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domenica 11 gennaio 2015

Dal vertice di Parigi verso la sospensione del Regolamento Schengen e rinforzo del contrasto dell'immigrazione irregolare. Si sbarrano le vie di ingresso dei profughi e si punta sugli accordi bilaterali con le dittature in Africa ed in Medio Oriente.




A Parigi in piazza anche profughi afghani, per la libertà, per la libertà di tutti e di tutte, ovunque.

I risultati degli incontri politici nella mattinata erano purtroppo prevedibili. Poi, in piazza, per 400 metri, è sfilata l'ipocrisia globale. Alla fine della loro breve passeggiata si sono rintanati nelle loro blindate ma le loro decisioni peseranno come macigni su tutti noi.  Si ritorna a parlare di guerra. E sarà anche guerra ai migranti.

http://ilmanifesto.info/storia/quel-vuoto-a-parigi/

Dopo gli attacchi terroristici di Parigi, gli sviluppi saranno terribili per tutti i migranti soprattutto per chi fugge da guerre e dittature. Dittature, come quella eritrea o quella militare egiziana, che si avviano a diventare partner dell'Unione Europea in questa nuova crociata contro il "terrorismo islamico". Aumentano i nostalgici di Gheddafi, e di tutti gli uomini forti che in diversi paesi africani e in Medio oriente hanno schiacciato per decenni la democrazia,  e presto potrebbe profilarsi un intervento militare in Libia. Tutto sembra giustificato nell'ottica di aumentare i controlli alle "frontiere esterne". Bloccare le partenze dei migranti sembra una risposta uitile per il contrasto del terrorismo internazionale. Un errore tragico che si è già verificato in passato, ma evidentemente l'esperienza non insegna. Si ritorna a criminalizzare qualunque tipo di immigrazione irregolare e si alimenta il sospetto che persino tra i richiedenti asilo si possano celare i terroristi.

http://www.pressenza.com/it/2014/11/roma-il-lancio-del-processo-di-khartoum/

http://www.lemonde.fr/societe/article/2015/01/11/l-europe-et-les-etats-unis-determines-a-renforcer-la-lutte-antiterroriste_4553674_3224.html

La sostanziale assimilazione tra fondamentalismo e terrorismo costituisce una indubbia vittoria delle organizzazioni terroristiche, e crea le premesse per l'elevamento dei livelli di conflittualità sociale all'interno di società complesse, nelle quali nessuno può pensare di identificare i temi dell'immigrazione e dell' asilo con le questioni della sicurezza.

http://blogs.eui.eu/migrationpolicycentre/terrorist-attacks-in-paris-and-migration-are-they-linked/?utm_source=MPC+Newsletter&utm_campaign=610e1c6564-MPC_Blog_1_13_2015&utm_medium=email&utm_term=0_5739ea1f8b-610e1c6564-40543021

Le posizioni della Le Pen, che sostiene la stessa assimilazione, potrebbero orientare le politiche europee e nazionali, in Italia ci sono già i suoi emuli. La spinta dei partiti nazionalisti, populisti e xenofobi diventa sempre più forte.

http://www.lemonde.fr/politique/article/2015/01/08/pour-le-fn-la-guerre-est-ouverte-contre-l-islam-radical_4551642_823448.html

In base alle prime notizie filtrate dal vertice di Parigi, sarebbero in arrivo pesanti controlli sulle comunicazioni in rete, con la supervisione dei servizi di informazione israeliani ed americani., ma è sotto attacco anche la libertà di circolazione.

http://www.theguardian.com/australia-news/2015/jan/12/data-retention-bill-an-urgent-priority-to-counter-terrorism-george-brandis-says

