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venerdì 9 gennaio 2015

Ancora piccole imbarcazioni soccorse al largo delle coste libiche. Nessuna notizia sulla sorte di altre barche di pescatori egiziani fuggiti da Misurata dopo i bombardamenti aerei da parte delle forze governative. Dopo due giorni rientrano in patria.

 

Due imbarcazioni soccorse dalla Marina Militare, dopo alcune chiamate di soccorso ed una forte mobilitazione dei cittadini solidali che hanno diffuso la notizia delle imbarcazioni in pericolo. Altre imbarcazioni soccorse successivamente. Alla fine in salvo oltre settecento profughi partiti dalla Libia sempre più sprofondata nella guerra civile.

 

https://mobile.twitter.com/ItalianNavy/status/553290533884669953/photo/1

http://watchthemed.net/reports/view/92

http://www.siracusanews.it/node/54942

Piccole imbarcazioni con meno di cento persone l'una, partono ancora dalle coste libiche nelle condizioni più pericolose, possono affondare ad ogno onda, anche perchè dopo le chiamate di soccorso, prima degli interventi di salvataggio, passano ore, oggi forse anche dieci. Quelle ore, l'11 ottobre 2013 che costarono la vita a centinaia di persone, tra Lampedusa e Malta, per un conflitto di competenza tra Italia e Malta sul quale dovrebbe indagare la Procura di Agrigento, dopo un esposto presentato mesi fa e del quale non si hanno notizie. Speriamo che in futuro le decisioni del ministero dell'interno siano sempre tanto tempestive da consentire alla Marina militare ed alla Guardia costiera la salvaguardia della vita umana in mare, come prescritto dalle Convenzioni internazionali.

Succedeva nel 2013, pochi giorni prima dell'inizio dell'operazione Mare Nostrum,  e potrebbe succedere ancora nei prossimi giorni  o nei prossimi mesi. Seppure in numero più ridotto, ci sono sempre migliaia di migrati costretti a fuggire dalla Libia dove rischiano la vita o abusi di ogni genere, e sono quindi indotti ad accettare ogni possibilità di imbarco offerta dai trafficanti, in assenza di veri canali umanitari garantiti dall'Unione Europea per un accesso legale protetto.

http://espresso.repubblica.it/internazionale/2013/11/28/news/lampedusa-il-naufragio-e-la-nave-italiana-cosi-abbiamo-lasciato-annegare-268-persone-1.143230

http://espresso.repubblica.it/inchieste/2013/11/07/news/la-verita-sul-naufragio-di-lampedusa-quella-strage-si-poteva-evitare-1.140363

http://gatti.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/10/30/i-bimbi-che-leuropa-ha-dato-in-pasto-ai-pesci/

Non si hanno neppure notizie della sorte di centinaia di pescatori egiziani fuggiti con le loro barche dal porto di Misurata dopo le esecuzioni di molti loro connazionali , da parte delle milizie combattenti in Libia e dopo gli attacchi aerei sul porto, da parte degli aerei sotto il controllo del generale Haftar. Insomma, come al solito, civili tra due fuochi.

http://www.metronews.it/15/01/03/libia-forze-fedeli-al-governo-bombardano-porto-misurata.html

http://english.ahram.org.eg/NewsContent/1/64/119813/Egypt/Politics-/-Egyptian-fishermen-flee-seizure-in-Libya,-missing.aspx

http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/nazionale/news-dettaglio/4563306

http://www.themeditelegraph.com/it/shipping/shipowners/2015/01/05/libia-sospeso-servizio-tra-misurata-italia-Nwu0ygLSVUrCXjrOJAnqoJ/index.html

http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=49669#.VLArFkZ0xsc

Dopo due giorni dall'uscita dal porto di Misurata, sembra che siano tutti rientrati nel porto della loro città in Egitto.

http://english.al-akhbar.com/content/300-missing-egyptian-fishermen-return-libya

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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