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martedì 9 giugno 2015

Le navi da guerra davanti alle coste libiche, già pronte agli interventi a terra, sono intanto costrette a salvare vite umane come impone il diritto internazionale del mare. A Catania accoglienza militarizzata e prelievo forzato delle impronte digitali.



http://www.lastampa.it/2015/04/24/esteri/pi-soldi-e-pi-mezzi-per-triton-lue-vara-un-mare-nostrum-bis-u3wcnsoEkoI8RnWlDShPVP/pagina.html

Prima i governi avevano detto che le navi inglesi non avrebbero fatto parte del dispositivo TRITON di Frontex e che avrebbero operato in autonomia. Adesso sono proprio le navi da guerra schierate davanti alla costa della Libia, anche per effetto dello spostamento a sud ( 50 miglia dalla costa libica) deciso da Bruxelles,  che eseguono il maggior numero degli interventi di salvataggio, in collaborazione con le navi di Frontex ed i mezzi di salvataggio della Marina militare italiana e della Guardia costiera. Ma sui limiti delle missioni di Frontex, e sulle conseguenti responsabilità, non si fa ancora chiarezza. Tutto sembra confondersi dentro i piani di lotta contro lo "smuggling", anche il rispetto effettivo dei diritti fondamentali delle persone.

http://www.statewatch.org/news/2015/may/eu-com-action-plan-against-migrant-smuggling-com-285-15.pdf

Si assiste anche al paradosso che quelle nazioni che mandano navi militari davanti alle coste libiche, dopo avere effettuato con le proprie navi gli interventi di salvataggio imposti dalle Convenzioni internazionali sul diritto del mare, si rifiutano di accogliere nei loro territori quei migranti che l'Unione Europea, meglio la Commissione Europea (vedremo se il Consiglio Europeo del 26 giugno resterà su queste proposte) vorrebbe ricollocare dai paesi di primo ingresso verso i paesi del Nordeuropa. Sempre più evidente il ruolo invasivo delle gerarchie militari in quelle che non sono più missioni di salvataggio, come erano lo scorso anno le operazioni di Mare Nostrum. Adesso gli scenari sono cambiati, non solo in Africa ma anche nel nostro paese.

http://catania.meridionews.it/articolo/34346/sigonella-tra-le-operazioni-triton-e-mare-nostrum-il-ruolo-della-base-nel-salvataggio-dei-migranti/

E sia chiaro, il coordinamento delle operazioni SAR ( ricerca e salvataggio) nel Mediterraneo centrale non è stato trasferito su Frontex ma rimane condiviso, sulle rispettive zone di appartenenza, in capo alle autorità italiane e maltesi.  Lo confermano le cronache della più grande strage del Mediterraneo, quella del 17 aprile 2015, una strage che piuttosto che innescare una risposta in termini di interventi di soccorso sta comportando una autentica svolta in senso repressivo delle politiche europee in materia di asilo e controllo delle frontiere. In quel caso si era trattato di un evento SAR, con decine di mezzi militari e civili, tutti coordinati dalle autorità italiane.

"Subito dopo il naufragio è stata messa in campo un'imponente operazione di soccorso, che ha coinvolto anche navi dell'operazione Triton, dell'agenzia Frontex: unità navali della Guardia Costiera, della Marina Militare italiana e maltese, mercantili e pescherecci di Mazara del Vallo (Trapani) - 18 mezzi in tutto, coordinati da nave Gregoretti, della Guardia Costiera, che ha assunto il comando dell'intervento".

http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/la-strage-dei-900-migranti.aspx

Le autorità maltesi ritengono di potere andare avanti nel tacito patto con le autorità italiane, cedendo tutte le iniziative di soccorso, con il concorso dell'imbarcazione di salvataggio dell'operazione MOAS che batte bandiera maltese ed ha comandante maltese, ma trasferisce i naufraghi sui mezzi di soccorso italiani, e solo una volta è antrata nel porto di Pozzallo, mentre non sembra che utilizzi La Valletta come porto di sbarco. E fa bene, se si pensa alla normativa maltese in materia di protezione internazionale e di detenzione dei richiedenti asilo.

