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mercoledì 25 febbraio 2015

La Libia verso il baratro, fallisce la trattativa di pace, si armano gli eserciti. Assassinata attivista che difendeva i diritti umani. Nessuno vuole evacuare i migranti che sono perseguitati dalle milizie.



Uccisa in Libia una coraggiosa attivista per i diritti umani. Anche a Tripoli ormai, chi difende i diritti della persona umana, ancora peggio se donna,  rischia la vita.

http://www.repubblica.it/esteri/2015/02/24/news/libia_assassinata_militante_societa_civile_intissar_al-hassaeri-108115429/?ref=HREC1-25

 Lo scorso anno era stat uccisa una avvocatessa, Salwa Bugaighis che difendeva i diritti umani, anche quelli violati dei cittadini libici. Se in Libia si uccidono anche gli attivisti dei diritti umani, è segno che la società civile libica sta finendo strangolata nella morsa tra militari e milizie islamiste. Dopo la caduta di Gheddafi, che non si può certo rimpiangere, nessuno d all'esterno ha mosso un solo dito per aiutare quei gruppi di cittadini che volevano avviare un percorso di democrazia e di sviluppo anche in Libia. Il tempo è davvero scaduto, ma non solo per i migranti, forse si è superato proprio in questi giorni il punto di non ritorno, è bene che questo si sappia anche in Europa.

 http://www.lastampa.it/2014/06/26/esteri/uccisa-in-libia-lavvocato-per-i-diritti-umani-salwa-bugaighis-2ZNhEaZFQBWzWVjva2gwaK/pagina.html

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-06-26/in-libia-assassinata-salwa-avvocato-i-diritti-umani-121757.shtml?uuid=ABkOa5UB

Questo è terrorismo e colpisce per primi cittadini libici democratici.  La "crisi dimenticata dei diritti umani" in Libia.

http://www.islandpacket.com/2015/02/25/3611163_libyas-forgotten-human-rights.html?rh=1

 Peggiora anche la condizione dei migranti sballottati tra trafficanti vecchi e nuovi, spesso improvvisati, e milizie armate sempre più crudeli. Di corridoi umanitari verso l'Europa non parla più nessuno, tutti gli stati europei, ed anche l'Egitto, hanno organizzato l'evacuazione dei propri cittadini dalla Libia, ma i migranti sono stati condannati a restare ostaggio delle milizie o a vendersi ai trafficanti. E nessuno riesce più ad aiutarli.

http://www.egyptindependent.com//news/ministry-800000-egyptian-workers-libya

http://english.ahram.org.eg/NewsContent/1/64/123946/Egypt/Politics-/-Egyptians-fleeing-Libya-land-in-Cairo.aspx

http://www.thecairopost.com/news/139092/news/20000-egyptians-flee-libya-after-beheadings-airstrikes

http://www.vita.it/it/article/2015/02/24/la-libia-ormai-e-un-buco-nero-per-noi-umanitari/129612/

Il pesante intervento dell'Egitto in Cirenaica, con i bombardamenti su Bengasi e Derna, e lo spostamento della linea di fuoco del conflitto libico verso occidente, in Tripolitania, potrebbe spingere anche i tagliagole dell'Isis verso i porti più ad ovest dai quali partono i migranti. Lo scontro che si annuncia a Misurata potrebbe essere decisivo.  L'allarme di Amnesty International sul peggioramento della situazione in Libia. Ed i dittatori criticano Amnesty, vogliono le mani libere.

http://www.timesofmalta.com/articles/view/20150225/local/amnesty-warns-libya-conflict-will-get-worse.557504

http://english.irib.ir/news/world/africa/item/205317-egypt-slams-amnesty-report-on-airstrikes-in-libya

 L'Europa è capace solo di qualche balbettio e di una sequela di vertici inutili. Del resto la Mogherini è sempre più delegittimata. E Gentiloni continua con le piroette, dall'intervento militare alla soluzione politica, una svolta a 180 gradi.

http://www.ansamed.info/ansamed/it/notizie/stati/libia/2015/02/25/libia-per-italia-e-tunisia-non-esiste-soluzione-militare_62ad4518-d147-4b20-8489-4936eaf6b9ae.html

http://www.independent.com.mt/articles/2015-02-20/local-news/Med-7-meeting-in-Paris-discusses-crises-in-Libya-and-Syria-and-migration-in-the-Mediterranean-6736130983

http://thepeninsulaqatar.com/news/middle-east/323876/tunisia-and-italy-urge-reconcilation-in-libya

Gli effetti di una espansione delle forze di Isis ad occidente sarebbero gravissini e non solo per coloro che si trovano ingabbiati in Libia. E non solo per i terminali degli impianti che pompano gas e petrolio verso l'Italia. Gli appelli che provengono da una parte del governo di Tobruk ( uno dei due governi che si contendono il potere in Libia) è rimasto inascoltato, ma i tentativi di incontro e di riunificazione sono stati sabotati da chi ha scelto da tempo l'opzione militare come unica soluzione del conflitto. E con il passare del tempo qualcuno pensa che l'opzione militare rimanga l'unica opzione possibile.

