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martedì 3 febbraio 2015

Proseguono i "voli congiunti" di rimpatrio sommario in Nigeria organizzati dall'Agenzia Frontex. Nuove forme di espulsioni collettive. Cancellati i diritti di difesa. Diritto di asilo a rischio.


Proseguono i voli di rimpatrio sommario verso la Nigeria. Centinaia di migranti che vengono prelevati dalle polizie dei diversi paesi europei e caricati su voli che fanno scalo in diversi aeroporti, e quindi puntano sulla Nigeria, per eseguire operazioni di rimpatrio forzato, malgrado la situazione in quel paese stia peggiorando ogni giorno che passa, e non solo nella parte più settentrionale. Ma il Processo di Khartoum ha rilanciato la cooperazione di polizia e la tutela dei diritti fondamentali delle persone cede rispetto alle esigenze di sicurezza e di controllo elle frontiere. Amesso che le forze di polizia riescano a sconfiggere la corruzione dilagante in quel paese ed a impedire la totale agibilità che hanno ancora oggi le organizzazioni dei trafficanti, che riescono ad operare subito dopo il rimpatrio delle persone negli aeroporti nigeriani.

 http://frontex.europa.eu/news/frontex-signs-working-arrangement-with-nigeria-JyDdE8

http://frontex.europa.eu/operations/archive-of-operations/JL2lHM



FRONTEX RIPRENDE I RIMPATRI SOMMARI VERSO LA NIGERIA
“Nell’agosto dello scorso anno Frontex, l’agenzia dell’Unione europea per la gestione delle frontiere, ha deciso di sospendere fino a nuova decisione i voli di rimpatrio in Nigeria degli immigrati colpiti da un provvedimento di espulsione a causa dell’epidemia da virus Ebola, che sta flagellando l’Africa occidentale, Nigeria compresa” lo ha dichiarato la portavoce Ewa Moncure da Varsavia, sede di Frontex, che cofinanzia il 2% di tutti i voli di rimpatrio dall’Ue. «Alcuni Paesi, fra cui l’Austria, hanno preso una decisione simile», ha aggiunto Moncure.
Eppure i voli di rimpatrio di migrati senza documenti regolari presenti negli stati europei non sono mai cessati del tutto e si sono ripetuti fino ai giorni scorsi.
 Il 19 dicembre 2014, la parlamentare europea Barbara Spinelli entrava nel CIE di Roma, Ponte Galeria insieme ad una delegazione  della campagna LasciateCIEntrare. La visita, come quella successiva al CIE di Torino effettuata insieme all’europarlamentare Cecile Kyenge, si inscrive nell’ambito delle visite nei centri di tutta Europa per la campagna OPEN ACCESS NOW CLOSE THE CAMPS.
Scopo principale della visita  era la verifica delle condizioni dei migranti dopo l’inizio dell’applicazione della riduzione dei termini di trattenimento (da 18 mesi a 3 mesi) e delle condizioni di ingresso del nuovo ente gestore, GEPSA/Aquarinto, nuovo soggetto che in Italia sta operando nella gestione dei centri, dopo il CARA di Castelnuovo di Porto, scaduto il contratto ora passato alla cooperativa AUXILIUM, l’ATI associazione temporanea di impresa gestisce ora il CIE di Roma e quello di Torino, e l’ex CIE di Milano, ora centro di accoglienza straordinaria.
Il 6 gennaio veniva trasferito a Ponte Galeria un cittadino nigeriano dopo essere stato trattenuto per tre giorni nella Questura di Vicenza. Il cittadino ha quindi iniziato uno sciopero della fame dichiarando una serie di violazioni subite, e condizioni fisiche tali da chiedere sostegno e aiuto sia agli altri “ospiti” del centro, sia alle associazioni che hanno accesso al centro.
