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sabato 20 giugno 2015

L'inasprimento delle modalità applicative dei Regolamenti Dublino ed Eurodac costringe i migranti alla clandestinità ed al ricorso ad intermediari per fuggire verso il nordeuropa.Verso la crisi del sistema Schengen.


Non si sono soltanto le centinaia di migranti bloccati sugli scogli di Ventimiglia o respinti alla frontiera del Brennero, tra l'Italia e l'Austria. Quelli che vorrebbero attraversare queste frontiere, magari a piedi, non si vogliono vendere, e forse neppure possono, ai trafficanti di terra. Sulla loro pelle si gioca una partita che sposta anche l'attenzione da altri canali di passaggio e da altre questioni che l'Europa non è in grado di risolvere. Ma anche l'Italia gioca con il Regolamento Schengen alla frontiera friulana...a Tarvisio

http://www.lemonde.fr/immigration-et-diversite/article/2015/06/19/a-la-frontiere-franco-italienne-l-incessant-va-et-vient-des-migrants-refoules_4658294_1654200.html

http://m.repubblica.it/mobile/r/sezioni/politica/2015/06/15/news/_la_francia_viola_il_trattato_di_schengen_-116934085/

http://veritanwo.altervista.org/il-poliziotto-italiano-con-le-palle-che-tutela-i-migranti-minorenni-un-eroe-moderno/

http://www.huffingtonpost.it/2015/06/13/francia-viola-schengen_n_7576994.html

http://www.albengacorsara.it/2015/06/15/emergenza-migranti-interrogazione-europarlamentare-benifei-alla-commissione-ue-sulle-violazioni-di-schengen-da-parte-della-francia/

http://m.ilgazzettino.it/m/gazzettino/articolo/NORDEST/1415781

 Tanti altri, ancora migliaia di persone, spesso soggetti assai vulnerabili, come minori non accompagnati e donne in stato di gravidanza a seguito degli abusi subiti durante il viaggio verso il Mediterraneo, sono costretti a cercare intermediari ai quali affidarsi per tentare di superare a caro prezzo le barriere sempre più alte che i paesi europei innalzano contro coloro che fuggono dalla fame, dalle guerre o dalle persecuzioni.

http://www.ilgiorno.it/milano/immigrazione-clandestina-sgominata-rete-di-eritrei-trafficavano-esseri-umani-1.660271

http://www.telenovaragusa.com/2015/04/29/traffico-di-migranti-condannati-venti-somali/

Persone che non è più facile distinguere tra migranti economici o "irregolari", se non "clandestini" e richiedenti asilo, perchè dopo lo sbarco molti di loro tentano di sottrarsi comunque alle procedure di identificazione, nel tentativo di raggiungere un altro paese europeo, nei quali hanno legami sociali o familiari, o nei quali contano semplicemente di trovare un sistema di accoglienza dignitoso ed una qualche possibilità di integrazione. In Italia le condizioni del sistema di accoglienza sono tali che i paesi europei dovrebbero bloccare i trasferimenti Dublino, che invece sono sempre più frequenti. E non mancano casi nei quali dai centri di accoglienza si passa al carcere o in un CIE, anche se minori, magari solo per essere identificati.

http://www.lettera43.it/capire-notizie/migranti-l-accordo-di-chambery-da-ragione-a-parigi_43675174905.htm

http://www.radiortm.it/2015/06/17/va-in-carcere-il-tunisino-caduto-dal-2-piano-dellospedale-maggiore-di-modica/

http://www.asgi.it/media/comunicati-stampa/roma-minori-stranieri-trattenuti-nel-carcere-regina-coeli-per-essere-identificati/

 La stessa categoria dei cd. flussi misti, composta da migranti economici e (potenziali) richiedenti asilo, in auge fino a qualche anno fa, appare sempre più inadeguata a rendere la complessità dei movimenti dei migranti in questi ultimi mesi. Una categoria che viene adesso spazzata via dalla enciclica papale che chiede con urgenza, a tutti i paesi occidentali, una possibilità effettiva di ingresso, di accoglienza e di mobilità per tutti coloro che fuggono, oltre che dalle guerre e dalle dittature, dalla fame e dalla povertà, e dalle conseguenti malattie, che in tanti paesi di origine, annullano le prospettive di vita.

http://www.unhcr.it/sites/53a161110b80eeaac7000002/assets/543ba8d00b80ee6820005135/2manuale_praesidium.pdf

Il Regolamento Dublino III, ed il collegato Regolamento Eurodac sul prelievo delle impronte digitali a tutti i richiedenti asilo, confinano nel primo paese di ingresso nell'area Schengen coloro che vorrebbero proseguire oltre il loro viaggio. Chi può, non appena può, cerca di proseguire il viaggio.

