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venerdì 27 febbraio 2015

Frontex ridefinisce il carattere militare della missione Triton e legittima il sistema di accoglienza italiano. I destini e le vite dei migranti rimangono sullo sfondo.


Frontex per la militarizzazione del Mediterraneo, altro che salvare vite umane... si rimane in attesa dei dati delle persone effettivamente recuperate in mare dalle unità navali inviate dai diversi paesi europei per l'operazione TRITON, che sarebbe stata prorogata fino al 31 dicembre 2015, mantenendo però gli stretti limiti del suo mandato originario ( 30 miglia dalle coste maltesi e lampedusane) salvo coinvolgimento eventuale in operazioni SAR ( ricerca e salvataggio) gestite dal Comando generale della Guardia costiera italiana e dalla nostra Marina Militare.

http://www.ilfattoweb.it/2015/02/direttore-esecutivo-frontex-in-visita-41-stormo-antisom/

https://news.vice.com/article/european-commission-extendes-migrant-rescue-mission-operation-triton?utm_source=vicenewsfb

Intanto la Guardia Costiera italiana si espone a rischi crescenti per continuare a svolgere la sua attività di ricerca e salvataggio al limite delle acque territoriali libiche.

http://www.thelocal.it/20150227/fearing-attack-italian-coastguards-seek-weapons

Alcune navi della Marina militare italiana sarebbero in avviinamento verso la costa libica, ufficialmente si tratta di una esercitazione, ma gli scopi militari e difensivi ( degli interessi italiani in Libia come i terminali petroliferi ed il gasdotto) sono evidenti. Potrebbe esserci anche una preparazione ad azioni di difesa dei mezzi della Guardia Costiera che operano gli interventi di salvataggio in acque internazionali, al limite delle acque territoriali libiche, sotto la costante minaccia dei barchini armati dei miliziani/trafficanti.

 http://www.gadlerner.it/2015/02/28/le-navi-della-nostra-marina-navigano-verso-la-libia

 E il governo di Al Thini da Tobruk, l'unico governo libico riconosciuto dalla comunità internazionale,  chiede lo spiegamento di una forza navale al largo delle coste libiche per impedire il traffico di armi. L'Egitto accusa la Turchia di rifornire le milizie islamiste di Bengasi e Misurata. E questi sono gli attori statali che dovrebbero partecipare ad un processo di pace ! Presto le acque di fronte alla Libia potrebbero riservare sorprese micidiali sia ai profughi che ai soccorritori. Occorre una missione internazionale di salvataggio.

http://www.washingtontimes.com/news/2015/feb/27/italian-coastguard-humiliated-demands-weapons-isla/

 http://www.voanews.com/content/head-of-internationally-recognized-libyan-government-calls-for-naval-observer-force/2661744.html

Le novità più recenti sul ruolo di Frontex e dell'operazione Triton

http://www.videomediterraneo.it/notizie/attualita/16741-bruxellles-frontex-ue-supportera-italia.html

Incontri di cui non si è saputo molto, si comprende però quanto" il contrasto dell'immigrazione irregolare" sia più importante delle missioni di salvataggio della vita umana in mare. E si ignorano completamente le gravi violazioni dei diritti umani perpetrate a danno dei migranti nei paesi di transito come l'Egitto. Dove centinaia di profughi siriani sono arrestati ed incarcerati.

( Roma, 4 febbraio 2015) Il capo della Polizia Alessandro Pansa ha incontrato oggi a Roma il nuovo direttore dell'Agenzia Frontex Fabrice Leggeri.
La riunione è avvenuta nell'ambito della missione tecnica effettuata dal direttore dell'Agenzia in Italia, che ha un ruolo di primaria importanza, quale principale frontiera marittima europea, nel contrasto all'immigrazione irregolare.
Durante l'incontro sono state affrontate le questioni riguardanti gli attuali flussi migratori che, attraverso il Mediterraneo, investono l'Italia.
Leggeri ha confermato il massimo impegno, sia finanziario che logistico, da parte dell'Agenzia per sostenere, mediante delle operazioni congiunte, lo sforzo che l'Italia sta producendo per arginare i flussi migratori e, nel contempo, garantire la salvaguardia della vita dei migranti in mare.
È stata, inoltre, discussa la necessità di proseguire i rapporti di collaborazione tecnico-operativa già avviati dal ministero dell'Interno con i paesi terzi di transito dei migranti, quali Turchia, Egitto e Tunisia, affinché le collaterali autorità adottino le iniziative necessarie per impedire, mediante un adeguato pattugliamento marittimo delle loro coste, la partenza delle imbarcazioni verso l'Italia.
Successivamente si è svolta nella "sala crisi" del Centro nazionale di coordinamento, presso la Direzione centrale dell'immigrazione e della Polizia delle Frontiere, un meeting tecnico, a cui hanno partecipato, oltre ai rappresentanti dell'Agenzia, anche alti rappresentanti della Guardia di finanza, della Marina militare, del Comando delle capitanerie di Porto e dell'Arma dei carabinieri. Durante l'incontro sono state discusse le linee programmatiche operative e finanziarie dell'operazione Triton 2015.

