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domenica 19 aprile 2015

Centinaia di morti e dispersi 120 miglia a sud di Lampedusa. L'Europa degli indifferenti rimane a guardare,occorre una missione di salvataggio gestita dalle Nazioni Unite. Basta con la criminalizzazione dei migranti e di chi li assiste.




L'Europa delle banche e dell'indifferenza, l'Europa degli egoismi nazionali e delle paure, l'Europa che criminalizza i migranti e chi li assiste, continua a rimanere inerte di fronte ad una serie ormai inarrestabile di tragedie.

http://www.timesofmalta.com/articles/view/20150419/local/new-migrants-emergency-as-boat-with-650-on-board-capsizes.564511

Secondo il "Times of Malta" ci sarebbero altre centinaia di morti 120 miglia a sud di Lampedusa, ma altre fonti riferiscono di cadaveri in acque libiche, dopo il tentativo fallito di soccorso portato da una nave mercantile. Quando mancano navi di soccorso non rimane che affidarsi alle navi mercantili che incrociano nella zona dalla quale proviene la chiamata di soccorso, ma queste navi hanno murate altissime, non hanno mezzi idonei al salvataggio di un numero elevato di naufraghi a mare, e le tragedie, come i ribaltamenti improvvisi, si verificano spesso proprio sotto bordo, quando la salvezza appare ormai vicina.

Le prime ricostruzioni ufficiali appaiono contraddittorie, sia sull'orario che sulle modalità del ribaltamento dell'imbarcazione. Questa la rotta e le soste della nave portoghese che ha raccolto gli unici naufraghi sopravvissuti. Sarebbe importante ascoltare le loro voci e non piegare le ragioni della verità alla ragione di stato. 

https://www.marinetraffic.com/it/ais/index/itineraries/all/shipid:300102/mmsi:255805561/shipname:KING%20JACOB

 https://www.marinetraffic.com/it/ais/home/oldshipid:300102/oldmmsi:255805561/olddate:2015-04-19%2012%3A16%3A00/zoom:9

Per l'agenzia ANSA i morti potrebbero essere anche 700, altissimo il rischio che l'opinione pubblica si abitui a questo genocidio quotidiano. I colpevoli non sono solo i trafficanti, sono tra noi. Sono tutti quelli che ci passano accanto ed alzano le spalle oppure girano la testa da un altra parte, come succedeva proprio ieri sera in una piazza centrale di Palermo mentre si distibuivano volantini e fiori per commemorare le vittime di quella che era, al momento, l'ultima strage. I 400 morti e dispersi di mercoledì scorso. Chi non protesta, chi non si impegna contro queste politiche di morte, chi sostiene e vota governi che decidono di bloccare le frontiere ed alimentano guerre tra poveri, insicurezza e paure di ogni genere, è corresponsabile.

http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2015/04/19/immigrazione-naufragio-di-migranti-nel-canale-di-sicilia-700-morti_0f62df22-f4be-4bab-b532-aad542e04d5c.html

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Naufragio-Canale-Sicilia-si-temono-circa-700-morti-faa13f22-69e8-4a2a-8a3b-e0f80a40e788.html

 L'allarme dato dal peschereccio risalirebbe a ieri, il soccorso era stato affidato ad un mercantile dalla Centrale operativa di Roma. Più di un terzo degli interventi di soccorso in questi ultimi mesi sono stati apportati da navi mercantili come petroliere e cargo. Non risultano interventi di soccorso da parte delle unità militari italiane coinvolte nell'operazione Mare Sicuro al largo della costa libica, nè da parte dei numerosi mezzi militari che incrociano in quelle acque con funzioni antiterrorismo. Gaffe del portavoce della Guardia costiera italiana che a Rai News 24 afferma che il naufragio è accaduto settanta miglia a nord della costa libica, "in acque libiche". Comprensione per la stanchezza, avrà sbagliato, forse voleva dire in zona SAR libica, un errore come può succedere in casi di forte pressione, ma 70 miglia a nord della costa libica sono acque internazionali al limite della zona SAR (ricerca e salvataggio) maltese.

http://video.repubblica.it/dossier/emergenza-lampedusa-2010/il-risiko-dei-mari-le-zone-sar-italiana-e-maltese-a-confronto/65689/64232

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Naufragio-Canale-Sicilia-si-temono-circa-700-morti-faa13f22-69e8-4a2a-8a3b-e0f80a40e788.html

Poi in serata la notizia che il peschereccio era egiziano e che avrebbe caricato i migranti in Libia a Zuwaram non lontanto dunque dal confine con la Tunisia.

