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lunedì 1 dicembre 2014

Abbandonati alla fame ed al freddo nei campi profughi i siriani ripartono e si arenano nelle isole del Mediterraneo. Nel limbo di Cipro o a Creta. Nessuna pieta' dalla comunità internazionale che nega corridoi umanitari.



Abbandonati alla fame ed al freddo nei campi profughi i siriani sono ancora costretti a partire e si arenano nelle isole del Mediterraneo. Cipro, Creta, solo i più "fortunati" arrivano in Sicilia.

http://www.sbs.com.au/news/article/2014/12/02/un-halts-food-aid-17-million-syrians

 Quando non annegano in mare.  E continuano ad arrivare anche in Sicilia.

http://ragusa.gds.it/2014/11/30/la-guardia-costiera-di-pozzallo-soccore-145-siriani_271355/

 Nessuna pieta' dalla comunità internazionale che nega corridoi umanitari.

https://refugeeresettlementwatch.wordpress.com/2014/11/30/600-more-muslim-migrants-arrive-in-crete-anger-grows/

https://refugeeresettlementwatch.wordpress.com/2013/11/11/bulgaria-man-mistaken-for-refugee-beaten-in-a-coma/

Dall'inferno al limbo. Il destino dei profughi siriani "arenati" nell'isola di Cipro.

http://www.timesofisrael.com/rescued-syria-refugees-stranded-in-cyprus-limbo/

I governanti europei pensano solo ad esternalizzare i controlli di frontiera ed a bloccare i migranti nei paesi di transito.

http://www.internazionale.it/opinione/stefano-liberti/2014/12/01/salviamo-i-profughi-lasciamoli-nel-deserto

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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