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venerdì 26 giugno 2015

L'Unione Europea sbarra gli ingressi, tratta con i dittatori nel Processo di Khartoum ed impone all'Italia deportazioni e hot spot, come centri di identificazione e detenzione temporanea. Si rinviano al 2016 le misure di solidarietà, a partire dalla Revisione del Regolamento Dublino III.


L'Unione Europea sbarra gli ingressi, tratta con i dittatori nel Processo di Khartoum ed impone all'Italia deportazioni e hot spot come centri di identificazione e detenzione. Rinviate al 2016 le misure di solidarietà, a partire dalla Revisione del Regolamento Dublino III.

http://www.euractiv.fr/sections/justice-affaires-interieures/le-conseil-europeen-va-t-il-claquer-la-porte-aux-migrants?utm_source=EurActiv+Newsletter&utm_campaign=a983f314a2-newsletter_derni%C3%A8res_infos&utm_medium=email&utm_term=0_da6c5d4235-a983f314a2-78122657

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Il-vertice-Ue-sui-migranti-chiaroscuri-di-un-accordo-al-ribasso-66c32323-d98a-46e2-9f21-137331ef7b86.html

http://www.internazionale.it/notizie/2015/06/24/l-unione-europea-imporra-misure-coercitive-ai-migranti-irregolari

Questo il testo quasi definitivo delle decisioni adottate dal Consiglio Europeo del 25-26 giurno



PROGETTO DI

CONCLUSIONI


modifiche unicamente nei punti da 1 a 9
I.            MIGRAZIONE
1.           L'Europa necessita di un approccio alla migrazione equilibrato e globale dal punto di vista geografico che si basi su solidarietà e responsabilità. In seguito alle decisioni prese dal Consiglio europeo lo scorso aprile, sono state adottate misure concrete volte a evitare ulteriori perdite di vite umane in mare, a individuare nuovi modi per contrastare i trafficanti e a intensificare la cooperazione con i paesi di origine e di transito, rispettando al tempo stesso il diritto di chiedere asilo. L'avvio dell'operazione EUNAVFOR MED, deciso il 22 giugno dal Consiglio, costituisce un importante contributo al riguardo. L'intervento operativo inteso ad affrontare i trafficanti e i passatori secondo il diritto internazionale costituisce una parte essenziale del nostro approccio globale.
2.           Oltre all'agenda europea sulla migrazione della Commissione, occorre portare avanti i lavori sotto tutti gli aspetti di un approccio globale e sistemico.
3.           Sono necessari maggiori sforzi, incluso il rafforzamento della gestione delle frontiere esterne dell'Unione, per contenere meglio i crescenti flussi migratori illegali. Oggi, il Consiglio europeo si è concentrato su tre aspetti chiave che devono avanzare parallelamente: ricollocazione/reinsediamento, rimpatrio/riammissione/reintegrazione e cooperazione con i paesi di origine e di transito. Il Consiglio valuterà periodicamente i progressi relativi a tutti e tre gli aspetti e riferirà nei prossimi mesi dell'anno.


Ricollocazione/reinsediamento
4.           Alla luce dell’attuale situazione di emergenza e del nostro impegno a rafforzare la solidarietà e la responsabilità, e in linea con la decisione adottata ad aprile in tutti i suoi aspetti, compreso il punto 3, il Consiglio europeo ha raggiunto un accordo sulle seguenti misure correlate, intese ad assistere 60.000 persone:
a)           la ricollocazione temporanea ed eccezionale, su un periodo di due anni, dagli Stati membri in prima linea Italia e Grecia ad altri Stati membri, di 40.000 persone in evidente bisogno di protezione internazionale, alla quale parteciperanno tutti gli Stati membri[1];
b)           la rapida adozione da parte del Consiglio di una decisione che crei un meccanismo temporaneo ed eccezionale in tal senso; a tal fine tutti gli Stati membri1 raggiungeranno un accordo per consenso entro fine luglio sulla distribuzione di tali persone, rispecchiando le situazioni specifiche degli Stati membri;
c)           la creazione di zone di confine strutturate e strutture di accoglienza e prima accoglienza negli Stati membri in prima linea con l'attivo sostegno degli esperti degli Stati membri e dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO), di Frontex e Europol, al fine di assicurare prontamente identificazione, registrazione e rilevamento delle impronte digitali dei migranti ("punti di crisi"). Ciò consentirà di distinguere coloro che hanno bisogno di protezione internazionale da coloro che non ne hanno. La Commissione redigerà entro luglio 2015, in stretta cooperazione con gli Stati membri ospitanti, una tabella di marcia sugli aspetti giuridici, finanziari e operativi di tali zone e dispositivi;
d)           la fornitura immediata di una maggiore assistenza finanziaria agli Stati membri in prima linea al fine di contribuire ad alleviare i costi legati alla ricezione e al trattamento delle domande di protezione internazionale;
e)           il principio l'accordo in base al quale tutti gli Stati membri parteciperanno, anche attraverso programmi multilaterali e nazionali, al reinsediamento di 20.000 sfollati in evidente bisogno di protezione internazionale, rispecchiando le situazioni specifiche degli Stati membri.