Non ci credo, il peschereccio era sicuramente egiziano, ne sono arrivati decine come quello, mai uno simile dalla Libia, non può essere partito da Zuwara, il naufragio è avvenuto sulla rotta tra Misurata che è molto più ad est e Malta. Le carte di Marine Traffic Control parlano chiaro e lo riconosce la stessa Marina italiana. 

Hanno fatto vedere la mappa anche su RAI NEWS 24, i mezzi di soccorso erano tutti chiaramente 70 miglia a nord di Misurata sulla rotta per Malta, però adesso scrivono:

“Il peschereccio era partito dall'Egitto per caricare i migranti a Zuara, in Libia”.

NON CI CREDO, IL PESCHERECCIO NON POTEVA ANDARE A ZONZO DA EST AD OVEST E POI DA OVEST DI NUOVO AD EST.

LASCIAMO RACCONTARE QUELLO CHE E’ DAVVERO ACCADUTO, LIBERAMENTE, ASCOLTANDO I SUPERSTITI PIUTTOSTO CHE SEGREGARLI A MALTA O A CATANIA

#lasciamoliraccontare

Questo l’articolo completo



Era successo già lo scorso anno, quando era attiva la missione militare-umanitaria Mare Nostrum, l'intervento di salvataggio delegato a mezzi commerciali, ma si era trattato di episodi isolati, in generale itervenivano in prima battuta i mezzi militari italiani specificamente destinati al salvataggio, poi qualcuno a Bruxelles e nelle capitali europee aveva criticato la Marina Italiana e l'Italia perchè salvava troppi migranti, che poi si trasferivano verso il nordeuropa.

 Questo era successo lo scorso anno, quando un gommone si era ribaltato proprio sottobordo una nave commerciale durante un tentativo di soccorso. Ed il mare era liscio come l'olio. Ma le fiancate della nave troppo alte e la scaletta laterale (biscaglina) troppo piccola per fare salire ordinatamente a bordo tutte le persone. Gli appelli per non sospendere la missione Mare Nostrum non erano serviti a niente. Per l'Unione Europea la missione italiana svolgeva una funzione di attrazione per i migranti che fuggivano dalla Libia. Occorreva sostituirla con Triton di Frontex per proteggere i confini europei e la sicurezza nazionale. Ed adesso che cosa diranno a Bruxelles e nelle capitali europee ? Domani un vertice europeo, altre parole, altre proposte di esternalizzazione del diritto di asilo ? Altre proposte di collaborazione con le dittature dei paesi dai quali fuggono i migranti ? Nessuna disponibilità ancora ad una vera missione internazionale di salvataggio in mare, però senza interventi militari a terra ? O riproporranno ancora il blocco navale e le azioni mirate degli incursori sbarcati in Libia dagli elicotteri?

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Naufragio-migranti-Mogherini-Inaccettabile-L-Ue-affronti-queste-tragedie-senza-indugio-domani-riunione-urgente-514abac0-7c33-49ad-b04d-9d2d817f0d79.html

Senza indugio ? E in un anno le istituzioni europee ed i singoli stati dell'Unione che cosa hanno fatto, se non trattare con i peggiori dittatori nel processo di Khartoum,  armare missioni di respingimento, come i voli congiunti di Frontex  ed abbandonare i profughi sulle strade, costrettia alla clandestiità dal Regolamento Dublino III ? Gli allarmi che erano stati per tempo, anche dal Papa, nel luglio del 2013, da Lampedusa, e poi ancora lo scorso anno, dal sindaco Nicolini, sono rimasti del tutto inascoltati.

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2014/06/14/news/immigrazione_l_allarme_del_sindaco_di_lampedusa_nuova_tragedia_in_mare-88933391/

 Adesso questi politici e questi militari che hanno voluto interrompere una missione di salvataggio per sostituirla con una missione Frontex che mostra ogni giorno di più la sua inadeguatezza ( i famosi 24 paesi UE che vi contribuirebbero in realtà contribuiscono " a rotazione" ed a mare non ci sono più di due o tre navi e qualche aereo su base mensile) dovranno rendere conto delle proprie decisioni.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/19/naufragio-migranti-mediterraneo-come-campo-di-sterminio-risponda-lonu-in-maniera-globale/1604812/

L'opinione pubblica non può continuare ad essere depistata con cadaveri dati in pasto agli squali e con guerre di religione, o peggio con allarmi sull'arrivo di terroristi via mare o su sequestri di pescatori in alto mare.

