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martedì 3 marzo 2015

Le inchieste giornalistiche e le indagini giudiziarie non scalfiscono il sistema di accoglienza italiano. Centri allo sbando e reazioni velenose degli enti gestori.Interventi della polizia. In mezzo, migranti in stato di abbandono.


http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2015/03/05/immigrazione-cantone-invia-a-pm-atti-su-appalto-cara-mineo_913c8998-fa42-45e6-9e8d-9ae6617991b7.html

Ormai gli allarmi giungono da tutta Italia. Ne scrivono i giornali, ma lo confermano i migranti, con testimonianze inconfutabili.

Da Salemi in provincia di Trapani

http://www.tp24.it/2015/02/19/cronaca/salemi-scoppia-la-protesta-di-profughi-africani-asserragliati-nel-centro-daccoglienza-villa-mokarta/89449

e da Agrigento

http://www.agrigentonotizie.it/cronaca/video-protesta-migranti-agrigento-2-marzo-2015.html

e da Caltanissetta, Pian del lago

http://www.agi.it/palermo/notizie/immigrati_richiedenti_asilo_bloccano_accesso_cara_caltanissetta-201501131350-cro-rt10101

e Mascalucia in provincia di Catania

http://ennapress.it/mascalucia-proteste-al-centro-di-prima-accoglienza-la-madonnina.html

a Crotone

http://en.closethecamps.org/2015/01/27/italy-it-cronache-di-ordinario-razzismo-crotone-the-asylum-seekers-protest-stay-without-answer/

a Roma

http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/02/17/foto/rifugiati_la_protesta_degli_espulsi_dal_centro_di_accoglienza_sotto_la_prefettura-107535830/1/#1

http://www.fieradellest.it/ponte-di-nona-il-calvario-degli-espulsi-dal-centro-daccoglienza/

a Udine

http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2015/02/03/news/alla-casa-dell-immacolata-intervento-dei-carabinieri-per-sedare-la-protesta-di-un-gruppo-di-nordafricani-1.10793946

A Crema

http://www.ilgiornale.it/news/protesta-dei-profughi-caritas-dateci-soldi-non-cibo-e-1099119.html

la reazione del COISP, sindacato di polizia

http://www.gazzettadinapoli.it/2015/02/28/immigrazione-dura-protesta-coisp-dopo-i-fatti-crema/

 L'intero sistema di accoglienza italiano è allo sbando e la regola dell'omertà che qualcuno vorrebbe imporre, magari con il ricatto sui lavoratori, che vengono usati come scudo rispetto alle indagini giornalistiche ed alle inchieste giudiziarie, si riconferma con qualche velata minaccia, ma non riesce più a coprire la realtà quotidiana che scontano sulla pelle tanto i migranti quanto gli operatori onesti. Sempre più spesso la cattiva accoglienza, dopo le inevitabili proteste, sfocia in disordini e tutto diventa soltanto un problema di ordine pubblico. Uno schema che ormai si ripete sempre più spesso.

http://www.foggiatoday.it/cronaca/scontri-cara-borgo-mezzanone-migranti-polizia.html

http://hurriya.noblogs.org/post/2015/03/02/morti-denunce-arresti-ed-espulsioni-ma-nei-centri-di-accoglienza-continuano-le-lotte/

Non si può, e non si deve generalizzare, esistono sicuramente operatori onesti, e strutture che con grandi sacrifici portano avanti progetti di accoglienza credibili i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ma purtroppo ne esistono tanti altri, soprattutto quelli di dimesioni più grandi, che ormai costituiscono un vero e proprio sistema oligopolistico, in grado di pilotare anche le attività di controllo, magari di conoscerle in anticipo, un sistema che è strettamente collegato con gli enti locali e con i gangli decisionali che negli uffici, anche a Roma, garantiscono una totale copertura.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/04/lampedusa-riapre-il-centro-migranti-a-dirigerlo-il-suocero-del-fratello-di-alfano/1143347/

Mentre  le strutture più piccole sono di fronte a difficoltà gestionali insormontabili per i ritardi nelle procedure di pagamento, i gruppi economicamente più forti dettano legge, potendo gestire flussi finanziari imponenti, potendo anticipare e spostare grandi liquidità, da un progetto ad un'altro, e potendo anche avvalersi di un reclutamento del personale talmente massiccio che arriva a condizionare persino i risultati elettorali ed incide pesantemente sulla vita amministrativa degli enti locali. Ogni volta che un inchiesta punta più a fondo, viene subito agitato lo spauracchio del licenziamento di decine e decine di lavoratori, come se la condizione normale per il mantenimento del loro posto di lavoro fosse il riserbo, se non l'omertà più assoluta, su quanto avviene all'interno dei centri.  Poi, non appena si riesce a parlare in libertà con i migranti, innanzitutto, e quindi con gli operatori, quando magari sono stati già licenziati e non sono più ricattabili, vengono fuori tutti gli abusi e le inadempienze che caratterizzano molti centri di accoglienza, siano essi Centri di prima accoglienza e soccorso, Cara o Centri dello SPRAR (Servizio per la protezione dei richiedenti asilo e dei rifugiati)

http://www.messinaora.it/notizia/2015/02/28/leuroparlamentare-eleonora-forenza-laltra-europa-con-tsipras-tra-le-tende-del-palanebiolo-corridoi-umanitari-unica-soluzione/56959

http://www.tempostretto.it/news/palanebiolo-piove-campo-allaga-europarlamentare-eleonora-forenza-tendopoli-chiusa.html

