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lunedì 9 febbraio 2015

Nel Canale di Sicilia decine di morti e dispersi per abbandono, dopo la fine di Mare Nostrum ne uccide più l'ipotermia che le onde del mare. Che fine ha fatto l'operazione TRITON di Frontex ?


Gli scafisti ci sono sempre stati e fino a quando non si apriranno corridoi umanitari e canali legali di ingresso protetto ogni attività di contrasto di quella che definiscono "immigrazione illegale" e soprattutto il ritiro delle missioni di soccorso, come lo è stato in parte Mare Nostrum, produce morte.

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-b0b7b792-93f7-45a0-862e-7aa49452f64d-tg2.html

http://video.repubblica.it/rubriche/repubblica-domani/migranti-morti-di-freddo-per-far-quadrare-i-conti/191456/190396?ref=HRER2-1

http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Lampedusa-la-tragedia-dei-29-migranti-morti-di-freddo-parla-un-soccorritore-In-mare-sembrava-una-apocalisse-video-1264e657-75ec-497a-9aff-abc6ad35c389.html

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/478045/Tragedie-in-mare-la-Ue-Triton-non-basta-senza-l-aiuto-degli-stati-membri

 "E' terribile - dice Il direttore sanitario dell'ambulatorio di Lampedusa Pietro Bartolo - tra loro ci sono tanti giovani. Sono tutti bagnati, sono morti di freddo. Hanno viaggiato per ore su imbarcazioni che non sono idonee al soccorso delle persone", dice Bartolo. "Parlo da medico e ormai purtroppo da esperto di queste tragedie - ha aggiunto - non è questo il sistema giusto per salvare vite umane". (Fonte Repubblica.it). Con il mare forza 8 solo le grandi navi possono affrontare le onde in sicurezza. Con Mare Nostrum questi giovani sarebbero ancora vivi".

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2015/02/09/news/strage_al_largo_di_lampedusa_7_migranti_morti_di_freddo_e_altri_15_gravissimi-106892354/

 http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2015/02/09/boldrinifine-mare-nostrum-provoca-morti_7a28e0c2-c035-41b7-b47f-e3cbd72b991b.html

Come riferisce la Stampa i gommoni partiti dalla Libia erano tre, ed alcuni erano semivuoti, i morti ed i dispersi potrebbero essere molti di più delle 29 vittime accertate ieri.

http://www.lastampa.it/2015/02/09/italia/cronache/strage-nel-canale-di-sicilia-ventinove-migranti-morti-di-freddo-JzR2qZOL6zAcPAldLGc7UM/pagina.html

I responsabili politici della tragedia e del ritiro di Mare Nostrum perchè "incoraggiava le partenze" ci mettono la firma. Non hanno più il pudore di nascondersi. Anzi pensano che con la linea della "fermezza" potranno raccogliere ancora altri voti. "Interventi solo in casi gravi" vuol dire " ci assumimamo la responsabilità della morte di migliaia di persone". Lo ricorderemo.

http://www.corriere.it/cronache/15_febbraio_10/sbarchi-linea-dura-viminale-interventi-solo-casi-gravi-nuovo-via-libera-missione-triton-646f7020-b0f0-11e4-9c01-b887ba5f55e9.shtml

 Un ritiro imposto dai burocrati di Bruxelles, dalla Germania della Merkel, dalla Francia della Le Pen, e dai leghisti di Salvini, che impone, ed imporrà ancora di più in futuro, un tributo sempre più elevato in termini di vite umane. Adesso, forse solo per qualche giorno, tutti saranno costretti ad accorgersi del costo umano delle scelte condizionate dalla paura di perdere consenso elettorale, e dalla pressione delle destre xenofobe e razziste. Intanto forse un altro gommone disperso, altre ricerche in corso, mentre su Facebook si diffondono proclami razzisti che inneggiano alla strage.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Immigrazione-tragedia-nel-Canale-di-Sicilia-25-migranti-morti-9be1cf47-3b08-4ae6-abf3-777f0c0f02b7.html

http://www.aljazeera.com/news/2015/02/italian-coast-guard-rescues-libyan-migrants-raft-150209164825239.html

I migranti a bordo del barcone partito dalla Libia erano 106, dunque, visto il numero dei superstiti, i morti saranno diverse decine, ancora molti i dispersi, per loro nessuna speranza di sopravvivenza con acque tanto fredde ed agitate.