Durante una successiva visita del 27 gennaio questa stessa persona ha ripetuto, davanti a testimoni, ciò che già aveva detto per telefono ribadendo di essere in sciopero della fame perché chiedeva cibo adeguato alla sua precaria condizione di salute, conseguente alle violenze che avrebbe subito presso la Questura di Vicenza. Tuttavia – come apprendevamo solo successivamente - il mattino dopo la visita, dunque il 28 gennaio, nel CIE ha fatto ingresso il console nigeriano, che ha identificato i trattenuti ai fini del rimpatrio in Nigeria. Tra questi  veniva identificato dal console lo stesso migrante nigeriano incontrato dall’On Spinelli e dalla  campagna LasciateCIEntrare, il quale evidentemente non avrebbe dovuto essere considerato soggetto espellibile, non solo per la sua precaria condizione di salute, ma anche perché ancora in attesa di risposta alla domanda di asilo politico presentata alla Commissione territoriale di Roma.
Il 29 gennaio scorso si apprendeva che diciannove cittadini nigeriani presenti a Ponte Galeria, tra cui  lo stesso richiedente asilo, erano stati prelevati e scortati all’aeroporto di Fiumicino, dove sarebbero stati imbarcati coattivamente per la Nigeria.
Si apprendeva dalla Polizia di Frontiera di Fiumicino, che il volo – un aereo charter operato dall’Agenzia Frontex con scali effettuati in altri paesi del Nord Europa per raccogliere nigeriani da rimpatriare - era decollato dall’aeroporto di Fiumicino fra le 12.30 e le 13 di quello stesso giorno.
Anche le richieste di intervento e la denuncia da parte del suo avvocato circa la procedura totalmente irregolare del rimpatrio stesso sono state inefficaci ad impedire il rimpatrio.
Il cittadino di origine nigeriana in particolare aveva lo status di richiedente asilo; la precarietà delle sue condizioni di salute era ben documentata nella cartella clinica redatta nel CIE, in cui è registrato anche un ricovero presso il pronto soccorso dell’Ospedale Grassi; l’indagine effettuata nel CIE ha riscontrato atti di persecuzione dovuti a motivi rientranti negli articoli 9 e 10 della Direttiva qualifiche. Risulta chiaro pertanto che egli non avrebbe potuto essere espulso senza contravvenire agli articoli 5, 9, 13 e 14 della Direttiva rimpatri (2008/115/CE), gli articoli 7, 34, 39 della Direttiva "procedure" (2005/85/CE), nonché degli articoli 2, 3, 6 e 13 CEDU e i corrispondenti articoli 1,3 e 18 della Carta dei Diritti dell'Unione  Europea e, infine, all'articolo 10 della Costituzione Italiana.
Il 30 gennaio si apprendeva che altri cittadini nigeriani erano stati trasferiti dal CIE di Bari e dalla Sicilia, ma anche da Torino e da altre città del Nord Italia. Informazione confermata dal funzionario della Polizia di Frontiera di stanza a Fiumicino.
Il caso specifico con una lettera con richiesta di chiarimenti è stata inviata dall’On Spinelli alle istituzioni italiane e agli organismi preposti a seguito delle visite, dei colloqui intercorsi con il cittadino ed il suo avvocato, e i referenti di Questura e Prefettura di Roma.
É evidente la volontà di effettuare molto a breve un altro volo di rimpatrio in accordo con le intese di polizia