Rimpatrio/riammissione/reintegrazione
5.           Politiche efficaci di rimpatrio, riammissione e reintegrazione per coloro che non hanno diritto alla protezione costituiscono un elemento fondamentale della lotta alla migrazione illegale e contribuiranno a dissuadere le persone dal porre a rischio la propria vita. Muovendo dalle idee presentate dalla Commissione al Consiglio il 16 giugno[2], saranno mobilitati tutti gli strumenti a disposizione al fine di promuovere la riammissione dei migranti irregolari nei paesi di origine e di transito. In particolare:
a)     l'alto rappresentante dovrebbe avviare quanto prima dialoghi ad alto livello con i principali paesi di origine dei migranti irregolari, in stretta cooperazione con gli Stati membri. Il Consiglio, unitamente alla Commissione, preparerà un pacchetto globale per sostenere i negoziati con i paesi terzi interessati;
b)     la Commissione garantirà che gli impegni in materia di riammissione, segnatamente quelli assunti nell'ambito dell'accordo di Cotonou, siano attuati in modo efficace non appena possibile e che i negoziati in corso sugli accordi di riammissione siano accelerati e conclusi al più presto e che siano avviati nuovi negoziati con altri paesi terzi;
c)     in base al principio "più progressi, più aiuti", l'assistenza e le politiche dell'UE saranno impiegate per creare incentivi all'attuazione degli accordi di riammissione esistenti e alla conclusione di nuovi accordi. Gli impegni stabiliti negli accordi commerciali riguardo alla presenza temporanea di persone per la prestazione di servizi dovrebbero essere impiegati come incentivo per concludere accordi di riammissione e gli strumenti della politica di sviluppo dovrebbero rafforzare lo sviluppo di capacità locali, anche in materia di controllo di frontiera, asilo, contrasto del traffico di migranti e reintegrazione;
d)     gli Stati membri daranno piena attuazione alla direttiva rimpatri impiegando pienamente tutte le misure da essa previste per garantire il rapido rimpatrio dei migranti irregolari; le decisioni di rimpatrio adottate dagli Stati membri saranno inserite nel sistema d’informazione Schengen;


e)     entro luglio 2015 la Commissione stabilirà le modalità con cui Frontex fornirà sostegno immediato in materia di rimpatri agli Stati in prima linea. La Commissione ha annunciato la sua intenzione di proporre modifiche al regolamento Frontex al fine di rafforzare il ruolo di tale agenzia, segnatamente affinché possa avviare operazioni di rimpatrio;
f)      al fine di accelerare il trattamento delle domande d'asilo, entro luglio 2015 la Commissione stabilirà le misure da adottare per impiegare l'EASO al fine di coordinare l'attuazione delle disposizioni sul paese d'origine sicuro figuranti nella direttiva sulle procedure d'asilo. La Commissione ha indicato la propria intenzione di rafforzare le disposizioni sul paese d'origine sicuro della direttiva sulle procedure d'asilo, compresa l'eventuale redazione di un elenco comune dell'UE relativo ai paesi d'origine sicuri;
g)     si renderanno rapidamente disponibili mezzi adeguati a sostegno di un'efficace politica di rimpatrio dell'UE; si invita inoltre la Commissione a presentare proposte al riguardo nel contesto del bilancio dell'UE per il 2016 e a istituire un apposito programma europeo di rimpatrio.
Cooperazione con i paesi di origine e di transito
6.           È fondamentale rafforzare la nostra cooperazione globale con i paesi di origine e di transito, sia per arginare i flussi migratori irregolari sia per affrontare le cause profonde della migrazione, al fine di ridurre gli incentivi alla migrazione illegale e contrastare le reti dei trafficanti. L'aiuto allo sviluppo avrà un ruolo importante al riguardo.