MILAN — At least 29 migrants have died from hypothermia while traveling from North Africa to Italy aboard a smuggler's life raft in heavy seas, amid a surge of migrants making the dangerous sea crossing despite the harsh winter conditions.
The victims were among 106 people packed aboard an inflatable life raft who were trying to cross the Mediterranean in rough seas and freezing temperatures, Italian coast guard Cmdr. Filippo Marini said Monday. The migrants had summoned help late Sunday via satellite telephone while still off Libya's coast.
Marini said a merchant ship in the area responded until the coast guard arrived from the southernmost Italian island of Lampedusa and took on board both the survivors and the victims in seas with waves as high as 9 meters (30 feet), roughly the height of a three-story building.
Rescuers found seven corpses on board the raft, while the rest of the victims, in very poor physical condition, died during the rescue and while being transported to land, Marini said.
"The smugglers, in their wickedness, threw them in a life raft in the middle of the sea," Marini said. "It is obvious they were traveling in physically stressful conditions. We are in the middle of winter, with conditions at the limit for everyone."
Save the Children said the number of migrant arrivals this year is outpacing even the extraordinary rate of arrivals of 2014, indicating the desperation of migrants to flee to Europe, many from war and conflict. While Libya once provided a sort of layover, renewed conflict there has forced migrants to continue their journey even throughout the harsh winter months.
In January, 3,528 migrants reached Italy, up by two-thirds from 2,171 in the first month of 2014, a year that brought 170,100 migrants to Italy's shores.
"Bad winter conditions have not interrupted the flows of sea arrivals, and demonstrate the lack of alternatives for those who are forced, notwithstanding everything, to attempt a crossing," said Raffaele Milano, Save the Children's director in Italy.
Hundreds die each year trying to make the crossing, often in unseaworthy boats, including 360 migrants who died off Lampedusa in October 2013. The tragedy prompted Italy to launch costly humanitarian patrols of the Mediterranean that were suspended last November in favor of a Europe-led Triton monitoring program.
The latest deaths raised calls for renewed humanitarian patrols of the Mediterranean, with Save the Children and others noting that the Triton program calls only for monitoring of European waters, not international or Libyan seas where many migrant tragedies, like Monday's, unfold.
"If the goal is to increase the numbers of deaths and decrease the number of survivors, then it has succeeded," Lampedusa Mayor Giusi Nicolini said on Sky TG24.
 http://www.azcentral.com/story/news/world/2015/02/09/italy-29-migrants-die-of-hypothermia-crossing-mediterranean/23139477/

http://www.liberation.fr/monde/2015/02/09/italie-29-migrants-morts-de-froid-sur-un-bateau-en-mediterranee_1199001

I soliti "soloni", che pontificano in televisione senza neppure sapere di cosa parlano, confondono già l'immigrazione forzata dei profughi, siriani, eritrei, somali, che sono costretti a partire anche nei mesi invernali, a rischio di morire assiderati o di naufragare, con l'immigrazione "clandestina", ed adesso anche con l'arrivo di terroristi, l'ultimo fantasma evocato per terrorizzare l'opinione pubblica e giustificare le politiche di respingimento e di abbandono che producono morte, come si è verificato venerdì scorso nelle acque turche e come si è verificato ancora una volta oggi a sud di Lampedusa.
Una certa Alessia Mosca del PD farnetica a Rai News di accordi bilaterali, attendiamo di vedere la sua collega di governo Pinotti partire per la Libia per una immediata negoziazione con le autorità diverse che controllano quel paese. La europarlamentare Gardini di Forza Italia continua " abbiamo pensato che basta essere buoni", e " ci vogliono accordi bilaterali". Si come gli accordi bilaterali firmati da Maroni con la Libia che sono stati condannati dalla Corte Europea dei diritti dell'Uomo sul caso Hirsi ed altri contro Italia.

Di sicuro la fine di Mare Nostrum ed il cambio delle regole di ingaggio, perchè i mezzi di Frontex (operazione Triton) non vanno oltre 30 miglia a sud di Lampedusa e Malta hanno modificato la situazione, ma non si è prodotto l'effetto dissuasivo auspicato da Bruxelles, sono soltanto aumentare le vittime delle barriere e dei confini europei, tutte persone che se fossero riuscire ad arrivate in territorio Schengen avrebbero avuto diritto ad uno status di protezione internazionale.