maturate nei vertici del Processo di Khartoum – di persone da riconsegnare a un paese devastato al Nord da Boko Haram e al Sud dalle guerre locali e nel quale è pure presente il rischio di contagio del virus Ebola.
E’ di qualche giorno fa la notizia rilasciata dal Tribunale della Libertà che ha dichiarato “immorale il rimpatrio in un paese a rischio come la Nigeria” per il caso di un cittadino nigeriano difeso dall’Avv Salvatore Fachile, ASGI.
Lo scorso 16 Gennaio l'Alto Commissariato dell'ONU ha chiesto la sospensione dei rinvii di richiedenti asilo verso la Nigeria e che, come si legge sul sito Viaggiare Sicuri del Ministero degli Affari Esteri, in Nigeria "la situazione della sicurezza è caratterizzata, in generale, da diffusi atti di criminalità ed è concreto, presente ed attuale il rischio di atti di terrorismo e di violente sommosse in varie aree del Paese. Si raccomanda pertanto di tenere strettamente conto della situazione della sicurezza in loco nel prendere decisioni relative agli alloggiamenti e agli spostamenti".  Evidentemente quelle cautele che valgono per i cittadini italiani che dovessero recarsi in Nigeria non sono riconosciute per gli immigrati originari di quel paese che sono sottoposti alle procedure di rimpatrio forzato.
In questo momento, rimpatriare coattivamente con misure di allontanamento forzato che assumono obiettivamente il carattere di espulsioni di massa – vietate dall'art. 4 protocollo IV CEDU e dall'articolo 19 della Carta dei diritti dell'Unione Europea – cittadini stranieri verso la Nigeria costituisce un’evidente violazione dei loro diritti fondamentali. Per tali ragioni si chiede di sospendere immediatamente
qualsiasi rimpatrio coatto verso la Nigeria e di conoscere le modalità, la pianificazione e i responsabili dell'esecuzione dei provvedimenti di allontanamento forzato attuati in data 29 gennaio 2015, nonché i relativi costi.
La Corte Europea dei diritti dell’Uomo ha ritenuto che per espulsione collettiva si deve intendere, ai sensi dell’articolo 4 del Protocollo n. 4, qualsiasi misura che costringa degli stranieri, in quanto gruppo, a lasciare un Paese, salvi i casi in cui tale misura venga adottata all’esito e sulla base di un esame ragionevole e obiettivo della situazione particolare di ciascuno degli stranieri che formano il gruppo (Andric c. Svezia (dec.), n. 45917/99, 23 febbraio 1999 e Čonka c. Belgio, n. 51564/99, § 59, CEDU 2002 I).
In presenza di riconoscimenti tanto sommari effettuati dalle autorità consolari nigeriane prima del decollo verso la Nigeria, probabilmente con la mera attribuzione della nazionalità, come è richiesto dai vigenti accordi bilaterali di riammissione tra Italia e Nigeria, l’esecuzione immediata del volo di rimpatrio congiunto integra gli estremi della violazione del divieto di espulsione collettiva perché non consente una procedura individuale nell’ambito della quale, al di là della eventuale ricorrenza di provvedimenti di espulsione o di respingimento adottati dalle autorità italiane, gli interessati possano fare valere cause di non espellibilità previste dall’art. 19 del T.U. n. 286 del 1998, quali le condizioni personali di salute, rapporti familiari o la situazione sanitaria o politico-militare nel paese di origine.
Roma, 4 febbraio 2015 
FB LasciateCIEntrare
Email: info@lasciatecientrare.it