http://www.thenational.ae/world/middle-east/egypts-el-sisi-calls-for-joint-arab-military-force

http://www.aawsat.net/2015/02/article55341799/libya-parliament-withdrew-from-un-talks-to-sideline-muslim-brotherhood-official

http://gulftoday.ae/portal/9e087a3a-699f-46f3-aa8b-041d35ab7137.aspx

http://gulftoday.ae/portal/77a973cd-27d4-443a-800e-5b9dff81a5f5.aspx

http://www.washingtontimes.com/news/2015/feb/25/dina-khayat-egypt-needs-strong-us-support-now/

Abbiamo sempre respinto qualsiasi tipo di allarmismo e di strumentalizzazione sul rischio di infiltrazioni terroistiche tra i migranti che salgono sui barconi, barconi che sempre più spesso fanno naufragio dopo il ritiro delle navi della missione italiana Mare Nostrum. I pericoli non vengono dai barconi.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/25/terrorismo-pansa-italia-esposta-in-passato-rischi-non-dallisis/1455045/

http://www.askanews.it/top-10/capo-della-polizia-in-italia-censiti-60-foreign-fighter_711315187.htm

 Il controllo dei porti di partenza dei migranti da parte delle unità che innalzano la bandiera nera di Isis, altri addirittura parlano dell'arrivo in Libia di appartenenti a Boko Haram, fanno però presagire il peggio sul fronte umanitario. Con l'avvicinarsi della primavera e con il miglioramento delle condizioni meteo, potremmo assistere ad una carneficina, mentre peggiorano di settimana in settimana le condizioni fisiche e psichiche dei migranti che riescono ancora ad arrivare dalla Libia. I loro racconti sono agghiaccianti.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/lampedusa-libia-video-choc-rifugiati-picchiati-torturati-prima-di-partire-per-europa-b52cad58-c206-48b4-8585-03646483fc70.html

http://it.radiovaticana.va/news/2015/02/24/libia,_don_zerai_aumentano_profughi_in_mano_ai_trafficanti/1125371

http://it.radiovaticana.va/news/2015/02/24/libia_don_zerai_situazione_terribile_dei_migranti_/1125385

Sarebbe tempo che la comunità internazionale rilanci il processo di pace senza supportare goffamente tentativi di soluzione militare del conflitto, come quelli portati avanti dal generale Haftar, adesso sostenuti dal "governo" di Tobruk, e dall'Egitto di Al Sisi.Occorre certo il coinvolgimento degli stati confinanti ma non per andare a bombardare le città libiche, iniziative che come già dimostrato in passato, in Irak ad esempio, cementano la solidarietà tra chi a terra si vede piovere addosso bombe senza essere direttamente coinvolto negli scontri armati e gli esponenti  più estremizzati delle tribù libiche e dei terroristi internazionali che le hanno infiltrate o con i quali si sono stretti accordi.

 BENGHAZI, Libya, Feb 25 (Reuters) - The president of Libya's elected parliament has proposed the appointment of General Khalifa Haftar, who leads his own troops, as commander of the army loyal to the government based in the east of the country, the parliament spokesman said on Wednesday.
The decision shows the increasing influence of military figures in the official government and parliament, which has been forced to operate from eastern Libya since an armed group called Libya Dawn seized the capital Tripoli in summer.

http://www.trust.org/item/20150225172419-mkx65/

http://sputniknews.com/middleeast/20150225/1018757604.html

http://www.kuna.net.kw/ArticleDetails.aspx?id=2426916&Language=en

http://www.washingtonpost.com/blogs/monkey-cage/wp/2015/02/24/in-libya-will-misrata-be-the-kingmaker/

E sarebbe davvero tempo che, nell'impossibilità di aprire persino canali umanitari, si preparino missioni di salvataggio  con copertura militare in funzione esclusivamente difensiva a dodici miglia dalla costa libica, per salvare il maggior numero di persone in fuga da quel paese. La missione Triton di Frontex va immediatamente sospesa e sostituita da una missione che abbia mere finalità di ricerca e soccorso in mare, con il coordinamento della Guardia Costiera italiana.

http://www.stranieriinitalia.it/l_intervento-diamo_una_chance_ai_profughi_di_rivolgersi_agli_stati_non_agli_scafisti_19787.html

Andrebbe anche garantita la possibilità di evacuazione dalla Libia attraverso le frontiere terrestri con l'Egitto, l'Algeria e la Tunisia, sempre che le polizie di frontiere di questi paesi, assistite da organizzazioni internazionali consentano di fornire una accoglienza dignitosa, e non si limitino a respingere o ad arrestare quelli che ormai sono a tutti gli effetti profughi di guerra. I consolati e le ambasciate dei paesi europei in Egitto, in Tunisia ed in Algeria dovrebbero rilasciare visti di ingresso in Europa. Vanno attivate le procedure previste dalla Direttiva 2001/55/CE in caso di "afflusso massiccio di profughi".

http://www.internazionale.it/opinione/andrea-segre/2015/02/18/libia-stato-islamico-migranti

Non esistono soluzioni facili, ed ogni soluzione ha il suo costo e i suoi aspetti negativi, ma su questa partita in Libia si gioca anche il futuro dell'Europa e del Mediterraneo.

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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