7.           Un autentico partenariato tra i paesi europei e africani, che lavorino insieme per affrontare la migrazione illegale in modo integrato, è essenziale. Il vertice di La Valletta cercherà in particolare di ottenere, insieme ai partner africani, i seguenti risultati:
a)             assistenza ai paesi partner nella lotta ai trafficanti;
b)             una cooperazione rafforzata in merito a una politica di rimpatrio efficace;
c)           un approccio più mirato alla cooperazione allo sviluppo e il potenziamento degli investimenti in Africa al fine di affrontare le cause profonde della migrazione e di fornire opportunità economiche e sociali.
Il Consiglio preparerà proposte per ambiti di cooperazione con i paesi di origine e di transito per il vertice di La Valletta.
8.           L'UE intensificherà inoltre la sua cooperazione con la Turchia e i pertinenti paesi del Medio Oriente (in particolare Iraq, Giordania e Libano).
9.           Sarà organizzata una conferenza ad alto livello per affrontare le sfide poste dalla rotta dei Balcani occidentali.


II.          SICUREZZA E DIFESA
10.        Il contesto europeo della sicurezza è cambiato radicalmente. Ciò richiede interventi in tre settori interconnessi:
a)           a seguito dell'"Agenda europea sulla sicurezza" della Commissione e delle conclusioni del Consiglio del 16 giugno 2015, prosecuzione dei lavori sulla rinnovata strategia di sicurezza interna dell'Unione europea; la piena attuazione degli orientamenti in materia di lotta al terrorismo concordati nella riunione del febbraio 2015 rimane una priorità;
b)           continuazione ad opera dell'alto rappresentante del processo di riflessione strategica al fine di preparare una strategia globale dell'UE in materia di politica estera e di sicurezza, in stretta cooperazione con gli Stati membri, da sottoporre al Consiglio europeo entro giugno 2016;
c)           in linea con le conclusioni del Consiglio europeo del dicembre 2013 e con le conclusioni del Consiglio del 18 maggio 2015, prosecuzione dei lavori su una PSDC più efficace, visibile e orientata ai risultati, l'ulteriore sviluppo delle capacità sia civili che militari e il rafforzamento dell'industria europea della difesa. Il Consiglio europeo ricorda la necessità:
-    che gli Stati membri destinino un livello sufficiente di spesa per la difesa;
-    che il bilancio dell'UE assicuri finanziamenti adeguati all'azione preparatoria sulla ricerca connessa con la PSDC, aprendo la strada a un eventuale futuro programma di ricerca e tecnologia nel settore della difesa;
-    di promuovere una maggiore e più sistematica cooperazione europea in materia di difesa per creare le capacità chiave, anche tramite fondi dell'UE;
-    di mobilitare gli strumenti dell'UE per contribuire a contrastare le minacce ibride;
-    di intensificare i partenariati, segnatamente con l'ONU, la NATO, l'OSCE e l'UA;


