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martedì 21 aprile 2015

Dopo le stragi nel Mediterraneo l'Unione Europea dichiara guerra ai migranti e inasprisce le misure di contrasto. Verso il blocco navale e l'intervento di polizia internazionale in Libia. Corridoi umanitari non vuol dire campi di raccolta nei paesi di transito. Respinti gli appelli dell'UNHCR.



Dopo la strage di Lampedusa, il 3 ottobre del 2013, la risposta dell'Unione Europea era andata nella direzione di una maggiore attenzione verso i diritti dei profughi, anche se nei fatti solo pochi paesi avevano condiviso le politiche di accoglienza ed i maggiori impegni nelle azioni di salvataggio. Poi l'Unione Europea aveva criticato l'Italia per i troppi salvataggi in mare effettuati da parte dei mezzi dell'operazione Mare Nostrum, e la missione umanitaria italiana era stata sospesa, mentre veniva lanciata l'operazione Triton di Frontex, con un campo di azione molto più limitato di quello affidato alla missione italiana.

http://www.liberation.fr/monde/2013/10/04/lampedusa-l-europe-assassine_937029

Lo sbarramento delle frontiere non blocca i migranti pronti a rischiare la vita pur di fuggire la guerra, le dittature, la fame.  Neppure le stragi, sempre più numerose, hanno un effetto dissuasivo. Si parte e di partirà ancora, costretti ad imbarcarsi di nascosto, nelle mani di trafficanti sempre più crudeli, resi forti dalla mancanza di altermative, come i canali legali di ingresso in Europa.

http://www.lemonde.fr/europe/article/2015/04/20/fermer-les-frontieres-n-arrete-pas-un-migrant-pret-a-risquer-sa-vie_4619134_3214.html#xtor=AL-32280270%20

Dopo la serie di stragi di questi ultimi giorni, dopo che il numero delle vittime nel Canale di Sicilia, nei primi quattro mesi di quest'anno ( fino al 20 aprile) è aumentato da 50 a 1500, uomini, donne, bambini uccisi, oltre che dai trafficanti, dalla mancanaza di canali di ingresso protetto in Europa , i ministri degli esteri e dell'interno dei paesi dell'Unione Europea riuniti a Lussemburgo rispondono con una strategia che apparentemente mira a colpire gli scafisti, ma che in assenza di altre misure di salvataggio, in mare, ma anche a terra, diventerà soltanto una vera e propria guerra contro i migranti.

 http://www.internazionale.it/opinione/alessandro-leogrande-2/2015/04/20/naufragio-blocco-navale-migranti

http://www.internazionale.it/notizie/2015/04/20/strage-migranti-piano-unione-europea

European Commission - Press release

Joint Foreign and Home Affairs Council: Ten point action plan on migration

Luxembourg, 20 April 2015
At a joint meeting of Foreign and Interior Ministers, chaired by High Representative / Vice-President Federica Mogherini and held in Luxembourg, Migration, Home Affairs and Citizenship Commissioner Avramopoulous presented a 10 point plan of the immediate actions to be taken in response to the crisis situation in the Mediterranean. The plan received the full backing of Foreign and Interior Ministers.
High Representative/Vice-President Federica Mogherini and Commissioner Dimitris Avramopoulos jointly stated: "We need to show that same collective European sense of urgency we have consistently shown in reacting in times of crisis. The dire situation in the Mediterranean is not a new nor a passing reality. That is why the Commission will come forward with a comprehensive European Agenda on Migration in May to address the structural problems. The 10 actions we have agreed upon today are the direct, substantial measures we will take to make an immediate difference. All of these actions require our common effort, the European institutions and the 28 Member States. We will convey these proposals to the European Council which will meet on Thursday in an extraordinary session to address the situation in the Mediterranean. This is what Europe taking responsibility is - all of us working together."

