Powered by Blogger.

Archivio blog

Search

domenica 10 maggio 2015

Muoiono due migranti giunte con gravi ustioni a Lampedusa il 17 aprile scorso e altri combattono tra la vita e la morte. I piani europei non prevedono canali umanitari protetti, e mirano a contenere nei paesi di transito persone in fuga da guerra e dittature. I trafficanti ringraziano.



Generalmente non pubblichiamo immagini di migranti dopo gli sbarchi, e tanto meno di minori, ma queste immagini sono state diffuse direttamente dalle Nazioni Unite e devono fare riflettere su quello che sta succedendo davvero in queste settimane in Libia. Non era mai successo che tante persone arrivassero in Italia così massacrate, dopo il viaggio di avvicinamento alle coste del Mediterraneo e la traversata del Canale di Sicilia. Eppure qualcuno continua a diffondere messaggi rassicuranti ed immagini che dovrebbero tranquillizzare l'opinione pubblica, come nel caso della bambina nata a bordo di una nave militare, il pattugliatore Bettica, dopo il salvataggio. Si quelle foto le hanno utilizzate per giorni, altre come questa sono scomparse presto, davano troppo fastidio, la tutela dei minori non c'entra nulla. Le elezioni sono vicine.

http://www.onuitalia.com/2015/05/04/mediterraneo-bimba-nata-a-bordo-grazie-soccorso-marina-italiana/

Dobbiamo intenderci una volta per tutte. Prima le persone, poi l'arresto degli scafisti o dei trafficanti nei paesi di transito. I bombardamenti delle imbarcazioni degli scafisti o l'arresto a terra, con azioni di commando di quelli che sono ritenuti trafficanti, se non il bombardamento delle loro basi con i droni, non ridurranno il numero delle vittime. Anzi potrebbero farlo aumentare in modo esponenziale, gli "effetti collaterali" come la morte di civili colpiti per errore non mancherebbero, lo afferma uno dei due governi libici, il segretario ONU Ban Ki-moon e diversi paesi, anche presenti nel Consiglio di Sicurezza. Ma sembra che i diversi interessi economici e strategici che convergono oggi sulla Libia stiano spingendo il Consiglio di Sicurezza all'autorizzazione di "interventi militari mirati" contro i trafficanti e le loro basi, "operazioni di polizia internazionale" che addirittura potrebbero essere a guida dell'Italia.

http://www.lastampa.it/2015/05/10/esteri/verso-il-s-dellonu-alla-missione-in-libia-M3Swy3R7UnfzXMtJkpqteL/pagina.html

Un intervento militare in Libia che aveva avuto già nel 2011 effetti disastrosi, ma allora Renzi e la Mogherini si occupavano di altro.

http://www.unric.org/it/attualita/27375-il-consiglio-di-sicurezza-autorizza-tutte-le-misure-necessarie-per-proteggere-i-civili-in-libia-

 A Bruxelles sembra che dopo le dichiarazioni del Presidente della Commissione Europea Juncker sia in atto una svolta. come se, ai paesi europei che hanno sempre rifiutato qualunque apertura, si potesse imporre l'accoglienza di un certo numero di richiedenti asilo. Niente di più falso, solo aperture nominali che non ampliano il mandato operativo delle missioni Frontex, riconvertendole a missioni di salvataggio come era Mare Nostrum, non modificano sostanzialmente il Regolamento Dublino III che continua ad ingabbiare i profughi nel primo paese di ingresso nell'Unione Europea, e soprattutto non danno possibilità concrete di ingresso legale protetto in Europa a persone che fuggono da un paese come la Libia in mano alle bande criminali, se non alle milizie armate o ai tagliagole di Isis.

http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/gommone-della-morte-i-fatti.aspx