-    di mettere in condizione e consentire ai partner di prevenire e gestire le crisi, anche attraverso progetti concreti di sviluppo di capacità in un ambito geografico flessibile.
Il Consiglio europeo manterrà regolarmente la politica di sicurezza e di difesa all'ordine del giorno.
III.       OCCUPAZIONE, CRESCITA E COMPETITIVITÀ
11.        Il Consiglio europeo ha concluso il semestre europeo 2015 approvando in linea generale le raccomandazioni specifiche per paese e chiedendone l'attuazione. Il Consiglio europeo ha accolto con favore l'accordo raggiunto sul Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) e ne ha chiesto la rapida attuazione.
12.        Le tecnologie digitali offrono enormi opportunità di innovazione, crescita e occupazione. Per beneficiare pienamente di questa rivoluzione tecnologica, dobbiamo affrontare la frammentazione del mercato, costruire infrastrutture di supporto, agevolare la digitalizzazione dell'industria, creare le condizioni per favorire la crescita in tutti i settori e proteggere i nostri cittadini. Il mercato unico digitale dovrebbe essere usato come veicolo di crescita inclusiva in tutte le regioni dell'UE. Pur sottolineando l'importanza di tutte le dimensioni della strategia della Commissione e perseguendo un'ambiziosa riforma del quadro per le telecomunicazioni, compreso un più efficace coordinamento in materia di spettro nel rispetto delle competenze nazionali, il Consiglio europeo ha convenuto quanto segue:
a)           il regolamento riguardante il mercato unico delle telecomunicazioni e la direttiva sulla sicurezza delle reti e dell'informazione devono essere adottati in tempi brevi; il pacchetto sulla protezione dei dati deve essere adottato entro fine anno;
b)           sono necessari interventi su componenti chiave della comunicazione della Commissione, in particolare al fine di:
-    rimuovere i rimanenti ostacoli alla libera circolazione delle merci e dei servizi venduti online e far fronte alla discriminazione ingiustificata fondata sull'ubicazione geografica;
-    garantire la portabilità del materiale online protetto da diritto d'autore e agevolare l'accesso transfrontaliero a tale materiale, assicurando nel contempo un elevato livello di protezione dei diritti di proprietà intellettuale e tenendo conto della diversità culturale, e aiutare le industrie creative a prosperare in un contesto digitale;


-    assicurare strumenti di investimento efficaci e migliorare il contesto dell'innovazione, con particolare riguardo alle PMI e alle imprese in fase di avviamento;
-    individuare le priorità di normazione rispetto alle principali TIC e conseguire rapidi risultati in tal senso;
-    assicurare il libero flusso dei dati;
-    valutare il ruolo delle piattaforme e degli intermediari online;
-    migliorare le competenze digitali.
13.        Il Consiglio ha preso atto della relazione sull'Unione economica e monetaria richiesta dal Vertice euro dell'ottobre 2014. Il Consiglio la esaminerà rapidamente al fine di concordare misure che possano essere adottate a breve termine, segnatamente per rafforzare la competitività e assicurare la reciproca compatibilità delle politiche nazionali nonché rendere più efficace il semestre europeo. Questo processo sarà portato avanti nel pieno rispetto del mercato unico e in maniera aperta e trasparente.
IV.    UK
14.        Il primo ministro del Regno Unito ha esposto i suoi piani per un referendum (sulla permanenza o l'uscita) nel suo paese. Il Consiglio europeo ha convenuto di tornare sulla questione in dicembre.
*


[1]           Fatta salva la situazione specifica del Regno Unito, dell'Irlanda e della Danimarca, conformemente ai protocolli 21 e 22 dei trattati. Il Regno Unito non parteciperà.
[2]   Doc. 10170/15.


I capi di governo europei, ed i media che sono a loro disposizione,  hanno dirottato l'attenzione generale sulla ricollocazione di 40.000 migranti in Europa su due anni, e sul residendiamento di altre 20.000 ( forse) persone dai campi profughi dei paesi terzi, per nascondere il fulcro delle decisioni del Consiglio Europeo, tutte orientate al blocco degli ingressi, alla detenzione di tutti i migranti che arrivano a scopo di identificazione, ed alla deportazione affidata all'Agenzia FRONTEX, di coloro che, sulla base di criteri ancora imperscrutabili, saranno ritenuti "migranti economici".

http://listatsipras.eu/blog/item/2999-la-doppia-vergogna-il-piano-europeo-sui-rifugiati.html 

Le decisioni più importanti non passano più dal Parlamento Europeo ma vengono prese in comitati ristretti e poi ratificate dalla Commissione e dal Consiglio Europeo. Si dovrebbe verificare la correttezza di queste procedure ed il rispetto delle norme procedurali e dei principi fondamentali sanciti nei Trattati europei. Se necessario occorrerà arrivare davanti alla Corte di Giustizia UE di Lussemburgo con un ricorso del Parlamento contro le decisioni del Consiglio. Come successe già negli scorsi anni, dopo i primi stravolgimenti delle regole operative della missione Frontex.

http://www.statewatch.org/news/2015/jun/eu-council-luxembourg-council-presidentcy-migration-10249-15.pdf

Torna in auge la Direttiva rimpatri 2008/115/CE, la Direttiva della vergogna, che si applicherà anche ai potenziali ricbiedenti asilo che rifiutano di farsi prelevare le impronte ( e di restare confinati per due anni, tanto dura una procedura) nei paesi di primo ingresso. Uno spiraglio rimane aperto solo per i minori non accompagnati, che potrebbero depositare la loro domanda di asilo nel paese nel quale si trovano e non soltanto in quello di primo ingresso, ma sulle procedure di assegnazione dell'età sarà battaglia.

