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venerdì 13 febbraio 2015

Si aggrava la crisi libica. I miliziani armati diventano trafficanti. La Guardia Costiera italiana salva 700 persone. Arrivi anche a Malta. Gentiloni e Manzione oscillano tra interventismo armato ed esternalizzazione del diritto di asilo. Per Alfano "il problema è la Libia".


Sono riprese le partenze dalla Libia, non appena il tempo è  migliorato, ma continua a fare freddo. In realtà sono tutte migrazioni forzate, e si è costretti a partire quando i miliziani, armi in pugno, lo decidono.

http://www.dw.de/hundreds-of-migrants-rescued-in-mediterranean-sea/a-18257266 

Almeno tre barconi partiti dalla Libia, oltre settecento persone salvate, "vicino alle coste libiche", con il coordinamento della Guardia Costiera italiana, ed il supporto di mezzi commerciali e di unità maltesi.

http://www.timesofmalta.com/articles/view/20150213/local/updated-about-700-migrants-rescued-from-boats-near-libya-coastguard.555936#comment-1851762745 

http://www.independent.com.mt/articles/2015-02-13/local-news/Maltese-cargo-ship-heading-to-assist-migrants-in-difficulty-off-Libyan-coast-6736130576 

 Le navi di Frontex spedite nel Canale di Sicilia per l'operazione TRITON, dove sono rimaste ? Se pensano di contrastare l'immigrazione "illegale" in Europa, le teste d'uovo di Frontex dovrebbero almeno prendere atto di profondi ed improvvisi cambiamenti in corso sul territorio libico e probabilmente anche nelle zone più interne ed a sud della Libia.

I trafficanti sono stati sostituiti dalle milizie armate che controllano larghe fasce della zona costiera, da Derna a Sirte. A Bengasi si combatte ancora. Il centro della Libia è fuori controllo e le frontiere meridionali di fatto non esistono più.

http://m.tiscali.it/articolo.php?article=http%3A%2F%2Fnotizie.tiscali.it%2Festeri%2Ffeeds%2F15%2F02%2F13%2Ft_02_20150213_000105.html

 Decine di egiziani cristiani copti sono stati sgozzati, e gli eritrei, anche loro cristiani, subiscono ogni sorta di abuso nei centri di detenzione nei quali sono rinchiusi. Riesce ad evadere solo chi paga i guardiani. Gli altri, se non vengono uccisi o e non muoiono, impazziscono.  Ed aumenta il disagio psichico anche tra coloro che dalla Libia  riescono ad arrivare in Italia. Ovunque si combatte, da Tripoli a Bengasi.

http://m.repubblica.it/mobile/r/repubblicatv/mondo/libia-le-forze-speciali-riconquistano-la-base-di-bengasi/191971/190933?ref=m%7Chome%7Cvideo%7Cpos_2

Egitto, Malta ed Italia invitano i propri cittadini a rientrare, ma nessuno si preoccupa della sorte dei migranti intrappolati in Libia. Migranti economici trasformati in profughi per effetto di un conflitto devastante che li trasforma in merce da scambiare con armi e danaro.

http://www.maltatoday.com.mt/news/national/49603/government_strongly_advises_maltese_nationals_in_libya_to_return

http://m.repubblica.it/mobile/r/sezioni/esteri/2015/02/13/news/l_ambasciata_italiana_ai_connazionali_lasciate_la_libia-107233635/?ref=m%7Chome%7Ccentro%7Cpos_1

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/isis-orrore-libia-21-cristiani-copti-egiziani-decapitati-ma-egitto-non-confemra-cec6a896-5644-49b4-b87d-b114f62ea197.html

Per il salvataggio in mare Malta si avvarrà ancora dei privati, si cercano finanziamenti per armare una nuova missione di salvataggio civile. In realtà le persone salvate dall'operazione MOAS, lo acorso anno, con pochissime eccezioni, venivano poi trasferite sui mezzi di Mare Nostrum, e quindi sbarcate in Italia, un sistema elegante per regolare le annose questioni di competenza nel salvataggio in operazioni SAR ( Search and Rescue) tra Malta ed Italia. Grazie all'impegno filantropico di una magnate come Regina Catambrone.

http://video.repubblica.it/cronaca/regina-catrambone-ecco-la-prima-nave-privata-che-soccorre-i-migranti/182952/181768

http://www.independent.com.mt/articles/2015-02-13/local-news/MOAS-launches-urgent-fundraising-appeal-to-expand-operations-after-latest-Lampedusa-tragedy-6736130588

http://www.maltatoday.com.mt/news/national/49605/moas_launches_urgent_fundraising_appeal_to_expand_rescue_operations

Oggi cosa si potrebbe fare ? Lo sbarco a Malta non sarebbe certo una soluzione, atteso che questo stato tratta malissimo i richiedenti asilo e pratica una detenzione amministrativa al di fuori degli standard europei. Le prospettive di resttlement verso altri stati europei sono minime.

http://assembly.coe.int/nw/xml/XRef/X2H-Xref-ViewPDF.asp?FileID=20564&lang=en

 Qualcuno in Italia vorrebbe comunque seguire questo esempio e sostituire le navi militari con navi e rimorchiatori civili per operazioni di salvataggio ?

