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sabato 18 aprile 2015

Libia, la riconciliazione impossibile. Dopo una speranza di accordo tornano a tuonare i cannoni. Scontri a Tripoli. Francia ed Italia pronte ad interventi mirati. Da "Mare Nostrum" a "Mare Sicuro". Sicurezza per chi?


Libia, la riconciliazione impossibile. Dopo una speranza di accordo tornano a tuonare i cannoni. Francia ed Italia pronte ad interventi mirati.

http://www.theguardian.com/world/2015/apr/18/at-least-21-killed-in-fighting-near-libyan-capital

Mentre l'attenzione dell'opinione pubblica è deviata verso altre guerre di religione, questa volta sui barconi, si nasconde quello che succede davvero alle frontiere della Libia, da sud al confine con il Niger alla costa settentrionale, davanti alla quale sono schierate decine di navi militari in assetto di guerra.

 http://www.dailymail.co.uk/news/article-3044147/Geronimo-Incredible-radar-image-shows-French-paratroopers-dropping-enemy-territory-night-time-anti-terror-operation-Libya-Niger-border.html?ITO=1490&ns_mchannel=rss&ns_campaign=1490

http://rt.com/news/250793-italy-refugees-libya-airstrikes-isis/

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/cristiani-buttati-a-mare-nessun-corpo-immigrazione-altri-arrivi-91-somali-54fdd120-44e8-4d10-9799-3db408fb5203.html

http://it.radiovaticana.va/news/2015/04/17/galantino_su_cristiani_uccisi_religione_strumentalizzata/1137460

Sullo sfondo sempre il processo di Khartoum, accordi con i paesi di transito per bloccare le partenze dei migranti. A qualunque costo, anche a costo della vita di uomini, donne e bambini.

http://www.meltingpot.org/Accettare-Khartum-per-bloccare-i-profughi.html#.VTKae1IcRsc

http://www.ibtimes.com/italian-prime-minister-matteo-renzi-pledges-cooperation-obama-libyan-crisis-1887508

Il processo di riconciliazione tra le diverse fazioni libiche, promosso dall'ONU, sembra arenarsi.

http://www.channelnewsasia.com/news/world/un-says-differences/1791924.html

 L'Unione Europea si arrocca nella sua politica di indifferenza, ma quale Europa ? Ormai, in materia di immigrazione ed asilo, ma anche in politica estera, materie sempre più collegate,  gli organismi decisionali di Bruxelles vanno in una direzione diversa da quelle delle capitali, spaccate, da Lisbona a Sofia. E su Frontex tutti ormai convengono che serve sempre meno, come l'operazione Triton, che non sarà rinforzata, dunque ormai prossima al fallimento, sembra confermare.

http://mobile.tgcom24.it/checkexistpage.shtml?%2Fmondo%2Fue-triton-non-sara-rafforzata-_2106480-201502a.shtml

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-15-4545_fr.htm

http://m.gulfnews.com/opinion/mediterranean-the-most-dangerous-border-in-the-world-1.1494222

E poi una vicenda dai cotorni poco chiari, con uno scambio reciproco di accuse di pirateria e poi di nuovo la solita censura mediatica che copre dettagli che probabilmente non sarebbero facilmente digeribili da una opinione pubblica sempre più assuefatta alla logica della guerra e dello scontro di civiltà. Come al solito, quando si avvicina la guerra, la prima vittima è la libertà di informazione.

http://www.lasicilia.it/articolo/marina-sventa-sequestro-di-un-peschereccio-liberato-dall-intervento-degli-incursorsi

http://www.ibtimes.com/italian-navy-retakes-fishing-trawler-suspected-pirates-near-libya-mediterranean-sea-1886569

http://trapani.blogsicilia.it/liberato-il-peschereccio-airone-marina-italiana-controlla-natante/293932/

Come sono andate le cose...viste da sud. Brava Nancy Porsia.

https://www.facebook.com/nancy.porsia?fref=ts

I fatti ripresi da un video inconfutabile smentiscono le tesi del ministro Pinotti e della Marina Militare. Da "Mare Nostrum" a "Mare Sicuro", non vorremmo che venisse meno la limpidezza delle operazioni della nostra Marina Militare, ma in tempi di guerra tutto è possibile, soprattutto quando si deve obbedire agli ordini dei vertici politici.

http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2015/04/18/ARKXzhAE-peschereccio_sequestrato_smentiscono.shtml

http://www.rid.it/index~phppag,3_id,575.html

Analisi Difesa scrive di "criminali libici (inclusi quelli in uniforme)"

http://www.analisidifesa.it/2015/04/gli-incursori-di-marina-salvano-il-peschereccio-airone-dai-pirati-libici/