http://www.hfw.com/Safety-at-sea

La vita umana dovrebbe essere per tutti un valore primario e non dovrebbe essere cancellata dai ricorrenti tentativi di strumentalizzazione a fini elettorali che stiamo subendo in questi giorni. Forse qualcuno vorrebbe anche che si sparasse direttamente sui barconi dei migranti, come hanno fatto le autorità turche. L'Italia e l'Unione Europea hanno pure ringraziato i turchi per l'efficineza della loro azione di contrasto. Il Mediterraneo è tutto un gigantesco cimitero marino.

http://www.euronews.com/2015/03/13/turkish-coastguard-opens-fire-to-stop-syrian-migrant-ship/


http://www.aljazeera.com/news/2015/03/turkish-coastguard-opens-fire-refugee-ship-150313132606769.html

http://www.hurriyetdailynews.com/hundreds-of-migrants-captured-off-gallipoli-as-italy-thanks-turkey-for-efforts.aspx?pageID=238&nID=79631&NewsCatID=341


E' inutile continuare ad attendere l'intervento dell'Unione Europea, anche se occorre continuare a chiedere una missione di salvataggio in mare, l'apertura di canali umanitari e la revisione del regolamento Dublino III.

L'Unione Europea non farà nulla per salvare vite umane, ed il carico sull'Italia è ormai insostenibile.

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-15-4545_fr.htm

http://mobile.tgcom24.it/checkexistpage.shtml?%2Fmondo%2Fue-triton-non-sara-rafforzata-_2106480-201502a.shtml

Le esigenze della sicurezza stanno prevalendo ancora una volta sull'esigenza di salvare vite umane.

http://www.ilsitodipalermo.it/content/760-attacco-tunisi-nel-canale-di-sicilia-navi-droni-e-incursori-mare-sicuro

http://www.ilquotidianoitaliano.it/esteri/2015/03/news/mare-sicuro-no-petrolio-sicuro-senza-passare-dal-parlamento-180987.html/

L'Italia si avvia verso un intervento armato in Libia, senza il coinvolgimento del Parlamento, nella più totale ignoranza dell'opinione pubblica. Ma non vede chi non vuol vedere. Si pagano ancora gli errori in politica estera dei governi precedenti quando dopo la caduta di Gheddafi si pensava che fosse possibile stringere accordi con le autorità libiche per fermare le partenze dei migranti, senza garantire nessuna alternativa di ingresso legale protetto in Europa o in altri paesi del mondo. Oggi qualcuno vorrebbe ripetere quel tragico errore, le ultime dichiarazioni di Renzi, Poletti e Gentiloni vanno nella stessa direzione dei protocolli d'intesa firmati a Tripoli dal ministro dell'interno Cancellieri ai tempi del governo Monti nel 2012. L'esperienza evidentemente non ha insegnato nulla. Anzi si profila pure l'ipotesi dell'intervento militare "mirato" affidato ad incursori, come già stanno facendo i francesi ai confini meridionali della Libia con il Niger. E in mare l'operazione militare ( e basta) "Mare Sicuro" dovrebbe garantire la sicurezza rispetto agli assalti dei terroristi, o presunti tali.

http://www.stranieriinitalia.it/attualita-italia-libia._il_testo_del_nuovo_accordo_sull_immigrazione_15386.html

http://rt.com/news/250793-italy-refugees-libya-airstrikes-isis/

http://www.voanews.com/media/video/overwhelmed-midgrants-italy-military-action-stabilize-libya/2724082.html

La tesi del tentato sequestro del peschereccio mazarese da parte di un mezzo libico, propugnata dal ministro della difesa Pinotti non convince affatto. Si vuole creare un clima di ulteriore allarme.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/peschereccio-Airone-rientrato-Mazara-tesi-tentato-sequestro-non-convince-7a80db2a-662b-482a-beda-9b8907e34a5a.html

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Libia-peschereccio-italiano-sequestrato-Il-comune-di-Misurata-Da-Italia-atto-di-pirateria-866aceb2-c6b9-49c1-b57d-9feb28316252.html

 Occorre una missione delle Nazioni Unite, ed una decisione che superi il livello ( meschino) europeo per riconoscere a tutti i migranti intrappolati ed abusati in Libia corridoi umanitari e visti di ingresso verso paesi che ancora riconoscano i valori universali della solidarietà e dell'accoglienza.