In Italia il ministro Gentiloni parla di intervento militare in Libia, "sotto l'egida ONU" però, e il sottosegretario Manzione propone la esternalizzazione del diritto di asilo in Niger ed in Mali.  Per Alfano il problema è la Libia. Ma quale Libia ?

http://www.askanews.it/top-10/gentiloni-isis-minaccia-le-nostre-coste-italia-pronta-a-combattere_711230915.htm

http://www.vita.it/it/article/2015/02/13/manzione-ne-mare-nostrum-ne-triton-la-soluzione-e-unaltra/129459/

http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2015/02/13/immigrazione-alfano-problema-e-libia_aa5d1afb-c532-44a8-a2d4-a720a58f39e7.html

http://www.notixweb.com/?p=16243

Peccato che in quei paesi, nuove frontiere europee ( ed americane), valga soltanto la Convenzione di Ginevra sui rifugiati del 1950 e che per arrivare in Europa sarebbero comunque necessari visti di ingresso. Senza concrere possibilità di reinsediamento in un paese europeo, si condannerrebero i profughi a vagare senza meta, in Africa, da uno stato ad un altro, in paesi sull'orlo della guerra civile o in mano alla dittatura, preda di ogni tipo di trafficanti, con un documento di identità rilasciato dalle Nazioni Unite, nella migliore delle ipotesi, ma alla mercè delle milizie armate e delle forze di polizia. Come avviene già in Marocco, in Algeria, in Tunisia ed in Egitto.

http://www.unhcr.org/pages/49e4860d6.html

Si deve ricordare ancora il fallimento del tentativo di esternalizzazione del diritto di asilo nel campo profughi di Sousha, al confine tra la Libia e la Tunisia, dal 2011 ad oggi. Gli ultimi richiedenti asilo denegati che avevano resistito al tentativo di sgombero del campo di Sousha sono finiti in carcere a Tunisi dopo essere stati malmenati, e gli stati dell'Unione Europea hanno fatto buon viso a cattivo gioco. Del resto la Tunisia, come l'Egitto e più recentemente la Turchia ad Oriente, collabora attivamente per bloccare le partenze  di migranti e tanto basta per stendere un velo di silenzio sulle gravi violazioni dei diritti umani dei migranti.

https://voiceofchoucha.wordpress.com/

http://www.fmreview.org/north-africa/valcarcel.html

http://www.migrationpolicycentre.eu/docs/Know-Reset-RR-2013-02.pdf

Occorre attivare al più presto la possibilità di ingresso in Italia, per motivi di protezione temporanea, in favore dei profughi che fuggono dalla Libia, senza eccezioni di sorta, un giovane Maliano o un ragazzo Gambiano, in questa situazione di conflitto armato generalizzato,  richiano la vita anche se cercano di ritornare in patria attraversando la Libia verso sud. A queste persone va riconsociuta la protezione temporanea prevista dall'art. 20 del Testo Unico sull'immigrazione n. 286 del 1998.
Articolo 20
Misure straordinarie di accoglienza per eventi eccezionali.
(Legge 6 marzo 1998, n. 40, art. 18)
1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, adottato d'intesa con i Ministri degli affari esteri, dell'interno, per la solidarietà sociale, e con gli altri Ministri eventualmente interessati, sono stabilite, nei limiti delle risorse preordinate allo scopo nell'ambito del Fondo di cui all'articolo 45, le misure di protezione temporanea da adottarsi, anche in deroga a disposizioni del presente testo unico, per rilevanti esigenze umanitarie, in occasione di conflitti, disastri naturali o altri eventi di particolare gravità in Paesi non appartenenti all'Unione Europea.
2. Il Presidente del Consiglio dei Ministri o un Ministro da lui delegato riferiscono annualmente al Parlamento sull'attuazione delle misure adottate.

A livello europeo va dichiarata la ricorrenza di un "esodo di massa dalla Libia" e dunque attivati gli strumenti di intervento e di accoglienza umanitaria previsti dalla Direttiva 2001/55/CE.

http://europa.eu/legislation_summaries/justice_freedom_security/free_movement_of_persons_asylum_immigration/l33124_it.htm

http://www.refworld.org/pdfid/514d78422.pdf

http://www.federalismi.it/nv14/articolo-documento.cfm?Artid=17991&content=Attuazione+della+direttiva+2001/55/CE+relativa+alla+concessione+della+protezione+temporanea+in+caso+di+afflusso+massiccio+di+sfollati+ed+alla+cooperazione+in+ambito+comunitario&content_author=

http://www.euroalter.com/2015/not-in-our-name-the-mediterranean-kills-again-over-eu-disagreement

Gli strumenti legislativi e le soluzioni operative ci sarebbero, manca la volontà politica degli stati che sono condizionati, per non dire ossessionati, dal continuo smottamento dell'opinione pubblica che  nella morsa della crisi vede negli ultimi arrivati, anche se sfollati e profughi di guerra, dei pericolosi concorrenti. Non si avverte però che, proprio questa cultura del respingimento e dell'esclusione, rischia di alimentare sentimenti profondi di frustrazione e di risentimento che, nei prossimi anni, se non decenni, potrebbero lacerare la convivenza ed accrescere il livello di violenza all'interno della nostra società. Con una spirale perversa di azioni repressive e di comportamenti devianti che potrebbero intaccare quello che rimane della democrazia.


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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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