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-06-16/profughi-e-diritto-d-asilo-regolamento-dublino-202452.shtml?uuid=ACBLFqB

http://www.repubblica.it/cronaca/2015/06/14/news/sul_treno_bolzano-innsbruck_dove_non_sali_se_hai_la_pelle_nera-116848306/

http://palermo.repubblica.it/cronaca/2015/06/21/news/passeur_catanese_arrestato_a_tarvisio_con_diciassette_profughi_nel_cassone_di_un_furgone-117369055/?refresh_ce

http://www.ticinonews.ch/ticino/241790/se-la-situazione-non-cambia-dovremo-chiudere-il-confine

Via via che si sono inasprite le modalità di prelievo delle impronte digitali, soprattutto dopo la circolare del ministero dell'interno del 26 settembre 2014, che prevedeva anche ( in un suo allegato) il ricorso all'uso della forza, sono aumentate le persone che sono rimaste sotto il ricatto dei trafficanti per proseguire il loro viaggio. E che si sono dovute arrendere ai ricatti degli internediari. Mentre è diventato sempre più rischioso il lavoro delle centinaia di persone che nelle stazioni ( e non solo) aiutano i migranti che cercano di partire verso nord. Un'attività che nel nostro paese rimane legale, a fronte della chiara disposizione dell'art. 12, comma 2 del Testo Unico sull'immigrazione n.286 del 1998, secondo cui " Fermo restando quanto previsto dall'articolo 54 del codice penale, non costituiscono reato le attività di soccorso e assistenza umanitaria prestate in Italia nei confronti degli stranieri in condizioni di bisogno comunque presenti nel territorio dello Stato".

Non è neppure punibile l'attività di assistenza agli immigrati "irregolari" se l'eventuale compenso non nasconde una finalità speculativa ma è proporzionato alla prestazione erogata.


http://www.stranieriinitalia.com/briguglio/immigrazione-e-asilo/2011/ottobre/trib-mi-alloggio-irreg.html

L'Unione Europea sembra adesso orientata a rinviare al 2016 le modifiche del Regolamento Dublino proposte da più parti , e dopo una schermaglia del tutto strumentale sulle quote di reinsediamento ( da paesi terzi) e di rilocazione ( in altri paesi europei) di un numero minimo di richiedenti asilo ( 40.000 in due anni), sembra orientata ad adottare una linea puramente repressiva, con l'estensione della possibilità di trattenimento amministrativo di chi non rilascia le proprie impronte digitali ai fini dell'inserimento nella banca dati Eurodac, e poi con un rinforzo del mandato di Frontex che potrebbe negoziare autonomamente con i paesi terzi operazioni di rimpatrio per tutti coloro che non dovessero chiedere od ottenere l'ammissione ad una procedura per il riconoscimento della protezione internazionale. 

 Il 15 giugno  il ministro dell'Interno francese Bernard Cazeneuve ha imposto un vero e proprio diktat che sarà fatto pesare nei prossimi vertici europei: bisogna che l'Italia accetti di creare dei centri «per distinguere i migranti economici irregolari dai rifugiati». l'Italia è già pronta all'apertura di dieci "hot spot" che dovrebbero appunto fungere da campi di selezione, identificazione e in alcui casi anche detenzione amministrativa dei migranti che sbarcano dalle navi militari, le unche per ora che svolgono attività di salvataggio in mare.