Cronache di parte, ma elementi importanti, non trascurabile comparare il costo dell'operazione Mare Sicuro con i costi dell'operazione Mare Nostrum, e magari chiedersi quanti salvataggi hanno operato le navi del dispositivo Mare Sicuro.

http://www.blogtaormina.it/2015/03/25/mediterraneo-missione-mare-sicuro-per-evitare-attacchi-terroristici/198541

 Mare sicuro? No, petrolio sicuro, senza passare dal Parlamento
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"In queste ore prende il via la nuova missione militare italiana denominata Mare sicuro. Il nostro Governo, eludendo le prerogative parlamentari e i precetti costituzionali, ha deciso autonomamente di potenziare il dispositivo aeronavale dispiegato nel Mediterraneo centrale. “Per tutelare i molteplici interessi nazionali esposti a rischi crescenti”, dichiara il Ministro della Difesa Roberta Pinotti. Si tratta, in sostanza, della “necessità” di proteggere con mezzi bellici i pozzi petroliferi italiani. Le forze armate del nostro Paese, così, stanno dispiegando incursori della marina militare, compagnie di fucilieri del San Marco, unità navali, team di protezione marittima, aerei, elicotteri, velivoli a pilotaggio remoto e da ricognizione elettronica. Questa la risposta alla crisi libica e all’attentato nel Museo del Bardo di Tunisi.

Non interessa proteggere le centinaia di migliaia di profughi siriani, nigeriani, somali, ghanesi e libici ammassati sulle coste di Tripoli. Schiavi e vittime di una politica internazionale che continua a prediligere la difesa del profitto alla vita degli esseri umani. L’operazione “Mare sicuro” ne è la prova. Siamo in guerra, questa la verità. E per tutelare le nostre riserve energetiche si decide di schierare la Marina Militare contro l’avanzata dell’islamismo jiadista. Un bel prodotto confezionato a dovere, questo dell’Isil. Guerriglieri che esportano la rivoluzione da un Paese all’altro utilizzando jeep lussuosissime e splendenti. Combattenti nel nome della Sharì’a che a fine mese percepiscono stipendi di 1.000 – 1.200 dollari e dispongono di centinaia di donne costrette, con la pistola puntata alle tempie, a soddisfare ogni loro desiderio. Nessuno si è chiesto come mai questo fantomatico esercito di al-Baghdadi sia nato dal nulla e in brevissimo tempo. Chi finanzia questi terroristi, da dove provengano i loro quattrini, che fine abbia fatto Al-Qaeda? La storia si ripete mettendo in gioco i soliti attori. Interessi miliardari, corsa agli armamenti, monopolio dell’estrazione petrolifera, azioni terroristiche studiate a tavolino.
Davvero qualcuno pensa che gli attentatori di fede islamica possano giungere a bordo delle carrette del mare? Nel 2014 su 4.272 vittime, 3.419 hanno perso la vita tentando di superare il canale di Sicilia. Il petrolio si sa vale più di qualsiasi morto annegato. Si disegnano nuovi scenari geopolitici. Tracciando i confini con il sangue della gente che fugge inseguendo il diritto alla vita. Ingenti somme di denaro verranno stanziate per questa ennesima missione militare congiunta. Nessun corridoio umanitario né apertura dei corpi diplomatici dislocati all’estero per accogliere potenziali richiedenti asilo. Devono pagare migliaia di euro, finanziare reti di criminali dediti al traffico di uomini, imbarcarsi sui gommoni per poi morire.
E’ facile in questo periodo creare l’equazione immigrato a bordo dei barconi possibile terrorista islamico. La caccia, però, è ormai aperta e siamo pronti con i nostri fucili a sparare sulla Croce Rossa".

http://www.ilquotidianoitaliano.it/esteri/2015/03/news/mare-sicuro-no-petrolio-sicuro-senza-passare-dal-parlamento-180987.html/ 

 Intanto in Libia e nei paesi di origine con i quali si vorrebbero stringere accordi, "per contrastare l'immigrazione illegale" la condizione di chi è costretto alla fuga diventa ogni giorno più drammatica. La denuncia di Don Mussie Zerai, che nessun giornalista ha ripreso.

https://www.youtube.com/watch?v=Ox-p6BRp2B4&feature=share

Dalla guerra ai migranti, alla guerra, camuffata da intervento umanitario, il passo è breve.
Quanti migranti morti, dispersi, massacrati nell'indifferenza generale, ancora ?

http://www.huffingtonpost.fr/eva-joly/naufrage-en-mediterranee-migrants_b_7068872.html

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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