http://guardiacostiera.it/organizzazione/centraleoperativa.cfm

http://www.agenziastampaitalia.it/politica/politica-nazionale/24973-le-operazioni-sar-nel-mediterraneo-tra-sicurezza-ed-emergenza-umanitaria-una-riflessione-giuridica

http://www.amnesty.it/flex/FixedPages/pdf/Vite_alla_deriva_ita_summary.pdf

 Ma questi taciti accordi tra Italia e Malta potrebbero saltare per l'arrivo tanto massiccio di navi da guerra nelle acque del Canale di Sicilia, non certo per salvare i migranti, ma per difendere interessi economici e militari. Anche in queste ore, malgrado la grande quantità di persone che sono state già soccorse, potrebbero verificarsi conflitti di competenza tra tante autorità militari coinvolte nelle operazioni navali a nord della Libia, con il ripetersi di altre stragi come quella che si verificò l'11 ottobre del 2013, proprio per un difetto di coordinamento tra le autorità italiane e quelle maltesi.

http://espresso.repubblica.it/inchieste/2013/11/07/news/la-verita-sul-naufragio-di-lampedusa-quella-strage-si-poteva-evitare-1.140363

http://gatti.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/10/30/i-bimbi-che-leuropa-ha-dato-in-pasto-ai-pesci/?refresh_ce

Oggi ci sono tante navi militari che gravitano davanti alle coste libiche, ma i conflitti di competenza potrebbero riesplodere molto presto perchè le linee operative di Frontex non sono ancora cambiate e molte navi militari, come quelle inglesi, operano al di fuori del dispositivo Frontex-Triton.

(ANSA) - Brussels, April 24 - The British Royal Navy's Bulwark helicopter carrier will reach the southern Mediterranean within a week, British government sources said Friday. The ship will conduct "search and rescue" operations in collaboration with EU border agency Frontex and Italian authorities, but independently of the EU's Triton border patrol and rescue mission, they said.
British Prime Minister David Cameron said Thursday the UK will help rescue people but won't allow migrants on its soil.
"We offer...the Bulwark, three helicopters and two patrol boats, on condition those saved be taken to the nearest safe country - probably Italy - and that they won't request asylum in the UK," he said before an emergency EU summit on migration.


Gli inglesi hanno già  inviato loro personale militare anche alla Centrale operativa della Guardia Costiera italiana a Roma.  Questo spiega le modalità e la "centralità" degli interventi di salvataggio della marina inglese.

Since the EU operation was established at the Foreign Affairs Council last month, as well as deploying HMS Bulwark and three Royal Navy helicopters, the UK has also contributed five military personnel to the Operational Headquarters, based in Italy.
The Operational Headquarters (OHQ) is now conducting initial planning with an aim to developing a comprehensive solution which will help the countries where these migrants come from to reduce the push factors for irregular migration; to build stability and create livelihoods; and to go after the criminal gangs and trafficking networks which are profiting from this activity.

https://www.gov.uk/government/news/hms-bulwark-conducts-largest-rescue-to-date 

Appare evidente che la nave inglese Bulwark è una nave portaelicotteri, che, con la giustificazione di dare la caccia ai trafficanti, potrebbe realizzare in tempi brevissimi "interventi mirati" a terra con incursori trasportati dagli elicotteri, prima che il Conisglio di Sicurezza delle Nazioni Unite decida di fornire una qualche parvenza di legittimazione all'intervento sul terreno in Libia. Una legittimazione che è stata già negata dal segretario generale Ban Ki-moon e che potrebbe essere superata dall'iniziativa autonoma di un gruppo di potenze europee.

http://www.independent.co.uk/news/uk/politics/mediterranean-migrant-crisis-millions-of-pounds-of-uk-aid-funding-could-be-diverted-to-stop-flow-of-people-from-libya-10303501.html

http://www.dailymail.co.uk/news/article-3115873/Eagle-eyed-Royal-Navy-sailors-catch-five-suspected-members-Libyan-people-smuggling-ring-hiding-masses-desperate-migrants-exploit.html?ITO=1490&ns_mchannel=rss&ns_campaign=1490

