Powered by Blogger.

Archivio blog

Search

martedì 30 dicembre 2014

Dopo il rogo sulla Norman Atlantic, divampano le strumentalizzazioni sui "clandestini" a bordo e le polemiche sul porto di attracco.


 L'incubo della Norman Atlantic non è ancora finito. Si temono molte vittime all'interno dei garage dove ancora nessuno è riuscito ad entrare. In quei garage ci potrebbero essere una parte dei passeggeri registrati che non si sono trovati, e probabilmente anche alcuni migranti che cercavano di raggiungere l'Italia, in mancanza di altre possibilità di ingresso legale.

 Gli ultimi arrivi di migranti da Patrasso ad Ancona, su un traghetto della Minoan Lines, dei quali i mezzi di informazione avevano dato notizia,  si erano verificati il 29 ottobre scorso e si erano conclusi in poche ore con il respingimento collettivo verso il porto di partenza tramite il consueto "affido al comandante", una sorta di detenzione temporanea all'interno della nave, prima della riconsegna alla polizia greca. Gli appelli delle organizzazioni umanitarie per l'apertura di canali legali di ingresso per i profughi di guerra erano rimasti inascoltati.

http://www.repubblica.it/solidarieta/immigrazione/2014/11/10

Dopo essere transitati da un paese, la Grecia, che la Corte Europea dei diritti dell'Uomo ha definito come un paese non sicuro per richiedenti asilo, bloccando diversi trasferimenti Dublino ordinati dalle autorità di polizia di paesi appartenenti all'Unione Europea, i migranti avranno continuato ad imbarcarsi a Patrasso e ad Igoumenitsa sui traghetti verso l'Italia, sperando di raggiungere la salvezza in un altro paese europeo. Come è successo in passato a tanti loro compagni di sventura, potrebbero avere trovato una morte orribile.

http://www.huffingtonpost.it/2014/12/29/norman-atlantic_incubo-non-finito-numero-dispersi_n_6391582.html

Il completamento delle operazioni di salvataggio dei passeggeri della Norman Atlantic, almeno di quelli raggruppati sul ponte più alto della nave, l'unico a non avere preso fuoco, non dà ancora certezze sul bilancio finale di questa tragedia avvenuta al limite tra le acque greche ed albanesi. I toni propagandistici usati dal governo e gli attacchi strumentali di chi cerca soltanto di speculare sulla pelle delle vittime di questa tragedia, non devono impedire l'accertamento della verità, ancora avvolta in un fumo denso come quello che ha soffocato la nave ed i suoi passeggeri.

 Sarebbero da 38 a 51 i  dispersi, secondo dati ancora discordanti, mentre almeno 80 superstiti, soccorsi dalle navi e dagli elicotteri italiani, non figurerebbero sulle liste ufficiali fornite dalla compagnia armatrice.  Tra questi potrebbero esserci anche migranti o profughi. Di certo le liste  di passeggeri diffuse nelle prime ore, anche dai mezzi di informazione, non offrivano un quadro attendibile delle persone che effettivamente si trovavano a bordo della nave. Nelle liste ufficiali risultavano almeno cinque cittadini di nazionalità siriana, come la donna in stato di gravidanza, con due bambini piccoli, soccorsa da un elicottero alle ore 14 di domenica 28 dicembre e trasferita subito in un ospedale pugliese.

http://www.huffingtonpost.it/2014/12/28/norman-atlantic-la-lista-dei-passeggeri-traghetto_n_6386920.html 

http://www.lettera43.it/cronaca/norman-atlantic-salgono-i-morti-giallo-sui-dispersi_43675152716.htm


"Italy’s transport minister, Maurizio Lupi, said 427 people — including 56 crew members — were rescued. The ferry company had said earlier that 478 passengers and crew members were aboard. The reason for the discrepancy was not immediately clear.
Later, the calculations were further clouded. Italian Navy Adm. Giovanni Pettorino said at least 80 of those rescued did not appear on the official ship manifest.
That suggested that there could have been uncounted illegal migrants aboard trying to reach Italy. Both Greece and Italy are major gateways for illegal immigration, but many migrants seek to leave Greece for more promising job prospects in Italy and elsewhere in Europe.
Lupi said it “seems absolutely premature” to make a definitive count."

