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giovedì 5 marzo 2015

Mentre a Bruxelles si confermano politiche di guerra contro i migranti si aggrava il bilancio delle vittime. Altri "migranti illegali" recuperati dalla Tunisia. Che fine faranno? Interviene l'OIM.



Mentre a Bruxelles si decidono politiche di sbarramento e di "contrasto dell'immigrazione illegale" e si propongono accordi con le peggiori dittature,  in assenza di qualsiasi effettiva possibilità di ingresso legale, negato persino ai profughi siriani, nel Canale di Sicilia si aggrava il bilancio delle vittime.

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-15-4545_it.htm

http://www.ansamed.info/ansamed/en/news/sections/politics/2015/03/04/mediterranean-more-migrant-deaths-arrivals-stir-emotions_a727c351-2808-4fed-81cb-ba1665316f39.html

ROMA. "Sarebbero almeno 50 e non 10 le vittime del naufragio dell'altro ieri nel canale di Sicilia": lo afferma Flavio Di Giacomo, portavoce dell'Oim in Italia. Il dato emerge dalle testimonianze dei sopravvissuti. I 150 migranti coinvolti nell'incidente erano a bordo di un'imbarcazione che si è ribaltata poco prima dell'arrivo dei soccorritori.

http://gds.it/2015/03/05/i-dieci-corpi-recuperati-nel-canale-di-sicilia-allappello-mancherebbero-altri-40-migranti_322319/

http://siracusa.gds.it/2015/03/05/oltre-300-profughi-arrivati-ad-augusta-le-immagini-dello-sbarco-il-video_322048/

In soli due giorni la Guardia Costiera italiana ha recuperato oltre 1000 persone. Le partenze continuano, malgrado le pessime condizioni meteomarine perchè i migranti sono venduti da trafficanti senza scrupoli, collusi con le milizie armate, e poi costretti a partire in qualsiasi condizione di tempo. Non si tratta certo di fattori attrattivi derivanti da missioni di soccorso che ormai sono state sospese. I razzisti di casa nostra se ne facciano una ragione.

http://www.theguardian.com/world/2015/mar/04/italy-rescues-10000-refugees-from-mediterranean-over-two-days 

 Intanto la Marina militare tunisina recupera altre 87 persone, partite probabilmente dalla zona di Zuwara in Libia martedì scorso, e li riporta indietro. Verranno considerati come "migranti illegali", per qualcuno potrebbe esserci anche qualche giorno di carcere, nessuna possibilità di chiedere asilo, di ottenere un visto o di essere trasferito in Europa. Gli ultimi salvataggi prima dell'arrivo della tempesta più terribile di tutto l'inverno, si prevedono venti sino a forza 11 ed onde alte più di otto metri. Nessuna speranza per quelle persone che dovvessero essere costrette a partire in questi giorni.

http://www.aa.com.tr/en/rss/473571--tunisia-rescues-81-illegal-african-migrants 

http://www.middle-east-online.com/english/?id=70411 


Queste 87 persone, recuperate dalla Marina militare tunisina, tra martedì e mercoledì, nelle acque di confine tra Libia e Tunisia, sono state prese in carico dall'OIM ( Organizzazione internazionali delle migrazioni). Ma non si vede alcuna possibilità di un loro trasferimento in Europa. Semmai a qualcuno di loro sarà proposto il "rimpatrio assistito", ma chi ha venduto tutto, o ha indebitato la famiglia prima di partire, preferirà ancora una volta potrebbe preferire di rischiare la vita in mare. Canali legali di ingresso l'Europa non ne apre, neppure per potenziali richiedenti asilo o per persone che fuggono da un inferno chiamato Libia.

http://reliefweb.int/report/italy/iom-staff-tunisia-italy-deploy-aid-mediterranean-migrants-amid-reports-more-deaths-sea 







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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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