Ten points
  • Reinforce the Joint Operations in the Mediterranean, namely Triton and Poseidon, by increasing the financial resources and the number of assets. We will also extend their operational area, allowing us to intervene further, within the mandate of Frontex;
  • A systematic effort to capture and destroy vessels used by the smugglers. The positive results obtained with the Atalanta operation should inspire us to similar operations against smugglers in the Mediterranean;
  • EUROPOL, FRONTEX, EASO and EUROJUST will meet regularly and work closely to gather information on smugglers modus operandi, to trace their funds and to assist in their investigation;
  • EASO to deploy teams in Italy and Greece for joint processing of asylum applications;
  • Member States to ensure fingerprinting of all migrants;
  • Consider options for an emergency relocation mechanism;
  • A EU wide voluntary pilot project on resettlement, offering a number of places to persons in need of protection;
  • Establish a new return programme for rapid return of irregular migrants coordinated by Frontex from frontline Member States;
  • Engagement with countries surrounding Libya through a joined effort between the Commission and the EEAS; initiatives in Niger have to be stepped up.
  • Deploy Immigration Liaison Officers (ILO) in key third countries, to gather intelligence on migratory flows and strengthen the role of the EU Delegations.

For more information
Directorate General for Migration and Home Affairs Website
Website of High Representative Vice-President Federica Mogherini
Website of Commissioner Dimitris Avramopoulos
Towards a Comprehensive European Migration Policy: 20 years of EU Action
Commission makes progress on a European Agenda on Migration
European Commission Statement on developments in the Mediterranean

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-15-4813_en.htm

I ministri degli Esteri e degli Interni dell’UE si sono riuniti oggi in Lussemburgo per esaminare la situazione del Mediterraneo. Per l’Italia presenti i ministri Paolo Gentiloni ed Angelino Alfano. Il Presidente del Consiglio della Ue, Donald Tusk, ha annunciato, su proposta di Renzi,  la convocazione di un vertice straordinario dei capi di Stato e di Governo dei paesi dell’Unione per giovedì prossimo

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Immigrazione-Mogherini-Ce-finalmente-un-nuovo-senso-d-urgenza-ue-3e596ad7-ab27-4210-b9b3-76d8e7a66eca.html

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/20/migranti-piano-ue-in-10-punti-fondi-per-triton-distruggere-navi-degli-scafisti/1608379/

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/sicilia/emergenza-immigrazione-la-ue-approva-un-piano-d-azione-in-10-punti_2107060-201502a.shtml

Per giovedì prossimo è fissato un Consiglio dell'Unione Europea straordinario. Alto il rischio che con il pretesto di impedire le stragi si attuino forme di blocco navale e di interventi "mirati" di polizia. Sono state ripescate tutte, una per una, le peggiori proposte delle destre europee, che sono al governo nella maggior parte degli stati europei, e che ne condizionano la politica estera e migratoria, anche quando sono dentro maggioranze di "larghe intese". Scadenze elettorali, populismi e nazionalismi vincenti ovunque, stanno consigliando ai governanti europei  scelte che hanno già dimostrato la loro totale inefficacia e l'altissimo costo, in termini di vite umane, che hanno comportato. In realtà, giocando sulla leva della sicurezza e della paura si vuole alimentare una ennesima guerra tra poveri, per scaricare sui migranti, persino sui richiedenti asilo, le responsabilità di una crisi che risale agli stessi governi dei paesi che stanno sbarrando le proprie frontiere.

http://www.repubblica.it/politica/2015/04/20/news/migranti_renzi_escludo_intervento_di_terra_salvini_sciacallo_berlusconi_saggio_-112385886/