http://www.poliziadistato.it/articolo/view/37484/index.html

Questa la situazione dei profughi siriani ingabbiati in Egitto, anche grazie agli accordi bilaterali di cui si è parlato a Roma. Per non parlare della situazione tremenda in Turchia, oltre che in Libia, come si è visto ieri sera nei filmati e nelle testimonianze mandate in onda da Servizio Pubblico.

http://allegralaboratory.net/palestinian-refugees-and-the-current-syrian-conflict-from-settled-refugees-to-stateless-asylum-seekers/

http://nena-news.it/i-migranti-prigionieri-di-karmooz-da-112-giorni-detenuti-in-egitto/

http://www.infoaut.org/index.php/blog/conflitti-globali/item/13982-i-migranti-prigionieri-di-karmooz-da-112-giorni-detenuti-in-egitto

http://observers.france24.com/fr/content/20150227-detenus-commissariat-refugies-syriens-palestiniens-greve-faim

http://www.refugeesolidarity.org/blog/criminalization-and-exclusion

L'Egitto dovrebbe spingere nella direzione di un percorso di pacificazione ancora possibile in Libia, con la mediazione delle Nazioni Unite, senza insistere in bombardamenti aerei che hanno effetti devastanti sulla stessa popolazione libica ed all'interno del mondo muslmano. La Germania ripropone l'idea dei campi di raccolta per richiedenti asilo nei paesi del Nordafrica, per contenere le partenze, piuttosto che fornire serie alternative di salvezza ai profughi che non scelgono più, ma sono forzati alla partenza da parte delle organizzazioni di miliziani/trafficanti. Ormai la distinzione è quasi impossibile, almeno in Libia, e dunque la proposta dei campi di raccolta appare praticabile solo in caso prevalga l'opzione di un intervento militare. Come aggiungere disastri a disastri.

http://sputniknews.com/africa/20150227/1018839910.html#ixzz3T2ZARiV4

http://www.nytimes.com/2015/02/28/opinion/egypt-libya-and-isis.html?_r=0

Anche in Turchia le cose non vanno molto meglio... profughi schiacciati tra polizia e trafficanti, per le vittime di ISIS in Siria, anche in Turchia si prospettano rischi crescenti. Ma gli accordi tra UE e Turchia non si toccano.

http://www.vita.it/it/article/2014/11/27/incubo-rimpatrio-per-centinaia-di-siriani/128589/

http://www.serviziopubblico.it/2015/02/mersin-pablo-trincia-sulla-rotta-dei-mercanti-di-uomini/

http://m.news24.com/news24/World/News/Spy-chief-Fighting-ISIS-not-a-priority-for-Turkey-20150226

Frontex adesso cotinuerà a visitare i disastrati centri di accoglienza, all'attenzione di numerose indagini della magistratura, e rilascerà la stessa attestazione di merito che ha dato al centro di Pozzallo, ci potete giurare. Sembra che solo i funzionari di Frontex riescano a non vedere lo sfascio del nostro sistema di accoglienza.

http://www.lagazzettaragusana.it/pozzallo-lagenzia-frontex-al-centro-di-prima-accoglienza/

http://ragusa.gds.it/2015/02/06/sbarchi-migranti-frontex-promuove-pozzallo_308062/

http://www.lagazzettaragusana.it/pozzallo-lagenzia-frontex-al-centro-di-prima-accoglienza/

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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