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mercoledì 7 gennaio 2015

Il governo "ufficiale" libico blocca gli ingressi di siriani, palestinesi e sudanesi in Libia. Vittime anche tra gli egiziani. La Turchia mantiene aperte le frontiere ma sospende i voli verso la Libia.


Mentre in Libia continuano le stragi ai danni dei cittadii egiziani, molti dei quali di religione copta, il governo "ufficiale" di Tripoli vieta l'ingresso nel paese ai cittadini siriani, palestinesi e sudanesi. Tutte persone che se arrivassero in Europa otterrebbero il diritto alla protezione. Ed anche ai cittadini egiziani che sono ancora in Libia non va meglio.

http://www.dailynewsegypt.com/2015/01/07/10-egyptians-missing-libya/

 Ma se rimangono in Libia sono considerati alla stregua di migranti "illegali". E poi qualcuno in Europa si stupirà del calo delle partenze dalla Libia, e magari riuscirà anche a mettere questo calo con il ritiro delle navi di Mare Nostrum e l'arrivo dei mezzi dell'operazione TRITON di Frontex.

http://www.repubblica.it/solidarieta/immigrazione/2014/12/16/news/mare_nostrum_il_capo_della_marina_in_senato

L'ignoranza e la malafede uccidono come le armi. Migliaia le vittime di queste scelte politiche dei libici, scelte sostenute dai governi dell'Unione Europea. Ormai le politiche di blocco delle frontiere sono delegate ai regimi dei paesi di transito che, su mandato dell'Unione Europea,  devono fermare le partenze dei profughi prima che riescano ad imbarcarsi.

 Benghazi: The official Libyan government has banned Palestinians, Syrians and Sudanese from entry because their countries are undermining Libya’s security, the interior minister said.
The decision came as forces loyal to Prime Minister Abdullah Al Thinni launched a new air strike on Misrata, a western city linked to a rival government which seized Tripoli in August with the help of an armed group called Libya Dawn.
Al Thinni, Libya’s internationally recognised premier, has been forced into an eastern rump state since he lost Tripoli but is trying to regain territory by launching air strikes on opposing forces. On Sunday, a warplane hit a Greek-run tanker off the eastern port of Derna, killing two crewmen.
Fighting was also reported near the eastern oil port of Al Sider, which Dawn has tried to take with an offensive that started last month. The terminal and the adjacent Ras Lanuf port have been closed since then.

“We’ve decided to ban nationals from Sudan, Syria and Palestine after the intelligence services and police established that some Arab countries are involved in undermining Libya’s security and sovereignty,” Al Thinni’s interior minister, Omar Al Sanki, told Reuters late on Monday.
With his rule limited to the east, Al Thinni would be able to enforce the ban only at Tobruk and Labraq airports and the land crossing with Egypt. The country’s main crossing to Tunisia and airports in Misrata and Tripoli-Mitiga are out of his control.

Al Thinni’s main military partner, former army general Khalifa Haftar, has accused Sudanese, Palestinians and Syrians of having joined Ansar Al Sharia and other Islamist groups which are battling pro-government forces in the eastern city of Benghazi.
In September, Al Thinni said Sudan had attempted to airlift weapons and ammunition to the new rulers in Tripoli. Khartoum denied this, saying the weapons were meant for a joint border force under a bilateral agreement.
Libya’s conflict has drawn in former rebels who helped oust Muammar Gaddafi in 2011 but who are now fighting each other for control of Africa’s largest oil reserves.
The United Nations has tried to mediate but a new round of peace talks has been repeatedly delayed due to the fighting.
Saqer Al Joroushi, Haftar’s air force commander, said there would be daily air strikes on Misrata from now on. War planes attacked the city’s airport on Tuesday but caused no damage, said airport spokesman Suleiman Al Jehaimi.
On Monday, Turkish Airlines said it had stopped its Misrata flights for security reasons, the last foreign carrier to abandon Libya. It had already stopped flying to Tripoli, Benghazi and Sabha.

http://gulfnews.com/news/region/libya/libya-bans-palestinians-syrians-sudanese-1.1437888

Il Mali invoca un intervento armato in Libia. Cosa decideranno la Nato e l'Unione Europea ?

http://gulftoday.ae/portal/3352e880-0793-4ac6-a584-0932116067a3.aspx

Sembra invece che la Turchia mantenga aperte le frontiere per i profughi siriani, e questo spiega l'aumento degli arrivi di profughi da oriente, dalla Turchia, come dal Libano e da Cipro.

http://www.aa.com.tr/en/news/446501--turkey-will-never-close-its-door-to-refugees-says-pm

Anche la Turchia sospende i voli verso la Libia, era rimasto l'unico modo per i Siriani per raggiungere le coste libiche ed imbarcarsi verso le coste italiane. Ormai la Libia è tagliata fuori dal mondo.Ed a Derna, in Cirenaica, sventolano già le bandiere nere.

http://www.timeslive.co.za/thetimes/2015/01/07/libya-cut-off-from-world

Rimangono insacoltati da tutti i governi dei paesi occidentali gli appelli dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.

"Nel 2014 abbiamo visto crescere senza precedenti il numero di persone sotto la nostra protezione - ha dichiarato l'Alto commissario Onu António Guterres - Fintanto che la comunità internazionale continuerà a fallire i tentativi di trovare soluzioni politiche ai conflitti esistenti e di prevenirne di nuovi, noi ci troveremo ad avere a che fare con le drammatiche conseguenze umanitarie". Un fenomeno che più volte ha inoltre innescato effetti economici e sociali a catena, visto che a prendere in carico queste persone sono spesso Paesi altrettanto in difficoltà: "I costi economici, sociali e umani di assistere i rifugiati e gli sfollati interni è sostenuto soprattutto dalle comunità povere, coloro che possono permetterselo di meno - ha aggiunto Guterres - è un dovere incrementare la solidarietà internazionale se vogliamo evitare il rischio che sempre più persone vulnerabili vengano lasciate senza un adeguato sostegno".
Una situazione evidente proprio nel caso della Siria, dove praticamente la metà della popolazione ha dovuto abbandonare la propria abitazione e che appena due anni fa non rientrava neanche fra le prime trenta nazioni d'origine. Già lo scorso luglio l'Unhcr si era appellata ai Paesi europei perché facessero di più. Garantendo per esempio accesso al territorio e procedure d'asilo eque ed efficaci nei vari Stati membri. Bastino due numeri: se i Paesi confinanti ospitano circa tre milioni di rifugiati in Europa hanno chiesto asilo dal 2011 appena 123mila cittadini siriani


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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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