In questo contesto occorre fare chiarezza sulla richiesta di "canali umanitari" che non possono significare certo l'esame delle domande di asilo nei paesi africani, magari con la creazione di campi di raccolta che diventerebbero imemdiatamente lager in mano alle bande criminali. L'esperienza drammatica dei campi profughi vicino alle aree di crisi, persino quelli gestiti dall'UNHCR, è da questo punto di vista abbastanza eloquente. La nostra richiesta di "canali umanitari" significa visti di ingresso per motivi umanitari rilasciati da rappresentanze consolari e diplomatiche e da nunziature apostoliche in tutti i paesi del mondo, verso l'Europa e gli altri stati che potrebbero essere coinvolti dalle Nazioni Unite, in una azione concertata di salvataggio e di accoglienza, non di intervento armato e blocco navale. No dunque alla creazione di campi di raccolta in Africa, campi che in alcuni paesi come la Libia sarebbero gestibili solo con una presenza militare, dunque a seguito di un intervento militare dalle conseguenze incalcolabili. No alla "gestione in loco delle domande di asilo". Vanno denunciati i piani da affidare a Frontex per il respingimento sommario degli immigrati senza che questi possano presentare una richiesta di asilo. Si riciclano le vecchie proposte di Alfano, che già hanno dimostrato il loro fallimento.

 http://www.leggo.it/NEWS/POLITICA/migranti_alfano_malmstrom_frontex/notizie/865985.shtml

Sui canali di ingresso umanitari, già lo scorso anno, il direttore del Cir Cristopher Hein osservava: "Non è necessario neanche cambiare le regole, basta applicare quelle esistenti. Abbiamo il codice visti Schengen in cui è previsto che uno stato membro può rilasciare un visto per motivi umanitari o per obblighi internazionali e ha una validità solo per il paese che rilascia il visto. Su questo strumento non ci sono linee guida. C’è la totale discrezionalità, il che vuol dire che nei fatti lo strumento non viene utilizzato". Occorrerebbe però che tutti i paesi europei riconoscano reciprocamente i visti di ingresso rilasciato dal consolato o dall'ambasciata dei singolo paese. Per questo occorre una decisione politica dell'Unione Europea. Comunque ci sono proposte concrete per l'apertura di veri corridoi umanitari ma i diversi paesi europei non le prendono in considerazione e nei dieci punti proposti al prossimo Consiglio europeo straordinario fissato per giovedì prossimo rilanciano le politiche di sbarramento. Per il trasferimento in Europa sembra che si prevedano solo 5000 posti, uno sfregio rispetto ai milioni di profughi accolti nei paesi limitrofi alle aree di crisi.

http://ilmanifesto.info/apriamo-le-ambasciate-ai-profughi-come-se-fossero-delle-scialuppe/

Ecco i dieci punti del piano di azione proposto oggi dal Consiglio dei ministri di Lussemburgo.

 1) L'Unione Europea dovrà "rafforzare" le operazioni Triton e Poseidon nel Mediterraneo "aumentando le sue risorse finanziarie" ed estendendo la loro area d'intervento
LO SCRIVONO DA SEI MESI MA FINORA LA PRESENZA DELLE NAVI E DEGLI AEREI OFFERTI DAI SINGOLI STATI UE E' STATA "A ROTAZIONE", ALCUNI MESI E POI VIA; A CASA. NON SI MODIFICA PERALTRO IL MANDATO DI FRONTEX TRITON, MA SE NE ESTENDE IL CAMPO DI AZIONE SEMPRE NELL'OTTICA DEL CONTRASTO DELL'IMMIGRAZIONE "ILLEGALE". SI ESTENDE L'AREA OPERATIVA DELLE MISSIONI DI FRONTEX TRITON E POSEIDON, IN ITALIA ED IN GRECIA, "MA SEMPRE DENTRO I LIMITI DI MANDATO DI FRONTEX". VEDIAMO TUTTI I GIORNI QUANTI MORTI SONO CONSEGUENZA DEI "LIMITI DI MANDATO DI FRONTEX". BASTA LEGGERE I RAPPORTI DI AMNESTY INTERNATIONAL, DI HUMAN RIGHTS WATCH E DI ALTRE ORGANIZZAZIONI UMANITARIE PER VERIFICARE I DANNI PRODOTTI DA QUESTE MISSIONI CHE NON HANNO COME ATTIVITA' PRINCIPALE LE OPERAZIONI DI RICERCA E SALVATAGGIO. ADESSO LO CONFERMA ANCHE LA PROCURA DI CATANIA.