Un paese nel quale si è costretti a partire anche se si è gravemente ustionati e si dovrebbe essere curati in un ospedale, come è successo alla metà di aprile ad alcune decine di migranti che erano sopravvissuti allo scoppio di una bombola di gas in un campo di raccolta vicino al porto di imbarco nei pressi di Zuwara. In quella occasione erano morte diverse persone che si trovavano davanti alla bombola del gas che alimentava un fornello, e dopo l'imbarco forzato su un barcone, una donna era già morta in mare aperto per le ferite riportate prima della partenza. Altre donne, qualche ragazzo ed una bambina erano stati poi soccorsi in mare, sbarcati a Lampedusa e i migranti più gravi erano stati trasferiti negli ospedali di Palermo e Catania. Per alcuni di loro la mancanza di cure immediate in Libia ha aggravato le conseguenze delle ustioni subite e solo nell'ultima settimana due ragazze sono morte in un ospedale di Palermo. Altri migranti di quello stesso gruppo combattono ancora tra la vita e la morte.

http://www.serviziopubblico.it/2015/04/lampedusa-lo-sbarco-dei-rifugiati-ustionati-costretti-a-imbarcarsi-senza-cure/

Abbiamo chiesto che queste due ennesime vittime non fossero sepolte immediatamente e che ai parenti, già avvertiti dopo il primo riconoscimento effettuato dai compagni di viaggio, venisse data la possibilità di riconoscere le salme e di dare loro sepoltura. Non sarà facile fare arrivare i parenti in Italia e permettere il rimpatrio delle salme, perchè trattandosi di persone che provengono da paesi che non riconoscono i diritti umani e che sono in mano a governi dittatoriali, non si può contare su una collaborazione leale delle autorità statali, con le quali invece le autorità italiane, malgrado il mancato rispetto dei diritti umani, continuano a mantenere normali rapporti diplomatici.

http://www.onuitalia.com/2015/04/18/scafisti-stivano-ustionati-in-un-gommone-donna-arriva-morta-a-lampedusa/

 Ricordiamo quello che avvenne dopo la strage di Lampedusa nel 2013 quando gli emissari di alcuni servizi segreti di qualche paese di origine arrivarono sino a Lampedusa per schedare morti e vivi. Il processo di Khartoum avviato dall'Italia lo scorso anno, nel semestre di presidenza dell'Unione Europea, non distingue tra paesi democratici e paesi nei quali i militari hanno preso il potere e soggiogano la popolazione. Ed è sempre più intensa la collaborazione di polizia anche con quei paesi dai quali migliaia di ragazzi e ragazze sono costretti a fuggire per evitare il servizio militare forzato a vita, che, alla prima occasione di rifiuto, equivale a detenzioni arbitarie, torture ed abusi. Neppure chi fugge trova pace in Europa perchè ha sempre alle spalle i servizi segreti dei paesi dai quali è fuggito, ai quali anche nel civile spazio di Schengen si lascia una illimitata libertà di azione, e di ricatto.

 http://italiadallestero.info/archives/19191

http://www.popoli.info/EasyNe2/Primo_piano/Il_regime_eritreo_soffoca_l%E2%80%99opposizione_Anche_in_Italia.aspx

Oggi sarebbe auspicabile che le procedure di riconoscimento e di eventuale rimpatrio delle salme delle migranti decedute a Palermo fossero garantite dall'intervento imparziale di autorità come l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, l'OIM, la Croce Rossa internazionale.  Andrebbe evitato ogni intervento dei rappresentanti dei paesi di origine, laddove questo intervento non sia supportato dal monitoraggio dell'UNHCR e dell'OIM, e finalizzato al supporto delle famiglie delle vittime, senza tendere piuttosto a schedare ed a minacciare. Per tutti gli altri occorre dare una risposta all'appello lanciato dalla Croce Rossa internazionale.

http://archivio.internazionale.it/news/italia/2014/05/13/aprire-un-corridoio-umanitario-per-salvare-i-migranti

 http://ilmanifesto.info/leuropa-deve-fermare-la-strage-di-migranti-con-corridoi-umanitari-e-guida-onu/

 http://www.vita.it/it/article/2015/04/22/chiese-valdesi-e-santegidio-corridoi-umanitari-autofinanziati-con-l8x1/132889/

http://www.ifrc.org/en/news-and-media/press-releases/general/red-cross-launches-emergency-appeal-to-assist-migrants-crossing-the-mediterranean-and-landing-in-italy-/