http://www.limesonline.com/quo-vadis-nellue-nessuno-vuole-ospitare-i-migranti/78925

Renzi, il Commissario UE agli affari esterni Mogherini, i ministri Alfano e Gentiloni incassano l'ennesima sconfitta a livello internazionale, una sconfitta che cercano di "vendere" come un parziale successo sui principi di condivisione. In realtà non è in vista nessuna condivisione degli oneri di accoglienza derivanti dagli arrivi ( non solo i salvataggi in mare) dei migranti in Europa. Del resto la sola Ungheria ha avuto quest'anno un numero di migranti in transito ( 60.000) superiore a quello registrato dall'Italia, come altri paesi del blocco orientale. Dopo i diktat di Cameron e di Hollande, alle prese con l'emergenza umanitaria prodotta dalle poliriche di sbarramento alla frontiera interna di Calais, il binomio solidarietà/responsabilità ( intesa cone identificazione, detenzione e deportazione) si è capovolto e Renzi ha dovuto accettare il mantenimento dell'ingiusto Regolamento Dublino III, e la imposizione di centri di identificazione ed espulsione ( i nuovi hot spot ed hub, tanto per non fare capire nulla alle opinioni pubbliche dei diversi paesi).

Scrive Vladimiro Polchi oggi su Repubblica

Clandestini al Sud, rifugiati al Nord. La rete dell'accoglienza italiana è pronta alla rivoluzione. Addio vecchi centri, arrivano hotspot, hub chiusi e hub aperti. Cambia tutto, o quasi: le regioni di approdo dei migranti continueranno a sostenere il peso maggiore. Al Sud spetterà infatti accogliere migranti economici, irregolari e richiedenti asilo. Mentre, al Nord arriveranno solo i profughi. E così, se l'Europa frena sull'agenda immigrazione, al governo italiano non resta che premere sull'acceleratore delle espulsioni. "I richiedenti asilo si accolgono, i migranti economici vengano rimpatriati". Eccola infatti la ricetta targata Matteo Renzi per uscire dall'emergenza profughi. Peccato però che in Italia, se c'è una macchina che non funziona, è proprio quella delle espulsioni. Il nuovo piano del governo prova allora a cambiare le regole del gioco. Il Consiglio dei ministri ha approvato il 18 maggio un decreto legislativo di recepimento delle direttive Ue, che prevede hotspot per la prima accoglienza e hub regionali per identificazione e smistamento. Come funzioneranno?

"Spariscono tutti i centri di primo soccorso e accoglienza. Chi arriva sulle nostre coste verrà subito accolto in uno dei 5 o 6 hotspot che apriranno nelle regioni con punti di sbarco  -  spiegano dal Viminale  -  e dunque in Sicilia, Calabria e Puglia, forse anche in Campania". I luoghi per ora identificati sono Lampedusa, Augusta, Pozzallo, Porto Empedocle, Taranto. "Qui i migranti potranno rimanere non più di 48 ore". La seconda tappa sono gli hub, grandi centri di smistamento, distinti in "chiusi" e "aperti". I primi saranno 6 e verranno allestiti sempre nelle regioni di approdo, dunque al Sud. Qui si proverà a distinguere tra migranti economici irregolari e chi invece ha diritto all'asilo o qualche altra forma di protezione internazionale. "Chi non ha manifestamente diritto all'accoglienza e chi rifiuta di farsi identificare  -  precisano i tecnici del ministero dell'Interno  -  verrà trasferito nei Cie. Chi invece legittimamente fa richiesta di asilo


verrà trasferito nel circuito d'accoglienza Sprar o in un hub aperto".

http://www.repubblica.it/politica/2015/06/26/news/i_clandestini_al_sud_e_i_rifugiati_al_nord_il_viminale_taglia_in_due_la_rete_dell_accoglienza-117718718/?ref=HREA-1&refresh_ce

Le scelte politiche proposte dall'Italia, basate su premesse di fatto insostenibili, come l'appoggio delle Nazioni Unite alle "azioni mirate in Libia contro i trafficanti", proposte da Alfano dopo la strage del 18 aprile scorso, o la collaborazione con le peggiori dittature africane, al centro del Processo di Khartoum, altra proposta italiana dello scorso anno durante il semestre di presidenza, si sono disintegrate alla prova dei fatti.