2) "Uno sforzo sistematico per catturare e distruggere le imbarcazioni usate dai trafficanti". 
PROPOSTA FALLIMENTARE GIA' SPERIMENTATA, IMPRATICABILE, RALLENTA GLI INTERVENTI DI SALVATAGGIO,SONO ANNI CHE LE IMBARCAZIONI VENGONO AFFONDATE AL TERMINE DELLE OPERAZIONI DI SALVATAGGIO, ANCHE PER EVITARE PERICOLI ALLA NAVIGAZIONE, MA QUANDO SI CUMULANO PIU' RICHIESTE DI SOCCORSO, COME SUCCEDE SEMPRE PIU' SPESSO, LA PRIORITA' DEVE ESSERE DATA ALLA SALVAGUARDIA DELLA VITA UMANA IN MARE. UNA PROPOSTA CHE VUOLE SOLO TRASMETTERE UNA PERCEZIONE COLLETTIVA DI FALSO RIGORE E DI EFFICACIA DELLE AZIONI DI CONTRASTO DI QUELLA CHE DEFINISCONO COME IMMIGRAZIONE ILLEGALE.

3) Incontri regolari fra Europol (l'ufficio di polizia europeo), Frontex (l'agenzia europea per la gestione delle frontiere esterne), Easo (l'ufficio europeo di sostegno per l'asilo) ed Eurojust (l'Unità di cooperazione giuridica europea) per raccogliere informazioni sul modus operandi e i fondi di cui dispongono i trafficanti di esseri umani.
SONO ATTIVITA DI ROUTINE CHE DOPO LA STRAGE VENGONO SPACCIATE COME UNA NOVITA'. ANCORA ANALISI RISCHI E STUDI LAUTAMENTE RETRIBUITI A GRUPPI ANONIMI DI ESPERTI O TASK FORCE. LE PROCURE ITALIANE HANNO GIA' INFORMAZIONI ADEGUATE PER STANARE GLI SCAFISTI. IL PROBLEMA STA NELLA MANCATA COLLABORAZIONE E NELLA CORRUZIONE DEI PAESI DI TRANSITO CHE NEPPURE RISPONDONO ALLE ROGATORIE INTERNAZIONALI. MA QUESTO DERIVA DA UNA POLITICA ESTERA CHE NON FAVORISCE LA DEMOCRAZIA E LA LEGALITA' IN QUESTI PAESI, PREFERENDO APPOGGIARE REGIMI DITTATORIALE O GOVERNI FANTOCCIO IN CAMBIO DI VANTAGGI MILITARI O ECONOMICI. SULLA LIBIA ANDREBBE APPROFONDITO IL RUOLO AVUTO NEGLI ANNI DA FINMECCANICA ED ENI, MA LO STESSO APPROFONDIMENTO DOVREBBE FARSI PER LA NIGERIA, IL NIGER ED IL SUDAN.

4) Easo dispiegherà delle squadre operative in Italia e Grecia. 
CI SONO GIA' STATE SQUADRE OPERATIVE CONGIUNTE PER VALUTARE LE RICHIESTE DI ASILO  E NON HANNO MIGLIORATO LA CONDIZIONE DEI MIGRANTI, IN GRECIA AI CONFINI DELL'EVROS NON SI E' GARANTITO UN ACCESSO EFFETTIVO ALLA PROCEDURA E LE PATTUGLIE DI FRONTEX HANNO ESEGUITO RESPINGIMENTI ILLEGALI VERSO LA TURCHIA. EVIDENTEMENTE LE CONDANNE DELLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO PER I RESPINGIMENTI COLLETTIVI ESEGUITI DALLA GRECIA VERSO LA TURCHIA E DALL'ITALIA VERSO LA GRECIA SONO DIVENTATE CARTA STRACCIA.