L'inchiesta "Mafia Capitale" ha svelato finora solo la punta dell'iceberg, ma altre inchieste continuano ad approfondire, ogni giorno, in tutta Italia, le opacità e le inefficienze dei centri di accoglienza variamente denominati nei quali decine di migliaia di migranti attendono ormai da oltre un anno, mediamente, una risposta sulla loro domanda di protezione.

http://www.dinamopress.it/news/mafia-capitale-lo-scandalo-sulla-pelle-dei-migranti

http://www.newsicilia.it/cronaca/gli-immigrati-rendono-droga-scandalo-romano-lambisce-cara-mineo/36786

 E presto altre migliaia di migranti potrebbero arrivare per effetto dell'aggravamento della crisi libica e delle migliori condizioni meteo. Di fronte a loro, in molti, in troppi casi,  un muro, una frontiera per molti invalicabile, fatta di incomprensione, di mancanza di mediazione e di professionalità, di assistenza sanitaria  e psicologica carente, che pure sarebbero imposte dallo schema tipo di convenzione indicato dal Ministero alle prefetture, ma su cui nessuno svolge una effettiva attività di controllo. E quando arrivano i controlli, come nel caso di qualche visita di funzionari di Frontex, o di esponenti del ministero dell'interno, c'è tutto il tempo per fare apparire tutto in ordine. Quando un parlamentare o un giornalista dicono davvero quello che vedono, diventano immediatamente bersaglio di critiche velenose, con proteste che raggiungono i mezzi di informazione con segnali che, in territori ben determinati, non possono essere certo equivocati.

http://www.lasciatecientrare.it/j25/italia/news-italia/134-interrogazione-parlamentare-e-report-visita-al-cara-cie-cda-sant0anna-di-isola-capo-rizzuto

 http://espresso.repubblica.it/attualita/2015/02/26/news/gestione-dei-centri-di-accoglienza-l-impero-della-misericordia-da-isola-capo-rizzuto-a-lampedusa-1.201451

http://espresso.repubblica.it/attualita/2015/03/02/news/l-inchiesta-scomoda-sulle-misericordie-fa-sparire-l-espresso-dalle-edicole-1.201947

https://isolacaporizzuto.wordpress.com/

http://www.zappingrivista.it/primo/articolo.php?nn=10113

E' una situazione insostenibile di cui l'Italia sarà presto chiamata a rendere conto all'Unione Europea.
Non basta chiedere finanziamenti europei, occorre prima dimostrare che i soldi spesi in materia di accoglienza sono stati spesi bene ed in linea con i criteri di trasparenza ed efficienza imposti a livello europeo, oltre che dalle normative interne.

Va dunque avviata al più presto l'attività della Commissione parlamentare d'inchiesta sui centri per stranieri ( non solo CIE dunque, ma su tutti i principali centri di accoglienza) e gli enti locali devono promuovere in concorso con associazioni indipendenti, non coinvolte nella gestione dei centri, sistemi di monitoraggio su base regionale, collaborando con la magistratura e con gli organi di controllo contabile. Il Servizio centrale deve svolgere controlli più rigorosi sui centri SPRAR, ma anche i comuni dovrebbero essere in prima liena nella verifica delle condizioni richieste dalla legge e dalle Convenzioni per l'accreditamento e il funzionamento dei centri.

I tempi dell'accoglienza vanno drasticamente ridotti, altrimenti si alimentano solo i guadagni di chi ha tutto l'interesse ad avere sempre pieni i propri centri. Le Commissioni territoriali devono procedere su base individuale ed in tempi certi, senza produrre dinieghi di massa, come sta avvenendo in questi ultimi tempi. Gli uffici stranieri dele questure vanno rinforzati, per abbreviare i passaggi burocratici, anche mesi per la notifica di una decisione della Commissione. Si massacrano le legittime aspettative di futuro dei tanti  migranti confinati anche per anni, in luoghi inaccoglienti, nei quali possono trovare come alternativa solo lo sfruttamento lavorativo, senza orientamento legale e senza nessuna possibilità di formarsi e di intraprendere percorsi di autonomia.

Occorre attivare gli strumenti previsti dall'art. 20 del Testo Unico sull'immigrazione, e dalla Direttiva sull'afflusso massiccio di sfollati 2001/55/CE, con il riconoscimento immediato di un permesso di soggiorno per protezione temporanea o per protezione umanitaria a tutti coloro che sono transitati dalla Libia dopo avervi passato mesi, se non anni, nei quali hanno subito ogni tipo di violenza.

http://catania.livesicilia.it/2015/03/02/cara-ispezione-della-deputata-forenza-attese-interminabili-e-stanze-sovraffollate_330968/

Anche per i siriani, che ormai giungono prevalentemente da altri paesi, vanno trovate forme immediate di protezione temporanea che garantisca immediatamente uno status legale e una possibilità di circolazione verso altri paesi europei, fatta salva sempre la possibilità di presentare una domanda di protezione internazionale.

Se l'Italia riuscirà a mettere ordine ed a garantire legalità nel proprio sistema di accoglienza si potrebbero aprire spazi di negoziazione sul Regolamento Dublino e sulla possibilità di aprire canali umanitari versi altri paesi europei che allo stato rimangono preclusi, con migliaia di ritrasferimenti Dublino eseguiti da altri stati europei verso l'Italia. Ritrasferimenti forzati eseguiti verso un paese che dimostra, ogni giorno, di non essere un "paese sicuro per richiedenti asilo".


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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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