http://ec.europa.eu/dgs/home-affairs/what-we-do/policies/european-agenda-migration/background-information/docs/communication_on_the_european_agenda_on_migration_it.pdf

http://www.cronachediordinariorazzismo.org/avramopoulos-egitto-processo-khartoum-profughi/

Se si va in Europa non conviene tentare di vendere "merce fasulla" o asserire di avere appoggi inesistenti da istituzioni come l'ONU che non hanno nessuna intenzione di avallare interventi sul terreno in paesi ad alto rischio come la Libia, o peggio da dittatori che sono solo interessati a schedare la diaspora dei profughi ed a ricevere aiuti militari e legittimazione politica, piuttosto che collaborare seriamente nelle politiche dell'Unione Europea per la "lotta all'immigrazione illegale". E continuano a girare false notizie sulle "missioni militari in Libia". In realtà solo scambio di informazioni ed intelligence, con attività di cooperazione pratica di polizia già in corso da tempo, vendute come nuove soluzioni ad un problema che si continua ad aggravare.

http://www.repubblica.it/esteri/2015/06/22/news/migranti_ue_ratifica_missione_navale_contro_gli_scafisti-117413878/

http://www.askanews.it/top-10/accordo-nella-notte-a-bruxelles-sui-rifugiati-renzi-soddisfatto_711544430.htm

In realtà a Bruxelles nessun accordo. Solo rinvii ad altre sedi, con il Consiglio europeo dei ministri di luglio, oppure formule che dicono e non dicono. Nessuna vera solidarietà condivisa. Adesso in Italia  prende corpo il cd, Piano B di Renzi, una politica di sicurezza innanzitutto e prassi di polizia molto vecchie, basate sulla detenzione amministrativa generalizzata a scopo di identificazione ed espulsione o rfespingimento dei cd. migranti economici, o almeno di quelli che saranno definiti come tali. Una scelta aberrante ed impraticabile, che scatenerà un conflitto sociale dalle conseguenze imprevedibili. Non si otterrà alcun aumento della percentuale di effettività delle procedure di allontanamento forzato, mentre si otterrà il risultato di arricchire i trafficanti, che speculeranno sulla clandestinità forzata imposta a tutti coloro che faranno ingresso in ITalia, ed i datori di lavoro in "nero" che potranno attingere a masse ancora più ampie di disperati in fuga verso la sopravvivenza .

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/486523/Economici-o-rifugiati-Se-i-poveri-del-mondo-diventano-migranti-di-serie-B

Diventa sempre più importante il monitoraggio delle struttere di accoglienza/detenzione e l'accesso all'assistenza sanitaria e legale per quanti saranno prima detenuti, a rischio di essere respinti, e poi abbandonati in una situazione di irregolarità che ne precluderà l'ingresso nel sistena di accoglienza. E forse anche questo costituisce un obiettivo di chi ancora oggi non si dimostra capace di costruire una alternativa al sistema di prima accoglienza dominato da una rete di gestori che appare ancora più ramificato ed opaco del sistema messo a nudo dall'indagine du Mafia Capitale. Un sistema di prima accoglienza nel quale i diritti vengono violati impunemente e del quale nessuno riesce a ricostruire costi effettivi e livelli di efficienza.

http://siciliamigranti.blogspot.it/2015/06/newsletter-siciliamigranti-maggio-2015.html