5) Gli Stati Membri prenderanno le impronte di tutti i migranti. 
ANCHE QUI SI AVVERTE L'IMPRONTA DEL GOVERNO RENZI.  DALLA CIRCOLARE DEL 26 SETTEMBRE 2014 SI SONO SCATENATE OPERAZIONI VIOLENTE DI PRELIEVO DELLE IMPRONTE DIGITALI, CON LA CONSEGUENTE FUGA DI MIGLIAIA DI PERSONE NELLA CLANDESTINITA'. IL RILIEVO DELLE IMPRONTE DIGITALI DEVE AVVENIRE NEL RISPETTO DELLE REGOLE DELLO STATO DI DIRITTO, SENZA IMPORRE IL RICATTO DELLA LIMITAZIONE DELLA LIBERTA' PERSONALE O DELLA SEPARAZIONE DEI NUCLEI FAMILIARI. IL PRELIEVO VIOLENTO DELLE IMPRONTE CONFIGURA LA VIOLAZIONE DEL DIVIETO DI TRATTAMENTI INUMANI O DEGRADANTI, FATTE SALVE LE EVENTUALI SANZIONI PENALI PER I CASI DI RIFIUTO. QUESTO IMPONE LO STATO DI DIRITTO.

6)Verranno considerate opzioni per "un meccanismo di ricollocazione d'emergenza" . 
QUALE EMERGENZA? NON SI PRENDONO IMPEGNI PER SOSPENDERE IL REGOLAMENTO DUBLINO III, NON SI PARLA PIU' DI RICONOSCIMENTO RECIPROCO DELLE DOMANDE DI ASILO, CHE PURE ALFANO PROPONEVA DOPO LA STRAGE DI LAMPEDUSA. SI VUOLE TORNARE AD UN CANALE DI ACCOGLIENZA IN CENTRI DI EMERGENZA ?

7) Vi sarà un ampio programma volontario europeo pilota sul reinsediamento per le persone bisognose di protezione.
QUALI PAESI EUROPEI HANNO DATO LA LORO DISPONIBILITA'? CHI DECIDE QUALI SONO LE PERSONE BISOGNOSE DI PROTEZIONE ? REINSEDIAMENTO DA QUALI PAESI VERSO QUALI PAESI? UNA PROPOSTA GENERICA ED ALLO STATO INATTUABILE. 

8) Verrà istituito un programma per mandare rapidamente indietro i migranti irregolari, coordinato da Frontex. 
SI STANNO PREVEDENDO NUOVE PRASSI DI RESPINGIMENTO COLLETTIVO ILLEGALE, E CERTAMENTE DI ESTENSIONE DELLA DETENZIONE AMMINISTRATIVA, SENZA CONVALIDA DEL GIUDICE, TOTALMENTE RIMESSA ALLA DISCREZIONALITA' DELLA POLIZIA. SONO PRATICHE VIETATE E CONDANNATE DALLA  CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO NEL 2012. 
SI VUOLE AGGIRARE IL DIVIETO DI ESPULSIONI COLLETTIVE SANCITO DALL'ART: 3 DELLA CEDU. SI PROCEDE VERSO LA ESTERNALIZZAZIONE DEI CONTROLLI DI FRONTIERA ED AGLI ACCORDI CON I PAESI DI TRANSITO. SONO FASI ATTUATIVE DEL PROCESSO DI KHARTOUM PROMOSSO DALL'ITALIA NEL SEMESTRE 2014 DI PRESIDENZA EUROPA.

