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sabato 20 dicembre 2014

Arrivati a Catania i profughi intercettati ieri tra la Grecia e la Sicilia. In corso al Palaspedini le operazioni di identificazione. Altra grossa nave con 800 profughi soccorsa nel mare Ionio.




Sono arrivati a Catania i profughi siriani e di altre nazionalità intercettati ieri quando si trovavano a 120 miglia circa a sud- sud ovest del porto greco di Pilos. Inizialmente le autorità italiane, le prime a ricevere una chiamata di soccorso, avevano allertato la guardia costiera greca, che però ha poi lasciato proseguire l'imbarcazione verso la Sicilia.

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/12/20/foto/altri_194_migranti_siriani_soccorsi_dalla_guardia_costiera-103391443/1/#1

Sembra che un ltro avvistamento sia stato effettuato da un aereo ricognitore di Frontex, per le unità aeree dell'agenzia europea evidentemente non esistono i limiti delle 30 miglia a sud di Malta e Lampedusa. Poi è intervenuta la marina italiana.  Altro salvataggio andato a buon fine. Confermata la taglia più grande delle imbarcazioni usate e la prevalenza della rotta dalla Turchia e dal Libano, rispetto al tradizionale corridoio libico.

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/12/20/news/soccorsi_800_migranti_su_cargo_con_pilota_automatico_inserito-103389462/

  Come al solito i dati forniti sui minori confondono i minori stranieri non accompagnati con i minori al seguito delle proprie famiglie. Per i quali andrebbero preparati luoghi di accoglienza diversi e non in promiscuità come nel Palaspedini.

http://catania.meridionews.it/…/catania-194-migranti-salva…/

http://catania.livesicilia.it/2014/12/20/in-arrivo-al-porto-di-catania-194-migranti-di-origine-siriana_322310/

 Nel centro di primissima accoglienza che viene istituito in occasione degli sbarchi a Catania nella palestra del Palaspedini i migranti stanno per essere sottoposti alle procedure di identificazione e presumibilmente di rilievo delle impronte digitali.

 
 In ogni caso non dovranno essere esposti ad altre violenze, come quelle inflitte in queste ultime settimane in varie parti d'Italia, al momento del rilievo delle impronte digitali. Soprattutto per i siriani che hanno già parenti o amici in altri paesi del Nordeuropa, con standard di accoglienza dignitosi, l'inserimento delle impronte nel sistema Eurodac significa una condanna a vita a rimanere in un paese che non è nelle condizioni di garantire per tutti una vera accoglienza, come lo scandalo "Mafia capitale" e le risalenti denunce delle associazioni indipendenti, non convenzionate con il ministero dell'interno, hanno fatto emergere in modo incontrovertibile. Le regole, gli obblighi e le facoltà al momento del prelievo delle impronte digitali dovrebbero essere chiari a tutti, non siamo ( ancora) in uno stato di polizia.

 http://www.asgi.it/…/IDENTIFICAZIONE.-OBBLIGHI-E-FACOLTA2.p…

Ennesimo allarme lanciato dalla Procura di Catania. "Lotta impari" quella contro la tratta dei migranti. Ma le soluzioni non stanno nella pur doverosa attività di contrasto e di repressione.

http://catania.gds.it/2014/12/20/catania-lallarme-del-procuratore-salvi-tratta-dei-migranti-lotta-impari_282298/

Intanto, sempre a Catania, 12 minori non accompagnati protestano davanti alla Prefettura. Loro al Palaspedini ci erano rimasti per 17 giorni, non è noto per quale ragione, come non si conoscono le ragioni per le quali l'ente gestore nel quale erano stati successivamente accolti non ha erogato le prestazioni dovute in base alla convenzione stipulata con la Prefettura.

http://catania.meridionews.it/articolo/30375/notte-in-strada-per-12-minori-stranieri-non-accompagnati-non-vogliamo-tornare-nel-centro-la-madonnina/

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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