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martedì 17 febbraio 2015

"Blocco navale di fatto" dei porti libici ? Verso il disastro umanitario e l'inasprimento del conflitto in Libia. Corridoi umanitari anche dai paesi di transito. subito.


Caracciolo parla soltanto di blocco navale e non di corridoi umanitari. La sua ricostruzione e' centrata per quanto concerne l'analisi sul terreno. Per quanto concerne il blocco dei porti potrebbe essere una iniziativa difficilmente sostenibile. Prima vanno aperti i canali umanitari e DOPO si potrebbe pensare non certo a bloccare i porti, intervento che comunque, data la situazione sulle coste libiche, presuppone un intervento armato di terra con conseguenze imprevedibili, ma ad aprire vie di fuga  per i migranti intrappolati in Libia. Uomini, donne,bambini  a rischio di essere abusati dai trafficanti che ormai sono stati sostituiti dai miliziani, o sono al loro servizio.
 Occorre creare diversi canali umanitari, per evacuare il maggior numero di migranti forzati dalla Libia, anche attraverso la concessione di visti di ingresso nell'area Schengen, coinvolgendo i paesi limitrofi, da non chiamare in causa solo per effettuare bombardamenti o altre azioni militari in terrirotio libico, anche per conto dei paesi occidentali.

http://www.gadlerner.it/2015/02/17/caracciolo-la-ragionevole-proposta-di-un-blocco-navale-come-alternativa-allintervento-armato-in-libia

Intanto l'intervento militare e' gia' partito .  Ci sta pensando l'Egitto. I paesi confinanti andrebbero coinvolti nei tentativi di pace e dovrebbero a loro volta aprire canali umanitari, per fare fuggire dalla Libia quante piu' persone possibile. Esattamente l'opposto di quello che sta succedendo. L'Egitto incarcera i profughi siro-palestinesi e li espelle verso il Libano, la Giordania e la Turchia.

http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/islamic-state/11416196/Gun-camera-video-shows-Egyptian-air-strikes-over-Libya.html

http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerArticolo.php?storyId=54e2ec7190bff


"Siamo entrati in guerra con l'Egitto... fuck" commenta uno dei combattenti che odia la lobby Haftar-Egitto quanto gli islamici fondamentalisti. "Vogliono semplicemente restaurare il regime e stanno pompando la propaganda di guerra usando l'ISIS fino a rafforzarlo"

Appunto. Condivido l'opinione di Nancy, che scrive da Tripoli. I bombardamenti a tappeto rinforzano Isis sul terreno, spingendo le diverse milizie che si combattono in Libia dalla parte di chi si schiera contro gli "stranieri" che bombardano e dunque sotto le bandiere nere di Isis. E per i paesi che indirettamente sostengono questi bombardamenti si prospettano anni di piombo. Il problema vero non è la minaccia di un attacco da sud, o di una infiltrazione di terroristi tra i migranti, come alcuni sciacalli hanno già cominciato a dire. Il vero problema è la capacità di mobilitazione delle formazioni islamiste più radicali nelle città europee, dove si sfruttano le pratiche già diffuse di emarginazione e di esclusione. Contro questo pericolo occorre rinforzare i percorsi di cittadinanza, l'inclusione sociale nel rispetto delle differenze,, e condividere con le comunità immigrate residenti le responsabilità di isolare i potenziali terroristi.

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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