9) La Commissione e il Servizio di Azione Esterna dell'Ue s'impegneranno assieme ai paesi confinanti con la Libia, in particolare verranno rafforzate le iniziative in Niger. 
CI HA GIA' PENSATO IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA DI OGGI. LA SPINTA DELLA FRANCIA E' STATA FORTISSIMA.ESISTE GIA' UN PIANO DI AZIONE MIRATO ( VEDI SOTTO)

10) Verranno dispiegati Funzionari di collegamento dell'immigrazione (Ilo) in paesi terzi chiave per raccogliere informazioni d'intelligence su flussi migratori e rafforzare il ruolo delle delegazioni europee.
SI TRATTA ANCORA UNA VOLTA DI ATTIVITA' DI POLIZIA GIA' SPERIMENTATE CON ESITO SCARSO, I TRAFFICANTI LATITANTI SONO TUTTI A PIEDE LIBERO NEI PAESI DI TRANSITO, NEI QUALI NON SI RISCONTRA ALCUNA  GARANZIA DI EFFETTIVO RISPETTO DEL DIRITTO DI ASILO E DEI DIRITTI FONDAMENTALI CHE SPETTANO A QUALUNQUE PERSONA. 
SI ELUDE IL PROBLEMA DELLA RISOLUZIONE PACIFICA DEI CONFLITTI, ALMENO DOVE SAREBBE ANCORA POSSIBILE, COME IN LIBIA, E SI RIMANE IN UNA AREA DI TOTALE IINDETERMINATEZZA PERCHE' NON SI DICE CON QUALI GOVERNI SI POTRA' INSTAURARE QUESTO TIPO DI COLLABORAZIONE DI POLIZIA. QUALI SONO QUESTI "PAESI TERZI CHIAVE" ? QUELLI CON CUI FARE MIGLIORI AFFARI ?

http://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2015/04/20/rafforzamento-triton-cattura-barche-trafficanti-punti-dell-per-emergenza-immigrati_FKm0ynNrHbf0kEo1mitadL.html

 Il Consiglio dell'Unione Europea si è già occupato, nella stessa giornata del 20 aprile, di Africa e più precisamente di Sahel, la nuova frontiera a sud della Libia dove esternalizzare controlli e blocchi. Come sta facendo con il solito anticipo la Francia, con le sue incursioni al confine tra la Libia e il Niger. L'Unione Europea conferma in questo modo la sua incapacità di operare come una entità politica unica ed affida a singoli paesi come la Francia e l'Italia compiti di polizia internazionale che, malgrado le dichiarazioni rassicuranti di Renzi,  potrebbero sfociare in interventi militari dagli esiti incontrollabili.

http://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2015/04/20-council-conclusions-sahel-regional-plan/

 Di umanitario nei piani dell'Unione Europea, a livello operativo, non c'è davvero nulla, solo contrasto dell'immigrazione "illegale", ed operazioni mirate di polizia, una linea battuta da tempo con risultati nulli, una linea funzionale al proibizionismo delle migrazioni che ha causato tanti morti e tanto dolore a sud ed a nord del Mediterraneo. Non si ascoltano neppure gli appelli dell'UNHCR per l'apertura di canali legali di ingresso.

http://www.stranieriinitalia.it/attualita-unhcr_ancora_naufragi_80_dispersi._aprire_canali_umanitari_18942.html
  
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/04/20/migranti-carlotta-sami-unhcr-ue-apra-i-canali-legali-per-i-rifugiati/1605952/ 

http://www.radiondadurto.org/2015/04/14/immigrazione-canali-di-ingresso-legali-per-tutti/

 Su pressione degli Stati Uniti, speculando su una serie di tragedie che sono costate la vita a  migliaia di persone,  Renzi cerca di portare l'Europa verso misure emergenziali di guerra nel Mediterraneo, con la minaccia di misure di attacco gli scafisti che non eliminano le ragioni delle partenze, ma che anzi legittimano quei regimi dai quali i migranti fuggono, nell'alveo del processo di Khartoum avviato dall'Italia durante il semestre di presidenza dell'Unione Europea. Attendevano qualche centinaio di morti per speculare sulla domanda di sicurezza dell'Europa, magari per regolare qualche conto economico o per recuperare aree di influenza in paesi ricchi di risorse energetiche. La peggiore risposta che l'Unione Europea poteva dare dopo i drammi, la sofferenza e la morte di tanti migranti. Distruggere i barconi non salva vite umane, e spesso neppure riesce a garantire interventi di soccorso tempestivi.