L'Italia è anche sul punto di adottare un Decreto legislativo che introdurrà la detenzione amministrativa nei CIE, fino a 12 mesi, per tutti i richiedenti asilo che ricevano un diniego da parte della competente commissione territoriale.

http://www.corriere.it/cronache/15_giugno_20/i-mancati-controlli-dell-italia-identificati-3-migranti-10-8e92d02c-1725-11e5-86ef-d7e3d30aa75b.shtml?refresh_ce-cp

 Esistono già i programmi per il ricorso alle caserme ed alle tendopoli per nuovi centri di trattenimento temporaneo, che dovrebbero costituire i dieci "hotspot" richiesti nei documenti esitati dalla Commissione europea. "Non luoghi" nei quali, con l'intervento di agenti di EASO ( l'Agenzia europea di supporto per i paesi in difficoltà nell'esame delle richieste di asilo) e di poliziotti di Frontex, che avranno adesso una sede fissa a Catania ed una delegazione stabile nel CPSA ( Centro di primo soccorso ed accoglienza) di Pozzallo, si dovrebbe procedere ad una prima selezione dei migranti sbarcati dopo le operazioni di soccorso, e quindi al rimpatrio di coloro che non chiedano immediatamente la protezione in Italia. Sembra addirittura che siano già in corso trattative tra il governo italiano, quello inglese e quello eritreo.

http://www.africarivista.it/italia-e-inghilterra-trattano-con-asmara-sulla-questione-migranti/59425/

http://lepersoneeladignita.corriere.it/2015/06/17/dai-gulag-dellasmara-alle-scogliere-di-ventimiglia-ecco-da-cosa-fuggono-gli-eritrei/

Di certo è sempre più forte la pressione dell'Unione Europea, Gran Bretagna e Francia in testa, per l'assunzione di "responsabilità" da parte dell'Italia che non dovrebbe fare passare più un solo migrante irregolare verso altri paesi europei. Prima chiedevano soltanto l'inasprimento delle regole applicative nel prelievo delle impronte digitali, che evidentemente continuano a non funzionare, adesso chiedono il trattenimento amministrativo in nuove strutture detentive provvisorie, per effettuare la selezione tra richiedenti asilo e migranti "irregolari" da respingere con il concorso delle nuove risorse destinate all'agenzia Frontex. Emerge da questo disegno la trappola nella quale è caduto il sindaco Bianco di Catania che ha accettato proprio nella sua città la sede decentrata dell'agenzia. Adesso si attende una fase assai cruenta nella quale le procedure di prima identificazione diventeranno sempre più violente e si verificheranno respingimenti collettivi in base ad accordi di riammissione con paesi che non rispettano i diritti umani. Soprattutto non si vede dove e con quali mezzi l'Italia predisporrà gli "hot spot" dove si dovrebbe effettuare la selezione tra i migranti "meritevoli" o "non meritevoli" di restare in Europa. Una valanga di danaro che sarà gettata in pasto ai soliti speculatori della sicurezza, con grave rischio di stroncare le vite di chi verrà comunque respinto.

http://www.sinistraecologialiberta.it/notizie/trasferimento-sede-frontex-in-sicilia-e-commissariamento-italia/

http://www.huffingtonpost.it/2015/06/17/expo-incontro-renzi-cameron_n_7602116.html

http://gds.it/2015/06/17/migranti-cameron-a-renzi-uniamo-le-forze-in-sicilia-contro-lemergenza_371334/

http://www.express.co.uk/news/uk/585885/Spies-target-Libya-people-traffickers 

Per queste operazioni di rimpatrio, e in prospettiva, di blocco delle persone, prima che possano imbarcarsi verso l'Europa, sono stati già stipulati diversi accordi di riammissione, come quelli con la Tunisia, l'Egitto e la Nigeria, che prevedono forme semplificate di riconoscimento della nazionalità, senza altri dati anagrafici, e dunque rendono molto rapide le operazioni di rimaptrio, con il grave rischio, verificato già in diverse circostanze, di privare le persone sottoposte a queste procedure di espulsione, in qualche caso anche di respingimento, di quelle garanzie di un ricorso effettivo che sarebbero accordate dalla Costituzione Italiana ( art. 24 ) e dalla Carta dei Diritti fondamentali dell'Unione Europea, oltre che dalla Convenzione europea a salvaguardia dei diritti dell'Uomo (art.13). Sempre alto il richio che attraverso identificazioni sommarie, magari per nazionalità, venga violato il divieto di espulsioni collettive sancito dall'art. 4 del Quarto protocollo allegato alla CEDU. E l'Italia ha già ricevuto due pesanti condanne per la violazione del divieto di respingimenti collettivi, nel caso Hirsi ( per i respingimenti effettuati nel 2009 verso la Libia) e sul caso Sharifi ( per i respingimenti effettuati a più riprese nel 2008 e nel 2009 da Ancona e Venezia verso la Grecia). Ma oggi, verso la Libia non si può proprio respingere nessuno.

