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martedì 27 gennaio 2015

Ad un anno dalla tragedia di Farmakonisi nessuna giustizia per i migranti in Grecia. Centri di detenzione informali e barriere alle frontiere violano ancora i diritti fondamentali delle persone.



Oggi, giorno della memoria, ricordiamo anche i migranti vittime dell'olocausto del terzo millennio.
Le frontiere della "civile" Europa uccidono ancora e in Grecia non si vede speranza di giustizia per i migranti in fuga da guerre e dittature, che troppi ancora considerano come "illegali".  La memoria tutti i giorni è anche memoria degli impegni presi in campagna elettorale, come garantire la punizione dei responsabili dei tanti misfatti compiuti ai danni di chi non ha più voce per denunciarli. E chiudere davvero i centri di detenzione informali come si prometteva nel 2013.

http://www.okeanews.fr/20130812-le-syriza-demande-une-enquete-et-la-fermeture-des-centres-de-detentions-infernaux

Vedremo adesso se in Grecia ed in Europa cambierà qualcosa. Intanto Amnesty International , ad un anno dalla tragedia di Farmakonisi, denuncia

http://www.amnesty.org/en/news/greece-farmakonisi-migrant-tragedy-one-year-and-still-no-justice-victims-2015-01-20

http://www.keeptalkinggreece.com/2014/01/23/farmakonisi-tragedy-greece-dismiss-claims-coast-guard-was-towing-migrants-boat-back-to-turkey/

http://www.ekathimerini.com/4dcgi/_w_articles_wsite1_1_29/01/2014_536917

E poi continuano i respingimenti alla frontiera del fiume Evros, accordi con la Turchia e ruolo di cerniera nei respingimenti degli agenti di FRONTEX. I padri muoiono per salvare i figli. Resterà tutto come prima ?

"La piccola Tala ha attaversato il fiume Evros in braccio a suo padre. hanno attraversato il confine tra Turchia e Grecia e sono entrati in Europa evitando i campi minati. L'acqua era gelata, il padre di Tala è riuscito a raggiungere un casotto, ha cambiato la sua bambina con vestiti puliti ed asciutti. poi si è sdraiato e non si è più alzato".

https://www.youtube.com/watch?v=4pJ-Cm9hAkc&feature=share

http://w2eu.net/category/locations/evros/

https://clandestinenglish.wordpress.com/2011/08/29/turkish-presh-frontex-kills-migrant-at-evros/

http://stopevroswall.blogspot.it/2014/08/en-frontex-between-greece-and-turkey.html

https://www.fidh.org/International-Federation-for-Human-Rights/europe/15756-frontex-between-greece-and-turkey-the-border-of-denial-the-deployment-of

Continuano i respingimenti informali dai porti dell'Adriatico ( Ancona, Venezia, Bari) verso Patrasso ed Igoumenitsa in violazione della Convenzione Europea a salvaguardia dei diritti dell'Uomo.

http://www.mediciperidirittiumani.org/pdf/low_rapporto_Medu_2013.pdf

E' tempo che la Grecia denunci gli accordi bilaterali di riammissione informale con procedure semplificate conclusi nel 1999 con l'Italia, un accordo che permette alla polizia di frontiera di violare anche lo stesso Regolamento Frontiere Schengen del 2006 che tutti dovrebbero applicare e che richiede procedure individuali e garanzie di difesa per tutti, anche se costretti all'immigrazione irregolare per l'assenza di canali legali di ingresso in Europa.

http://www.meltingpot.org/Ancona-Il-nostro-3ottobre-Stop-accordi-di-riammissione.html#.VMeUeEZ0xsc

http://www.hrw.org/node/112512/section/8

 http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=777260

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-01048

Atto n. 3-01048

Pubblicato il 18 giugno 2014, nella seduta n. 264

MANCONI - Ai Ministri degli affari esteri, dell'interno e del lavoro e delle politiche sociali. -