http://www.washingtonpost.com/world/frightening-airborne-rescue-for-stricken-ferry-passengers/2014/12/29/6b13c3da-8f36-11e4-a900-9960214d4cd7_story.html

Nessuno mette in evidenza che le porte dei garage di notte restavano aperte, al punto che alcuni autisti dei camion imbarcati avrebbero preferito dormire nelle cabine dei loro mezzi, piuttosto che pagare il prezzo di una cabina o dormire sui divani o sulle poltrone del traghetto. Un elemento della massima importanza che dovrà essere accertato, anche per stabilire se nel garage vi fossero altre persone imbarcate senza essere state registrate. In questo caso, ancora da accertare, si potrebbe trattare davvero di migranti, più spesso profughi, perchè da anni sono noti i tentativi di afghani, irakeni e siriani che salgono su questi traghetti, nascondendosi sotto o dentro i TIR, e finiscono per essere respinti illegalmente dai porti di Ancona e Venezia. Come succede dal 2008, come ha accertato anche la Corte Europea dei diritti dell'Uomo, che il 21 ottobre del 2014 ha condannato l'Italia e la Grecia per i respingimenti illegali collettvi con "affido al comandante" di potenziali richiedenti asilo afghani ed irakeni scoperti all'arrivo nel porto di Ancona. Molti di quei respingimenti illegali sono avvenuti, ancora quest'anno, dopo l'attracco ad Ancona di traghetti della compagnia di navigazione ANEK.

 http://www.meltingpot.org/Caso-Sharifi-et-al-v-Italia-e-Grecia-La-Corte-di-Strasburgo.html#.VKHp44CdA

http://www.meltingpot.org/Ancona-Ancora-21-respingimenti-collettivi.html#.VKHtOYCdA

La speculazione giornalistica arriva ad ipotizzare una precisa responsabilità dei "clandestini" che si sarebbero nascosti nei camion nel garage e poi,  per scaldarsi, avrebbero acceso un fuoco che si sarebbe esteso al resto della nave. Insomma la colpa del rogo viene attribuita ai migranti, come nelle prime ore avevano già fatto alcuni siti web greci.

http://voxnews.info/2014/12/29/norman-atlantic-anche-2-clandestini-a-bordo/


IN REALTA' NEI GARAGE DORMIVANO ABITUALMENTE, ALL'INTERNO DEI LORO CAMION, ANCHE MOLTI DEGLI AUTISTI CHE, SU QUESTO E SUI TEMPI DELL'USCITA DAI GARAGE, ANDREBBERO INTERROGATI UNO PER UNO.


"Yiorgos Dimopoulos, a truck driver speaking to Mega TV, described how quickly the fire spread and confirmed it was highly likely that other drivers had planned to sleep in their trucks that night on the ferry".

http://www.usatoday.com/story/news/world/2014/12/29/greek-ferry-disaster/20989491/ 

In Italia, ma non solo, è partita subito la speculazione politica, dopo le tragedie gli sciacalli non mancano mai. E si ritorna a parlare di "clandestini" e "scafisti" ( persino su RaiNews24).

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/speciale-norman-atlantic/norman-atlantic-49-naufraghi-giunti-a-bari-a-bordo-anche-due-clandestini_2086813-201402a.shtml

http://bari.ilquotidianoitaliano.it/cronaca/2014/12/news/norman-atlantics-clandestini-nascosti-tra-camion-incendiati-65910.html/