http://www.dw.de/smugglers-operate-freely-in-libya-as-europe-struggles-to-act-on-mediterranean-migration/a-18527324

Sembra dunque destinato ad aumentare in modo esponenziale il numero delle persone che, dopo lo sbarco a terra, si sottrarranno ai controlli di polizia, anche quando siano state rilevate le loro impronte. Non si verifica ancora, del resto, una diffusa attività di informazione in frontiera, capace di raggiungere efficacemente tutti coloro che sbarcano, sulle possibilità di raggiungere legalmente i parenti che già si trovano in Europa. La lunghezza dei tempi necessari, in qualche caso, a seconda del paese di destinazione finale, la stessa incertezza sul buon esito della procedura, spinge la maggior parte delle persone che dovono lasciare l'Italia ad evitare il prelievo delle impronte digitali ( nelle modalità previste dal Regolamento Eurodac) ed a ricorrere ancora una volta ad intermediari, i cd. scafisti di terra.

https://lampedusauneile.wordpress.com/2015/03/13/prendre-les-empreintes-par-la-force-discussions-europeennes-sur-lidentification-systematique-des-exiles/

http://www.ansamed.info/ansamed/it/notizie/rubriche/politica/2015/06/16/ue-detenzione-migranti-legittima-come-estremo-rimedio_122c99bb-4b4a-46a2-a67f-d2cd6ba73a86.html

In queste ultime settimane, oltre ai consueti arresti di scafisti subito dopo lo sbarco, si sono registrati molti casi di arresti di intermediari di terra, in qualche caso ritenuti responsabili del reato di agevolazione dell'ingresso o della permanenza irregolare, in altri casi addirittura imputati per il reato di tratta di persone, come se fossero stati i collegamento diretto e coordinato con i trafficanti nei paesi terzi.

http://tgs.gds.it/2015/06/17/tratta-di-clandestini-da-palermo-a-catania-3-arresti_371349/

 http://agrigentoweb.it/tratta-di-persone-la-dda-chiede-il-processo-per-33-indagati-19_06_2015

http://www.videomediterraneo.it/notizie/cronaca/18451-agrigento-arresti-per-tratta-di-esseri-umani.html

 Senza entrare nel merito dei singoli casi, ancora coperti dal segreto istruttorio per quanto riguarda le carte processuali, e sui quali comunque devono essere ricordati principi basilari dello stato di diritto come la presunzione di non colpevolezza, il carattere personale della responsabilità penale, il principio di legalità nella limitazione della libertà personale, principi che devono valere anche nel caso di chi venga perseguito come scafista, o intermediario, o ancora come responsabile del reato di tratta, si può agevolmente rilevare come la repressione penale non abbia finora costituito l'atteso effetto dissuasivo rispetto alla commissione di questi reati, e dunque al ricorso, da parte di persone sempre più disperate, a chi li sfrutta e spesso li abusa. Nè sembra che l'arresto di un numero cospicuo di presunti scafisti, lo scorso anno, hanno ridotto significativamente il numero degli arrivi.

http://www.eubusiness.com/news-eu/italy-migrants.124n

 Semmai le organizzazioni criminali si sono affidate a persone che avevano qualche competenza nautica, come pescatori, ad esempio, scelti tra gli altri migranti per affidare loro i compiti di conduzione dei barconi, dietro la ricompensa del passaggio gratuito. Una circostanza che ha abbassato i livelli di sicurezza di imbarcazioni che, affidate a scafisti occasionali, si sono andate ad infrangere con frequenza ancora maggiore sulle fiancate delle grandi navi commerciali che, ancora nei mesi scorsi, si pensava potessero essere utilizzate a fini di soccorso, dopo il ritiro della missione Mare Nostrum.  E' una considerazione che si ricava da diversi rapporti internazionali oltre che dall'esperienza diretta di chiunque abbia ascoltato le testimonianze di coloro che comunque, malgrado tutto, sono riusciti ad entrare in Europa ed a raggiungere il loro paese di destinazione. La lunga lista di morti nel 2015, molti di più di quelli del corrispodente periodo dello scorso anno ( primi cinque mesi), potrebbe avvalorare questa considerazione.