Altre persone giunte in Sicilia dalla Libia il 17 aprile scorso combattono ancora contro la morte. Sappiamo tutti che i responsabili diretti delle loro sofferenze sono i trafficanti  che prima li hanno costretti a vivere reclusi per mesi in campi di raccolta sovaffollati, esposti ad ogni genere di abusi, e poi li hanno costretti ad imbarcarsi dopo avere subito gravissime ustioni, senza quelle cure immediate che avrebbero potuto salvare la vita. Riteniamo tuttavia che la responsabilità di queste vittime, di quelli che sono morti in Libia, di coloro che sono deceduti in mare a bordo dei barconi, ed adesso di queste vittime delle ustioni, riportate già prima della partenza, siano quei governi e quelle istituzioni europee che hanno respinto la richiesta di aprire corridoi umanitari dalla Libia e da altri paesi di transito, come la Tuinisia e l'Egitto, attraverso i canali diplomatici e consolari, con il riconoscimento di visti di ingresso per motivi di ricongungimento familiare o di protezione temporanea. Forse i droni ed i bombardamenti mirati sui porti libici elimineranno questi scempi, o piuttosto aggiungeranno scempio a scempio?

http://www.onuitalia.com/2015/04/18/scafisti-stivano-ustionati-in-un-gommone-donna-arriva-morta-a-lampedusa/

Occorre garantire una possibilità effettiva di ingresso legale protetto in Europa, ma senza fare ricorso ad interventi di polizia internazionale. Semmai occorrerebbe inserire nelle tratttative sui rapporti economici con i paesi di origine e transito una clausola che imponga il rispetto dei diritti umani e d el diritto di asilo. Non ci sono altre vie per sconfiggere le organizzazioni dei trafficanti in Libia ed in Italia. Il processo di Khartoum e gli accordi bilaterali o multilaterali ai quali si sta lavorando o che sono già operativi, ad esempio con il Sudan e la Nigeria vanno in una direzione opposta. L'inasprimento delle sanzioni penali, la distruzione dei barconi, e la ricerca dei trafficanti dei paesi di transito, non arrestano le partenze ma espongono soltanto a maggiore violenza chi si trova intrappolato nelle mani di organizzazioni criminali sempre più crudeli e determinate, alle quali le bande locali concedono larga autonomia. Succede in Libia, non solo sulla costa, ma anche in Niger ed in Sudan. Qualcuno vorrebbe bombardare mezza Africa per distruggere camion e gommoni ?

http://ilmanifesto.info/leuropa-deve-fermare-la-strage-di-migranti-con-corridoi-umanitari-e-guida-onu/

 Fa riflettere davvero che la ragazza deceduta ieri a Palermo, a seguito delle ustioni riportate in Libia,  avesse un fratello già riconosciuto asilante in un altro paese europeo e dunque avrebbe avuto diritto ad un visto per ricongiungimento familiare, anche secondo i canoni più restrittivi del Regolamento Dublino III, piuttosto che essere costretta alla traversata ( da illegale) dell'intera Libia, con la speranza poi di imbarcarsi verso la Sicilia. Una speranza che si è tramutata in tragedia.

http://www.repubblica.it/esteri/2015/05/09/news/migranti_la_svolta_dell_ue_tutti_gli_stati_membri_obbligati_ad_accoglierli_si_all_asilo_politico_europeo_-113912924/?ref=HREA-1

Domani vi diranno che in Europa si respira un'aria nuova e che il governo italiano è riuscito ad imporre  i temi dell'immigrazione e dell'asilo anche a livello mondiale, persino davanti alle nazioni Unite. Con quali risultati concreti per le vittime di oggi e di domani? 

http://www.left.it/2015/04/29/i-migranti-leuropa-e-juncker-che-da-un-colpo-al-cerchio-e-una-alla-botte/

http://www.huffingtonpost.it/2015/05/09/migranti-la-macedonia-juncker_n_7247740.html