http://www.repubblica.it/solidarieta/profughi/2015/04/17/news/saviano-112182362/?ref=HREC1-13

http://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/litalia-e-leuropa-reagiscano-subito-per-fermare-la-tragedia-dei-morti-nel-mar-mediterraneo/

  Serve un Mare Nostrum europeo per fermare lo scandalo delle morti in mare. Ma arriverà mai ?

http://barbara-spinelli.it/2015/04/15/serve-un-mare-nostrum-europeo-per-fermare-lo-scandalo-delle-morti-in-mare/

Lettera di venticinque eurodeputati ai commissari europei Avramopoulos, Mogherini e Timmermans
Bruxelles, 14 aprile 2015
Egregi Commissario Avramopoulos, Commissario Mogherini, Commissario Timmermans,
si teme che circa 400 migranti in fuga dalla Libia siano annegati dopo che il natante su cui erano imbarcati si è capovolto nel Mediterraneo, secondo quanto riferito dai sopravvissuti a un’organizzazione umanitaria:[1] una nuova tragedia che si dispiega sotto i nostri occhi, dopo la catastrofe di Lampedusa del 2013.
Abbiamo avuto notizia di migliaia di persone a bordo di almeno dieci natanti in condizione di pericolo al largo delle coste libiche.[2] Su quasi tutte le imbarcazioni ci sarebbero bambini e donne, di cui alcune in stato di gravidanza.[3]
Le autorità italiane hanno comunicato che circa 8500 migranti sono stati soccorsi in mare tra venerdì e domenica. La maggior parte delle operazioni sono condotte dall’Italia in acque internazionali, mentre l’operazione europea Triton continua a pattugliare l’area di trenta miglia dalle coste italiane, “lontano dalla zona dove le barche in pericolo necessitano aiuto”.[4]
Lo scorso febbraio, l’Alto commissario per i Rifugiati António Guterres, riferendosi alla morte di almeno trecento persone che tentavano di raggiungere l’Europa dalla Libia, ha detto: “Non c’è più alcun dubbio […] che l’operazione europea Triton sia un rimpiazzo del tutto inadeguato dell’operazione italiana Mare nostrum”. “L’obiettivo deve essere quello di salvare vite. Abbiamo bisogno di una robusta operazione di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo centrale, non di un mero pattugliamento dei confini”.[5]
Similmente, il segretario generale del Consiglio europeo per i rifugiati ed esiliati (Ucre) Michael Diedring ha affermato che “se non verrà messa in campo un’iniziativa europea di search and rescue dotata di risorse significative, sempre più persone moriranno nel tentativo di raggiungere le nostre coste”.[6]
Di fatto, oggi sono già annegati nove richiedenti asilo, in un naufragio a 80 miglia dalle coste libanesi.[7]
Con il migliorare delle condizioni atmosferiche e marittime, le milizie e i trafficanti intensificheranno le partenze, mettendo migranti e richiedenti asilo a rischio di perdere la vita nel tentativo di raggiungere le coste europee.[8] L’attuale situazione di emergenza continuerà a peggiorare. Nel frattempo, non una delle quattro aree che la Commissione europea ha enucleato per la prossima Agenda per la migrazione (attesa per maggio) affronta la necessità di concrete operazioni di search and rescue nel Mediterraneo.
Sosteniamo la petizione di Amnesty International,[9] che chiede di:
  • rafforzare le operazioni di search and rescue nel Mediterraneo e nell’Egeo, con uno sforzo congiunto che coinvolga gli Stati membri dell’Unione europea. Chiediamo che queste operazioni vengano condotte in modo regolare e sistemico.
  • aprire accessi sicuri e legali per l’Europa a chi fugge dai conflitti e dalle persecuzioni, così che più nessuno sia costretto a mettere a repentaglio la propria vita in viaggi pericolosi; e assicurare l’accesso alla protezione internazionale una volta raggiunti i confini d’Europa.
  • interrompere la cooperazione intrapresa con quei Paesi che non garantiscono un sufficiente rispetto dei diritti umani, allo scopo di frenare i flussi migratori diretti verso l’Unione europea.
Vi chiediamo di affrontare questi urgenti obiettivi nell’Agenda europea per la migrazione che state per presentare, se non prima.
Invitiamo inoltre il Commissario Avramopoulos e il Commissario Mogherini a prender parte a un incontro con la Commissione LIBE, per commentare questi fatti recenti e per conoscere la loro opinione sulle richieste avanzate da Amnesty International.
Distinti saluti
Barbara SPINELLI
Cornelia ERNST
Marina ALBIOL GUZMAN
Malin BJÖRK
Kostas CHRYSOGONOS
Ignazio CORRAO
Laura FERRARA
Elly SCHLEIN
Ska KELLER
Judith SARGENTINI
Cecilia WIKSTRÖM
Eleonora FORENZA
Neoklis SYLIKIOTIS
Patrick LE HYARIC
Gabriele ZIMMER
Sabine LÖSING
Martina MICHELS
Fabio DE MASI
Marisa MATIAS
Angela Rosa VALLINA DE LA NOVAL
Miguel URBAN CRESPO
Stelios KOULOGLOU
Iosu JUARISTI ABAUNZ
Lidia SENRA RODRÍGUEZ
Luke Ming FLANAGAN
[1]http://www.theguardian.com/world/2015/apr/14/400-drowned-libya-italy-migrant-boat-capsizes.
[2]http://watchthemed.net/reports/view/106.
[3]http://www.timesofmalta.com/articles/view/20150413/local/pregnant-migrant-airlifted-to-malta-as-italy-continues-massive-rescue.563791.
[4]https://www.iom.int/cms/en/sites/iom/home/news-and-views/press-briefing-notes/pbn-2015/pbn-listing/iom-applauds-italys-weekend-resc.html
[5]http://www.unhcr.org/54dc8dc59.html.
[6]http://ecre.org/component/content/article/70-weekly-bulletin-articles/967-over-300-migrants-feared-dead-in-new-tragedy-in-mediterranean.html.
[7]http://it.reuters.com/article/topNews/idITKBN0N414S20150413.
[8]http://www.theguardian.com/world/2015/apr/13/italy-rescues-nearly-6000-migrants-in-a-single-weekend.
[9]http://www.sos-europe-amnesty.eu/stop-people-from-suffering-and-dying-at-our-borders-actions/.

