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martedì 20 gennaio 2015

Dopo la denuncia di Human Rights Watch il governo francese difende gli abusi della polizia, ma arriva una condanna dalla Corte Europea dei diritti dell'Uomo per le espulsioni in Sudan.


Davvero tira una brutta aria in Francia ed in Europa. Da una parte si porta avanti il processo di Khartoum per esternalizzare i controlli di frontiera, delegando poteri di arresto e di blocco dei migranti, spesso profughi o potenziali richiedenti asilo in fuga, direttamente ai tanti dittatori dei paesi di origine, come l'Eritrea, o dei paesi di transito, come l'Egitto, utilizzati come gendarmi per fermare le partenze verso l'Europa. Ma il vasto sistema di corruzione che caratterizza questi paesi permette ancora che migliaia di profughi salpino verso le coste europee ed in assenza di canali umanitari le organizzazioni criminali dei trafficanti, con la copertura delle polizie locali, incrementano i loro guadagni. Sulla pelle dei migranti che arrivano sempre più provati, depredati di tutto, come gli ultimi arrivati dalla Libia nei giorni scorsi.

http://www.eurojus.it/politiche-ue-in-materia-di-frontiere-migrazione-e-asilo-sotto-la-presidenza-italiana-del-consiglio-dellunione-secondo-semestre-2014/

In Europa, in un momento in cui i fautori del sicuritarismo aumentano vedono aumentare i loro consensi, si abbattono, una dopo l'altra, le garanzie dello stato di diritto. Nelle procedure di asilo e di respingimento vengono ignorate tutte le norme internazionali ed europee che stabiliscono limiti alla discrezionalità di polizia. Quando una organizzazione come Human Rights Watch, che tutela da anni i diritti umani in tutto il mondo, protesta, in questo caso contro il governo francese per il trattamento dei migranti che si trovano intrappolati a Calais, dove sono operanti in sinergia poliziotti francesi ed inglesi, non manca un solerte ministro dell'interno che attacca i rappresentanti di questa organizzazione.

 http://www.hrw.org/news/2015/01/20/france-migrants-asylum-seekers-abused-and-destitute

http://www.interieur.gouv.fr/Actualites/Communiques/Accusations-publiques-contre-les-forces-de-l-ordre-formulees-par-l-association-Human-Rights-Watch

Ma arriva la condanna della Francia, dunque del governo francese, per espulsioni in Sudan,. Cosa risponde il ministro dell'interno francese che quelle espulsioni ha permesso ?

https://passeursdhospitalites.wordpress.com/2015/01/19/la-france-condamnee-par-la-cedh-pour-deux-decisions-dexpulsion-vers-le-soudan/

Tutto sembra consentito in questi tempi alle forze di polizia, in nome di un finto ordine e di una finta sicurezza. Da questo abbattimento progressivo delle garanzie dello stato di diritto ne può venire fuori soltanto una società sempre più dilaniata ed in preda alla violenza. Le esperienze storiche non mancano. Purtroppo non si vede all'orizzonte una prospettiva concreta per una inversione di tendenza, forse qualche novità potrebbe arrivare proprio dalla Grecia, dopo le prossime elezioni.

In Italia crescono i fautori del sicuritarismo e diventano una moda gli attacchi a chi pratica la solidarietà tutti i giorni. dobbiamo difenderci davvero, organizzare meglio le forze, aumentare la presenza sui mezzi di comunicazione, ignoranza, pregiudizi e discriminazione si diffondono, si avvicinano giorni cupi.

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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