Nessuno vi dirà che gli abusi che hanno subito le ragazze che sono morte in questi giorni a Palermo continueranno a ripetersi per altre migliaia di loro compagne e compagni, senza che le autorità europee, al di là degli annunci di "interventi militari mirati cotro gli scafisti, anche in acque internazionali" o su "campi di raccolta nei paesi di transito come il Sudan ed il Niger", facciano davvero qualcosa di utile per sottrarre queste persone alla morsa che stritola tante vite, tra regimi dittatoriali, sistemi di corruzione  operanti su scala transnazionale, polizie segrete di vari paesi ed organizzazioni criminali internazionali che lucrano proprio sulla mancanza di vie legali di ingresso in Europa. Domani nessuno potrà dire "Io non sapevo". L'ignoranza e l'indifferenza diventano colpe collettive.

http://www.migrantitorino.it/?p=30267

http://www.immigrazione.regione.toscana.it/lenya/paesi/live/contenuti/norme/circolare-2237-2014.html

Ecco vorremmo davvero che, quando ascolterete le dichiarazioni di chi propaganda successi italiani nei consessi internazionali come le Nazioni Unite, o grandi cambiamenti di rotta nelle politiche migratorie dell'Unione Europea, o ancora incalza per ottenere interventi di polizia internazionale in Libia, possiate riflettere sul dolore e sulla sofferenza espressa dagli sguardi di coloro che, fuggiti dalla Libia, sono sopravvissuti a tanto orrore, con ferite che si porteranno addosso per tutta la vita.  Guardando bene dentro quegli occhi capirete il danno che potrebbe ancora produrre una serie di "interventi militari mirati" a terra, o in acque libiche, contro i "nuovi schiavisti", attaccando con azioni di "polizia internazionale" i porti di imbarco e le imbarcazioni usate dagli scafisti, prima che possano partire dalla Libia.

http://www.lasiciliaweb.it/articolo/128357/sicilia/un-bimbo-di-6-mesi-tra-i-20-migranti-ustionati-e-salvati-a-bordo-di-un-gommone

http://video.tiscali.it/canali/Regioni/Sicilia/244850.html

 Puntare la comunicazione pubblica e le politche migratorie sul contrasto dell'immigrazione irregolare, definita anzi "illegale", senza garantire allo stesso tempo una realistica possibilità di fuga dai paesi di transito, in una cornice di legalità che può essere data solo da accordi politici e non certo dalle armi, significa anteporre alla vita delle persone le ideologie della paura e della falsa sicurezza, e dunque della guerra, magari camuffata da intervento di polizia internazionale.  Barriere fumogene, in tempi di crisi economica, che servono solo a garantire facili successi elettorali, ma che produrranno nel tempo un costante aumento del numero delle vittime a sud del Mediterraneo, nei mari che lo compongono, ed un imbarbarimento dei livelli di convivenza in Europa.

Intanto la realtà in Libia, nei campi di detenzione rimane questa, ed i racconti di chi riesce ad arrivare riferiscono violenze e stupri quotidiani, non basteranno certo droni e commando a porre fine a questo inferno. Occorre stabilire canali di evacuazione dei migranti dalla Libia verso i paesi limitrofi ed aprire canali umanitari, non ci sono alternative.In Europa deve essere riconosciuto un permesso per protezione temporanea a tutti i profughi provenienti dalla Libia. Sono tutti migranti forzati. Per chi sopravvive all'inferno dei campi di raccolta o delle prigioni, già esistenti in quel paese, nessuna distinzione tra "migranti economici" e "richiedenti asilo", in Libia sono tutti "illegali", corpi da schiavizzare e da vendere. In Europa devono trovare accoglienza e protezione.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/lampedusa-libia-video-choc-rifugiati-picchiati-torturati-prima-di-partire-per-europa-b52cad58-c206-48b4-8585-03646483fc70.html




0 commenti:

Posta un commento

Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


Diritti sotto sequestro