http://livesicilia.it/2015/06/19/clandestini-trafficante-pentito-sbarchi-morte_640513/ 

http://www.internazionale.it/notizie/2015/06/18/europa-costi-respingere-migranti

Per contrastare più efficacemente il dilagare delle reti di trafficati di terra, non sempre collegati, come sembrerebbe emergere da alcune indagini, con le organizzazioni di trafficanti che hanno base nei paei di origine, o più spesso, di transito, come la Libia, l'Egitto o la Turchia, occorrerebbe fare esattamente quello che l'Unione Europea si ostina a non volere, anche per l'incapacità di una autentica svolta in questa materia, dopo le vittorie di partiti apertamente xenofobi o comunque schierati contro gli immigrati, in Gran Bretagna, in Danimarca, in Norvegia, e poi con modalità ancora più inquietanti, in Polonia, in Ungheria ed in Bulgaria. Ovunque stanno alzando nuovi muri, una nuova cortina di ferro che soffocherà l'Europa condannandola al declino economico, demografico e democratico.

http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Nuovi-muri-d-Europa-da-Calais-allUngheria-c4725770-3a08-487c-a9a6-e5a15ad7c4c4.html

http://www.internazionale.it/notizie/2015/06/16/no-accordo-quote-immigrazione-unione-europea

http://www.gadlerner.it/2015/06/16/esseri-umani-senza-documenti-validi-trattati-come-rifiuti-il-primo-passo-e-riconoscerli

Occorrerebbe modificare il Regolamento Dublino III con il riconoscimento reciproco ( da parte di diversi stati UE)  delle richieste di asilo e degli status che ne conseguono, in modo da favorire la mobilità seondaria di chi cerca di recuperare in Europa legami sociali e familiari. Occorrerebbe aprire canali di ingresso per lavoro nei diversi stati UE , in modo da decongestionare l'istituto dell'asilo, e contastare la piaga del lavoro nero. In partiolare si dovebbe concedere l'ingresso legale protetto, attraverso l'abolizione dell'obbligo di visto di ingresso, a quelle persone che fuggono da paesi come la Siria o l'Eritrea, dove più evidenti e generalizzati sono i fattori, anche multipli, di persecuzione. Ma andrebbe trovata una soluzione anche per quei tre milioni di siriani che si sono rifugiati in Giordania ed in Libano, prima che si rompa il fragile equilibrio di questi paesi. Una rottura che potrebbe avere immediati e devastanti effetti in Europa.
La priorità sarebbe certamente la soluzione della guerra in Siria e del conflitto interno in Libia, ma in attesa che l'Europa si faccia valere su queste questioni, ammesso che lo voglia veramente e che ci riesca,  piuttosto che prospettare "missioni impossibili" di carattere militare, occorrerebbe garantire canali legali di ingresso a tutti coloro che nei paesi di transito sono sottoposti quotidianamente a sevizie sempre più insopportabili, senza alcuna distinzione tra migranti economici e potenziali richiedenti asilo. Ed anche per questo motivo la distinzione tra la tratta di esseri umani ( trafficking) e il traffico di persone ( smuggling), che sulla carta delle Convenzioni internazionali appare nitida,  nella pratica si confonde di molto ( spesso chi parte volontariamente finisce vittima di tratta e chi fugge da una organizzazione che lo ha sottoposto ad un grave condizionamento, se riesce a fuggire, può rivolgersi successivamente ad altri intermediari, per raggiungere il paese di destinazione).

http://www.la7.it/piazzapulita/rivedila7/speciale-piazzapulita-crack-lesodo-16-06-2015-157331