 Una radicalizzazione delle misure di contrasto e di controllo che costituisce un risultato certo degli attacchi terroristici, ed una sconfitta per la democrazia e per le libertà fondamentali sulle quali in Europa si è basata la convivenza civile negli ultimi decenni. Una eventuale modifica al Regolamento Schengen, sulla quale rischia di spaccarsi l'Unione Europea, avrebbe effetti devastanti sui profughi in fuga dall'Italia e dalla Grecia verso paesi che garantiscano effttivamente il diritto all'accoglienza e la dignità dei richiedenti asilo. Su questo tema l'Europa rimane profondamente divisa, ma le ultime tragiche vicende di Parigi potrebbero spostare l'ago della bilancia in favore dei paesi come la Francia e la Gran Bretagna che non vedono l'ora di modificare  il Regolamento Frontiere Schengen n. 562 del 2006.

http://www.ilgiornale.it/news/politica/siamo-guerra-coi-terroristi-e-ue-si-divide-su-schengen-1081775.html

Era già successo per un breve periodo nel 2012, potrebbe succeder ancora, oggi si bloccherebbero i trasferimenti secondari, da uno stato UE ad un altro, di molti richiedenti asilo, soprattutto siriani. E pochi mesi fa la questione è stata riproposta dall'Austria.

http://www.repubblica.it/solidarieta/immigrazione/2012/06/07/news/shengen_sospeso_il_trattato_l_europa_si_difende_dai_migranti-36766753/

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Austria-valuta-la-sospensione-del-trattato-di-Schengen-con-Italia-989c9f3c-96b6-4833-a89b-541eebf79616.html

Anche Salvini spara la sua, ma neppure comprende che con la sospensione del Trattato di Schengen la presenza dei profughi in Italia potrebbe aumentare in modo esponenziale, piuttosto che diminuire. Di certo aumenterebbero i profitti dei trafficanti di terra che tutt, a parole, dicono di volere combattere.

http://www.adnkronos.com/fatti/politica/2015/01/11/terrorismo-salvini-sospendere-trattato-schengen_PqPy0kP7hQdqkvBTIHLLkJ.html

Un tema che dividerà anche il nostro paese, e che potrebbe incrinare la solidarietà europea vista in piazza a Parigi ( per qualche centinaio di metri). Un percorso davvero breve,  che dimostra dove si arresta la solidarietà europea e l'unanimismo nella lotta contro il terrore. Il ministro Gentiloni contrario a rivedere il Regolamento Schengen. A Bruxelles si annuncia scontro.

Rimane cruciale lo snodo dei rapporti tra l'Unione Europea con i paesi terzi. L'ex ambasciatore Sergio Romano in Italia rilancia la collaborazione con Assad in Siria e con Al Sisi in Egitto. Ma da settimane anche il governo italiano sembra andare in questa direzione. 

http://www.africa-express.info/2014/12/28/italia-ed-egitto-coopereranno-contro-terroristi-e-migranti-e-intanto-vendiamo-armi/ 

Ed il governo egiziano sembra disposto  a qualche compromesso, dopo appelli reiterati di Amnesty International, ma i metodi annunciati da Al Sisi rimangono sempre quelli di uno stato di polizia.

http://www.huffingtonpost.ca/2015/01/11/khaled-al-qazzaz-released-egypt_n_6452456.html 

Su questi temi è previsto un Consiglio dell'Unione Europea il 19 gennaio a Bruxelles.  E poi ci sarà anche un ulteriore vertice mondiale contro il terrorismo, negli Stati Uniti il 18 febbraio.

http://www.consilium.europa.eu/meetings?lang=it&id=4a3dd1c4-bb5b-4bc4-8fd7-d8b89eb11744

http://www.consilium.europa.eu/policies/fac?lang=it

http://www.liberation.fr/monde/2015/01/11/sommet-contre-l-extremisme-le-18-fevrier-a-washington_1178328

 http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2015/01/11/cazeneuve-contro-il-terrore-possibili-modifiche-a-schengen_43867232-b38b-462d-a10c-22f80725c5d3.html

 http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2015/01/09/charlie-hebdo-commissario-ue-avramopoulos-a-vertice-parigi_5fcec873-bd52-490a-970b-85ee4ad17248.html

