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mercoledì 11 febbraio 2015

Strage continua nel Canale di Sicilia. Si aggrava il bilancio delle vittime, i morti sono centinaia. Occorre intervenire subito e sostituire Frontex con missioni di salvataggio e canali umanitari.


Si aggrava il bilancio delle vittime, come era ampiamente prevedibile da venerdì scorso, quando si era saputo che i gommoni salpati dalla Libia il giorno prima erano tre e non uno solo.  Addirittura i gommoni, secondo le ultime notizie riportate da La Stampa, sarebbero stati quattro, ed uno risulta del tutto disperso. In quei giorni il mare era molto agitato, poteva polverizzare corpi ed imbarcazioni. A bordo degli altri due gommoni i sopravvissuti erano pochssimi, tutti gli altri erano morti o dispersi in mare. E' bene che si sappia che in questo momento la Guardia costiera libica è insensistente, non può collaborare nei respingimenti, come ha fatto ai tempi di Maroni, ma non può neppure soccorrere naufraghi. Ed i migranti che arrivano dalla Libia, quando arrivano, portano sul corpo segni di  torture e violenze di ogni genere. Anche questo va ricordato tutti i giorni.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/immigrazione-naufragio-morti-gommoni-lampedusa-4f5800c6-f11b-44b7-8347-6c15b50568ae.html

http://agrigento.gds.it/2015/02/11/naufragio-al-largo-di-lampedusa-parlano-i-superstiti-oltre-200-morti-travolti-dalle-onde_310661/

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2015/02/11/news/strage_dei_migranti_a_lampedusa_trovati_altri_due_gommoni_si_temono_decine_di_dispersi-107017089/

Adesso non potranno attribuire più tutte le responsabilità ai soliti scafisti criminali. I criminali ci sono sicuramente, soprattutto a terra, nei paesi di transito e nei paesi di arrivo, spesso trafficanti collusi con le forze di polizia che controllano le frontiere,  ma questi criminali sono agevolati, se non prodotti, dalle politiche dell'Unione Europea e dalle prassi di polizia determinate dagli accordi bilaterali e dalle linee guida delle missioni di Frontex.

http://www.corriere.it/cronache/15_febbraio_10/sbarchi-linea-dura-viminale-interventi-solo-casi-gravi-nuovo-via-libera-missione-triton-646f7020-b0f0-11e4-9c01-b887ba5f55e9.shtml

Adesso è evidente che le navi di TRITON rimangono nei porti, o non si allontanano oltre 30 miglia dalla costa italiana e maltese, per sorvegliare i confini, come se a mare esistessero linee di frontiera. Nelle acque internazionali, al limite delle acque libiche, e poi ad est, sulla rotta dalla Turchia e dalla Grecia,  uomini, donne, bambini continuano e continueranno a morire.

http://frontex.europa.eu/assets/About_Frontex/Governance_documents/Work_programme/2015/PoW_2015_EN.pdf

Per oggi non rimane davvero nulla da aggiungere. Senza missioni di salvataggio e senza corridoi umanitari, attraverso la concessione di visti di ingresso per motivi umanitari, queste stragi si ripeteranno ancora, non basterà certo rinforzare le missioni di Frontex per sperare di ridurre le vittime. Che nessuno ripeta ancora che le navi che svolgono attività di salvataggio costituiscono un "fattore di attrazione". Questa posizione è stata utilizzata per ritirare le navi e gli aerei della missione Mare Nostrum, chi la ha sostenuta, in Italia ed in Europa, è obiettivamente responsabile delle vittime che siamo costretti a contare ancora oggi.

http://www.lastampa.it/2014/10/26/scienza/ambiente/inchiesta/con-la-fine-di-mare-nostrum-cinismo-senza-limiti-e-frontiere-sempre-pi-forti-7MruT2znEWQXQmsZkrfjHN/pagina.html

FRONTEX SI LAMENTAVA: TROPPI SALVATAGGI. 
ED ADESSO CHE DICONO ?

http://ilmanifesto.info/frontex-si-lamenta-troppi-salvataggi/

http://www.rivistaeuropae.eu/interview/manconi-pd-chiudere-mare-nostrum-triton-non-la-puo-sostituire/

http://www.istitutoeuroarabo.it/DM/da-mare-nostrum-a-triton/


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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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