzi, oggi in prevalenza siriani, presenti in Grecia. L'Unione Europea non può limitarsi a sospendere i rinvii Dublino verso la Grecia e poi non aprire canali legali di ingresso in Europa per i profughi che rimangono intrappolati in quel paese. Molti di loro sono costretti a rivolgersi ai trafficanti, o a tentare la fuga attraverso paesi nei quali, come si sta verificando in Bulgaria ed in Polonia, subiscono abusi altrettanto gravi e finiscono anche per essere arrestati.

http://www.analisidifesa.it/2014/11/il-muro-bulgaro-per-frenare-i-rifugiati-siriani/

Quello dei siriani ha ormai tutte le caratteristiche di un "afflusso massiccio di sfollati" . Per questo l'Unione Europea deve attivare gli strumenti ed i canali della protezione temporanea previsti dalla Direttiva 2001/55/CE, per decongestionare il sistema dell'asilo e consentire una mobilità secondaria nei diversi paesi UE senza sottostare ai ricatti dei trafficanti di terra. Una volta dotati di un documento provvisorio di soggiorno legale, e dunque della libertà di circolazione, i profughi dovranno avere riconosciuto il diritto di chiedere asilo dove hanno già legami familiari o sociali ed in paesi che abbiano sistemi di accoglienza che rispettino la dignità umana.

http://www.serviziocentrale.it/file/server/file/Direttiva%202001-55-CE.pdf

http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/03085dl.htm

Gli organismi dell'Unione Europea, in particolare la Commissione e il Parlamento Europeo, dovranno promuovere misure legislative ed economiche per rendere davvero omogenei i livelli di accoglienza nei diversi stati europei in modo da limitare i cd. movimenti secondari, ed avviare rigorose attività ispettive sulle prassi applicate alle frontiere dagli agenti di polizia impiegati nelle operazioni FRONTEX al fine di impedire che gli abusi che si segnalano da anni possano ancora proseguire.


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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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