  La_cooperazione_in_tema_d_immigrazione_e_terrorismo

Erano possibili altre strade, era possibile comprendere, e fare comprendere all'opinione pubblica,  le ragioni e le responsabilità reali per effetto delle quali si è arrivato alle stragi terroristiche di questi ultimi anni, in Spagna, in Gran Bretagna ed adessso anche in Francia. Era possibile e sarebbe ancora possibile aprire canali di comunicazione e di dialogo con le comunità immigrate residenti in Europa, desiderose di pace quanto i cittadini europei. Sarebbe stato possibile aprire corridoi umanitari per consentire un ingresso legale, protetto, e sorvegliato, dai paesi in guerra o dai paesi in transito ( come la Libia) verso l'Europa ed altri stati in grado di garantire una adeguata protezione internazionale.

Piuttosto che sospendere il Regolamento Schengen sarebbe stato possibile modificare sostanzialmente il Regolamento Dublino III, che inchioda nei paesi di primo ingresso in Europa i richiedenti asilo. E sarebbe stato possibile sostituire con una vera operazione di ricerca e salvataggio la ridicola missione TRITON di Frontex che, con appena sei navi ed un elicottero, dovrebbe arginare i tentativi di ingresso via mare in Italia. Navi che dovrebbero restare entro 30 miglia dalle coste di Lampedusa e Malta, senza una specifica funzione di soccorso.

Ancora una volta, al metodo della mediazione e del confronto si è scelta la logica dello scontro, anche militare e del contrasto dell'immigrazione, persino di quanti cercano di entrare nell'area Schengen per il riconoscimento di un loro diritto fondamentale, il diritto di asilo. Si sospetta, anche in Italia, che tra i profughi si possano nascondere potenziali terroristi, e presto conseguenze nefaste di questa cultura del sospetto si riverberanno sui profughi abbandonati nei tanti centri di accoglienza, alcuni dei quali privi dei più elementari canoni di rispetto della dignità umana. Se, tra gli altri, il vero obiettivo dei terroristi in Europa è l'integrazione pacifica degli immigrati di fede musulmana, qualunque atto o procedura che neghi l'integrazione ancora possibile si rivela funzionale ai loro disegni.

Le scelte dei governi europei che, tra tante contraddizioni, ancora una volta ribadiscono il sicuritarismo già sconfitto alla prova della storia in questi giorni, avviano l'Europa verso una stagione tristissima di scontro e di divisione. Senza la collaborazione attiva e la piena inclusione delle comunità migranti residenti nei diversi paesi dell'Unione Europea non sarà possibile sconfiggere le cellule terroristiche già presenti nell'area Schengen. Le politiche di blocco delle frontiere e di collaborazione con i paesi di transito e di provenienza, anche quando non garantiscono i diritti fondamentali della persona, non faranno che aumentare il numero dei migranti che comunque faranno ingresso irregolare in Europa, arricchendo le organizzazioni dei trafficanti, e dunque limiteranno le possibilità di controllo e prevenzione che pure si vorrebbero perseguire. Il sicuritarismo sposterà ancora a destra l'elettorato europeo ma non darà un briciolo di sicurezza in più ai cittadini che cadranno nella trappola. Ci vorrà uno sforzo enorme, quotidiano, per una risposta solidale, e diffusa dal basso, a questo imbarbarimento verso il quale stanno spingendo l'Europa.

http://www.jeuneafrique.com/Article/ARTJAWEB20150111105118/islamisme-terrorisme-charlie-hebdo-charlie-hebdo-terrorisme-aux-c-t-s-des-leaders-europ-ens-les-africains-aussi-manifestent-paris.html

http://contropiano.org/interventi/item/28512-il-nuovo-ordine-che-soffia-da-parigi

P.S.
Leggo solo adesso

 Strage Charlie Hebdo, Cacciari: "Politica di accoglienza o avremo il conflitto in Europa"

http://www.repubblica.it/esteri/2015/01/09/news/strage_di_parigi_cacciari_politica_di_accoglienza_o_avremo_il_conflitto_in_europa-104581584/

Una  riflessione di Salvatore Palidda

http://www.alfabeta2.it/2015/01/12/alle-radici-terrorismo-servizio-guerra-permanente/


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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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