Premesso che:
la Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, nel corso dell'audizione del 29 gennaio 2014 di rappresentanti dell'associazione Medici per i diritti umani (MEDU) e dell'Associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione (ASGI), ha preso conoscenza dei risultati della ricerca "Porti insicuri", curata da MEDU;
nella ricerca sono documentati alcuni respingimenti verso la Grecia, messi in atto dalle autorità di frontiera italiane nel periodo marzo-luglio 2013;
i dati dimostrano come il Governo italiano metta ancora in atto tali pratiche, e risulta che nel 2012 sono stati intercettati 1.809 migranti irregolari nei porti di Venezia, Ancona, Bari e Brindisi e ne sono stati riammessi in Grecia 1.606. Nei primi mesi del 2013 sono stati rintracciati 619 cittadini stranieri, 529 dei quali sono stati poi riammessi in Grecia;
risulta dal rapporto, inoltre, che le autorità di frontiera italiane, in violazione dei propri obblighi internazionali e del principio di non refoulement, eseguano respingimenti collettivi dai porti dell'Adriatico verso la Grecia a danno di persone fuggite dai propri Paesi di origine in cerca di protezione. Si tratta in molti casi anche di minori stranieri non accompagnati;
in particolare dalla testimonianza diretta di 66 migranti, 60 in Grecia e 6 in Italia, risulta che questi sono stati "riammessi" in Grecia dall'Italia e sono stati respinti dall'Italia più volte. Nella maggior parte dei casi le persone non vengono identificate dalle autorità italiane, negando loro, per tutto il viaggio verso la Grecia, la possibilità di presentare la domanda di asilo o di dichiarare la propria minore età;
il respingimento nei porti italiani viene eseguito in base a un accordo di riammissione bilaterale sottoscritto tra Italia e Grecia del 1999 e al relativo protocollo esecutivo;
in tutti i 102 casi di riammissione documentati i migranti hanno dichiarato di non aver notato nei porti italiani la presenza di operatori socio-legali. In 8 casi su 10 essi hanno riferito di aver cercato inutilmente di comunicare alle autorità italiane la propria volontà di richiedere protezione internazionale. Un terzo dei migranti respinti verso la Grecia ha dichiarato di essere minore di età al momento della "riammissione", di questi ultimi i 2 terzi ha anche affermato di essere minori non accompagnati. Solo in 4 casi è stata eseguita la procedura per la determinazione dell'età di coloro che si dichiaravano minori;
nella quasi totalità dei casi i migranti hanno riferito di esser stati reimbarcati sulla stessa nave con cui erano arrivati. In un caso su 5 i migranti hanno sostenuto di avere subito violenze, umiliazioni, trattamenti inumani e degradanti;
attualmente è in corso una procedura di infrazione a carico del Governo italiano presso la Commissione europea che ha contestato l'illegittimità di tale prassi e ha richiesto alle autorità italiane puntuali delucidazioni,
si chiede di sapere:
se e quali iniziative i Ministri in indirizzo intendano adottare per mettere fine ai respingimenti nei porti delle coste italiane;
se, alla luce di quanto emerso, intenda ridiscutere l'accordo bilaterale firmato con la Grecia nel 1999, considerato che dal 1999 sono intervenuti numerosi atti internazionali sottoscritti dall'Italia, come il regolamento di Dublino o gli accordi di Schengen, che prevedono disposizioni che vanno nella direzione opposta rispetto alle procedure previste dall'accordo;
se e quali iniziative intendano adottare affinché siano assicurate e garantite condizioni di piena e totale sicurezza ai migranti giunti nei porti italiani per l'accesso alle procedure per il riconoscimento dello status di rifugiato.

ITALIA E GRECIA DEVONO PRENDERE ATTO DELLA SENTENZA DELLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO SUL CASO SHARIFI ED ALTRI ( 21. 10. 2014) E SOSPENDERE IMMEDIATAMENTE LE RIAMMISSIONI SOMMARIE IN GRECIA CON "AFFIDO" AL COMANDANTE DELLA NAVE. DA ATENE VERRA' UNA SVOLTA ?


La sentenza del 21 ottobre 2014 condanna  la Grecia per violazione dell’art. 13 Cedu (diritto a un ricorso effettivo) combinato con l’articolo 3 (divieto di trattamenti inumani e degradanti) e l’Italia per violazione dell’art. 4, Protocollo 4 (divieto di espulsioni collettive), nonché per violazione dell’art. 3, “perché le autorità italiane hanno esposto i ricorrenti, rimandandoli in Grecia, ai rischi conseguenti alle falle della procedura di asilo in quel paese”. L’Italia è stata inoltre condannata per la violazione dell’art. 13 combinato con l’art. 3 e con l’art. 4 del Protocollo 4 per l’assenza di procedure d’asilo o di altre vie di ricorso nei porti dell’Adriatico.
La Corte, si legge ancora nel suo comunicato stampa immediatamente successivo alla sentenza, “condivide la preoccupazione di diversi osservatori rispetto ai respingimenti automatici attuati dalle autorità frontaliere italiane nei porti dell’Adriatico, di persone che sono il più delle volte consegnate immediatamente ai comandanti dei traghetti per essere ricondotte in Grecia, essendo in tal modo private di ogni diritto procedurale e materiale”.

http://www.meltingpot.org/Caso-Sharifi-et-al-v-Italia-e-Grecia-La-Corte-di-Strasburgo.html#.VMeVuEZ0xsc

http://www.meltingpot.org/No-ai-respingimenti-dall-Italia-alla-Grecia-storica.html#.VMeWX0Z0xsc

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2014/10/la-corte-europea-dei-diritti-delluomo.html


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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


Diritti sotto sequestro