La militarizzazione delle frontiere comporta la militarizzazione dell'accoglienza, ed in violazione delle regole e delle garanzie previste nei Regolamenti Dublino III, ed Eurodac, le impronte vengono prelevate a sorpresa subito dopo lo sbarco a terra, prima di fornire assistenza e senza individuare con certezza minori e soggetti vulnerabili. A Catania sono già arrivati gli agenti di Frontex per sorvegliare le modalità di fotosegnalamento delle autorità italiane?


A Catania arrivano 1100 migranti: quale accoglienza?

E’ ancora in corso lo sbarco più grande nella storia della nostra città: oltre 1100 migranti fra cui 117 donne, di cui 9 incinte e 47 minori provenienti da Siria, Gana, Somalia, Congo. I  migranti sono  trasportati dalla royal navy inglese HMS  BULWARK ed intercettati da 7 gommoni e da un barcone nel Canale di Sicilia. Anche stavolta, come per i 2 sbarchi precedenti , dopo la foto segnalazione appena scesi dalla passerella, i migranti sono stati messi in fila in attesa della presa delle impronte digitali da parte della Polizia Scientifica (pratica che negli sbarchi a Palermo non viene eseguita): nonostante fossero presenti fra i migranti alcuni operatori dell’OIM, UNHCR e  Save the Children, abbiamo constatato che non venivano fornite le informazioni necessarie per far conoscere le conseguenze legali delle fatidiche impronte digitali. Da tempo denunciamo che così si distruggono i progetti di vita d’interi nuclei familiari, non bastano gli atroci lutti e violenze che i migranti subiscono in Nordafrica e nella traversata del Mediterraneo.

Alla fine delle operazioni in porto i migranti verranno trasferiti 150 in Campania, 100 in Val D’Aosta, 100 in Veneto, 50 in Abruzzo ed il resto al Cara di Mineo, scandalosa scelta quest’ultima da parte della Prefettura o del Ministero dell’Interno: forse non si sono ancora accorti che nel mega-Cara della vergogna ci sia da tempo qualche problema legale ed a farne le spese sono stati soprattutto i richiedenti asilo ed oltre che i contribuenti italiani.

In allegato comunicato stampa della Royal Navy e foto dello sbarco

Ct 8/6/2015                                                                                             Rete Antirazzista Catanese

http://www.bbc.com/news/uk-33055697 

Gli orientamenti europei, già prima dell'entrata in vigore del nuovo Regolamento Eurodac, sono verso il ricorso all'uso della forza e della detenzione per costringere i migranti al rilascio delle impronte digitali subito dopo l'ingresso nel territorio dello stato. Ma le nuove regole non sono ancora entrare in vigore, ed in ogni caso occorre garantire i diritti di informazione e di difesa.
 
http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs


https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10207088648164618&set=a.10207088647684606.1073741839.1533566440&type=3&theater
 


Fingerprinting by force: secret discussions on "systematic identification" of migrants and asylum seekersIncluding "fingerprinting [with] the use of a proportionate degree of coercion" on "vulnerable persons, such as minors or pregnant women"10.03.2015

Asylum seekers and irregular migrants arriving in the EU are supposed to be fingerprinted in their country of arrival, and to have their details placed in the EU's Eurodac database. If the individual later comes into contact with the authorities elsewhere, the country responsible for them - their "country of arrival" - can then be identified. In the face of a growing number of people entering the EU, some countries are either unwilling or unable to meet the legal requirement for fingerprinting. In response, the European Commission and Member States are now discussing, in secret, a set of "best practices for Member States to follow in order to ensure that their obligations under the Eurodac Regulation are fulfilled". The guidelines ultimately address "fingerprinting [with] the use of a proportionate degree of coercion" including on "vulnerable persons, such as minors or pregnant women". The aim is to "uphold the integrity of the Dublin Regulation" - the legal basis for Europe's asylum system, which many consider to be fundamentally flawed.
Fingerprints first
In October 2014 the Justice and Home Affairs Council called for the "systematic identification" of asylum seekers and irregular migrants, to ensure that they can be dealt with by the authorities of their country of arrival, as required under the EU's 'Dublin' system.
Member States were called to:

1. Ensure that fingerprints are taken on land, immediately upon apprehension in connection with irregular crossing of the borders, in full compliance with the Eurodac Regulation;
2. Take restrictive measures to prevent absconding in case migrants refuse fingerprinting, whilst respecting fundamental rights;
3. Inform migrants in a timely manner of their rights and obligations and consequences of non-compliance with rules on identification. [1]
EURODAC, an EU-wide database of asylum-seekers' and irregular migrants' fingerprints, contains information on three "categories" of person:

  • Category 1: applicants for international protection;
  • Category 2: persons apprehended crossing a border irregularly;
  • Category 3: persons found illegally present in a Member State.
Asylum-seekers often wish to reach an EU country other than the one in which they arrive, and in some cases the responsible authorities are tacitly accepting this. Italy has in recent months reportedly failed to register thousands of migrants despite the existence of guidelines, seen by Statewatch, which state:

"The refusal either of providing personal details or undergoing biometric details [sic] is a crime and results in judicial charges.
"The police authorities will anyway obtain pictures and fingerprints, even with the use of force, if necessary."
There is at least one report to suggest that the Austrian authorities are also reluctant to register migrants in Eurodac. [2]
One short-term response came in October, with the establishment of "trilateral controls" between Germany, Austria and Hungary - joint police patrols that attempt to prevent people leaving Italy. Hungary, Austria and Germany have recently set up a similar operation. [3] The European Commission, meanwhile, began looking at possible long-term responses in July 2014.
"Best practices"
In July 2014 the European Commission requested a survey of Member States to find out "what law and practices exist in Member States in order to take fingerprints for transmission to the Eurodac database, both of asylum applicants and of irregular migrants." [4]
The results were summarised in September 2014, based on responses from 25 EU Member States and Norway, a Schengen Associated Country:

"A majority of Member States (18…) do not permit or require use of coercive measures to take fingerprinting of applicants for international protection (Eurodac category 1)…
"…with regards to categories 2 and 3 of Eurodac data subjects: half of reporting Member States allow responsible authorities to use coercive measures, whilst the other half do not provide for this possibility." [5]
Rules on the use of force and coercion also differ from one state to another. For example, in Austria and Norway the use of force requires "a specific administrative decision", and in Bulgaria it needs "the authorisation of a judicial authority".
In four countries - Austria, Belgium, Estonia and Finland - "forcing the concerned person to be fingerprinted is considered inappropriate", and 18 of the 26 states that responded "do not have any other penalties in place for EURODAC data subjects who do not cooperate in the taking of fingerprints". Only seven states of the 26 apparently impose penalties on those who refuse fingerprinting - detention is possible in five states, and fines in the other two.
Notably, Italy was one of only three EU Member States not to respond to the questionnaire. The others were Greece - which is also known to be lax in its application of the Eurodac Regulation - and Denmark.
The authorities in the Czech Republic, Estonia, Malta and Poland reported that "they have never experienced in practice cases of refusal to be fingerprinted." However, Malta, along with France and the Netherlands, "reported that intentional damaging of fingerprints by applicants is a recurrent problem."
These findings led the Commission to draft a "non-paper" in October 2014, [6] proposing 10 steps to be followed by Member States' authorities trying to obtain fingerprints. This includes the possibility to use detention and/or force to obtain the fingerprints:

"In cases where the data-subjects have applied for asylum and refuse to cooperate in being fingerprinted, he/she may be detained in order to determine or verify his or her identity or nationality…
(…)
"If the initial counselling does not succeed, the data-subject should be informed that coercion may be used in order to take his/her fingerprints… officials trained in the proportionate use of coercion may apply the minimum level of coercion required…"
While the Commission was keen to stress to Statewatch that the paper is "an informal staff-level discussion paper" and "not a document representing any official position", it was intended to serve as a basis for formal decision-making. It contains:

"the Commission's services' suggested best practices for Member States to follow in order to ensure that their obligations under the Eurodac Regulation are fulfilled (and, thus, the integrity of the Dublin Regulation is maintained)… The objective is to reach a consensus on a set of agreed best practices for Member States to use."
Pass the parcel
On 9 October 2014 the Commission presented its paper to the Eurodac Contact Committee, through which national and EU representatives oversee the functioning of the Eurodac system. The issue was handed to the Council because "it was considered that the Eurodac Contact Committee had not been the appropriate forum for such a political discussion." [7]
The paper, in the form of a secret LIMITE document, was passed to the Council of the EU, where the discussion was taken up by the Strategic Committee on Immigration, Frontiers and Asylum (SCIFA). This is made up of national "higher-ranking officials" who draw up "strategic guidelines for EU cooperation in the fields of immigration, frontier [sic] and asylum". [8]
The minutes of that meeting note that: "Given its importance - as suggested by some delegations - it was agreed to invite the Asylum Working Party to pursue the examination of this non-paper." [9] However, according to a Council representative the paper "did not get a follow-up discussion" in any other Council body.
At the end of February Statewatch asked the Commission whether the "best practices" paper had been approved, and in what form. The Commission said:

"The issue of how to address the difficulties being encountered by some Member States in fingerprinting all asylum-seekers and irregular migrants intercepted crossing the external border is the subject of on-going discussions between Member States and with the Commission. Finding a common approach to this challenge is the underlying objective of these discussions."
When Statewatch asked whether there was a timetable for completing the discussions, and in what forum they were taking place, the Commission simply said they "don't have any more information to give on that."
It would thus appear that discussions on a set of guidelines that deal with the use of physical force and detention against asylum-seekers and irregular migrants are now being held in secret, despite - or perhaps because of - their highly political nature.
Given the Commission's role of upholding EU law, it is hardly surprising that it wishes to ensure that "the integrity of the Dublin Regulation is maintained". Others might consider that "the integrity of the Dublin Regulation" is not worth maintaining, if violence and detention are required to take people's fingerprints so that they can be "processed" by the authorities of a country that they would rather leave. Either way, campaigners, civil society organisations and members of national and European parliaments may want to know more about the ongoing discussions on the issue.
See also: Press release (pdf)

Further reading


Footnotes
[1] Presidency, 'Taking action to better manage migratory flows', 13747/14, 6 October 2014
[2] D. Parvaz, 'Italy's disappearing migrants', Al Jazeera, 23 July 2014; Wolfgang Bauer, 'This Is What It's Like to Flee to Europe With Syrians', Huffington Post, 23 December 2014
[3] 'Germany, Austria and Italy launch "trilateral controls" to deal with "the increasing numbers of refugees"', Statewatch News Online, November 2014; Tri-nation patrols at railway stations, The Budapest Times, 28 February 2015
[4] European Commission/European Migration Network, 'Ad-Hoc Query on EURODAC Fingerprinting', 22 September 2014
[5] European Commission, 'Summary of EMN Ad-Hoc Query No. 588 - Eurodac Fingerprinting', September 2014
[6] European Commission, 'Commission non-paper for SCIFA on Best Practices for upholding the Obligation in the Eurodac Regulation to take fingerprints', 13 October 2014
[7] European Commission, 'CONTACT COMMITTEE 9 October 2014 "Eurodac Regulation" (EU/603/2013)'
[8] Lithuanian Presidency of the Council of the EU, 'Meeting of the Strategic Committee on Immigration, Frontier and Asylum (SCIFA) of the Council of the EU'
[9] SCIFA, 'Summary of discussions', 16938/14, 15 December 2014


Questa la situazione allo sbarco sulla banchina di Catania. Qualcuno difenderà anche questa accoglienza. Il prelievo forzato delle impronte digitali può giustificare tutto questo ?

  More than 1,000 migrants rest after disembarking from the British assault ship HMS Bulwark at the Sicilian port of Catania after being rescued at sea, Italy (REUTERS)

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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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