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domenica 10 maggio 2015

Migranti in fuga verso l'Italia arrestati, bloccati in mare e riportati a terra da mezzi libici. Di fronte alla possibilità di un intervento di polizia internazionale in Libia le diverse autorità che controllano il territorio cercano di accreditarsi come partner dei progetti europei di blocco e di respingimento dei migranti.


Prima erano intervenute le autorità di Tobruk, il governo riconosciuto a livello internazionale, poi le unità della guardia costiera che fanno capo alle milizie di Misurata e all'operazione Alba, che estende il suo controllo fino a Tripoli, in Libia si susseguono le notizie di arresti di migranti prima dell'imbarco, o di blocco di imbarcazioni al limite delle acque territoriali, anche a dieci miglia dalla costa.

 (ANSAmed) - IL CAIRO, 8 MAG - La Guardia costiera libica di Zawiyah "è riuscita a salvare" nella prime ore di ieri più di 400 migranti clandestini al largo della regione di Dila, ad ovest di Tripoli. Lo riferisce il sito dell'agenzia Lana.
La Marina libica aveva già salvato 102 migranti tre giorni fa dieci miglia a nord di Qaraboli. Sul fronte della prevenzione ieri si era appreso che mercoledì erano stati arrestati a Sabrata, a ovest di Tripoli, quasi 600 migranti che si apprestavano a partire per l'Italia a bordo di un vecchio peschereccio.(ANSAmed).

Anche per l'ANSA sono "clandestini" e non profughi in fuga da sevizie quotidiane.

http://www.ansamed.info/ansamed/it/notizie/rubriche/cronaca/2015/05/08/immigrazione-lana-libia-salva-altri-400-clandestini_b44182e6-4737-4d1a-ba33-1b91a2b42716.html

I migranti "salvati" dai pochi mezzi navali ancora in possesso delle diverse autorità locali che si dividono la Libia con il supporto delle milizie armate delle diverse tribu', le stesse che garantiscono ancora la fuzionalità dei porti e dei terminali petroliferi italiani ( ENI), stanno facendo il possibile per accreditarsi come partner dell'Unione Europea, al fine di impedire le partenze e ricacciare i migranti, che in Libia sono tutti ritenuti "illegali" verso i paesi di provenienza.

http://www.theguardian.com/world/2015/may/10/libya-people-smuggle-military-action-not-stop-multifaceted-trade

Era successo già lo scorso anno, ma allora la situazione era profondamente diversa, sul piano interno e sul piano internazionale.

http://dirittiefrontiere.blogspot.it/2014/06/la-guardia-costiera-libica-blocca-in.html

Da parte delle autorità libiche, divise su tutto, ma non sulla guerra ai migranti, si cerca oggi di evitare un intervento militare che potrebbe essere autorizzato dal Consiglio di Sicurezza delle nazioni Unite e che potrebbe aggravare ancora di più la instabilità del paese a tutto vantaggio di ISIS.

http://www.theguardian.com/world/2015/may/10/eu-considers-military-attacks-on-targets-in-libya-to-stop-migrant-boats

http://migrantsatsea.org/2015/05/10/un-security-council-draft-resolution-on-use-of-force-in-libya-to-call-for-use-of-all-means-to-destroy-the-business-model-of-the-traffickers/

A New York sembra che lo abbiano dimenticato. La Libia è l'unico degli stati di transito del nordafrica che non aderisce alla Convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati, e la rappresentanza dell'UNHCR che era operativa fino al mese di dicembre del 2013, giungendo a recuperare migranti in condizione di particolare vulnerabilità ( qualche migliaio all'anno) trattenuti nei centri di detenzione di Kufra e di Sebha, di Tripoli e di Misurata, oggi non è più presente ed ha dovuto precipitosamente abbandonare il paese. Come del resto hanno dovuto fare i militari italiani che ruotavano attorno all'ambasciata italiana, chiusa nel giro di una nottata, con una fuga precipitosa verso Malta, ed i militari della missione europea EUBAM Libia che doveva addestrare i nuovi poliziotti libici nelle operazioni di arresto e deportazione dei migranti "illegali".

http://eeas.europa.eu/csdp/missions-and-operations/eubam-libya/index_en.htm

http://eeas.europa.eu/csdp/missions-and-operations/eubam-libya/pdf/20140413_eubam_libya_press_release_en.pdf

Ecco quello che si muove davvero dietro le dichiarazioni fumose dei leader europei tutte improntate alla caccia ai "nuovi schiavisti" in Libia. Nessuna attenzione sostanziale per le vittime delle dittature e delle guerre.

 http://www.eubusiness.com/news-eu/europe-migrants.1146

http://en.rsf.org/erythree-eu-plans-to-provide-eritrea-s-28-04-2015%2C47814.html

http://asmarino.com/press-releases/4379-re-eu-s-development-aid-to-the-eritrean-government

http://www.defensenews.com/story/defense/policy-budget/warfare/2015/05/02/europe-weighs-bombing-migrant-boats/26639047/

