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sabato 13 dicembre 2014

A Malta un rapporto critica le condizioni di detenzione dei migranti . Il Primo ministro afferma: "Non possiamo trattarli come animali". Dopo Mare Nostrum l'isola ritornerà prigione anche per chi fugge da guerra e dittature ?



Inchieste insabbiate. Nessuna giustizia per le vittime del sistema di detenzione che a Malta rimane al di fuori di ogni regola dettata dal diritto dell'Unione Europea e dalle Convenzioni internazionali.
Un rapporto critica le condizioni di detenzione amministrativa applicate a Malta nei confronti dei migranti che vengono ritenuti "illegali".

http://www.independent.com.mt/articles/2014-12-12/local-news/Not-even-in-death-is-there-dignity-for-detained-migrants-NGOs-6736127228

http://www.timesofmalta.com/articles/view/20141212/local/not-even-in-death-is-there-dignity-for-detained-migrants-ngos.547945

Le ONG maltesi protestano e chiedono vrità e giustizia

http://www.maltatoday.com.mt/news/national/47435/human_rights_activists_call_on_mps_to_endorse_human_rights_for_all#.VI3wn0Z0xsc 

Il primo ministro maltese afferma:

Prime Minister Joseph Muscat has pledged to expedite the review process of the national detention policy arguing that asylum seekers reaching Maltese shores “cannot be treated like animals”.

 http://www.maltatoday.com.mt/news/national/47433/prime_minister_pledges_expedited_review_process_of_detention_policy#.VI2Jg0Z0xsd

E questo succede a Malta sede dell'EASO, il nuovo ufficio dell'Unione Europea che dovrebbe aiutare gli stati membri nelle procedure per il riconoscimento della protezione internazionale e per garantire il diritto all'accoglienza dei profughi, come sono la maggior parte dei migranti che arrivano a Malta, vittime di migrazioni forzate e già duramente provati dalle violenze subite dai trafficanti nei paesi di transito.
A Malta, come del resto a Roma, non si vede l'ora che la situazione in Libia si "normalizzi" per riprendere i rapporti di collaborazione di polizia che in passato hanno permesso respingimenti collettivi ed espulsioni violente anche verso Tripoli.

http://www.timesofmalta.com/articles/view/20141212/local/malta-hoping-to-resume-operations-at-tripoli-embassy-as-soon-as-situation-is-stabilised.547951

Possibile che i funzionari dell'EASO presenti a  Malta continuino a non vedere ed a consentire che gli abusi a danno dei migranti detenuti in quell'isola continuino ?

http://easo.europa.eu/

http://www.di-ve.com/news/european-asylum-support-office-inaugurated-valletta

Malta si avvia a diventare un nuovo "hub" nelle attività di contrsato dell'immigrazione, perchè di questo si tratta, malgrado le parvenze. Dopo il ritiro delle navi della missione Mare nostrum i mezzi di Frontex con base a Malta hanno la prevalente funzione di sorvegliare le frontiere marittime, senza salvare troppe vite, come ha tenuto a precisare un esponente della tessa agenzia, critico nei confronti delle attività di soccorso dei mezzi militari italiani ancora impegnati nella missione Mare Nostrum. Ma nel Mediterraneo si continua a morire e la lista delle vittime deve essere aggiornata di gorno in giorno.

http://www.italy.iom.int/index.php?option=com_content&task=view&id=320&Itemid=90

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/

http://www.cronachediordinariorazzismo.org/tag/frontex/

Perchè gli stati dell'Unione Europea non adottano un piano di emergenza per trasferire al più presto i migranti detenuti a Malta che intendono chiedere asilo, verso altri paesi nei quali possano trovare sistemi di accoglienza dignitosi ( certo non in Italia) e procedure eque e trasparenti ?



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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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