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lunedì 6 aprile 2015

Nuovi muri in Europa. La Bulgaria costruisce recinzioni sempre più alte per fermare i profughi e l'Ungheria sbarra la strada ai kosovari. Frontex e la Germania collaborano nella guerra ai migranti.


Dopo una breve pausa sono ripresi in Sicilia gli sbarchi di migranti in fuga dalla Libia. Ma ormai è sempre più battuta la rotta orientale, attraverso la Bulgaria, la Serbia e l'Ungheria cercano di passare i migranti, spesso intere famiglie, costretti a partire dal proprio paese per effetto delle guerre e dei conflitti interni alimentati dalle contraddizioni sempre più evidenti nelle politiche estere degli stati più ricchi del mondo. La Bulgaria costruisce un nuovo muro, con l'avallo delle autorità europee ed il beneplacito di Frontex.

http://www.ilpost.it/2015/04/06/il-nuovo-muro-bulgaria-turchia/

http://www.youreporter.it/video-foto/Muro_anti-clandestini_in_Bulgaria

http://mobile.nytimes.com/2015/04/06/world/europe/bulgaria-puts-up-a-new-wall-but-this-one-keeps-people-out.html?_r=1&referrer

http://www.hrw.org/news/2015/03/31/dispatches-stopping-pushbacks-bulgaria-s-border

https://bordermonitoringbulgaria.wordpress.com/

Protesta da mesi anche l'UNHCR, ma nessuno da Bruxelles reagisce, con sanzioni nei confronti della Bulgaria, che dal 2013 porta avanti il suo progetto di un muro per fortificare la frontiera con la Turchia.

http://it.euronews.com/2013/10/17/bulgaria-vuole-costuire-un-muro-anti-immigrati-al-confine-turco/

http://www.balcanicaucaso.org/Media/Gallerie/Bulgaria-ecco-il-muro-anti-immigrazione

L'UNHCR chiede un'indagine sulla morte di due iracheni al confine tra Bulgaria e Turchia ed esprime preoccupazione per le misure di controllo praticate alle frontiere, anche a quelle greche, malgrado il nuovo governo.

