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giovedì 1 gennaio 2015

Contrasti sul numero dei dispersi dopo il rogo della Norman Atlantic. Oltre ai probabili migranti, nei garage dormivano anche gli autisti dei TIR e delle auto. La conferma dei primi testimoni.

http://lacittanuova.milano.corriere.it/2015/01/02/nascosto-in-un-tir-ho-fatto-la-stessa-rotta-di-quel-traghetto/


http://stampalibera.it/2014/12/lincendio-sul-traghetto-italiano-norman-atlantic-ecco-le-nostre-foto-esclusive-della-nave-ormeggiata-a-messina-che-per-tre-mesi-sostitui-la-gamma-cartour-ospito-le-borse-di-studio-caronte-am/

http://www.ansa.it/sito/videogallery/italia/2015/01/02/allinterno-della-norman-atlantic-forse-altri-corpi_7e79f8b7-62f7-4e54-8288-f50bc8ff039c.html

E' proseguita per giorni  l'odissea del traghetto Norman Atlantic, in balia delle onde, con tutti i segreti che porta al suo interno.  In grande difficoltà i marinai dei rimorchiatori che hanno trainato la nave, malgrado il mare. Alla fine il traghetto è entrato nel porto di Brindisi.

 http://bari.repubblica.it/cronaca/2015/01/01/news/norman_sindacato-104128136/

Queste le prime conferme che nei garage del traghetto dormivano abitualmente gli autisti dei TIR nelle cabine all'interno dei loro mezzi.

"Yiorgos Dimopoulos, a truck driver speaking to Mega TV, described how quickly the fire spread and confirmed it was highly likely that other drivers had planned to sleep in their trucks that night on the ferry".

http://www.usatoday.com/story/news/world/2014/12/29/greek-ferry-disaster/20989491/

http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/CRONACA/norman_atlantic_camionisti_vendono_cabina_morti_bruciati/notizie/1094487.shtml 

Continua lo scontro tra le autorità greche e quelle italiane sul numero dei dispersi, non solo in mare, ma molto probabilmente ancora all'interno della nave. Nei garage dunque non si troverebbero soltanto migranti, come da giorni sostengono alcuni media greci, e come del resto è abbastanza probabile, ma anche autisti che preferivano dormire nelle cabine dei loro mezzi piuttosto che all'interno degli spazi previsti per i passeggeri  ( cabine e saloni). sembrerebbe dunque che le porte di quel maledetto garage fossero tenute aperte anche di notte e chiunque vi potesse entrare durante la navigazione. Su questo la magistratura dovrà fare chiarezza.

Secondo alcuni testimoni vi erano anche passeggeri che dormivano nelle autovetture all'interno del garage. Non si può davvero continuare ad atttribuire sempre tutte le responsabilità ai "clandestini", termine che in questi giorni è ritornato impropriamente in auge.

http://www.blitzquotidiano.it/opinioni/riccardo-galli-opinioni/norman-atlantic-nel-garage-clandestini-e-camionisti-possono-avere-acceso-fuoco-2062701/

http://video.repubblica.it/edizione/bari/brindisi-il-sopravvissuto-del-norman-c-erano-persone-che-dormivano-nelle-auto/187810/186714?ref=tbl

 "2 incendi in un mese. Quello del Norman Atlantic è il secondo incendio in meno di un mese che si verifica a bordo di un traghetto gestito dalla compagnia Anek Lines che opera sulla rotta Italia-Grecia. Il 30 novembre scorso, infatti, a 25 miglia da Brindisi, un rogo era divampato nella sala macchine dello "Ierapetra L." diretto a Igoumenitsa.

La nave si stava recando in Grecia per rimessaggio. L'equipaggio riuscì a domare le fiamme e a evitare conseguenze. Fu stabilito il rientro nel porto di Brindisi del traghetto che fu poi rimorchiato al Pireo. Anek Lines è la azienda di trasporto marittimo che, a quanto si è appreso, aveva noleggiato da Visemar la Norman Atlantic per sostituire una nave della propria flotta che opera sulla tratta Igoumenitsa-Ancona anch'essa in rimessaggio.
In seguito all'incendio del 30 novembre sullo Ierapetra L., a largo di Brindisi vi fu l'intervento della Capitaneria di porto per aiutare i 23 membri dell'equipaggio a spegnere le fiamme".


http://www.repubblica.it/cronaca/2015/01/01/

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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