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sabato 13 dicembre 2014

Ad Atene prosegue la protesta dei profughi siriani accampati in piazza davanti al Parlamento. Interviene la polizia.Primi segnali di solidarietà da Bruxelles, ma non si vedono prospettive di sospensione del Regolamento Dublino III .





http://amisnet.org/agenzia/2014/12/12/migranti-chiedono-liberta/

Ad Atene, malgrado alcune famiglie siano state indotte ad abbandonare piazza Sintagma, prosegue la protesta dei profughi siriani accampati davanti al Parlamento. Chiedono condizioni dignitose di accoglienza temporanea in Grecia ed il trasferimento verso altri paesi europei. Alcuni di loro sono già morti, chi per il freddo in piazza, chi nel tentativo di raggiungere l'Albania e poi il Nordeuropa. Ma tutti hanno dimenticato presto.

http://greece.greekreporter.com/2014/12/05/two-syrian-refugees-from-syntagma-square-dead/

http://www.ekathimerini.com/4dcgi/_w_articles_wsite1_1_12/12/2014_545400

http://greece.greekreporter.com/2014/12/12/syrian-refugees-of-syntagma-square-to-be-housed-by-athens-municipality/

Nella giornata di domenica 14 pesante intervento delle forze di polizia che hanno circondato con manganelli e scudi le famiglie siriane, che però sono state protette da un cordone di cittadini greci solidali. Tensione altissima in piazza Syntagma, possibili gravi sviluppi nelle prossime ore.

http://www.rightnow.io/breaking-news/syrianrefugeesgr_bn_1418478573307.html

Comunicato dei rifugiati in sciopero della fame dal 19 novembre davanti al Parlamento greco.
Decision of the general assembly of Syntagma Square Syrian refugees
...
We, the Syrian refugees of war who remain at Syntagma Square since November 19 2014, want to communicate to Greek people and the rest of the world the decisions we made today.
a) During our struggle we managed to make clear to the whole world that our demands for human rights as refugees (housing, feeding, job opportunities, health), plus free movement to other European countries are fair and state officials need to fulfill them for all Syrian refugees.
b) We understand that Greek government, does not want to ask from European Union to accept us legally to other European countries in order to apply for asylum there. They do not intend to do it according to European laws, and other European countries do not have the will to proceed towards this direction too.
c) So we decided to demand from the Greek government the following:
1) Asylum as war refugees here in Greece, covering 3 months travel documents to other European countries.
2) Fast procedure of applications: 100 people per day, instead of 10 per day that Greek officials suggest.
3) Proper housing and food for all of our people, starting from small children, invalid people, sick and old people.

d) We will remain at Syntagma Square until we take a positive answer from Greek government to all our demands, and until we are sure that the asylum procedure goes on for all of our people. We ask from Greek Government to answer officially in written replying to our demands.
e) We ask from the Greek people to support our fair struggle until the final victory. We thank for solidarity of all Greek people who helped us a lot from the first day of our struggle.
f) We call everybody to the demonstration that will take place on Saturday 13 November, 2.30 p.m. at Syntagma square.
Syrian refugees of syntagma square

 Non si vedono ancora prospettive di sospensione del Regolamento Dublino III che blocca i potenziali richiedenti asilo nel primo paese di ingresso nell'area Schengen. Al punto che molti profughi preferiscono correre il rischio di essere respinti,come "clandestini", piuttosto che presentare una richiesta di protezione internazionale in Grecia, a Malta o in Italia. Si attendono ancora risposte da parte degli stati alle richieste di ritrasferimento ( resettlement) sostenute dalle Nazioni Unite.

http://www.nytimes.com/2014/12/10/world/middleeast/united-nations-wins-government-pledges-for-resettling-syrian-refugees.html?_r=0

 Una lettera importante della parlamentare europea Barbara Spinelli che si rivolge direttamente ai profughi siriani di piazza Sintagma.
 
From Barbara Spinelli to the general assembly of Syntagma Square Syrian refugees
Dear friends of Syntagma Square. As italian Member of the European Parliament, I want to express my most profound and sincere solidarity with the general assembly You – Syrian refugees of war: men, women and children, cruelly treated as aliens in our cruel European Union – are going to organise today at Syntagma Square in Athens.
We know you are demonstrating in Syntagma since November 19th. We know that the price You paid for Your generous demonstration is extremely high, and will continue to be so; that You protest non only in Your name, but in the name of all those who are escaping either conditions of war which the western powers often exasperate, or growing climate disasters in the planet. The condition in which You live in these days are shameful and humiliating. They hurt the very concept of asylum and human welcome, on which the European Union pretends to be built. We know that your requests are legitimate and indisputable; that they challenge the idea of European civilisation itself. We are convinced the Europe owes You an answer.
Today, saturday the 13th of December, You called for a general assembly in Syntagma Square, summoning many Greeks and Europeans to participate. I will be ideally present , to support your struggle and Your requests, side by side with my parliamentary colleagues of Syriza. I wish You success, hoping that Your struggle will help European civilisation to maintain itself and survive. This is the right time for You, and for us.

barbara spinelli, italian Member of the European Parliament (GUE-NGL)

Ma non sarà facile che il Parlamento UE si pronunci per la sospensione del Regolamento Dublino, ed anzi alcuni stati vorrebbero inasprire i controlli alle frontiere interne e sanzionare chi aiuta i migranti a raggiungere altri stati dell'Unione.

http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2014/12/5/43231-spinelli-gue-ngl-soluzione-per-i-profughi-di-piazza-syntagma/

Nel pomeriggio del 3 dicembre, il greco Dimitris Avramopoulos, Commissario europeo per le migrazioni, gli affari interni e la cittadinanza, ha incontrato la Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari Interni del Parlamento europeo.