http://www.asgi.it/tematica/tratta-sfruttamento-lavorativo/#

Ed è per questa ragione che si dovrebbero seguire con la massima attenzione i processi penali intentati nel nostro paese contro coloro che risultano, magari per un solo giorno, imputati per questi gravi reati sulle prime pagine dei giornali, quando vengono arrestati, ma che poi scompaiono in un limbo nel quale non vi è neppure certezza della pena e accertamento definitivo dei fatti ( molti processi infatti finiscono con patteggiamenti e con la liberazione anticipata degli imputati). Soprattutto si dovrebbe avere almeno altrettanta attenzione per le vittime di questi reati, ritornando all'applicazione originaria dell'art. 18 del Testo Unico 286 del 1998 sull'immigrazione, che prevede uno specifico permesso di soggiorno per protezione sociale per tutti coloro che vogliono sottrarsi al condizionamento di una organizzazione criminale, senza richiedere necessariamente una denuncia di qualche trafficante o intermediario. Come invece richiedono uffici giudiziari e questure, in virtù del richiamo ai Protocolli contro la tratta e contro il traffico allegati alla Convenzione di Palermo contro il crimine transnazionale del 2000. Una Convenzione che, negli anni, ha legittimato accordi bilaterali, anche con paesi di transito come quelli stipulati con la Libia enl 2008, che in nome del contrasto dell'immigrazione irregolare hanno consentito l'esecuzione di respingimenti e di rimpatri collettivi, a scapito delle garanzie minime dei diritti fondamentali che spettano a qualunque persona, quale che sia il suo stato di soggiorno regolare, o irregolare, nel territorio dello stato ( art. 2 del Testo Unico sull'immigrazione n.286 del 1998).

 http://www.unodc.org/unodc/human-trafficking/

http://www.unodc.org/unodc/en/human-trafficking/smuggling-of-migrants.html

http://www.whatsinblue.org/2015/05/briefing-and-informal-interactive-dialogue-on-the-smuggling-of-migrants-in-the-mediterranean.php

http://www.unodc.org/unodc/en/frontpage/2015/May/crime-commission-discusses-plight-of-smuggled-migrants-in-mediterranean-region.html

http://www.unodc.org/unodc/en/frontpage/2015/March/unodc-chief-outlines-strategy-to-address-smuggling-of-migrants-across-the-mediterranean.html

 Oggi 20 giugno, giornata di celebrazione dei diritti della persona migrante, e in tutti i prossimi giorni dell'anno, è di questo che dobbiamo parlare, perchè è forte il rischio che l'Unione Europea, sempre più in preda ad una crisi non solo economica, ma di valori, già nella prossima settimana, con il Consiglio europeo convocato a Bruxelles il 25 e 26 giugno, decida ancora una volta per una stretta repressiva e per nuovi accordi con i paesi terzi, per "bloccare" le partenze. Accordi che, magari nel quadro del cd. Processo di Khartoum, sarebbero l'ennesimo regalo fatto alle organizzazioni transnazionali che, al di là dei processi intentati dai giudici nazionali, continuano a proliferare sul proibizionismo delle migrazioni, che adesso si estende anche ai potenziali richiedenti asilo, costretti alla clandestinità.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Ue-da6f82e8-eae0-4d39-b407-db4f08d9d08b.html

http://www.asgi.it/ultime-notizie/eunavfor-med-loperazione-militare-dellue-nel-mediterraneo-in-gazzetta-europea/

http://migrantsatsea.org/2015/06/05/frontex-director-eu-military-operation-near-libya-may-shift-migration-routes-to-eastern-mediterranean/

http://ilmanifesto.info/secondo-il-guardian-anche-litalia-avrebbe-chiesto-alleritrea-di-bloccare-i-migranti/

https://passeursdhospitalites.wordpress.com/2015/05/22/nouveaux-risques-dexpulsions-vers-le-soudan/

https://lampedusauneile.wordpress.com/2015/02/20/le-processus-de-khartoum/

http://www.amnesty.it/Leader-del-mondo-abbandonano-i-rifugiati-al-loro-destino-condannandone-milioni-a-una-vita-di-miseria-e-migliaia-a-morire

 La caserma-centro di detenzione a Messina è già pronta, è la caserma Bisconte. E gli altri hot-spot dove i migranti saranno selezionati potrebbero essere a Pozzallo ed a Trapani... siamo già pronti. Li aspettiamo.

GUIDO RUOTOLO ROMA

Una stretta sulle espulsioni: procedure veloci di rimpatrio da attuare grazie ad accordi economici con i Paesi di provenienza dei migranti. Un potenziamento dei Cie, i centri di identificazione ed espulsione ridotti oggi al lumicino, che verrebbero portati a una capienza di almeno 2.000 posti letto. Un investimento sulle caserme abbandonate da requisire e da rendere praticabili per ospitare centri di accoglienza per richiedenti asilo. E, infine, la volontà di ridiscutere il regolamento di Dublino che prevede che i migranti debbano restare nel Paese in cui vengono identificati, se non ci sarà accordo al prossimo vertice europeo.