Quelli che fanno più orrore sono quelli che parlano di una "Concordia seconda", così titola qualche "Giornale", gettando fango sul comportamento del comandante e sui soccorsi italiani, dimenticando che i greci e gli albanesi hanno perso OTTO ORE prima di trasferire la responsabilità degli interventi di salvataggio alle autorità italiane che si sono mosse con la tempestività dimostrata nel corso dell'operazione Mare Nostrum, in condizioni impossibili, con rischi enormi anche per gli operatori che salvavano le persone calandosi dagli elicotteri in piena notte, con visibilità minima, mentre la nave, in fiamme, era squassata da onde altissime. E altre polemiche sono sorte poi da parte albanese, con la proposta di trainare la nave a Valona prima di terminare gli interventi di salvataggio con gli elicotteri. I tentativi di traino peraltro erano stati fatti e nuerosi cavi si erano spezzati per la forza del mare e del vento. Qualcuno pensava di ormeggiare la nave in un porto albanese e fare sbarcare i passeggeri con le passerelle in mezzo alle fiamme ?
                                               
Se non fossero arrivati i mezzi della Marina Militare italiana, chiamati ad intervenire soltanto dopo le ore 13 di domenica, per il colpevole ritardo delle autorità greche ed albanesi che per ore si sono rimpallate la responsabilità del coordinamento degli interventi di salvataggio, le vittime sarebbero state molte di più. Su questi ritardi dovrà fare chiarezza la magistratura esaminando i tracciati dei mezzi di soccorso e le comunicazioni radio tra le autorità greche ed albanesi nella prima mattinata di domenica 28 dicembre. Il primo allarme veniva lanciato dalla nave alle 4 del mattino, poco dopo la partenza dal porto di Igiumentitsa in Grecia, i primi tentativi di intervento, del tutto inadeguati, si verificavano solo sei ore dopo, e la nave distava soltanto trenta miglia dalla costa. le condizioni del mare non potranno mai giustificare tali ritardi. Come non hanno impedito i successivi interventi dei mezzi di soccorso della Marina militare italiana e del Corpo della Guardia Costiera.
Si deve anche alla Marina Militare una prima precisazione sulla presenza a bordo di migranti , e non "clandestini".                              
                                         
 http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/norman-atlantic-forse-migranti-nascosti-a-bordo-ae431f34-5c28-433b-8330-aab98ed19da4.html                                       

 Le indagini saranno comunque  lunghe e si potrà accertare la verità solo quando si potranno ispezionare i garage, quando sarà finita la contesa sul porto verso il quale rimorchiare il relitto. Comunque sul fatto che ci siano dispersi non dubita nessuno. Ma è purtroppo più probabile che si trovino, se si troveranno mai dopo tante  ore di un incendio devastante, a bordo della nave, piuttosto che in acqua.

http://bari.repubblica.it/cronaca/2014/12/29/news/traghetto_fiamme_bari-103917810/

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/29/norman-atlantic-10-morti-stampa-greca-38-dispersi-sceso-comandante/1301481/

http://www.reuters.com/article/2014/12/29/us-greece-ship-idUSKBN0K603J20141229

Non si sono ancora spente le fiamme e divampa già il conflitto su dove fare attraccare la nave, ne va anche della proprietà del relitto, e probabilmente del controllo delle indagini. Una polemica tra Italia e Grecia, che nelle prime ore della tragedia era rimasta ammantata dai comunicati ufficiali e che adesso esplode sui media e nella rete.

http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/governo-greco-conferma-quattro-corpi-sono-stati-rinvenuti-91465.htm

Dopo questa ennesima tragedia si può attendere nei porti greci ed italiani  una ennesima svolta repressiva nei confronti dei migranti, in questo momento soprattutto profughi siriani in transito dalla Grecia verso altri paesi europei. 

 L'Unione Europea deve garantire a tutti i profughi in fuga da guerre e dittature che rimangono intrappolati in Grecia la possibilità di ingresso legale in altri paesi che applicano effettivamente le Direttive in materia di accoglienza, qualifiche e procedure, e che garantiscono la protezione dei diritti fondamentali della persona. Ed è anche da questa tragedia che dovrebbe partire una seria riflessione  sull'urgenza di una modifica sostanziale del Regolamento Dublino III che continua ad assegnare ai paesi che costituiscono frontiera esterna dell'Unione la responsabilità principale nel controllo delle frontiere comuni europee e nell'accoglienza dei richiedenti asilo.

0 commenti:

Posta un commento

Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


Diritti sotto sequestro