L’onorevole Barbara Spinelli (...GUE-Ngl), membro della Commissione – dopo aver letto e appoggiato la lettera scritta dagli eurodeputati greci Kostadinka Kuneva e Kostas Chrysogonos [1] – ha chiesto al Commissario Avramopoulos spiegazioni e soluzioni politiche riguardo alla situazione che ha portato duecento profughi siriani approdati in Grecia a iniziare uno sciopero della fame che prosegue a oltranza, in piazza Syntagma, davanti alla sede del Parlamento.

Domanda di Barbara Spinelli:

"Buon giorno, commissario Avramopoulos. Visto che nell'audizione che ebbe in questa commissione parlamentare il 30 settembre Lei auspicò una comune politica dell'asilo, vorrei richiamare la sua attenzione su quello che sta succedendo in queste ore ad Atene. Da più di una settimana, duecento siriani sono in sciopero della fame a Piazza Syntagma. Ci sono bambini; ci sono già molte persone che sono state portate in ospedale. La situazione è perversa: perché vogliono andare in un paese terzo, ma sono bloccati nel paese di arrivo per via del regolamento di Dublino (che obbliga il migrante a chiedere asilo nel primo paese dell'Unione dove giunge nella sua fuga, ndr). Allo stesso tempo, il governo greco fa loro sapere che non può garantire né il rifugio, non possedendo strutture adeguate, né il lavoro. È così che si creano zone di non diritto, e si moltiplicano nell'Unione paesi non sicuri dal punto di vista del rispetto dei diritti fondamentali europei. La collega Laura Ferrara (eurodeputata del M5S) ha citato l'Italia, e infatti c'è anche l'Italia come paese che secondo la Corte dei diritti dell'uomo a Strasburgo non è in grado di assicurare condizioni civili di accoglienza (sentenza Tarakkhel del 4-11-2014, ndr).

Quello che le voglio chiedere è cosa intende fare, nell'immediato, per venire incontro alla situazione drammatica in Grecia. E se non sia il caso di accertare l'esistenza di un "afflusso massiccio" di rifugiati. L'afflusso massiccio prevede infatti l'attuazione della Direttiva del 2001 (grazie alla quale la Commissione impone la concessione della protezione temporanea e la solidarietà tra Stati membri negli sforzi di accoglienza, ndr). Le chiedo infine se non pensa sia il caso di rivedere il Regolamento Dublino III, proprio perché generatore di questa situazione perversa, nella quale il fuggitivo si trova incastrato tra il Paese dove non può andare e quello di accoglienza dove non può restare".

Risposta del Commissario Avramopoulos:

“(Sono al corrente di) ciò che succede in piazza Syntagma. Sono in contatto con le autorità greche, ne sono informato e so qual è la situazione. Questo gruppo di profughi siriani ha ricevuto da parte dell'autorità greca la proposta di dar loro l'asilo, per motivi ovvi. Però c'è un vuoto. E tuttavia le autorità greche hanno dato l'assistenza necessaria a questi profughi siriani in piazza Syntagma. Come Lei stessa ha detto, sono stati portati in ospedale.

Lunedì andrò a Ginevra, dove si svolgerà una grande conferenza dedicata proprio ai profughi siriani. Il flusso migratorio continua ad aumentare, perché le pressioni esercitate su questa popolazione sono particolarmente forti. Si tratta di cose che non valgono solo per la Grecia, ma anche per altri paesi. La decisione di chi chiede asilo è assolutamente personale, quindi non ci sono possibilità legali, per uno Stato membro, di convincere i singoli a fare domanda, anche se le esigenze di protezione di quelle persone sono quelle che sono. Vorrei però ricordare che gli Stati membri hanno sì l'obbligo giuridico di tutelare le persone, ma anche quello di procedere alla registrazione delle impronte digitali: cosa che le persone in fuga non accettano. Anche in altri paesi è così. Per quanto riguarda i siriani, c'è un consenso fra gli Stati membri sul fatto che non è possibile un rimpatrio, vista la situazione in Siria, e questo indipendentemente dalla natura del soggiorno di questi siriani negli Stati membri.

Non parlo come greco, ma so della situazione perché ne sono informato: già dal 2010 le autorità greche stanno attuando un programma di asilo per i siriani, e le carenze che furono notate allora sono state affrontate, come già detto.

Noi, come Commissione, abbiamo (assunto) un'iniziativa: ne discuterò con i colleghi nella Commissione, ma poi sarà un tema di discussione internazionale a Ginevra”.

Controreplica di Barbara Spinelli:

“Commissario, ma di quale assistenza sta parlando, a Piazza Syntagma? Ai fuggitivi non è stato dato cibo, né acqua. Sono stati portati all'ospedale, è vero, ma non mi dica che è questa l'assistenza!”

[1] Lettera aperta indirizzata a Dimitris Avramopoulos su iniziativa degli europarlamentari Kostantina Kuneva e Kostas Chrysogonos (Syriza - GUE/NGL)


E la Grecia continua a cumulare condanne da parte della Corte europea dei diritti dell'Uomo per i maltrattamenti subiti dai migranti. Neanche queste condanne spezzano le catene del regolamento Dublino, anche se alcuni stati hanno sospeso le riammissioni verso Atene,

http://www.aa.com.tr/en/rss/434186--european-court-condemns-greece-for-abuse-of-refugees




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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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