Sul processo di Khartoum

http://www.nigrizia.it/notizia/in-attesa-del-processo-di-khartoum

http://www.eritrealive.com/roma-leritrea-partecipa-al-processo-di-khartoum/

http://www.adnkronos.com/fatti/pa-informa/politica/2014/11/27/conferenza-ministeriale-lancio-del-processo-khartoum-roma-novembre-nota-servizio-per-redattori-capo_OUEPuY4SstjP4O1QpIr46H.html

Questo il testo degli accordi tra Frontex e la Nigeria.

http://www.statewatch.org/observatories_files/frontex_observatory/WA%20Nigeria%20-%2019%2001%202012.pdf

Ad agosto dello scorso anno Frontex aveva sospeso i rimpatri congiunti in Nigeria, ma adesso sono ripresi e sono sempre più frequenti, malgrado il peggioramento della situazione politica e sociale in tutto il paese. Per i burocrati di Bruxelles e di Varsavia con un tratto di penna si può decidere che in un paese la situazione di vivibilità e le condizioni di sicurezza si sono improvvisamente normalizzate. Quanto sta succedendo in questi giorni in Nigeria ne costituisce una smentita inconfutabile.

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2014/08/18/ebola-frontex-sospende-rimpatri-nigeria_f87ae13b-b8ce-4ddf-b243-54053c2017f3.html

E poi ci sono anche i voli di rimpatrio forzato eseguiti da singoli stati in base ad accordi bilaterali, come quelli stipulati tra Italia e Nigeria. Anche in questo caso le violazioni dei diritti umani sono all'ordine del giorno.

http://www.poliziadistato.it/articolo/14051/

http://www.venetoimmigrazione.it/veditab.php?tabid=589

http://www.meltingpot.org/Libia-L-altra-faccia-degli-accordi-bilaterali.html#.VNDcIEZ0xsc

Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'Accordo di Schengen, di vigilanza sull'attività di Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione
Seduta n. 1 di Martedì 4 marzo 2014

INDAGINE CONOSCITIVA SUI FLUSSI MIGRATORI IN EUROPA ATTRAVERSO L'ITALIA, NELLA PROSPETTIVA DELLA RIFORMA DEL SISTEMA EUROPEO COMUNE D'ASILO E DELLA REVISIONE DEI MODELLI DI ACCOGLIENZA

 GIOVANNI PINTO, Direttore centrale dell'immigrazione e della polizia delle frontiere presso il Ministero dell'interno. Ho il dato aggiornato. Dall'inizio dell'anno ci sono stati tredici voli di rimpatrio (dieci in Egitto e tre in Tunisia) con 171 espulsi. C’è stato poi un charter congiunto, perché noi, anche con finanziamenti di Frontex, organizziamo voli di rimpatrio, per esempio di cittadini nigeriani, insieme ad altri Stati. Quest'anno ce n’è stato uno solo con la Nigeria. Inoltre, sono state espulse 147 persone con 133 voli di linea.
  Tunisia, Egitto e Nigeria sono i Paesi con i quali vigono accordi stabili per l'organizzazione dei voli di rimpatrio. I voli di linea invece sono molto più ampi, perché singoli soggetti vengono imbarcati su singoli voli per diverse destinazioni.


http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/stenografici/html/30/indag/c30_flussi/2014/03/04/indice_stenografico.0001.html

http://www.narcomafie.it/2014/05/02/costi-dei-rimpatri-bugie-e-verita-sui-migranti/
 
Nessuna  parte della Nigeria può definirsi ormai una "zona sicura" ma, anche se il legislatore italiano non ha recepito questa formulazione nella normativa in materia di qualifiche e di procedure di protezione internazionale ( asilo e protezione sussidiaria ) molte commissioni territoriali respingono le richieste di asilo proprio sulla base della considerazione che i richedenti provengono da zone del paese ritenute "sicure".

http://www.lastampa.it/2015/02/07/esteri/offensiva-del-niger-contro-boko-haram-uccisi-jihadisti-r5MtNaDUr1r4W1NEIvPaYN/pagina.html

 E solo in pochi casi, dopo i ricorsi intervengono a giudici a bloccare i rimpatri e a riconoscere il diritto ad un permesso di soggiorno, per protezione internazionale, o quantomeno umanitaria.

http://www.meltingpot.org/Sentenza-della-Corte-di-Cassazione-n-13172-del-6-agosto.html#.VNFAn0Z0xsc

http://www.meltingpot.org/Ordinanza-del-Tribunale-di-Trieste-del-17-giugno-2014.html#.VNE_c0Z0xsc

http://www.meltingpot.org/Protezione-sussidiaria-Conferma-a-cittadino-nigeriano-Stato.html#.VNFAH0Z0xsc

http://www.meltingpot.org/IMG/pdf/trib_roma_ott._2013_nigeria_edo_state_sussidiariafachile.pdf

Spesso la polizia non permette alle persone che presentano una domanda di protezione internazionale, dopo avere ricevuto un provvedimento di espulsione o di respingimento, un accesso alla procedura, come invece imporrebbe la legge che a partire dal decreto legislativo 25 del 2008 ha tolto alle autorità di polizia ogni potere di ritenere manifestamente infondata una richiesta di asilo, imponendo che tutte le richieste di asilo, anche verbali o a gesti, in mancanza di mediatore, fossero esaminate e decise dalla competente commissione. E' successo a Roma ancora pochi giorni fa.

http://hurriya.noblogs.org/post/2015/02/03/unaltra-deportazione-di-massa-verso-la-nigeria/ 




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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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