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lunedì 15 dicembre 2014

Arrestata a Khartoum in Sudan una donna eritrea attivista per i diritti umani. Primi frutti avvelenati del processo di Khartoum, sostenuto anche dall'Italia.




 Il riconoscimento internazionale della dittatura eritrea consacrato nel cd. processo di Khartoum , patrocinato anche dal governo italiano, produce i suoi primi frutti avvelenati. Arresto, proprio a Khartoum, di una attivista eritrea per i diritti umani. Occorre una mobilitazione internazionale. Diffondete.

http://www.asmarino.com/news/4137-an-eritrean-activist-yorusalem-yakob

Poche settimane fa, a Roma, si era svolta una riunione dei rappresentanti degli stati che aderiscono al cd, processo di Khartoum, tra cui rappresentanti della dittatura eritrea.La linea politica sottesa all'incontro era un incremento delle relazioni economiche dietro una esternalizzazione dei controlli di frontiera nei paesi di origine e di transito, in modo da fare bloccare a questi le partenze di migranti, in genere potenziali richiedenti asilo, verso l'Europa.

Il processo di Khartoum era stato preparato dalla Presidenza italiana dell'Unione Europea con una missione in Sudan del sottosegretario Lapo Pistelli.

http://www.esteri.it/MAE/IT/Sala_Stampa/ArchivioNotizie/Comunicati/2014/10/20141016_Sudan_Pistelli.htm

http://www.ansamed.info/ansamed/it/notizie/rubriche/politica/2014/11/27/immigrazione-domani-a-roma-conferenza-su-processo-khartoum_31ad9f4c-c329-496f-b3fb-92edc1c3ce0e.html

http://www.nigrizia.it/notizia/in-attesa-del-processo-di-khartoum

http://www.eritrealive.com/roma-leritrea-partecipa-al-processo-di-khartoum/






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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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