"Flavio Di Giacomo, a spokesman for the International Organization for Migration, suggested that the change might have played a tragic role in the events on Monday. If larger navy ships like those used in the Mare Nostrum program had been involved in the latest rescue, he said, they might have afforded more room and greater protection from the elements for the rescued migrants.
“You could argue that this is the first consequence of the absence of Mare Nostrum,” he said. Noting that the flow of migrants is likely to increase in warmer weather, he added, “We shall see what happens this summer.”

http://www.nytimes.com/2015/02/10/world/europe/migrants-die-after-rescue-by-italys-coast-guard.html?_r=0

Si sta tentando di criminalizzare i movimenti dei potenziali richiedenti asilo, senza comprendere e fare comprendere le sttuazioni di persecuzione generalizzata o di guerra aperta che si lasciano alle spalle nei paesi di origine come la Siria o l'Eritrea, o nei paesi di transito, come la Libia e l'Egitto. La missione di Frontex Triton brilla per la sua assenza, non si bene che cosa stiano facendo le navi e gli aerei finanziati dall'Unione Europea, certo, stanno ad aspettare a Lampedusa ed a Malta che arrivino i migranti degli "irregolari" per bloccarli. Una missione irrealistica, con le navi di Frontex che non si spingono oltre 30 miglia dalle coste di Lampedusa e di Malta, lasciando soltanto alla Guardia Costiera italiana ed agli assetti militari della Marina Italiana la responsabilità delle azioni di ricerca e salvataggio.

Anche in questa occasione appare eroico l'impegno dei mezzi e degli uomini della Guardia Costiera usciti in mare con una burrasca forza otto e costretti ad affrontare con il loro carico di naufraghi onde alte più di sei metri. Si avverte la mancanza delle grandi navi della Marina Militare che lo scorso anno stazionavano a 40-50 miglia dalla costa libica. Adesso in quella fascia di mare, cento-centoventi miglia a sud di Lampedusa, non c'è più nessuno, anche le navi commerciali si tengono al largo della Libia, per il rischio di assalti, e si muore di abbandono. Lo scorso anno, a gennaio, le imbarcazioni anche piccole partivano dalla Libia, e nei mesi di gennaio e febbraio del 2014 non si era verificato neppure un incidente, nè vi erano stati morti.

http://www.japantoday.com/category/world/view/29-migrants-die-of-hypothermia-crossing-mediterranean

Alcuni imbastiranno su questa tragedia l'ennesima strumentalizzazione, magari invocando solo un ulteriore aumento dele misure repressive e di contrasto, troppo facile individuare negli "scafisti", sempre più crudeli, i responsabili di tutti i mali. Se nessuno chiama più dai barconi, in tempo per fare arrivare i mezzi di soccorso, prima che qualcuno cominci a morire per il freddo, dipende da vari fattori, certo l'uso dei telefonini a bordo dei barconi è sempre più sotto stretto controllo degli scafisti. E le chiamate di soccorso non arrivano più in tempo per fare arrivare mezzi di salvataggio. Anche perchè i mezzi della Guardia Costiera e della Marina sono sempre meno, rispetto al passato, e dopo l'allarme si deve partire da Lampedusa, con ore e ore di navigazione che, in un mare agitato dalle burrasche invernali, risulta pericolosa anche per chi si trova a bordo, per salvatori e naufraghi. E chi deve restare all'aperto, se già in condizioni di forte debilitazione, può morire anche dopo essere stato soccorso, nel mare in tempesta, coperto da spruzzi e colpito da folate gelide di vento.

Sembra che siamo davvero tornati ai tempi prima dell'avvio dell'operazione Mare Nostrum,  all'ottobre del 2013, quando in mare si moriva per abbandono.

http://www.watchthemed.net/reports/view/32

Altri dimenticheranno in qualche giorno questi morti, e trascureranno così la loro stessa dignità umana, ridotti ad automi inebetiti dalla crisi e dalle menzogne delle forze di governo. Noi proseguiremo giorno per giorno, non solo a ricordare che la dignità e la vita degli uomini viene prima della "difesa dei confini" e  della "guerra tra religioni", ma a praticare tutte le azioni di solidarietà attiva che possano ridurre il numero delle vittime di quella che è una guerra non dichiarata ai migranti, una guerra che è rivolta anche a tutti i cittadini solidali che li assistono e che con loro sperano di contribuire alla costruzione di una convivenza ancora possibile e di una società più giusta.

