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domenica 1 marzo 2015

Bergamo - Orio al Serio, tentativo di respingimento in aeroporto di un profugo siriano. Le norme e le prassi applicate negli aeroporti europei.



Giovedì 26 febbraio scorso un profugo siriano è stato illegittimamente fermato dalle autorità di polizia di frontiera presso l'Aeroporto di Orio Al Serio, malgrado fosse in in possesso di un regolare visto turistico rilasciato dalla Ambasciata italiana, e di una prenotazione alberghiera oltre a disporre di dispone di risorse economiche adeguate per l’ingresso in Italia. Lo stesso era quindi trattenuto negli uffici di polizia di frontiera, in attesa di un respingimento immediato verso l’aeroporto di provenienza, in un paese del Golfo Persico.


Solo il tempestivo intervento di una rete di attivisti, e quindi dell’avvocato Alessandra Ballerini e del Senatore Luigi Manconi, riuscivano a bloccare l’esecuzione del respingimento, mentre il profugo siriano poteva finalmente presentare una richiesta di protezione internazionale. Dopo l’iniziale diniego, da parte della polizia di frontiera, che il profugo siriano avesse espresso la volontà di chiedere asilo in Italia, la stessa polizia era costretta a prendere atto di una specifica richiesta in tal senso, e dunque doveva sospendere l’esecuzione della misura di allontanamento forzato. 

Come è noto, in base ai d.lgs 25/2008 artt. 6 e seg., d.lgs 159/08d.lgs 251/2007 artt. 3 e seg. la richiesta di protezione internazionale può essere presentata presso l’ufficio di polizia di frontiera al momento dell’ingresso o presso l’ufficio della Questura competente e una domanda non può essere respinta per il solo fatto di non essere stata presentata tempestivamente. Il richiedente protezione internazionale è autorizzato a permanere nel territorio dello Stato fino alla decisione della Commissione per il riconoscimento della protezione internazionale e il Prefetto può stabilire soltanto un luogo di residenza o un’area geografica dove il richiedente può circolare, ma non può emettere provvedimenti limitativi della libertà personale.


Questi i fatti. E non si è trattato certo di un caso isolato, perché di respingimenti immediati alle frontiere aeroportuali, come del resto alle frontiere portuali dell’Adriatico, se ne continuano ancora a verificare. Sarà dunque opportuna una breve riflessione sulla disciplina che vige nelle zone di transito internazionale degli aeroporti, anche al fine di evitare che in futuro questi episodi continuino a ripetersi. Di certo, se questo profugo siriano non fosse riuscito ad entrare in contatto con la rete di attivisti che ha poi chiamato l’avv. Ballerini ed il Senatore Manconi, sarebbe stato commesso un abuso grave ed irreparabile ai danni di una persona già duramente provata dalla guerra civile e dalla catastrofe umanitaria  che hanno sconvolto la Siria.





Era già successo nell’ottobre dello scorso anno, sempre dall’aeroporto di Orio al Serio ( Bergamo)




Le norme di diritto internazionale e le violazioni in cinque aeroporti europei




La posizione dell’UNHCR sui respingimenti immediati: garantire il diritto di asilo.




Le procedure per la richiesta di asilo negli aeroporti olandesi e le garanzie di difesa




Nello stesso sito altre info su procedure di asilo e detenzione dei richiedenti protezione internazionale negli altri paesi europei.




La condanna della Corte Europea dei diritti dell’Uomo per i respingimenti collettivi effettuati dall’Italia verso la Grecia.




Amnesty sulle gravi violazioni dei diritti umani nell’aeroporto di Atene e sugli effetti perversi del Regolamento Dublino, un rapporto del 2010


http://www.amnesty.eu/static/documents/2010/GreeceDublinIIReport.pdf

Ancora nel 2014 la situazione ad Atene rimaneva molto critica. Ed oggi ?
 
http://www.cronachediordinariorazzismo.org/tag/respingimenti/

Molti profughi siriani, dopo il blocco e gli arresti in Egitto, in Libia, e in altri paesi di transito tentano la via dell'ingresso attraverso gli aeroporti internazionali. Occorre che l'Europa assuma tutte le sue responsabilità in materia di accoglienza. Mentre in altri paesi sono stati accolti oltre tre milioni di siriani, in Europa lo scorso anno non ne sono arrivati neppure centomila. In fondo basterebbe applicare le norme già previste dalla legislazione europea in caso di "afflusso massiccio di profughi".

"L’arrivo di un numero sempre più consistente di profughi siriani in Europa ha ormai tutte le caratteristiche di un “afflusso massiccio di sfollati” . Per questo l’Unione Europea deve attivare gli strumenti ed i canali della protezione temporanea previsti dalla Direttiva 2001/55/CE, per decongestionare il sistema dell’asilo e consentire una mobilità secondaria nei diversi paesi UE senza sottostare ai ricatti dei trafficanti di terra. Una volta dotati di un documento provvisorio di soggiorno legale, e dunque della libertà di circolazione, i profughi dovranno avere riconosciuto il diritto di chiedere asilo dove hanno già legami familiari o sociali ed in paesi che abbiano sistemi di accoglienza che rispettino la dignità umana ed il diritto al ricongiungimento familiare". 

Aumentano gli sbarramenti per contenere l'arrivo di rifugiati in Europa, La Germania ripropone campi di raccolta nei paesi del Nordafrica, per fermare le persone prima che possano partire, come se le partenze fossero ancora scelte volontarie e non partenze forzate gestite dai trafficanti proprio grazie all'insipienza politica ed alle politiche di respingimento delle autorità europee.

 http://sputniknews.com/africa/20150227/1018839910.html#ixzz3T2ZARiV4

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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