Si veda anche:
Safe and legal access to the EU for migrants now!


MIGRANTI - FERRERO (PRC): «NON C'è PACE NEL CIMITERO MEDITERRANEO: INTERVENGA L'ONU»
Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista - Sinistra Europea, dichiara:
«Agli oltre ultimi 400 morti secondo i superstiti, nell’ennesimo naufragio, l’Europa risponde voltando la testa. Ieri 25 europarlamentari, in gran parte del gruppo GUE/NGL, e di altri schieramenti, facenti parte della Commissione Libe, hanno inviato una giusta e dura lettera ai Commissari Avramopulous, Mogherini e Timmermans in cui si chiede la rapida istituzione di una “Mare nostrum europea” invece di affidarsi a Frontex, l'agenzia che deve soltanto blindare i confini europei e che riceve maggiori finanziamenti con cui organizzare rimpatri e non salvataggi. I mezzi della marina italiana che si prodigano a portare soccorso sono insufficienti rispetto all'urgenza. Si tratta di una questione che non deve essere affrontata come problema di frontiera ma di emergenza umanitaria mondiale. Prevale però l'egoismo europeo dei singoli stati, prevale anche in Italia la logica del non avere danni in casa. La strada che sta tentando di battere il governo italiano, supportato dai partner europei, è quella dell'esternalizzazione dei campi di accoglienza, o meglio dire detenzione, in paesi come l’Egitto, la Tunisia, i paesi del Sahel che non offrono però le necessarie garanzie per i profughi. È inammissibile l'idea che la soluzione possa essere trovata, come suggerisce il “processo di Kartoum”, in una alleanza con alcuni regimi dittatoriali per impedire la fuga o il transito di profughi. Giunti a questo punto soltanto l’Onu, con una riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza, possono provare a mettere in campo soluzioni in cui ogni Paese si assuma le proprie responsabilità, definendo corridoi umanitari concreti, percorsi di messa in sicurezza, tanto dei profughi che vengono in Europa che di quelli (sono la maggioranza) che restano nei paesi limitrofi al paese di provenienza. Nel Consiglio di Sicurezza siedono i rappresentanti di paesi come gli Usa, la Francia, la Gran Bretagna, che prima hanno contribuito con ogni mezzo a creare condizioni di guerra in gran parte dell'Africa e del vicino Oriente e poi si tengono alla larga dal volerne pagare le conseguenze. Ogni singolo Stato in condizione di garantire asilo deve predisposti per accogliere i risultati di una catastrofe umanitaria che non ha eguali dalla seconda guerra mondiale. Si tratterebbe di un segnale di inversione di tendenza, anche in materia di politica estera, che l'Italia e l'Europa, non possono e non vogliono praticare».
16 aprile 2015





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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


Diritti sotto sequestro