Editoriale- Se la Francia parla come madame Le Pen (Martinetti)
Editoriale - Il coraggio di guardare la realtà (Calabresi)

Sono queste le contromisure italiane per fronteggiare la crisi dell’accoglienza dopo le chiusure delle frontiere da parte della Francia e della Germania. Ecco i contenuti del “Piano B” che a poche ore dalle impegnative scadenze europee il premier Matteo Renzi aveva affacciato in una intervista al Corriere della Sera. Da qui l’intenzione di Renzi e del ministro dell’Interno, Angelino Alfano di trattare con i partner europei il superamento di Dublino sul fronte delle quote: stabili nelle percentuali e non volontarie ma «variabili perché il flusso degli arrivi è in crescita».

E così, mentre il governo si prepara ad affrontare la sfida con l’Europa, il capo della Polizia, il prefetto Alessandro Pansa, decide di mandare rinforzi alle frontiere Nord, consapevole che ormai il tema dell’accoglienza dei migranti si sta trasformando in una questione di ordine pubblico.

Al Viminale si fa notare che quello che sta accadendo in questi ultimi giorni ha due responsabili: la Francia e la Germania. «I francesi - denunciano - è vero che non hanno sospeso Schengen ma di fatto l’hanno violata mettendo i gendarmi schierati e bloccando nei fatti la frontiera di Ventimiglia».

Nati con la Turco-Napolitano, i Cie furono nel tempo trasformati in Centri di accoglienza. Ma oggi che si stanno firmando accordi di riammissione, c’è la necessità di dover riattivare quel meccanismo di identificazione necessario per rendere operativi i rimpatri.

All’indomani della Primavera araba, nel 2011, il nostro Paese è riuscito a sottoscrivere accordi bilaterali per la riammissione con l’Egitto, la Tunisia, la Nigeria e poi il Marocco. Solo l’anno scorso, dei 15.000 espulsi, 5.000 sono stati riaccompagnati con voli charter nei loro Paesi d’origine. Complessivamente, abbiamo organizzato 50 charter per l’Egitto e altrettanti per la Tunisia, e una ventina per la Nigeria.

Ieri, il governatore della Lombardia, Roberto Maroni (che tra l’altro ha ricevuto la telefonata del capo del governo), ha respinto le proposte di Renzi: «L’unico piano B praticabile sono i campi profughi in Libia e fermare le partenze: se Renzi ha in mente qualcosa di diverso sarà inefficace». In queste settimane anche a livello di comunità internazionale è stata evocata l’opzione di apertura di campi profughi in Libia (che resta il cuore dei problemi dopo la caduta di Gheddafi), nei Paesi del Nord Africa. Anche nel documento della Commissione europea si fa cenno a un progetto di centro di accoglienza in Libia ai confini con il Niger.

Ipotesi che per adesso sono sulla carta. In attesa, il Viminale preme l’acceleratore per trovare l’intesa di riammissione con i Paesi dai quali arrivano i migranti per motivi economici, consapevoli, per esempio, che gli eritrei hanno per diritto la protezione umanitaria e che se non vogliono fermarsi nei centri di accoglienza non possono essere fermati.

Due settimane fa è stato sottoscritto un accordo tra il nostro capo della Polizia e quello del Gambia. Forniture, supporti logistici, corsi di formazione in cambio di rimpatri. Ora si sta trattando con Costa d’Avorio, Senegal, Bangladesh. Ma con paesi come il Mali o il Sudan che non vogliono sentir parlare di accordi di riammissione, dovrà scendere in campo la Farnesina. Sono questi i Paesi da dove partono sostanzialmente i flussi migratori per motivi economici che transitano da noi. Solo in questi primi cinque mesi e passa del 2015: 5.725 nigeriani, 3.224 dal Gambia, 2.563 dal Senegal, 2.290 dal Mali, 1.354 da Costa d’Avorio. I centri e la rete di accoglienza dei comuni sono saturi. Se non si sblocca il contenzioso con l’Europa, intanto si apriranno le caserme: 2 in Veneto, una a Civitavecchia, Messina e Brescia.










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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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