 Adesso si rischia di ripetere la situazione terribile del 2010, quando l''Italia, dopo le denunce alla Corte Europea dei diritti dell'Uomo ( Italia poi condannata nel 2012 sul caso Hirsi ), fu costretta ad interrompere i respingimenti collettivi eseguiti direttamente dai mezzi della Guardia di Finanza a partire dal 6 maggio 2009. Nel corso del 2010 si sperimentò la delega alla guardia costiera libica per gli interventi di "salvataggio" e le persone in fuga venivano bloccate in mare e rigettate nei centri di detenzione libici . In quel periodo però Gheddafi controllava strettamente l'intero territorio, combatteva le organizzazioni di trafficanti, allora soprattutto nigeriani, e le autorità militari libiche si potevano valere allora della collaborazione a distanza delle autorità italiane e soprattutto delle 12 motovedette regalate a più riprese dal governo italiano, sulla base del Trattato di amicizia del 2008 e dei protocolli operativi firmati dal governo Prodi- Amato nel dicembre del 2007.

 http://www.hrw.org/news/2009/05/07/italylibya-forced-return-migrants-violates-rights

http://www.ecre.org/topics/areas-of-work/access-to-europe/88-pushbacks-to-libya.html

http://www.hrw.org/news/2010/09/16/libya-end-live-fire-against-suspected-boat-migrants

http://www.amnesty.it/libia-malta-rapporto-rifugiati-migranti-e-richiedenti-asilo

http://www.meltingpot.org/Respingimenti-verso-la-Libia-L-Italia-condannata-dalla.html#.VU-gyFIcRsc

 Non sappiamo se queste operazioni di "salvataggio", portate avanti in questi giorni da poche unità navali ancora in possesso dei libici, siano conseguenza soltanto della volontà di accreditarsi come partner credibili dell'Unione Europea nelle operazioni di "contrasto dell'immigrazione illegale", oppure se siano conseguenza di un diverso dispiegamento di unità militari europee, ormai abbastanza numerose al limite delle acque territoriali libiche, in funzione di blocco navale e non di salvataggio.
 Di certo si tratta di salvataggi che non salvano e per chi viene riportato a terra in Libia continuano torture e stupri, ormai lo raccontano tutti quelli che riescono ad arrivare in Sicilia.

http://www.maltatoday.com.mt/news/world/52749/tripoli_pledges_migrant_deportation_armed_border_partols_to_quell_eu_strike#.VU-ZAFIcRse

http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/africaandindianocean/libya/11578241/Migrants-being-held-in-cages-at-Tripoli-zoo-by-Libyan-armed-groups.html

http://www.defenceweb.co.za/index.php?option=com_content&view=article&id=39071:libyas-coast-guard-detains-almost-600-african-migrants&catid=87:border-security&Itemid=188

http://www.middleeasteye.net/news/inside-one-libya-s-detention-centres-female-illegal-migrants-1687692480

Libya’s national salvation government of Tripoli has decided it will deport migrants in the North African country back to their home countries, in a high-level decision taken on Wednesday.

The Islamist-led Libya Dawn, which contests the authority of the internationally-recognised government led by Abdullah al Thani in Tobruk, convened on Wednesday 6 May to purposely discuss “methods capable of ending this phenomenon.”

The move was sparked by EU plans to seek a United Nations Security Council resolution to be able to carry out military attacks on Tripoli port in a bid to destroy smugglers’ boats.

Thousands have died at sea trying to cross into Europe, prompting calls for wider search and rescue mandates.

“The National Salvation Government is committed to take all necessary measures… of preventing the continuity of illegal immigration, and will adopt all deterring measures against the violators.”

It also said that it would cooperate with the EU and neighbouring countries to stem the flow of migration from sub-Saharan Africa.

In a statement, the Tripoli government said it had followed “with deep concern, the phenomenon of illegal immigration crossing through the Libyan territories into Europe generally and Italy particularly, leaving greater burdens suffered by the immigrants, leading in most cases to the drowning and death of vast numbers among them.”

In a meeting with interim prime minister Khalifa al Ghawi, Tripoli said it would assign the Illegal Immigration Authority to carry out the following:

  • Improvement of healthy and living conditions of detainees up until they are deported;
  • Finding convenient detention sites for women and children in particular;
  • Endeavour to deport the detainees to their home countries;
  • Address immigration source states, such as Mali, Niger and Somali, by the foreign ministry in order to cooperate in stopping the flow of immigrants to Libya through its southern borders;
  • Deployment of armed troops to patrol the sites from where the immigrants travel.
The measures effectively prevent migrants from securing any form of access to request asylum or other forms of protection.

The high-level meeting included the minister of interior, minister of local government, leaders of security bodies, and governors from municipalities on the Mediterranean coast.

The meeting resolved to set up “an operation chamber” to stem the flow of migrants.

The EU’s external relations representative Federica Mogherini will on Monday seek a Security Council resolution to carry out the attacks on smugglers’ boats in Tripoli.

But the move is expected to meet resistance from Russia, which has said it would veto any such military plans.

Even Tobruk’s ambassador to the UN, Ibrahim Dabbashi, has told AP that Libya rejected the EU plan and that his government “hasn’t even been consulted and rul[ed] out EU forces on Libyan soil ‘at this stage’… ‘We will not accept any boots on the ground’.”

Dabbashi also criticised expanded rescue operations: “He called the idea of deploying more boats to the waters off Libya to save migrants a ‘completely stupid decision’ because it would encourage even more migrants to come to his country, further burdening local authorities.”

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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