http://www.huffingtonpost.it/2015/04/20/ue-barconi-distruggere_n_7101350.html

http://www.online-news.it/2015/04/20/ue-presenta-piano-in-dieci-punti-distruggere-i-barconi/#.VTWJ6VIcRsc

Si è già verificata la impraticabilità dei tentativi di distruzione in mare delle imbarcazioni usate dagli scafisti. Al massimo si possono fare affondare, ma le attività di rimosrchio non hanno esito e possono impedire altre azioni di salvataggio. La Marina italiana,nel 2013, aveva già sparato su una imbarcazione di scafisti, poi affondata proprio durante un tentativo di traino.

http://videoika.com/en/videos/play/Nndlc0pTdEdSdTQ

L'Italia si deve avvalere dell'art. 20 del testo unico sull'immigrazione e stabilire con decreto che è in corso un afflisso massiccio di profughi con il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi di protezione temporanea  a tutti i migranti che stanno arrivando dalla Libia, senza passare dalle commissioni territoriali. Occorre modificare tutte le procedure amministrative per il riconoscimento dello status di protezione in modo da garantire il pieno svolgimento della procedura entro tre mesi dalla richiesta. Oggi tre mesi passano dopo l'ingresso nel territorio dello stato, o dopo lo sbarco a terra, soltanto per compilare in questura il modello C 3 ed avviare la procedura per il riconoscimento della protezione internazionale.
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Le politiche dell’Unione Europea in materia di migrazione e le prassi applicate. Oltre l’indifferenza per le vittime, Verso il disumano quotidiano ?
L'Unione Europea persegue sempre più evidentemente politiche di esternalizzazione dei controlli migratori. Il lavoro sporco si affida ai regimi nordafricani, accordo dopo accordo. Lo sbarramento delle frontiere è avvertito come un problema di maggiore rilievo rispetto alla salvaguardia della vita umana, in nome di una non meglio definita sicurezza che in questi ultimi tempi si rappresenta a tinte fosche per i ricorrenti allarmi derivanti dalla minaccia terroristica. Alla fine però e la crisi economica che costituisce lo strumento principale che permette di innescare una guerra tra poveri e di vedere persio in coloro che chiedono asilo o altre forme di protezione, una minaccia per il “benessere” ed il futuro dei cittadini europei. Partiti politici e movimenti apertamente xenofobi, presenti anche nelle sedi parlamentari ammettono pubblicamente di volere tenere lontano i migranti ed i profughi anche a costo della loro stessa vita.
Il quadro generale è offerto dal Processo di Khartoum nel quale l’Italia, che ne ha promosso l’avvio nel semestre di presidenza dell’Unione Europea, ha coinvolto i paesi di origine come l’eritrea ed il Sudan, e di transito, come l’Egitto e l’Algeria, nel tentativo di impedire che le persone in fuga da quei paesi possano partire dalle coste africane verso l’Europa. Sono paesi dai quali si fugge perché governati da dittature o da regimi che applicano ancora detenzione arbitraria, torture e la pena di morte, come riferiscono i rapporti di Amnesty Iternational, di Human Rights Watch e di diverse agenzie delle Nazioni Unite.

Anche l'Italia vuole coinvolgere i paesi di transito, "nel salvataggio dei migranti" però. E poi dove li sbarcheranno ? Provate ad indovinare? Ci vorrà proprio una legge per bloccare le espulsioni ed i respingimenti verso i paesi nei quali si rischiano la tortura o altri trattamenti disumani e degradanti ?