ROMA. È salito a 25 il numero dei migranti morti nell'ennesima tragedia nel canale di Sicilia. I corpi dei migranti, che erano a bordo di un'imbarcazione con 106 persone soccorsa nella notte dagli uomini della Guardia Costiera italiana, si trovano a bordo di due motovedette che stanno raggiungendo in queste ore Lampedusa.
Lo si apprende da fonti sanitarie sull'isola, secondo le quali la morte sarebbe dovuta a ipotermia.
Le vittime facevano parte di un gruppo di 106 migranti che si trovava a bordo di un barcone alla deriva a largo delle acque libiche, soccorso dalla Guardia Costiera nel corso della tarda serata di ieri.
Le condizioni proibitive del mare - forza 8, con onde alte anche fino a nove metri - hanno reso particolarmente difficile il soccorso e stanno ulteriormente rallentando il rientro a Lampedusa: le motovedette procedono infatti a non più di due nodi all'ora.
La richiesta di aiuto era arrivata da un telefono satellitare nel pomeriggio alla centrale operativa delle Capitanerie di Porto di Roma. Ricevuto l'Sos, sul posto sono stati immediatamente dirottati due mercantili che si trovavano in zona, il Bourbon/Argos e il Saint Rock, e contemporaneamente sono partite da Lampedusa due motovedette, la Cp 302 d la Cp 305.
Arrivate sul posto attorno alle 22 di ieri sera, le motovedette hanno completato il trasbordo dei migranti in piena notte e ripreso la rotta verso Lampedusa. I medici a bordo hanno accertato la morte di 7 migranti mentre altri sarebbero in condizioni critiche

 
LAMPEDUSA: L’UE POTENZI LE OPERAZIONI DI RICERCA E SOCCORSO NEL MEDITERRANEO IN SEGUITO ALLA MORTE DI ALMENO 29 PERSONE

Secondo le informazioni disponibili stamattina, la tragedia avvenuta nella giornata di ieri al largo di Lampedusa - la prima grave perdita di vite umane nel Mediterraneo nel corso del 2015 – avrebbe causato la morte di almeno 29 persone. L'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) manifesta profondo cordoglio per questa notizia e allo stesso tempo esprime preoccupazione per le modalità in cui sono avvenute queste morti: in 22 casi sarebbero dovute a ipotermia, a bordo dell’imbarcazione di salvataggio.

Se da un lato l’UNHCR plaude allo sforzo di tutti i soggetti coinvolti nel soccorso - che ha avuto luogo in alto mare e con cattive condizioni meteorologiche, portando al salvataggio di 106 vite umane – d’altro lato l'incidente richiama alla memoria le ragioni per cui si è ritenuto importante dopo il disastro di Lampedusa avvenuto nell’ottobre 2013 rendere molto più efficace la capacità di soccorso nel Mediterraneo.

Nel 2015, benché le condizioni meteorologiche di gennaio e febbraio non fossero buone, si è già assistito a un numero significativamente elevato di rifugiati e migranti che hanno tentato la traversata del Mediterraneo, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Nel mese di gennaio sono stati registrati 3.528 arrivi solamente in Italia, rispetto ai 2.171 rilevati nel gennaio del 2014. Se si contano anche le morti di ieri, sono stati registrati 50 morti rispetto ai 12 nello stesso periodo dell'anno scorso.

Inoltre, desta preoccupazione – oltre all'incidente avvenuto ieri – sapere che altre persone avrebbero cercato di raggiungere l'Italia la scorsa notte. Oltre al gommone che trasportava più di 100 migranti, altre 9 persone sono state recuperate da altre due barche quasi vuote alla deriva al largo della Libia. Non è ancora noto il destino delle altre persone che si ritiene fossero a bordo di queste imbarcazioni.

Nel 2014 almeno 218.000 persone hanno attraversano il Mediterraneo e in più di 3.500 hanno perso la vita - un numero che sarebbe stato più elevato se non fosse stato per gli sforzi dell’operazione di salvataggio Mare Nostrum condotta dall’Italia, che attualmente non è più attiva. L’operazione Triton promossa dall'Europa e gestita dall'Agenzia europea di protezione delle frontiere Frontex ha un obiettivo diverso e non fornisce in modo adeguato la capacità di ricerca e soccorso. Se le operazioni di ricerca e soccorso non verranno condotte in modo idoneo, ci si dovranno aspettare altre tragedie di questo genere.

L'UNHCR ribadisce la richiesta che l'UE garantisca questa capacità e fornisca all’Italia un sostegno adeguato di modo che possa far fronte agli arrivi di persone che attraversano irregolarmente il Mediterraneo. Questo mare è passato dall’essere una rotta prevalentemente frequentata da migranti al diventare un percorso importante per i rifugiati in fuga dai conflitti. Nel mese di gennaio, il principale gruppo di persone arrivate in Italia - circa il 22 per cento del totale - era rappresentato da cittadini siriani. Tra le altre persone che hanno intrapreso questo viaggio in molti provenivano da altri paesi noti per essere luoghi che producono rifugiati. L’aiuto all’Italia garantito dall'operazione di Frontex denominata Triton e dall’EASO (l’ufficio di supporto per l’asilo a livello europeo) non possono essere l'unica forma di solidarietà e di umanità che l’Europa è in grado di dimostrare.

http://gds.it/2015/02/09/soccorso-barcone-al-largo-di-lampedusa-7-morti-almeno-15-gravissimi_309841/

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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