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mercoledì 20 maggio 2015

Il governo libico di Tobruk ed il generale Haftar offono collaborazione per bloccare i migranti. In Europa riesplode l'allarme sicurezza, nessuna garanzia per i migranti intrappolati in Libia. La partita militare sfugge agli italiani, decidono Stati Uniti e Gran Bretagna.


Da mesi americani ed inglesi spingevano per un intervento militare in Libia, mentre arrancavano del trattative di pace condotte dall'inviato delle Nazioni Unite Bernardino Leon.

http://edition.cnn.com/videos/world/2015/05/19/tsr-dnt-todd-isis-extends-reach-beyond-syria-iraq.cnn

E' stato il governo di Tobruk, quello riconosciuto dai paesi occidentali, a non volere una tregua che era stata già sottoscritta, lo scorso febbraio; dalle milizie di Zintan e di Misurata. Da allora ad oggi la presenza di ISIS si è rinforzata, mentre il generale Haftar ha lanciato bombe contro ogni passo verso la pace.

http://www.lastampa.it/2015/02/26/esteri/libia-si-apre-uno-spiraglio-per-la-trattativa-Bg1gtg2WADIikFMDmKdVyJ/pagina.html

http://www.dailystar.com.lb/News/Middle-East/2015/May-20/298705-libyan-islamist-leader-proposes-elections-to-end-conflict.ashx

Oggi si combatte ovunque. Ma è sempre ISIS, come alcuni sostengono per accreditare la tesi di un intervento armato in territorio libico, o sono scotri tribali ?

http://hosted.ap.org/dynamic/stories/M/ML_LIBYA?SITE=AP&SECTION=HOME&TEMPLATE=DEFAULT&CTIME=2015-05-20-13-36-50

http://www.newindianexpress.com/world/17-Killed-in-Libya-Tribal-Clashes/2015/05/20/article2824776.ece

Di certo gli americani hanno molte informazioni sulla situazione reale in Libia, che continuano a mantenere nascoste. E per coprire gli scandali non c'è di meglio della guerra al terrorismo.

http://www.wnd.com/2015/05/benghazi-revelations-deepen-scandal-for-hillary/

Adesso, mentre in Europa scatta l'arresto di un presunto terrorista marocchino che sarebbe arrivato a Porto Empedocle, dopo essere stato soccorso su un barcone nelle acque del Canale di Sicilia, da Tobruk il governo libico, l'unico finora riconosciuto dalla comunità internazionale,  ripresenta all'Unione Europea la sua proposta di collaborazione per arrestare i migranti "illegali" che cercano di fuggire dai lager e dalle prigioni libiche verso le coste europee. Una proposta che viene periodicamente rilanciata, dalle diverse autorità che controllano il territorio libico, magari per ottenere finanziamenti e sostegno politico, per eseguire respingimenti verso i paesi a sud della Libia che non rispettano i diritti umani, come il Niger ed il Sudan,  oltre che per prevalere sulle milizie degli avversari.

http://edition.cnn.com/2015/05/20/europe/italy-tunisia-museum-attack-arrest/index.html

http://www.independent.co.uk/news/world/europe/tunis-museum-shooting-moroccan-man-arrested-in-connection-with-attack-after-allegedly-travelling-to-italy-on-board-migrant-boat-10263466.html

http://www.dpa-international.com/news/international/boat-migrant-linked-to-tunis-bardo-museum-attack-arrested-in-italy-a-45327016.html

Come ai tempi di Gheddafi ritorna il ricatto alle autorità europee, si ripropone lo scambio tra la legittimazione politica ed il sostegno militare contro le operazioni di blocco dei migranti a terra prima che si possano imbarcare. Tutto questo viene spacciato come lotta all'immigrazione illegale, e più recentemente come contrasto del terrorismo, come se tutte le migliaia di persone che partono dalla Libia fossero "gestite" da organizzazioni facenti capo alle reti terroristiche pure presenti da tempo in Libia.

http://www.news24.com/Africa/News/Migrant-plan-Libya-sends-special-envoy-to-talk-with-EU-20150520-2

http://www.centredaily.com/welcome_page/?shf=/2015/05/19/4756250_libya-sends-special-envoy-to-talk.html

Dopo gli ultimi piani di intervento militare in territorio libico, ancora da definire a livello europeo ed in attesa di una copertura da parte delle Nazioni Unite, gli allarmi antiterrorismo intrecciati con le offerte di collaborazione da parte delle autorità libiche nelle operazioni di blocco e respingimento dei migranti in attesa di partire verso l'Europa, rischiano oggettivamente di abbandonare al loro destino, se non condannare a morte, centinaia, migliaia di persone, lasciate marcire nei centri di detenzione in Libia o destinate a viaggi senza speranza verso l'Europa.

http://migrantsatsea.org/2015/05/18/statewatch-analysis-the-eus-planned-war-on-smugglers/

http://www.thenation.com/blog/207745/eu-officials-are-considering-bombing-libyan-smuggling-boats-thats-last-thing-refugees-ne

http://www.maltatoday.com.mt/news/national/53081/security_humanitarian_concerns_taint_eus_plans_on_migration#.VVyFYFIw9sc

http://www.aljazeera.com/indepth/inpictures/2015/05/migrants-gamble-life-mediterranean-150520070949956.html

Al governo italiano, battuto su tutta la linea nelle sue proposte di condivisione degli oneri e di intervento militare in Libia, all'Unione Europea ed alle Nazioni Unite, ed adesso intrappolato dall'interventismo inglese, su mandato americano, non resta che recriminare.

http://europe.newsweek.com/furious-renzi-tells-eu-leaders-back-migrant-quota-plan-327553?piano_t=1

http://www.bbc.com/news/world-europe-32809540

http://www.democraticaudit.com/?p=13214

 The EU’s plan to sink people smugglers’ ships doubles down on a failed agenda

There has been a great deal of controversy of late regarding the EU’s action – or lack thereof – on the issue of migrants boats coming from northern Africa through the Mediterranean. Rosa Freedman argues that their latest proposal  to enable military action against the boats is unjustifiable and won’t solve a problem with far deeper roots than simply the bad behaviour or people smugglers

http://www.democraticaudit.com/?p=13214




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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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