Powered by Blogger.

Search

mercoledì 11 marzo 2015

Esternalizzazione delle procedure di asilo nei paesi di transito ? Che fine faranno coloro che saranno comunque denegati ? L'esperienza di Coucha in Tunisia insegna che la forma campo cancella la dignità umana.



Finora campi di raccolta per profughi in Africa hanno significato abbandono nel deserto e solo una modesta percentuale di possibilità reali di trasferimento in Europa. Anche chi ha ottenuto dall'UNHCR il riconoscimento di uno status di protezione non ha avuto i documenti di soggiorno per vivere legalmente in Tunisia, nè ha avuto documenti di viaggio, spesso queste persone hanno dovuto rischiare la vita, ritornare in Libia e tentare l'ingresso via mare verso la Sicilia. 

EN] Statement by Luigi Manconi, president of the Human Rights Commission of the Italian Senate:
I am glad to learn that the Minister (of Interiors) Angelino Alfano will present tomorrow at the meeting of EU MS Ministers of Interiors in Brussels a project for the opening, with UNHCR and IOM, of at least three spots for the regroupment of exiles in Niger, Sudan and Tunisia in order to allow to start there the procedures to ask asylum in Europe.
It seems that the Government finally supports the proposal made by the major of Lampedusa Giusi Nicolini after the tragedy of October 3 2013. A plan that foresees the creation of international spaces in transit countries to regroup exiles where the conditions allow it to start there the procedures to ask for humanitarian protection. These "spaces" should be set in place by the EU, together with international humanitarian organisations, for two main reasons: avoid the crossings of the Mediterranean and the related risks and distribute asylum seekers all around Europe according to balances reception quotas.
This plan would help protecting both the right to life and to asylum.

[FR] Déclaration de Luigi Manconi, president de la Commission Droits Humains du Senat italien:
Je suis content d'apprendre que le Ministre (de l'Intérieur) Angelino Alfano compte présenter demain à la réunion des ministres de l'intérieur de l'UE à Bruxelles un projet d'ouverture, avec le HCR et l'OIM, d'au moins trois points de regroupement des exilés au Niger, au Soudan et en Tunisie. Et ce afin de permettre d'initier des procédures de demandes d'asile en Europe.
Le Gouvernement semble accueillir finalement la proposition avancée par le maire de Lampedusa Giusi Nicolini suite à la tragédie du 3 octobre 2013. Un plan qui prévoit la création de lieux internationaux dans les pays de transit pour y regrouper, là où les conditions le permettent, les éxiles et leur permettre d'initier de là-bas des procedures de demande de protection humanitaire. Ces "espaces" seraient mis en place par l'UE, avec les organisations humanitaires internationales, pour deux raisons principales: éviter les passages en Méditerranée et les risques qu'ils comportent et distribuer les demandeurs d'asile sur le territoire européen sur la base de quota équilibrées d'accueil.
Ce plain permettrait de protéger à la fois le droit à la vie et à l'asile.


[IT]

Manconi: Sì ai centri di accoglienza in Africa e all'ammissione umanitaria

"Apprendo con soddisfazione che il ministro Angelino Alfano presenterà domani a Bruxelles alla riunione dei ministri dell'Interno dell'Unione europea un progetto per l'apertura, con l'Unhcr e l'Oim, di almeno tre punti di raccolta dei profughi in Niger, Sudan e Tunisia. Ciò al fine di permettere l'avvio della la procedura per il riconoscimento dell'asilo in Europa". 
E' quanto afferma il senatore del Partito Democratico Luigi Manconi, presidente della Commissione Diritti Umani a Palazzo Madama. 
"Il Governo sembra accogliere così, finalmente, la proposta elaborata insieme al sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini - sottolinea Manconi - all'indomani della strage del 3 ottobre 2013. Un piano che prevede la realizzazione di presidi internazionali nei Paesi di transito e di raccolta dei profughi, dove le condizioni lo permettono, per avviare la procedura di concessione di protezione umanitaria. I presidi andrebbero realizzati dalla UE, d'intesa con le organizzazioni umanitarie internazionali tenendo presenti due finalità essenziali: evitare l’attraversamento illegale del Mediterraneo, con i rischi che comporta, e distribuire i richiedenti asilo in Europa secondo quote equilibrate di accoglienza". "Il piano del Governo va nella giusta direzione: ovvero quella di tutelare e garantire il diritto alla vita e il diritto all'asilo" conclude l'esponente pd. - See more at:

 Non sarei tanto ottimista, vorrei soltanto ricordare l'esperienza del campo di accoglienza di Coucha in Tunisia. Occorre garantire un esame delle domande svincolato dalle rigide regole della Convenzione di Ginevra, in Africa non valgono le direttive sulla protezione internazionale adottate dall'Unione Europea. I dinieghi sarebbero una valanga, anche perché l'Unione europea nel suo complesso non sembra disposta ad attivare le misure previste dalla Direttiva 2001/55/CE sulla protezione temporanea.


Occorrerebbe fare proposte per l'ammissione per motivi umanitari nei diversi stati europei attraverso visti di ingresso da rilasciare presso consolati ed ambasciate. la forma campo mi riporta all'idea di trattenimento, di blocco e di respingimento, destino che sicuramente incomberebbe sui tanti che sarebbero denegati. Magari per finire in carcere, come è successo per coloro che hanno ricevuto un diniego nel campo UNHCR di Coucha in Tunisia. Dove non esistono mezzi di ricorso effettivo, e si parla di Tunisia, immaginiamo quali mezzi di ricorso ci sarebbero in Niger o in Sudan...

Comunque, se si potrà discutere e fare uscire le istituzioni europee al di fuori della logica dei comitati e dei gruppi segreti di "esperti", tanto meglio.

https://voiceofchoucha.wordpress.com/

https://www.youtube.com/watch?v=mEN4a7tQf2U

http://www.acrossthesea.net/2014/04/choucha-camp/

http://amisnet.org/agenzia/2014/10/07/stop-choucha-camp-eviction/

Intanto qualcosa si muove per i siriani che sono intrappolati nei paesi di transito. Ma ci stanno pensando le Nazioni Unite, non l'Unione Europea, che pensa a trattare con i dittatori, secondo il processo di Khartoum, avviato durante nel 2014 durante il semestre italiano di presidenza europea.

http://m.agi.it/en/world/news/un_plans_to_resettle_syrian_refugees_in_northern_europe-201503111924-cro-inw0005#.VQC1wVJ0xsd


0 commenti:

Posta un commento

Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


Diritti sotto sequestro