Sbarco a Catania di 500 migranti, pessima accoglienza al PalaSpedini
Ieri mattina al porto di Catania c’è stato lo sbarco di 497 migranti, fra cui 115 donne e 31 minori, di nazionalità eritrea, siriana e nigeriana. Una parte dei migranti (266) sono stati trasferiti ,per decisione della Prefettura di Catania, al PalaSpedini. Ieri sera abbiamo potuto monitorare le pessime condizioni d’accoglienza, il pasto distribuito, come pure l’acqua, non è bastato per tutti/e (c’erano alcu...ne donne, fra cui una incinta), per disposizioni di “ordine pubblico” le porte d’accesso sono rimaste chiuse, nonostante il caldo insopportabile. I migranti, dopo il salvataggio da parte del pattugliatore svedese “Poseidon”, hanno denunciato che per 3 giorni erano rimasti senza cibo ed acqua. La cosa più grave è stata la totale assenza di mediatori culturali che spiegassero loro dove si trovavano e cosa li attende. Stamattina abbiamo verificato che i materassini, per evitare di dormire sugli spalti della palestra, non sono arrivati; comunque stanno per essere trasferiti tutti/e in Nord Italia. Da anni richiediamo che gli enti preposti si attivino preventivamente per garantire un’accoglienza degna in città, ma invano; durante l’inverno si sarebbero potuti approntare luoghi più idonei per l’accoglienza, invece si assiste al solito scaricabarile fra le istituzioni preposte, sulla pelle dei migranti: basterebbe poco per garantire un servizio internet e di telefonia per permettere di avvertire i propri familiari che sono arrivati vivi, noi abbiamo distribuito un po’ di dizionari per facilitare la comunicazione. Purtroppo c’è chi pensa soprattutto alla visibilità mediatica per giustificare la scellerata scelta di trasferire la sede di comando dell’agenzia Frontex/Triton nella nostra città.
Ct 26/6/2015 Rete Antirazzista Catanese

Preoccupa davvero lo smottamento dell'opinione pubblica italiana che, sull'onda del fascismo democratico che sta avanzando in tutta Europa sotto i colpi della crisi economica, prende per buoni dati insesistenti che alimentano paura, odio ed esclusione. Ad alimentare la paura purtroppo ci pensano in tanti. Se gli attentati di matrice terroristica continuano in Europa, con un tempismo che sa di strategia politica, dobbiamo temere veramente una valanga di consensi per i partiti di destra che utilizzano l'allarme terrorismo contro i migranti.

http://video.repubblica.it/mondo-solidale/sui-migranti-italiani-ultimi-della-classe-per-disinformazione-e-strane-percezioni/205350/204443

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Attentato-vicino-Lione-un-morto-e-diversi-feriti-Corpo-decapitato-in-strada-712d09ee-dcd1-43b6-9129-019ca72da33a.html

Una parola ferma contro razzismi ed intolleranza, ma anche contro missioni avventate di guerra ai migranti nel Mediterraneo e non solo, viene da Francois Crepeau Rapporteur per i diritti umani delle Nazioni Unite. Le Nazioni Unite che non autorizzano missioni di guerra contro i trafficanti, ma che chiedono il rispetto dei diritti fondamentale della persona migrante, quale che sia lo status che le autorità di polizia gli intendono attribuire, richiedente asilo o migrante economico. nella stessa direzione dell'ultima Enciclica del Papa che tutti hanno fatto a gara per nascondere e dimenticare.

http://www.repubblica.it/esteri/2015/06/18/news/l_enciclica_laudato_si_di_papa_francesco_il_testo_integrale-117143256/?refresh_ce

Rapport du Rapporteur spécial sur les droits de l’homme
des migrants, François Crépeau
Tabler sur la mobilité au cours d’une génération: suite donnée
à l’étude régionale sur la gestion des frontières extérieures
de l’Union européenne et ses incidences sur les droits
de l’homme des migrants*



ap.ohchr.org/documents/dpage_f.aspx?m=97

http://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/Migrantsneedprotection.aspx

http://www.ohchr.org/FR/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=16135&LangID=E

http://daccess-dds-ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/N14/501/97/PDF/N1450197.pdf?OpenElement




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Presentazione

Un blog perché la cronaca quotidiana non diventi assuefazione, per contrastare la rimozione di problemi che sono prodotto di scelte politiche e di prassi amministrative che si nascondono dietro le retoriche dell'emergenza e della sicurezza. Prima di Lampedusa, prima dello sbarco, cronache di viaggi che spesso terminano in tragedie, poi notizie raccolte nei luoghi di sbarco e di accoglienza, dove si diffonde la detenzione informale e dove i diritti fondamentali dei migranti vengono compressi da una discrezionalità che si sottrae a qualsiasi controllo giurisdizionale, infine testimonianze di viaggio verso altri paesi, per trovare quel futuro e quella dignità che lItalia non garantisce più. E dunque fatti, persone, non numeri o dati, un racconto quotidiano che diventa memoria, ma anche impulso per modificare, in Italia ed in Europa, il quadro legislativo e le procedure applicate.


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