Briefing bisettimanale alla stampa
31 Marzo 2015

L'UNHCR chiede un'indagine sulla morte di due iracheni al confine tra Bulgaria e Turchia ed esprime preoccupazione per le misure di controllo praticate alle frontiere
L’UNHCR continua a raccogliere testimonianze da parte di persone in cerca di protezione internazionale a cui è stato negato l'ingresso, che sono stati "respinti" o che hanno subito violenze alle frontiere esterne dell'Unione Europea. L'Agenzia esprime preoccupazione per un recente incidente avvenuto all'inizio di questo mese presso la frontiera terrestre tra Bulgaria e Turchia, nel quale due uomini iracheni hanno perso la vita. Secondo le informazioni ricevute, 12 iracheni, appartenenti alla minoranza Yazida, che stavano cercando di entrare in Bulgaria dalla Turchia, sono stati fermati dalle guardie di frontiera bulgare. Gli iracheni sono stati privati dei loro beni e duramente picchiati. Il gruppo è stato disperso e due degli uomini, che avevano subito lesioni gravi, sono morti per ipotermia sul lato turco del confine. Secondo quanto è stato riferito, una terza persona, che viaggiava con il gruppo, è stata portata in condizioni critiche in un ospedale di Edirne, dopo che la Gendarmeria Turca era stata allertata ed aveva effettuato un’operazione di ricerca delle vittime.
L'UNHCR esorta le autorità bulgare e turche affinché indaghino su questo grave incidente. L’Agenzia esprime inoltre sconcerto per i racconti delle brutalità che possono aver contribuito alla morte di queste due persone che, essendo membri della comunità perseguitata Yazida, erano probabilmente rifugiati.
I rapporti e le testimonianze raccolte dall'UNHCR nel 2014 indicano che le persone in cerca di protezione internazionale hanno spesso tentato più volte di attraversare il confine con la Bulgaria, ma hanno dovuto desistere a causa del maltempo, dopo essere state abbandonate dai trafficanti pagati per portarli al di là della frontiera, oppure perché intercettate dalle autorità turche prima di riuscire ad attraversare il confine. Molti, tuttavia, hanno riferito che gli è stato negato l’accesso o che sono stati "respinti" dalle guardie di frontiera bulgare. I "respingimenti" non sono conformi agli obblighi della Bulgaria, che è tenuta a far entrare i richiedenti asilo nel proprio territorio. Sono stati segnalati anche casi in cui si è fatto ricorso alla violenza e, spesso, le persone in fuga affermano che i loro soldi e i loro averi sono stati confiscati dalla polizia di frontiera.
Avendo poche alternative legali per entrare in Unione Europea, molte persone in fuga da conflitti e persecuzioni scelgono percorsi sempre più pericolosi, affidandosi ai trafficanti per cercare la salvezza. È profondamente preoccupante che le persone in cerca di protezione internazionale vengano respinte, spesso attraverso l’uso della violenza. Gli Stati membri dell'Unione Europea che si trovano alle frontiere esterne dovrebbero interrompere queste pratiche e condurre indagini indipendenti e trasparenti sulle accuse di abusi e di pratiche illegali nelle loro regioni di confine.
 La Bulgaria ha in progetto di aggiungere altri 82 km di recinzioni di filo spinato all'attuale recinzione di 33 chilometri, costruita nel 2014 in risposta all’aumento degli arrivi irregolari, per la maggior parte provenienti dalla Siria. Gli sforzi per ridurre il numero di arrivi irregolari e di richiedenti asilo in Bulgaria hanno avuto un risultato significativo nel 2014, quand gli arrivi sono diminuiti di quasi il 50% rispetto all'anno precedente. Secondo le autorità bulgare, oltre 38.500 persone hanno tentato di attraversare irregolarmente la frontiera tra Bulgaria e Turchia nel 2014. Di questi, circa 6.000 - per lo più siriani, afghani e iracheni – hanno raggiunto la Bulgaria, un calo significativo rispetto ai 11.500 arrivi irregolari (su oltre 16.700 tentativi) registrati nel 2013.
Il limitato accesso ai posti di frontiera, unito alla costruzione di altri recinzioni e alla pratica dei "respingimenti", lasciano ai richiedenti asilo poche opzioni. L'UNHCR ha ricevuto chiamate di emergenza da parte di persone, per lo più siriani, che stavano camminando da giorni in aree remote e con pessime condizioni meteorologiche per cercare di raggiungere la Bulgaria. La politica di erigere recinzioni e creare nuovi ostacoli invece di fornire ulteriori alternative legali per raggiungere la sicurezza in Unione europea spinge le persone in cerca di protezione internazionale in situazioni sempre più pericolose e che hanno, a volte, conseguenze fatali.
In altre circostanze, l'UNHCR ha espresso preoccupazione per le notizie di alcune misure di controllo praticate alle frontiere che potrebbero mettere a rischio rifugiati e migranti, in particolare in Grecia, dove l'UNHCR ha documentato numerosi casi di "respingimenti" alle frontiere terrestri e marittime con la Turchia, principalmente negli ultimi due anni. L'UNHCR rivolgerà le sue raccomandazioni al nuovo governo greco, proponendo miglioramenti su diverse questioni relative alla protezione dei rifugiati, tra cui una gestione delle frontiere che tenga conto delle esigenze di protezione di rifugiati e richiedenti asilo.


http://www.refworld.org/docid/534cd85b4.html

http://www.unhcr.org/cgi-bin/texis/vtx/contact?iso=BGR

Dopo avere coinvolto la Turchia e l'Egitto nella esternalizzazione dei controlli di frontiera, con il risultato di bloccare tutte le vie di fuga ai profughi, soprattutto siriani, intrappolati in quei paesi, adesso la "civile"  Europa blinda le sue frontiere orientali senza considerare le gravissime violazioni dei diritti umani che si verificano in paesi come la Bulgaria, l'Ungheria e la Repubblica Ceca, nei quali stanno peraltro prevalendo movimenti e partiti apertamente xenofobi che strappano tutti i giorni la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea.

http://blogs.wsj.com/brussels/2015/02/11/hungary-talks-of-closing-borders-to-curb-surge-of-immigrants-into-eu/

http://www.euronews.com/2015/02/13/german-police-help-catch-kosovan-refugees-on-hungarian-border/

Per fermare gli arrivi di profughi si appoggiano apertamente regimi impresentabili e si tollerano violazioni dei diritti umani che cancellano il progetto di una Europa democratica e solidale.                                 http://www.migszol.com/refugee-camps--detention-centers.html                                                              In Ungheria campi di detenzione disumani.                              Da Bruxelles arrivano soltanto le "analisi dei rischi" connessi all'attraversamento delle frontiere, elaborati da Frontex. Rischi per la difesa dei confini, non quelli che corrono i migranti intrappolati nei paesi di transito. Ormai l'Europa è soltanto liberismo , sfruttamento paraschiavistico dell'uomo sull'uomo, campi di detenzione per i senza carte, nei quali si può anche morire senza lasciare traccia, e sbarramento delle frontiere, in salsa euro-frontex. Oltre a quello che avviene nel Mediterraneo, occorre adesso guardare anche quello che succede alle frontiere orientali della fortezza Europa.

http://frontex.europa.eu/trends-and-routes/eastern-mediterranean-route/


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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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