Occorrono corridoi umanitari subito, per evitare una ulteriore impennata del numero dei morti e dei dispersi. Nei primi due mesi di quest’anno siamo passati ad oltre 450 morti rispetto ai 45 circa degli stessi due mesi del 2014, quando era attiva la missione militare-umanitaria “mare Nostrum”.
Se a marzo non si sono registrate notizie di stragi di persone in partenza dalla Libia è solo perchè le partenze da quel paese  erano  diminuite, ma i migranti continuano a morire sempre più lontano dai confini dell'Europa degli egoismi nazionali e dell'odio verso i profughi.  Ad aprile, appena il tempo è migliorato, e probabilmente per una diversa situazione sul terreno in Libia, sono riprese le partenze ed è stata strage continua. In soli tre giorni sono morte oltre 400 persone, morte di abbandono, perché i soccorsi non sono arrivati in tempo, perché le navi della Guardia costiera e della Marina militare italiana, che hanno effettuato il maggior numero  dei salvataggi, non potevano raggiungere altre imbarcazioni da soccorrere prima di avere scaricato in porto i naufraghi che avevano a bordo. I mezzi di frontex, presenti nel Canale di Sicilia con l’operazione TRITON hanno avuto un ruolo del tutto marginale ed il carico maggiore delle operazioni di ricerca e salvataggio è ricaduto sui mezzi della Marina militare italiana e della Guardia Costiera.
Si è anche appreso dell’avvio di diverse operazioni di salvataggio gestite da associazioni, in un caso con la collaborazione di Medici senza frontiere, Le azioni umanitarie singole non bastano,per quanto possano essere comunque utili per salvare vite umane in mare, occorre un diverso impegno degli stati, oltre TRITON, oltre FRONTEX.
Occorre una svolta nelle politiche dell’Unione Europea con l’apertura di canali legali di ingresso protetto, richiesti adesso anche dall’UNHCR e dall’OIM come unico strumento per sottrarre migliaia di vite ai trafficanti.
Occorre una missione internazionale di salvataggio. La missione Triton di Frontex dal punto di vista del salvataggio e' quasi inesistente. Il prolungamento ed il rifinanziamento della missione fino a dicembre del 2015 non hanno significativamente mutato la situazione nel Canale di Sicilia, dove le persone continuano ad annegare, mentre un numero sempre più elevato di salvataggi è affidato dalla centrale operativa della Marina a navi commerciali. Navi che non dispongono di attrezzature e di personale specificamente rivolti alle attività SAR ( ricerca e salvataggio).               

  In Libia non e' garantita nessuna possibilità di salvezza, né è pensabile a breve termine, (e non sarebbe possibile neppure in un periodo più lungo) l’apertura di campi di raccolta dove “filtrare” i potenziali richiedenti asilo da ritrasferire poi in Europa. Il disumano prevale ovunque, a sud come a nord del Mediterraneo, nelle scelte della politica, nelle prassi di polizia e nel senso comune. Anche per chi sopravvive il dstino in Europa è sempre più incerto, tra sistemi di accoglienza inadeguati e comportamenti discriminatori delle autorità e della popolazione.
Occorre rivedere urgentemente il Regolamento Dublino III perché bisogna garantire una distribuzione uniforme di tutti i richiedenti asilo nei diversi paesi europei, con il riconoscimento reciproco delle decisioni che riconoscono lo status di protezione internazionale, in modo da favorire la libertà di circolazione e la possibilità di movimenti secondari da un paese all’altro dell’Unione Europea senza finire di nuovo nelle mani dei trafficanti e degli agevolatori. In questo senso la politica europea e le prassi di polizia sono criminogene ed alimentano un ricorso sempre più esteso alla falsificazione dei documenti di identità e di ingresso, anche perché a fronte del rischio delle traversate, stanno aumentando gli ingressi di potenziali richiedenti asilo ( soprattutto siriani) dai valichi terrestri ed aeroportuali. 

Fulvio Vassallo Paleologo
Clinica legale per i diritti umani- Università di Palermo







1 commento:

Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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